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2017

2017

 

18 - 19 MARZO 2017
SIENA

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6 LUGLIO 2017

E DOPO TRE GIORNI DI PIANTI E LAMENTI NON ABBIAMO RESISTITO E LO ABBIAMO TIRATO GIU' DAL SUO ALBERO!

MIMMINO

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SE

CANTO

4 febbraio 2017

 

Pochi attimi

 

Bastano pochi attimi

 

per fare un momento d’amore

 

ci sono dei momenti

 

che fanno tremare il cuore

 

bastano pochi battiti

 

a far vibrare il cuore

 

ci sono vibrazioni

 

che fremono d’amore.

 

Basta guardarti negli occhi

 

e il tempo non ha più senso

 

ci sono sensazioni

 

che esplodono da dentro

 

lascia che prenda le tue mani

 

lascia che il tempo non abbia domani

 

lasciami scivolare

 

sopra le onde di questo mare

 

mentre la luna bugiarda

 

ci invidia

 

e ci guarda

 

e il vento ci porta via

 

da qui

 

come due foglie che danzano al sole

 

da qui

 

come due piume soffiate

 

come due fiabe incantate

 

di mostri e di fate

 

e basta solo un momento

 

basta guardarti negli occhi

 

è il tempo non ha più senso

 

e basta un bacio d’amore

 

per fare un momento

 

le vibrazioni del cuore

 

un battito ancora

 

e anche il mostro s’innamora

 

di te

 

che sei la spuma leggera del mare

 

di te

 

che sei la brezza prima del temporale

 

mentre la luna bugiarda

 

ci invidia e ci guarda

 

e gli attimi volano via

 

lascia che prenda le tue mani

 

lascia che il tempo non abbia domani

 

lasciami scivolare

 

dentro un domani che diventa nostro

 

tu sei la fata di questa fiaba

 

e io che ti amo

 

non sono che inchiostro.

 

Con te bastano pochi attimi

 

per fare un momento d’amore

 

tu scrivimi di battiti

 

sulle carte di questo mare

 

tu lascia che trabocchi

 

la luna oltre l’immenso

 

ma basta guardarti negli occhi

 

e il tempo non ha più senso.

 

10 aprile 2017

 

Di noi

 

Un bacio lungo una vita

 

vent’anni di noi

 

nell’ampolla dell’amore

 

piccola, golosa reazione

 

innescata dal fato

 

e versata all’anima del mondo.

 

1° maggio 2017

 

In quel preciso istante

 

È in quel momento

 

in quel preciso istante

 

che non puoi inquadrare

 

fra un fu

 

e un sarà

 

l’attimo che non è stato

 

e non potrebbe essere

 

diverso dagli altri

 

perché vivo

 

puro

 

unico

 

in quel frangente

 

tutto assapori

 

e tutto sa

 

e poi è solo un ricordo

 

poi è già stato

 

il pianto di un’infanzia

 

la meraviglia dell’infinito

 

e il rosso delle fragole

 

sulle tue labbra.

 

È in quel preciso istante

 

che sei

 

perché prima eri un altro

 

e dopo chissà

 

ma in quel preciso istante

 

sei

 

perché quell’istante

 

è

 

qualunque esso sia

 

e non ve ne saranno altri

 

in cui potrai provare

 

ciò che in quel preciso istante

 

t’emoziona il cuore

 

foss’anche di noia

 

di dolore

 

o di morte

 

quel preciso istante

 

è,

 

prezioso

 

saturo

 

cosciente

 

è,

 

di vita.

 

27 maggio 2017

 

L’apprendista barbiera

 

Morbida

 

si appoggiò sulla sua pelle

 

leggera del suo peso

 

fredda

 

del suo calore

 

lenta muoveva

 

precisa

 

sapiente

 

a rinnovar

 

quel dai e vai di rischio

 

ad ogni colpo

 

e ad ogni colpo il rischio

 

una stilla di sangue

 

giù per la gola

 

e sulla guancia resta

 

la cifra di lei

 

netta linea rossa

 

a ricordar che lama.

 

8 agosto 2017

 

Seduto al Wild Beach Bar

 

Sere un bicchiere di vino

 

mi serve il coraggio

 

che avevo bambino

 

per fare quei passi

 

di sole cocente

 

per mettere ombra

 

fra il mare e la gente.

