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1985

Il mondo suona per il mondo

per sfamare il mondo

per dare una speranza

a chi non ne ha più

grandioso

maestoso

unico

transoceanico

un alibi per tutta l’umanità

mentre continua

a succhiare il sangue ai disperati

mentre continua

a stampare moneta falsa

con cui farsi pagare

mentre continua a mentire

ma la musica va oltre

oltre le menzogne

oltre la povertà

oltre la fame

rimane come monito

rimane come speranza

rimane nel sangue

entra senza potersene andare

e aspetta silenziosa

il suo momento

un lungo letargo

attraverso il buio del futuro a venire

raggiungi le più alte vette

sbagli strada

uccidendo il tuo futuro

entrando nel tunnel più buio della tua vita

che ti porterà alla disperazione

all’annullamento

all’omologazione

alla resurrezione

alla vera luce

mentre la musica

pulsa quieta dentro di te.





FEBBRAIO 1985

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Un ultimo Carnevale con gli amici, quest’anno mi travesto da sirenetta, da notare che lo stesso vestito lo aveva indossato mia sorella Betty l’anno prima, mi sta un po’ strettino… appena appena. Il Poccia veste classico, Zorro, il Porro da Fedayin e mia sorella Francesca diventa Tarzanita. Andiamo a far casino!


 

ASCOLTANDO I RICORDI

Se un giorno la nebbia

 

tornasse ai miei occhi

 

fuggirei

 

fuggirei a testa alta

 

quell’orrendo pensiero

 

che invase la mente

 

quando l’adolescenza

 

diveniva adulta

 

quando da solo

 

premevo i miei piedi

 

su di un nuovo selciato

 

quando la vita divenne mia.

 

Allora mi sono piegato

 

alla viltà della paura

 

le gocce degli occhi

 

hanno lasciato un morbido segno

 

sulla pelle

 

incisa dal rigido inverno

 

che andava a finire

 

allora ho vissuto per paura

 

per il dubbio che c’era

 

al di la del muro

 

a lungo ho guardato per terra

 

per non vedere attorno a me

 

ma adesso

 

il mio volto si nutre dei raggi del sole

 

che impavidi avanzano

 

in lunghe distanze

 

per andare a colpire un ostacolo

 

e dar vita ad un altro ego

 

che striscia sui muri

 

e mi segue

 

raccogliendo di me

 

quello che è stato

 

e che non deve più

 

essere!!!

 

VITA MORTE E MIRACOLI

Mi sono adagiato sul fondo

 

come tutta la merda del mondo

 

e poi d’improvviso ho sentito

 

una voce dal profondo infinito

 

ho parlato con versi d’amore

 

provenienti dal centro del cuore

 

sono entrato violento e sicuro

 

nel giardino tuo turgido e scuro

 

ho viaggiato per ore con te

 

vita e morte di un nero caffè

 

che ho bevuto lontano una sera

 

che a momenti era già primavera.

 

È morto, è tranquillo e sicuro

 

il suo sangue ha macchiato quel muro

 

ma nessuno se n’è ancora accorto

 

che a seguire quell’orma di morto

 

si va dritti all’inferno domani

 

non sui piedi non sulle mani

 

ma sdraiati sul marmo bianco

 

occhi chiusi ed il corpo ormai stanco

 

il mio angelo mi ha perdonato

 

sulle labbra il sorriso è tornato!!!

 

MARZO 1985

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Un ultima pazzia, i capelli a Mohicano, l’ultimo gesto di ribellione prima di omologarsi ai crismi della società, l’ultimo grido prima di scomparire, i miei preparativi alla grande gita scolastica a Parigi.

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NON HO VOGLIA DI SCRIVERE

 

 Non ho voglia

 

di scrivere

 

di donne e di amori

 

di viaggi e di cuori

 

di cotte dannate

 

di gnomi e di fate

 

non ho voglia

 

di fare l’amore

 

su una pagina bianca

 

mi snerva e mi stanca

 

mi dà nostalgia

 

di tette e di fia

 

mi fa ricordare

 

che ho fatto l’amore

 

in gioia e dolore

 

in dolore e gioia

 

non ho voglia

 

di sentire il suono

 

che mi spacca la testa

 

come lapidi scolpite

 

con ferro e acciaio

 

con forza e dolore

 

con morti di cuore

 

non ho voglia

 

di parlare di me

 

di te

 

di loro

 

di tutto

 

e di tutti

 

di facce serene

 

del male

 

e del bene

 

dell’odio

 

e l’amore

 

di frecce nel cuore

 

di cose passate

 

di belve crollate

 

di oggi e domani

 

di Santi e di nani

 

non ho voglia

 

di scrivere niente

 

di scostante

 

o di arrapante

 

non ho voglia

 

di starti attaccato

 

come un piccolo petalo

 

al fiore

 

no

 

non voglio

 

parlare di luci

 

di rumori

 

e di tu che mi bruci

 

tu che vivi solcando l’aria

 

devi avere pietà di me

 

che ho vissuto

 

vent’anni nel buio

 

e per sempre ci resterò

 

non ho voglia

 

di scrivere ancora

 

non ho voglia

 

di peste o di gloria

 

non ho voglia

 

stasera

 

non ho voglia di scrivere!!!


 

STASERA NON DORMO

 

 Con la faccia triste

 

del ritorno

 

con addosso

 

la malinconia

 

la nostalgia

 

la voglia di morire

 

per non soffrire

 

la mancanza

 

con la voglia

 

di urlare

 

di scappare via

 

e tornare la

 

ad immergere

 

le membra stanche

 

nell’acqua limpida

 

a cantare

 

a parlare

 

a sentire

 

le solite voci

 

dire sempre

 

le solite cose

 

di noi

 

di loro

 

degli altri

 

con la paura

 

che sia tutto finito

 

con la certezza

 

che cambieremo

 

che non potremo più

 

essere bambini

 

che non giocheremo

 

più insieme

 

con la pazza voglia

 

di tornare indietro

 

per ricominciare

 

tutto da capo

 

e stringerci

 

ancora di più

 

gli uni agli altri

 

ed ogni volta

 

che finisse

 

scrivere ancora

 

per loro

 

e con loro

 

ricominciare

 

con mille ricordi

 

che mi affiorano

 

alla mente

 

stasera non dormo

 

piango!!!