 

Sere un bicchiere di pace

 

mi prendo una sedia

 

e la brezza veloce

 

rilasso la mente

 

e mi siedo a guardare

 

il fiume che scorre

 

e si getta nel mare.

 

Sento la gente parlare

 

raccontano storie

 

che sanno di mare

 

raccontano e Giacomo

 

accende la brace

 

raccontano storie

 

di gente felice.

 

Versami un altro bicchiere

 

due gocce di liquido

 

sopra il mio cuore

 

due gocce di pace

 

che fanno sognare

 

un panino e una birra

 

e poi fammi un piacere…

 

…versami un altro bicchiere

 

due gocce di liquido

 

sopra il mio cuore

 

io resto seduto

 

col sole sul viso

 

rimango a godere

 

del mio paradiso.

 

Corrono i bambini

 

corrono anche i cani

 

lento scorre il fiume

 

dormono gli anziani

 

sbattono le onde

 

senza mai fermare

 

ogni andare via

 

è sempre ritornare

 

ballano le donne ballano

 

il sole brucia

 

sulla pelle morbida

 

e guardano

 

gli uomini guardano

 

sento profumo di felicità.

 

Sere un bicchiere di vino

 

la spiaggia dorata

 

i colori del mare

 

una birra e un panino

 

e poi fammi un piacere…

 

…versami un altro bicchiere

 

due gocce di liquido

 

sopra il mio cuore

 

io resto perduto

 

sul volto un sorriso

 

rimango a gioire

 

nel mio paradiso.

 

Ballano le donne ballano

 

il sole brucia

 

sulla pelle morbida

 

sbattono le onde

 

senza mai fermare

 

ogni andare via

 

è sempre ritornare

 

ballano le donne ballano

 

dolci carezze

 

sulle forme armoniche

 

e guardano

 

gli uomini guardano

 

sento profumo di felicità

 

ballano le donne ballano

 

il sole brucia

 

sulla pelle morbida

 

sbattono le onde

 

senza mai fermare

 

ogni andare via

 

è sempre ritornare.

 

29 novembre 2017

 

29 XI 2017

 

A te che mi insegni

 

a te aspetti

 

a te che mi insegui

 

senza sapere di avermi

 

raggiunto

 

a te che resti indietro

 

a me che mi fermo

 

a te che sei troppo avanti

 

a me che non mollo

 

a noi

 

che su questa giostra di catene

 

impariamo ad essere liberi

 

insieme.

CARO DIARIO...
 

18 gennaio – una valanga travolge l'albergo Rigopiano-Gran Sasso Resort, nel comune abruzzese di Farindola, a 1200 metri sul versante pescarese del Gran Sasso, quaranta persone sono bloccate nel buio della montagna e ventinove di loro vi troveranno la morte sepolte da una valanga di assurdità, coincidenze e superficialità; l'Abruzzo è alle prese con una straordinaria emergenza neve che ha lasciato al buio migliaia di persone e le richieste di aiuto si susseguono a centinaia, inoltre nella giornata ci sono state anche delle forti scosse di terremoto; nell’Hotel si diffonde la paura e in molti vorrebbero andare via, ma la strada è completamente bloccata dalla neve; le richieste per un intervento si susseguono incessanti, l'hotel invia una mail in cui si descrive quanto sia preoccupante la situazione, il cameriere Gabriele D'Angelo, che poi morirà sotto le macerie telefona per chiedere aiuto e la sorella del proprietario Roberto Del Rosso si reca direttamente agli uffici della Provincia ma ogni richiesta rimane senza risposta, alle 17:00 una valanga con un peso stimato in centoventimila tonnellate, a una velocità oltre i 50 chilometri orari, travolge l'albergo portandosi via la vita di 29 persone; alle 17.40 Giampiero Parete chiama il suo datore di lavoro Quintino Marcella, che dà l'allarme ma non viene creduto, addirittura una funzionaria della Prefettura di Pescara lo liquida con la frase "la mamma degli imbecilli è sempre incinta", alle 19 Parete riesce a parlare di nuovo con il 118 e finalmente i soccorsi partono ma arrivati a Cupoli devono fermarsi a causa della tormenta; i soccorsi arrivano a piedi dopo venti ore ma non riescono a veder l’albergo, perché l’albergo non c’è più, trovano Giampiero Parete e Fabio Salzetta che sono riusciti a venir fuori dalla struttura sepolta sotto un manto di neve; nei giorni successivi vengono estratte vive nove persone e le ultime vittime vengono portate alla luce il 26 gennaio; trenta imputati e un processo che non prende il via, le perizie sulle cause scatenanti la valanga ritardano allungando inesorabilmente i tempi, poi dapprima viene esclusa l’influenza delle scosse sismiche per poi determinare che la causa sia nella fitta nevicata di oltre tre metri caduta in brevissimo tempo, intanto i parenti che vanno a deporre i fiori vengono denunciati perché si sono avvicinati troppo alla ”zona rossa” di pericolo. Ma in che mani siamo?