TUA MADRE

 

Questi sono gli occhi

 

che per primi

 

vedranno il volto

 

di mio figlio

 

gli occhi

 

da cui uscirà

 

una lacrima di gioia

 

quando queste orecchie

 

udranno

 

il suo primo vagito

 

queste sono le labbra

 

che per prime

 

si poseranno

 

dolci

 

sul corpo

 

di mio figlio

 

le labbra

 

che per prime

 

parleranno

 

con lui

 

queste sono le braccia

 

che lo terranno

 

stretto

 

nella prima

 

morsa d’amore

 

queste sono le mani

 

che passeranno

 

lente e tremanti

 

sul suo volto

 

di bambino

 

questo è il giardino

 

da cui mio figlio

 

uscirà

 

quel giardino

 

che col tempo

 

tornerà a cercare

 

per avere

 

lui stesso

 

un figlio

 

a cui

 

carezzare

 

la mente

 

con il suono

 

delle labbra

 

e pronunciare

 

quelle quattro

 

immense

 

parole:

 

questa

 

è

 

tua

 

madre!!!

 

100

 

 Solo un numero

 

per le parole

 

che avrei

 

da dire

 

un numero

 

per la mia vita

 

che ho vissuto

 

e che ho stampato

 

su un foglio

 

bianco

 

di carta

 

un numero

 

dietro al quale

 

stanno nascoste

 

le mie prime

 

cento

 

poesie!!!


 

IL BRUTTO ANATROCCOLO

 

 La favola

 

la conoscete tutti

 

ma non è solo fantasia

 

la vita spesa

 

a sventrare il labirinto

 

per uscire

 

da un assurda malattia

 

che sta sulla sua pelle

 

solo il colore

 

ne decide la sorte

 

e domani

 

si ricorderà ancora

 

il seno di sua madre

 

senza colpe

 

senza rancore

 

mentre veloce

 

poggerà le sue zampe

 

nel cielo

 

e gli occhi di tutti

 

potranno allora

 

ammirare

 

la sua infinita bellezza!!!



 

EMPOLI

 

 Empoli stazione di Empoli

 

Empoli rossa di sangue

 

Empoli con i suoi bambini

 

che giocano e corrono

 

nei prati e nei parchi.

 

Empoli nemica dei cani

 

amica di giovani coppie

 

distese sull’erba

 

abbracciate sulle panchine

 

Piaggione parcheggio dell’amore.

 

Empoli serie B

 

con il suo stadio

 

i campi da tennis e la piscina.

 

Empoli con i suoi morti

 

e con i suoi incidenti

 

Empoli con la fiera a settembre

 

ed il deserto ad agosto.

 

Empoli ti ho viaggiato

 

ti ho calpestato in ogni tua via

 

ti ho girato intorno per quelle quattro strade

 

Empoli ti ho baciata

 

ti ho portato i fiori

 

ti ho declamata

 

Tu

 

Empoli

 

con la tua droga

 

e la piazza dei leoni

 

con i bar per tipi snob

 

con gli emigrati

 

con i tuoi disperati amori

 

pronti a sbocciare dietro ogni angolo

 

con le tue mille facce sconosciute

 

con i volti amici

 

con chi ti fa piangere

 

e chi ti fa ridere

 

con chi ti fa vivere in ogni tua ora

 

con la musica che sgorga dalle tue radio

 

con il pane fresco

 

e le paste di ieri.

 

Empoli le confezioni

 

migliaia di donne a catena

 

rumori di vita

 

la notte

 

il fornaio, Vivetta

 

e il metronotte

 

la mattina

 

il bar, la sveglia

 

e la cucina

 

a mezzogiorno butta la pasta

 

traffico intenso

 

multe salate

 

la scuola, lo studio, il lavoro.

 

Ore 18,30 giro d’Empoli

 

seduti sugli scalini disponibili

 

mille ragazzi

 

crescono dentro di te

 

con le loro cazzate

 

le loro bravate

 

ed il loro affetto per una città

 

portato in petto

 

con due parole

 

Empoli Amore!!!

 

APRILE 1985

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Un ultima foto di classe, l’addio a tanti compagni di vita, per qualcuno un arrivederci a festose cene di classe non retoriche e prive di rimpianti ma piene della stessa identica gioia. Un abbraccio speciale a Daniele Superciuhone, unico e inimitabile, che ci lascerà troppo presto.

 

In piedi Elisabetta, la Babbiera, i’ Melo, il Parenti, Silvia, la Cocchini, i’ Biondi, la Rovetini, la Toti, la Giuntoli, Cristona, “e lei chi erà?”, l’Antoni, la Berti e la Galli.

 

Seduti: il mio incubo personale, la Makkagni, prof. Di tedesco, la Castellacci, Mery, i’ Tozzi, il Serafini, Daniele, io, il Broto, Cristina e Mara. Adesso ci aspetta un vita di lavoro… che sciocchi a cresccere.

PARIGI

 

 Sei triste stasera Parigi

 

vedo le lacrime dei tuoi palazzi

 

scendere giù verso la Senna

 

vedo facce tristi intorno a te

 

vedo che ti manca qualcosa

 

vedo che tendi ancora l’orecchio

 

per sentire

 

se in qualche vicolo nascosto

 

risuonano ancora i nostri passi stanchi

 

il metrò stenta a chiudere le sue porte

 

in un ultima vana speranza

 

di poterci ancora

 

sentir pronunciare

 

le sue fermate

 

in quell’orribile modo.

 

La Tour Eiffel

 

dall’alto della sua imponenza

 

non riuscirà a vederci

 

perché non ci siamo più

 

non ci sono più i contrabbandieri

 

i gabbatori, i menatori

 

gli sniffatori di caffè

 

gli insonni turisti

 

che come globuli rossi

 

hanno attraversato tutto il tuo corpo

 

dentro le vene del metrò.