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22 maggio – la Manchester Arena è gremita dai fans di Ariana Grande che sta tenendo il concerto del Dangerous Woman Tour, ragazzi e adolescenti cantano felici sulle note dei loro brani preferiti, il concerto sta volgendo ormai al termine quando un boato copre voci, canti e strumenti, Salman Ramadan Abedi nato a Manchester da genitori libici, si fa saltare in aria provocando la morte di ventitré ragazzi e oltre duecentocinquanta feriti; l’attentato sarà poi rivendicato dall’ISIS e si inquadra in quella serie di orrendi eventi che mirano a colpire direttamente le persone in una logica terroristica di guerriglia ai civili per influenzare i governi europei e favorire la causa del Daesh; colpire i luoghi dell’allegria e della spensieratezza per assimilarli alle tragiche situazioni del Medio Oriente di cui noi tutti siamo ritenuti responsabili. Quei luoghi dove fino agli anni ’70 c’era sfruttamento e discriminazione a causa dell’occidente ma c’era anche la pace e in cui adesso appellandosi ad un’ideologia religiosa sono riusciti a stabilire uno stato di sfruttamento, discriminazione e guerra, hanno cacciato l’occidente per meglio continuare ad opprimere i loro popoli.

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14 giugno – è passata da poco la mezzanotte e in un appartamento al quarto piano della Grenfell Tower scoppia un incendio a causa del malfunzionamento del motore di un frigorifero; il palazzo è un edificio popolare degli anni settanta a North Kensington a Londra dove trovano alloggio famiglie a medio e basso reddito e la manutenzione lascia parecchio a desiderare; un’ora dopo i pompieri hanno domato l’incendio nell’appartamento ma il peggio deve ancora succedere, le fiamme fuoriuscite dalla finestra hanno attaccato il rivestimento isolante che è stato installato durante la ristrutturazione dell’anno precedente e sono salite velocemente ai piani superiori; un’ora dopo la torre è avvolta dalle fiamme, le telefonate fra gli inquilini e le autorità ma anche quelle con parenti e amici si susseguono in un inarrestabile richiesta di aiuto, le norme di sicurezza dettate dalle centinaia di pompieri successivamente intervenuti impongono agli abitanti di rimanere nelle loro case fino all’arrivo dei soccorsi ma gli appartamenti si riveleranno delle vere e proprie trappole, muoiono ottantasette persone e i feriti sono più di settanta; le indagini porteranno a scoprire che il materiale isolante utilizzato non risponde alla più basilari norme antincendio anzi ne dimostreranno l’altissima infiammabilità e la completa inadeguatezza allo scopo a cui era stato destinato, una gabbia di plastica costruita intorno alla Grenfell Tower pronta a prendere fuoco in qualsiasi momento; speculazioni nella ristrutturazione e sospetta elasticità nei controlli di sicurezza puntano l’indice sulle oltre duecento varie organizzazioni che avrebbero dovuto occuparsi dello stabile, troppe; l’evento scatena la caccia alle cattive manutenzioni dell’edilizia popolare scoperchiando un mondo di pessima e speculativa gestione. Si chiamano incidenti quando accadono per pura fatalità ma quando non fai niente per evitarli o peggio, ne diventi la causa, come si chiama?