 

Non sentirai più le nostre voci

 

unite in coro

 

per far vibrare di felicità

 

le corde vocali di una città.

 

Non ci vedrai più

 

camminare soli lungo le tue strade

 

non ci vedrai mano nella mano

 

per chi l’ha auta

 

e per chi non l’ha auta

 

levatelo per favore

 

alza, dacci un pò d’aria

 

metti Alabama

 

cantiamo Albachiara

 

All’ombra dell’ultimo sole

 

chiodo fisso

 

Cochis, Cocca, Tozzariello

 

Brotinico, Cuccuvillo

 

Le Schizzinosine

 

qui comincia la mezza avventura.

 

Parigi piango, piango con te

 

perché mi manchi

 

ti ho avuta solo per pochi giorni

 

e mi manchi

 

mi mancherà per sempre

 

la prima Parigi che ho conosciuto

 

mi mancherà tutto di te

 

tutto e tutti

 

i negri, i Cinesi, gli Inglesi

 

gli Arabi, gli Americani, gli Spagnoli

 

e i Francesi che non c’erano.

 

Addio Parigi

 

anche se ti rivedrò

 

addio

 

perché non sarai più tu

 

e non sarò più io!!!

A SILVIA

 

 Silvia rimembri ancora

 

quei giorni in cui

 

il freddo vento del nord

 

correva veloce sui nostri volti

 

ricordi le nostre passeggiate

 

per i larghi viali di Parigi

 

ricordi le ore di morfeo che abbiamo trascorso

 

uno accanto all’altra

 

stretti in una morsa

 

dolce e nostalgica

 

che ci ha fatto parlare di noi

 

dei nostri pensieri

 

delle nostre malattie

 

ricordi quando le mie labbra

 

si sono posate dolcemente

 

sulla tua guancia

 

per poterti portare

 

quell’unico e solo

 

messaggio d’affetto

 

in una notte piena di problemi

 

di rimorsi

 

di rabbia

 

quella notte

 

piena di risate

 

di cazzate

 

di scherzi e di giochi

 

quella notte

 

in cui mi hai detto

 

che la vita

 

non va vissuta

 

a spese degli altri!!!


 

ANCHE A TE

 

Un giorno i tuoi dolci occhi

 

incontreranno uno sguardo sorpreso

 

ti porterai la mano sul petto

 

per sentire il tuo cuore

 

correre come un treno

 

vedrai la sua mano forte

 

sul suo corpo che freme

 

si volterà per guardarti

 

per studiarti

 

per osservarti

 

si fermerà

 

e verrà incontro ai tuoi occhi

 

luminosi di vita

 

di felicità

 

di amore

 

chiederà il tuo nome

 

il tuo indirizzo

 

ti parlerà di se

 

e chiederà a te

 

tutto della tua vita.

 

Vi fermerete

 

e volgerete lo sguardo

 

verso una lunga strada diritta

 

dove all’orizzonte

 

splende un sole ricco di gioia

 

i vostri corpi si legheranno

 

in un abbraccio intenso

 

e le labbra si poseranno sulle labbra

 

gli occhi socchiusi

 

sogneranno momenti meravigliosi

 

che poi verranno

 

quando meno te lo aspetti

 

e anche a te toccherà l’amore terreno

 

a te celeste creatura

 

che cammini sulla terra

 

senza sfiorarla

 

spargendo sugli uomini l’amore di Dio!!!

COSA POSSO DIRTI

 

Poi tutto ad un tratto ti ho conosciuta

 

è sparita sotto i miei occhi

 

la seriosa snob

 

che per due anni

 

mi ha tenuto a distanza

 

è sparita Cristina

 

e così come d’incanto

 

anche per me sei diventata

 

la Cristona già di molti amica

 

una ragazza praticamente pazza

 

che in ogni momento

 

perde l’occasione per stare zitta.

 

Cosa posso dirti

 

questi sono gli amici che voglio io

 

gli amici che in ogni momento

 

riescono a farti ridere

 

anche se quello

 

non era il loro intento.

 

Certe volte mi rimproveri

 

per quello che faccio

 

mi dai spiegazioni

 

mi metti davanti alla logica

 

ma io sono di un altro mondo

 

io non ci credo

 

io

 

non capisco, ma mi adeguo!!!

MERY

 

Mery.

 

Mery la lunatica

 

che un giorno ti sorride

 

e l’altro ti manda a quel paese

 

Mery la romantica

 

sempre innamorata

 

sempre in lotta con il cuore

 

Mery di sinistra

 

con il braccio teso

 

ed il pugno strinto

 

Mery che studia

 

che passa i pomeriggi sul prato

 

con il libro in mano

 

e la testa tra le nuvole

 

Mery triste

 

per i contrasti in famiglia

 

per la scuola

 

per il suo amore

 

Mery musino di topo

 

che nasconde una vita

 

un cuore

 

e un universo di sentimenti

 

dietro i suoi enormi occhiali da vista.

 

Mery.

È PER QUESTO

 

 C’ero la volta

 

che c’erano tutti

 

con i propri vizi

 

con i propri tormenti

 

con la pazza voglia

 

di stare insieme

 

c’ero

 

e ancora ci sono

 

e per sempre ci sarò

 

perché non è umano

 

scordare ciò che

 

in questi giorni

 

ci ha tenuti legati

 

e ci ha sciolto

 

la lingua.

 

Ognuno di noi

 

l’ha usata

 

con quello

 

che sentiva dentro

 

l’ha usata

 

per stare con gli altri

 

per parlare

 

della vita

 

dei problemi

 

delle cazzate

 

e a volte

 

è affiorato ancora

 

il ricordo

 

di quelle sere

 

che abbiamo trascorso

 

lontano

 

nel freddo vento del nord

 

fra caffè e giochi.

 

Ora il sole

 

splende caldo

 

ma non ce n’è bisogno

 

come non ce ne fu allora

 

noi siamo il sole

 

noi riusciamo a scaldarci

 

nello stare insieme

 

nel vivere sette giorni

 

fuori dal mondo

 

con i problemi chiusi

 

e con la luce nel cuore.

 

In questa notte

 

buia del nero

 

ma accesa

 

in ognuno di noi

 

mi sale al cervello

 

una piccola frase

 

poche parole

 

ma ricche di forza

 

si ne sono certo

 

lo so

 

lo sento

 

è così

 

è per questo

 

che è bello

 

essere amici!!!


 

DUE MINUTI INFINITI

 

Una caccia disperata

 

nella jungla in riva al mare

 

la preda più ambita

 

uno sterpo secco

 

buono per bruciare

 

buono per far luce

 

in questa notte priva di luna.

 

Soffia sul fuoco

 

o si spenge.

 

I rami secchi

 

si contorgono

 

in un rosso atroce delirio

 

e ci uniscono

 

in questa fredda notte d’estate.

 

Immersi nell’acqua

 

più calda dell’aere d’intorno

 

correre umidi sulla sabbia bruna

 

e restare immobili

 

davanti al fuoco

 

a guardare le gocce di mare

 

scivolare lungo la pelle.

 

I due minuti non passano mai

 

e le nostre voci

 

si alzano fiere

 

nel silenzio della notte

 

a stonare la calma del fuoco

 

il fuoco è morto

 

viva il fuoco

 

che ancora

 

da solo

 

rinasce e cresce

 

con impeto

 

con amore

 

lieto di essere così ben accolto.

 

chi rimane

 

si stringe in un'unica forma

 

si abbraccia e si bacia

 

si stende e riposa

 

getta fuori la rabbia

 

e la paura

 

di quel fuoco

 

ormai spento

 

che fa vedere di se

 

solo rari ma rossi frammenti.

 

È un fuoco bastardo

 

hanno detto

 

e un fuoco vigliacco

 

che fra due minuti

 

ci lascerà soli

 

col nostro destino.

 

Quando con un pò di rimorso

 

copriamo quel fuoco

 

con piccole mosse

 

che muovon la sabbia

 

la faccia bagnata

 

la pancia svuotata

 

ci allontaniamo

 

a piccoli passi

 

sbandando insicuri

 

sul dolce terreno

 

siamo noi

 

un unico eroe

 

che impavido e fiero

 

ha fatto l’amore

 

col fuoco sincero

 

che intenso e alternato

 

più volte ha pregato

 

di vivere ancora

 

per qualche secondo

 

quei due minuti

 

più veri del mondo.

COMPAGNO DI SCUOLA

 

Dentro la testa

 

sempre le solite parole

 

sempre i soliti pensieri

 

la solita domanda

 

perché?!!!

 

Perché deve diventare

 

solo un ricordo

 

vabbè

 

sarà un dolce ricordo

 

ma non ci sarà più.

 

E poi?

 

Cosa ne sarà di noi

 

di noi

 

che ci siamo voluti bene

 

di noi

 

che ci siamo amati

 

per sette indimenticabili giorni.

 

Ecco, ancora

 

indimenticabili

 

e questo

 

mi fa stare ancora più male

 

non li voglio scordare

 

non li devo

 

ma non vorrei

 

mai più

 

separarmi da loro.

 

Una lacrima e poi?

 

Altre seguono

 

ma non mi renderanno

 

quelle facce

 

non me le faranno

 

stare ancora vicine

 

come quella

 

di lei

 

che per sempre avrò accanto

 

di lei

 

che non vuole sentir parlare

 

di quelle facce da collezione

 

le facce di famiglia

 

le facce degli amici

 

non sono da meno

 

ma sono solo

 

un puzzle

 

a cui manca un pezzo

 

un pezzo

 

che non troveremo mai

 

e che una volta di più

 

renderà inutile

 

questa mia triste vita

 

questa vita

 

di amori

 

di gioie

 

di dolori

 

e di amici di scuola

 

che non avrò più!!!


 

 

AL ROGO

 

Al rogo li manderei

 

tutti

 

poeti d’amore

 

d’infamia e di gioia

 

sconfitti e vinti

 

dei libri di storia

 

principe e papi

 

potenza e gloria!

 

Nel fuoco coi popoli di tutte le genti

 

nazioni prodotti miniere e correnti!

 

Brucia radice brucia percento

 

della fine dei calcoli è giunto il momento!

 

Bruci il bilancio bruci il senato

 

la buona fede e l’oggetto viziato!

 

Bruci la perdita e l’utile netto

 

il capitale ed il socio perfetto!

 

Bruci lo sconto con la cambiale

 

l’assegno in bianco ed il vaglia postale!

 

Bruci la lingua che dura impera

 

in ogni cella di questa galera!!!

 

Canta che ti passa

 

la nostalgia di ciò che non hai

 

manda la tua mente

 

a spaziare lontano dai problemi

 

drogati di fantasia

 

perché la verità è dura.

 

GIUGNO 1985

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Un ultima vittoria ma forse anche la prima, la mitica V° E primeggia nel torneo scolastico annuale di pallavolo, un branco di imbranati ma ognuno con la propria mossa caratteristica, io mitico ricevitore, le schiacciate non schiacciate del Parenti, i fini tocchi del Serafini e le alzate del Biondi; abbiamo vinto e stravinto contro squadre capaci e ben messe, si vede che ce lo meritavamo!

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L’ultimo esame, anche se si dice sempre che gli esami non finiscono mai. Scritti: Italiano: 10, Tecnica: 2; Orali: Geografia la mia passione nascosta, Diritto interrogazione sui capelli e la loro storia, io ce li avevo dritti il povero Euro era pelato!

ISTANBUL

 

Intanto

 

Scorre lento il

 

Tempo per

 

Arrivare a

 

Nuoto al

 

Bosforo dell’

 

Ultima meta

 

Lontana!!!

ASIA

 

Le orecchie

 

hanno udito

 

un nuovo rumore

 

e gli occhi

 

hanno visto

 

cose meravigliose

 

le membra stanche

 

si sono posate

 

sul suolo

 

di terra straniera

 

e abbiamo lasciato

 

la nostra ombra

 

ancora la

 

a vagare sperduta

 

fra le genti scure

 

di un mondo diverso

 

Asia!!!