 

17 agosto – un giorno terribile per la Spagna, alle17:00 un furgone si getta all’impazzata lungo la Rambla de Canaletes a Barcellona, procedendo a zig zag nel tentativo di travolgere quanti più pedoni possibile fino a raggiungere il mercato della Boqueria seicento metri dopo, dove si schianta contro un chiosco, dietro di sé lascia quindici morti e più di centoquaranta feriti; l’Isis rivendica immediatamente l’attentato compiuto nel più sordido dei modi colpendo innocenti, bambini e famiglie nella loro tranquilla quotidianità; gli attentatori Said Ben Iazza, Mohamed Houli e Driss Oukabir verranno arrestati ma non prima che un quarto, Moussa Oukabir, insieme ad altri quattro muniti di cinture esplosive fugga a Cambrils, dove vengono rintracciati e uccisi ma anche qui ci saranno un morto e sei feriti; nonostante la drammaticità dell’evento il piano è un fallimento per Abdelbaki Es Satty, Imam di Ripoli a Barcellona, ideatore e plagiatore dei giovanissimi, alcuni minorenni, attentatori delle Ramblas, l’idea era quella di farsi saltare tra la folla nelle gremitissime zone della Sagrada Familia e del Camp Nou ma fortunatamente mentre la sera prima preparavano i mezzi esplosivi ad Alcanar uno di questi salta in aria, costringendo gli attentatori a ridimensionare i loro piani. Regimi politici e religiosi continuano a crescere innocenti menti nella convinzione che il loro e soprattutto l’altrui sacrificio sia un bene per il futuro, intanto il futuro si fa i fatti suoi.

 

5 ottobre – un'indagine del New York Times porta alla luce una deprecabile abitudine di cui tutti parlano da sempre, di cui sono accusati tutti gli uomini di potere e della cui complicità sono accusate tutte le donne che il potere lo scalano, per ottenere qualcosa si deve prima passare dal letto di qualcuno; in quanti film abbiamo visto il classico finto produttore che adesca la bellona di turno per portala aletto con la falsa promessa di una parte da protagonista; ma questa volta è diverso, finalmente le donne divengono ufficialmente delle vittime, la modella Ambra Gutierrez denuncia il produttore Harvey Weinstein per un palpeggiamento inappropriato, i media attaccano subito la modella accusandola di voler approfittare del palcoscenico mediatico per ottenere visibilità ma il contrattacco delle giornaliste è immediato, supportato da decine e decine di testimonianze che corroborano le accuse della Gutierrez; si è scoperchiato un calderone che metterà finalmente in luce le angherie subite da speranzose donne disposte forse ma non disponibili, capaci di sopportare ma non di accettare, rinchiuse dalla società maschilista in uno stereotipo da cui non hanno la forza di uscire, forse qualcuna disposta davvero a tutto, forse qualcuna è davvero diventata famosa proprio con questo sistema ma nessuna, nessuna doveva passare attraverso questa iniziazione, questo ius primae noctis, nessuna doveva essere portata a pensare che questo sistema potesse esserle utile; le indagini si allargano dopo ogni nuova denuncia fino a coprire la trentennale carriera di prepotenze del potente produttore cinematografico, saltano fuori accordi milionari per il silenzio della vittime, più di novanta donne si dichiarano vittime degli abusi di Weinstein e non solo; le denunce arrivano a colpire anche Kevin Spacey, Dustin Hoffman, Morgan Freeman; nasce il movimento neo femminista #metoo che oltre alla denuncia promuove la parità; a febbraio 2020 una giuria di New York giudicherà Weinstein colpevole di stupro e atti sessuali criminali condannandolo a ventitré anni di carcere; manifestazioni in piazza e programmi televisivi tengono viva l’attenzione su un malcostume che deborda dal cinema in ogni attività raccogliendo testimonianze sugli abusi subiti da ogni categoria di lavoratrice, a questo si allinea la drammatica questione dei femminicidi che sempre più vedono uomini incapaci di accettare e accettarsi risolvere le loro paure uccidendo mogli, fidanzate amanti; un mondo di sesso e potere che non finirà mai di dare luce a aberranti comportamenti maschilisti in ogni tempo e in ogni campo, come accadrà nel 2019 con il magnate della finanza Jeffrey Epstein che penserà bene di togliersi la vita in carcere, non prima di aver coinvolto addirittura Andrea Duca di Windsor figlio della Regina Elisabetta II. L’oppressione più antica del mondo è dura a scomparire.


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