CON GLI OCCHI SUL BOSFORO

 

Con gli occhi sul Bosforo

 

mi sono ritrovato a pensare

 

alle menti di questa gente

 

dalla pelle scura

 

dalla faccia triste

 

dalla vita dura.

 

Per tutto quel pò di vostro

 

che siete riusciti a donare a me.

 

LUGLIO 1985

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Fotoessera per la patente internazionale, Istanbul arriviamo!

L’UOMO CHE AMAVA I TRENI

 

Pochi ne ha presi

 

nella vita

 

molti sbagliati

 

ma mai

 

si è pentito

 

delle sue scelte

 

e a testa bassa

 

si è gettato

 

di slancio

 

nella penombra

 

certo di essere

 

amato

 

per il suo sforzo

 

per il suo coraggio

 

per il suo amore

 

nascosto

 

dietro quelle mani

 

dure

 

dietro quella voce

 

da basso

 

dietro quegli occhi

 

di bambino

 

che ancora

 

giocano

 

sul monte

 

tra il silenzio

 

delle bombe

 

e la calma

 

della guerra !!!


 

LA DONNA DELLE PULIZIE

 

Ordine

 

ovunque

 

in ogni angolo della casa

 

sotto ogni mobile

 

sopra ogni cosa

 

ordine

 

quell’ordine

 

che non ha mai avuto

 

dentro la testa

 

per non aver mai capito

 

cosa le accadeva intorno

 

perché?

 

Si è ritrovata

 

le rughe sul viso

 

senza aver mai

 

trovato il coraggio

 

di urlare la sua gioia

 

la sua felicità

 

credendo

 

di essere amata

 

solo per dovere

 

solo per comodità

 

solo perché

 

il disordine

 

nella sua mente

 

le ha nascosto

 

che c’era un cuore

 

dietro la mano

 

che frugava

 

nelle sue tasche !!!

 

La quiete dopo la tempesta

 

niente dopo di noi?

 

Cosa ci dà la vita in più o in meno

 

di ciò che dopo ci attende, se ci attende.

 

E cosa sarà, se andremo incontro al niente?

 

AGOSTO 1985

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Un ultima vacanza con gli amici dell’adolescenza, obiettivo Istanbul via Grecia. Patrasso Corinto Atene, Micene, Alessandropoli, Istanbul, e ritorno, Nauplia, Olimpia e Pirgos. Troppe cose da raccontare, troppe cose che è meglio nessuno sappia, rimarranno solo dentro di noi oppure un giorno ci scriverò un libro.

 

RINO

 

 Solo

 

da ultimo

 

ti ho conosciuto

 

quando

 

hai smesso

 

di essere

 

l’altro

 

quando

 

hai parlato

 

come noi

 

e come noi

 

hai fatto

 

sempre

 

le stesse

 

stupide cose

 

hai vissuto

 

in una sfera

 

di cristallo

 

dura come

 

la rocca

 

che finalmente

 

è in frantumi.

 

Ne sei uscito

 

nuovo

 

ed anche tu

 

hai sprecato

 

amore

 

per niente

 

anche tu

 

hai cantato

 

e stonato

 

con noi

 

e con noi

 

hai passato

 

le ore

 

della tua vita

 

migliore

 

con noi

 

hai spezzato

 

le briglie

 

del mondo

 

e con te

 

ho fatto a pezzi

 

la lapide

 

scura

 

che si ergeva

 

ripida

 

su di me

 

e minacciosa

 

dentro!!!

FABIO

 

Mente giovane da invidiare

 

fantasie

 

che ti circolano addosso

 

come sangue nelle vene

 

occhi di bimbo

 

che hanno visto

 

mondi

 

sparsi su questa faccia di terra

 

un corpo esile

 

che non si piega

 

non si spezza

 

sotto il peso

 

di ciò che ha conosciuto

 

ogni volta che la sua orma

 

si è formata

 

fuori dal ghetto di sempre!!!

 

NOVEMBRE 1985

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L’Ultima immagine del 1985, qui muoio, nell’attesa della mia resurrezione, qui uccido nell’attesa del mio perdono, qui cado credendo di non potermi più rialzare, qui nel fondo più profondo da cui invece non posso far altro che risalire.

 

Un anno pieno di ultimi, un anno di addii, un anno sbagliato ma pieno di tutta la vita che ho potuto metterci, un anno meraviglioso, l’anno del tutto e contrario di tutto, l’anno del tutto a tutti i costi, delle trasgressioni, delle pazzie, dell’immortalità, l’anno del buio che vede come anno successivo il 1997. L’inizio del cupo Medio Evo prima del Rinascimento.

 

JUVE CAMPIONE D’EUROPA

 

Adesso la stringi tra le mani

 

ma ti brucia

 

e i tuoi occhi

 

si riparano con essa

 

dall’orrore dei corpi accatastati

 

come carne da macello

 

il tuo volto sorride

 

ma le lacrime non sono di gioia

 

c’è il dolore

 

la rabbia

 

la speranza

 

che sia solo un sogno

 

l’hai rincorsa per anni

 

e l’hai avuta

 

proprio quando nessuno

 

l’avrebbe voluta.

 

Il loro coraggio

 

e il loro amore per te

 

rimarranno sempre nei nostri cuori

 

e ogni domenica

 

ritorneranno ancora ad urlare

 

nel catino della follia

 

torneranno per esaltarti

 

per ricordarci

 

cosa è successo

 

per chiederci

 

perché sono dovuti morire.

 

E noi cosa risponderemo?!!!
 

 

CONCERTI 1985

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CANCELLO 17

 

C’ero anch’io

 

là in mezzo

 

e non lo dimenticherò

 

mai

 

ero là ad urlare

 

mentre la musica

 

mi sfondava il cervello

 

ero là a miscelare

 

il suono della mia voce

 

e quello delle mie mani

 

insieme a quello di tutti

 

ero là

 

ed ho cantato

 

ero là

 

ed ho ballato

 

ho sentito

 

dentro di me

 

l’emozione che cresceva

 

ed è esplosa

 

in un grande urlo

 

proprio quando la voce

 

mi stava abbandonando

 

ma ho avuto ancora la forza

 

il coraggio

 

di gridare

 

di battere le mani

 

di cantare

 

per ore ed ore

 

era come se

 

un unico folle spettatore

 

fosse seduto davanti

 

al palco

 

in mezzo a lattine, panini

 

ed acqua sulla testa

 

per placare

 

la forza del sole

 

per ore ha atteso

 

e poi stanco e sfinito

 

è risorto

 

come per incanto

 

alle prime note

 

al primo assaggio di musica

 

ed ha vissuto

 

fino a che

 

ridotto uno straccio

 

ha scostato lento

 

il lenzuolo

 

ed è crollato

 

sul suo letto

 

di stelle

 

e di strisce!!!

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VAPE

 

Ti entra

 

nel sangue

 

e ti smuove

 

quelle quattro

 

luride

 

ossa

 

perle

 

di sudore

 

scivolano

 

lente

 

e splendenti

 

di luce

 

ritmata

 

sulla tua pelle

 

ti sfonda

 

la mente

 

quel suono

 

di un rombo

 

di tuono

 

ed il tuo

 

urlo

 

si getta

 

tra la folla

 

spezzando

 

la vista

 

del tuo volto

 

e in un

 

attimo

 

stramazzi

 

al suolo

 

mentre

 

il rumore

 

ti copre

 

il corpo

 

sudato

 

per la

 

guerra

 

contro

 

l’immobilità

 

e con il sole

 

alto

 

nel lembo

 

di cielo

 

non è

 

ancora giunta

 

la fine di uno zz

 

                         zz

 

                        zzzzzzz!!!

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Un sacco di musica per il 1985, tienila stretta e un giorno la restituirai.
Al concerto degli “Everything but the girl” con l’attualissima “Gonna lunga da uomo” e poi un ultimo grido di vita.

 


PIERO

 

L’ho visto ridere e scherzare

 

l’ho visto rosso di rabbia

 

l’ho visto

 

e me lo ricordo

 

l’ho visto alla partita

 

l’ho visto lavorare

 

l’ho visto

 

un ultima volta

 

steso su un marmo bianco

 

con i piedi legati

 

l’ho visto e ho pianto

 

perché non c’era più!!!


 

NERO IL DESTINO

 

La nella valle

 

c’è un filo d’erba

 

un pò rosicchiato

 

del tempo passato

 

con i suoi denti

 

aguzzi e felini

 

morde il coniglio

 

quei verdi filini

 

coniglio scappa

 

che sei braccato

 

l’ultimo sparo

 

ti ha quasi ammazzato

 

corri e rifugi

 

le membra stanche

 

nel legno marcio

 

di queste panche

 

non uno sparo

 

solo un tritio

 

era la legge

 

dell’uomo di Dio

 

se soffri e fuggi

 

devi morire

 

sennò ti sbatti

 

dell’uomo nell’ire

 

devi tornare

 

nel mondo nero

 

dove chi arriva

 

non è mai straniero

 

poco cresciuto

 

molto invecchiato

 

ma qui di tempo

 

non ne è passato!!!

 

Eresie di una notte di sconforto

 

di dolore

 

di gioia

 

per ciò che dal cielo

 

per me si era deciso

 

senza pensare

 

al riflesso sul mio viso.


 

FIAT LUX

 

Il primo giorno creò la luce

 

quella luce che per milioni di anni

 

avrebbe dato calore e speranza

 

creò il sole, le stelle e una luna di specchio

 

per poter vedere nelle notti buie

 

quando la gente ha paura

 

e si chiude in casa

 

quando i cani ululano ad un pezzo di vetro.

 

 Il secondo giorno creò la terra

 

dove l’uomo poteva posare la sua orma

 

dove l’uomo si sarebbe attaccato

 

con i suoi mille artigli

 

quella terra da difendere con la vita

 

da ferire con l’aratro

 

da uccidere con la guerra

 

quella terra che è una casa da abitare.

 

 Il terzo giorno separò le acque

 

e innalzò le montagne

 

incise la pelle del mondo

 

e la riempì con le sue lacrime di gioia

 

felice per ciò che i suoi occhi divini

 

potevano vedere

 

un limpido e trasparente manto di aria liquida.

 

 Il quarto giorno chinò la sua vecchia schiena

 

e diede la vita

 

il verde invase la terra e si sommerse nel mare

 

strisciò viscido lungo la costa

 

e si innalzò ripido correndo verso il cielo

 

quel verde che nasce, cresce

 

che dà altra vita e poi muore.

 

Il quinto giorno diede la vita

 

per correre e volare

 

vite che uccidono e sbranano per nutrirsi

 

vite da macellare, sacrificare e adorare

 

vite con il sangue che scorre

 

come un fiume in piena.

 

 Il sesto giorno impastò con le sue mani

 

il fango del mondo

 

e dette vita ad un essere strano

 

un uomo

 

capace di dominare, costruire, distruggere

 

plasmare a piacere il mondo

 

l’uomo che scopriva, inventava, scordava

 

l’uomo che adorava, mistificava e bestemmiava

 

il nome di colui che per sei giorni aveva sudato.

 

Il settimo giorno si riposò

 

stanco e distrutto dall’odio dell’uomo

 

si riposò e cominciò a pensare

 

alla fatica che non era valsa a nulla

 

alle mani ancora sporche di fango

 

e fu in quel momento

 

che decise di trovare una soluzione

 

un sistema per soffiare via il mondo

 

qualcosa di veramente atomico.


 

CREDO

 

Ho visto nel cielo

 

il volto di Dio

 

e un'unica sola

 

parola

 

è uscita dalle mie labbra

 

come un soffio di vento

 

grazie!!!

 

Quando fa buio

 

la gente si chiude in casa

 

per sfuggire alle paure

 

che, da sola, si è creata

 

per tenersi lontana dal nero

 

dove solo la fantasia può vedere.

STANOTTE

 

 La notte spengeva gli ultimi rumori della città

 

mentre il caldo stagnava pesante su di me

 

steso nudo sul letto, con gli occhi rivolti al futuro.

 

Ho saputo di te quando ancora non sapevo leggere

 

ho saputo cosa accade, dopo l’ultimo respiro

 

ho capito che sei stravagante, che non avverti

 

che quasi mai ti fai annunciare, prima di entrare in scena.

 

Un tempo non lontano ti ho cercata, in ogni angolo di strada

 

e ho capito che non ti fai pregare, non ti fai chiamare

 

non accetti le proposte di un uomo sotto il livello del mare.

 

Lo so che non mi ascolti, ma stanotte  ti voglio parlare

 

ti voglio parlare di un ragazzo, che è morto tanto tempo fa

 

perché aveva già capito tutto, perché sapeva che doveva aver paura

 

sapeva che il giorno dopo, poteva andare peggio.

 

Con lui è morta la speranza, la gioia e la lealtà

 

e tutti ne hanno parlato, tutti ci hanno pensato

 

e tutti lo hanno creduto morto, ma non è così.

 

È tornato a trovarmi stanotte e abbiamo parlato

 

mi ha spiegato perché, ma io non ho capito

 

mi ha fatto vedere i segni del dolore e li ho toccati.

 

Le mie dita sporche del suo sangue hanno tremato

 

e lo hanno chiamato mentre se ne stava andando

 

si è voltato e ha sorriso, forse ha avuto pietà di me

 

per questo stanotte dormirà nel mio letto, accanto a me

 

o forse vuol dire che non è morto, che ancora vive

 

nell’inchiostro della mia penna, che ancora vive in me

 

sotto la crosta dell’uomo cattivo, sotto la pelle sporca di male.

 

Non venire stanotte signora, non venire proprio ora

 

che è tornato il mio amico, ora che ho voglia di fare l’amore con lui!!!


 

NOTTE

 

Non manchi mai

 

al tuo appuntamento

 

quando presto

 

quando tardi

 

ma tu

 

arrivi sempre.

 

Quando ci sei tu

 

si fanno le brutte cose

 

è quando ci sei tu

 

che la gente

 

ha paura

 

perché non vede

 

i fantasmi

 

che gli girano

 

intorno

 

perché

 

stesa al riposo

 

ode rumori

 

strani

 

e agghiaccianti

 

così chiude gli occhi

 

per non vedere

 

il niente.

 

C’è chi ti aspetta

 

per vivere

 

per trovare l’amore

 

per parlare

 

e tu ci sei sempre

 

anche con me

 

che ti amo

 

che ti vivo

 

che parlo dite

 

come fossi

 

un’amica

 

un’amica

 

che mi aiuta

 

a nascondere

 

i miei segreti

 

a celare

 

il mio volto

 

a vivere

 

la mia incredula vita.

 

Quante volte

 

mi hai tenuto

 

compagnia

 

nel dolore

 

e nel pianto

 

nel ricordo

 

e nella speranza

 

quante volte

 

ho pregato

 

te

 

di fare

 

ciò che

 

queste umili braccia

 

non hanno

 

saputo fare.

 

Ti ringrazio

 

di rompere

 

il giorno

 

con la sua

 

frenesia

 

la sua

 

stupidità

 

e la sua

 

oppressiva

 

inutilità.

 

È con te

 

che vivo.

 

È con te

 

che mille anime

 

dannate

 

come la mia

 

vorranno andarsene

 

da qui

 

senza

 

doversi svegliare

 

senza

 

morire davvero

 

per restare

 

per sempre

 

con te

 

e con la tua luna!!!

LA PRIMA NOTTE

 

Lontano miglia e miglia

 

dal canto natio

 

odo rumori di vite umane

 

sempre più scarsi

 

e la notte prende piede

 

anche in questo scenario

 

e mi avvolge

 

e mi soddisfa

 

in questa mia prima volta

 

a letto

 

con Istanbul!!!

LUCE DELLA NOTTE

 

In questa notte

 

di mare

 

di stelle

 

di vento

 

che scorre sul viso

 

delle sue labbra

 

del suo sorriso

 

in questa notte d’amore

 

per te e per lei

 

per lei e per te

 

mi sento come

 

una piccola stella

 

lontana

 

quasi nascosta

 

sconosciuta

 

ma splendente

 

di luce che è sua!!!



 

UN ATTIMO

La notte si spande

 

sul sole cocente

 

ma si può vedere per un attimo ancora

 

la vecchia signora

 

cammina pregando

 

al seno si stringe un bambino.

 

La luna sbiadisce

 

dietro la nebbia

 

si cela scompare in un attimo

 

dalla finestra

 

il mondo di fuori

 

sembra che aspetti il destino.

 

Arriva un rumore

 

dalla cantina

 

si sente l’odore del vino.

 

Un canto straziante

 

risale le scale

 

la voce che arriva

 

impreca nel male

 

una lacrima scende

 

e si mescola al vino

 

che percorre la gola

 

di un cuore vicino

 

a un tratto il silenzio

 

di sotto è tornato

 

in quel cuore d’amore malato

 

non sente rimorso

 

per quello che ha fatto

 

vuol solo morire in un attimo.

 

La piccola folla

 

si stringe con lui

 

si sente sfregare un cerino

 

l’odore del fumo

 

si spande veloce

 

nell’aria che è invasa in un attimo

 

la sigaretta

 

finisce nel vino

 

la stessa gola

 

lo stesso bambino

 

ma una mano di amica

 

asciuga il suo volto

 

e per una volta

 

non si sente nel torto.

 

Il telefono squilla

 

l’ennesimo trillo

 

veloce risponde il bambino

 

la voce che arriva

 

è a grande distanza

 

gli piace sentirla per un attimo ancora

 

si sente tranquillo

 

il suo cuore sorride

 

ormai non è più un bambino.

 

Il giorno si spande

 

sul buio costante

 

si potrà vedere tra un attimo

 

la vecchia signora

 

avanza ridendo

 

la tiene per mano il suo uomo

 

dalla finestra

 

il mondo di fuori

 

rimane a aspettare il destino.

 

Labbra più labbra

 

corpo su corpo

 

gli anni passano in un attimo

 

il dolore è passato

 

ormai è scordato

 

la donna si stringe il suo uomo.

 

Adesso rimane

 

un felice ricordo

 

che non può finire in un attimo

 

la fronte guarda

 

la terra crepata

 

la schiena si piega

 

per l’era passata.

 

I vecchi signori

 

camminan per mano

 

si guardan negli occhi per un attimo

 

seduti nell’ombra

 

di queste fronde

 

al parco han portato un bambino.

 

Musica: Diaframma

CARO DIARIO...

28 gennaio – un cast stellare canta per combattere la povertà del continente africano, da un'idea della star della musica caraibica" Harry Belafonte nasce il progetto Usa for Africa che riunisce nel 1985 alcuni dei più grandi nomi del rock e del pop americano per incidere una canzone, l’inno universale alla solidarietà verso tutti i popoli del mondo, We Are the World; sulla falsariga della consolidata Band Aid che pochi mesi prima, capitanata da Bob Geldof e Midge Ure realizza il brano “Do They Know It's Christmas?”; la risposta degli artisti americani porta la firma di Michael Jackson e Lionel Richie sotto la direzione di Quincy Jones negli studi della A&M Recording Studios di Hollywood si radunano i nomi più conosciuti della musica: Stevie Wonder, Diana Ross, Ray Charles, Tina Turner, Bob Dylan, Bruce Springsteen e molti altri fra solisti e voci del coro e dopo dodici ore di registrazione nasce un dei brani più cantati da tutto il mondo; Usa for Africa raccoglie più di 50 milioni di dollari da destinare ai popoli affamanti dell'Etiopia e approdando al progetto mondiale del Live Aid. Quando ancora il mondo si preoccupava di quelli che avevano bisogno.

 

13 luglio – grazie a un idea di Bob Geldof e Midge Ure si celebra la giornata del mondo per aiutare  i popoli dell’Etiopia, il Live Aid, è un evento che supera anche il famosissimo Woodstock, sedici ore ininterrotte di grande musica rock con collegamenti transoceanici fra il JFK di Filadelfia e il Wembley Stadium di Londra; nei due collegamenti partecipano: Status Quo, Style Council, Boomtown Rats, Adam Ant, INXS, Ultravox, Loudness, Spandau Ballet, Bernard Watson, Joan Baez, Jack Nicholson, Elvis Costello, The Hooters, Opus, Nik Kershaw, The Four Tops, B.B. King, Billy Ocean, Sade, Black Sabbath, Yu Rock Mission, Run-DMC, Sting, Phil Collins, Rick Springfield, REO Speedwagon, Howard Jones, Autograph, Bryan Ferry & David Gilmour, Crosby, Stills and Nash, Udo Lindenberg, Judas Priest, Paul Young, Alison Moyet, Bryan Adams, U2, The Beach Boys, Dire Straits, George Thorogood and the Destroyers, Bo Diddley, Albert Collins, Queen, Simple Minds, David Bowie con Thomas Dolby alle tastiere, The Pretenders, The Who, Santana, Pat Metheny, Elton John, Elton John con Kiki Dee, Wham!, Ashford and Simpson, Teddy Pendergrass, Madonna, Freddie Mercury & Brian May, Paul McCartney, Band Aid diretta da Bob Geldof, Tom Petty, Kenny Loggins, The Cars, Neil Young, Power Station, Thompson Twins, Thompson Twins con Madonna, Eric Clapton, Phil Collins dopo aver preso un Concorde dalla Gran Bretagna agli Stati Uniti d’America, Led Zeppelin con Phil Collins e Tony Thompson, Crosby, Stills, Nash & Young, Duran Duran, Cliff Richard, Patti LaBelle, Hall & Oates con G.E. Smith alla chitarra, Eddie Kendricks, David Ruffin, Mick Jagger, Tina Turner, Bob Dylan, Keith Richards, Ron Wood, USA for Africa diretti da Lionel Richie; il concerto viene trasmesso via satellite in cento paesi e visto da circa due miliardi e mezzo di telespettatori ed è considerato la più grande trasmissione televisiva di tutti i tempi. Quando ancora il mondo si preoccupava di quelli che avevano bisogno e riusciva a coinvolgere tutti.

 

7 ottobre – il viaggio nel Mediterraneo del transatlantico Achille Lauro sotto la guida del comandante Gerardo De Rosa viene tragicamente interrotto dal blitz di quattro terroristi imbarcati a Genova con passaporti falsi; alle 13 irrompono nella sala pranzo iniziando a sparare in aria; a bordo della nave ci sono i membri dell'equipaggio e un centinaio di passeggeri mentre la maggior parte era sbarcata per una visita guidata a Il Cairo; l'obiettivo dei terroristi è in realtà un attentato nello scalo israeliano di Ashdod ma vengono scoperti dagli ufficiali della nave a nascondere delle armi e sono costretti ad affrontare un drammatico dirottamento; i quattro terroristi sono membri del Fronte per la liberazione della Palestina, una frangia estremista dell'OLP presieduto da Yasser Arafat e chiedono la liberazione di 50 palestinesi detenuti in Israele; il Governo italiano apre le trattative per evitare una strage trovando un alleato nello stesso Arafat, che prende le distanze dai dirottatori, i tmpi si allungano e la tensione sale, il commando individua tra i passeggeri un ebreo statunitense disabile, Leon Klinghoffer, e lo assassina gettando il cadavere in mare; l'intervento di Abu Abbas, emissario di Arafat, convince i quattro a consegnarsi alle autorità egiziane con la promessa di un salvacondotto e l'Italia, ancora ignara dell’omicidio commesso appoggia la trattativa tra le proteste dell'amministrazione di Ronald Reagan, che vuole la cattura dei terroristi e dello stesso Abbas, per questo l'aereo su cui sono imbarcati viene intercettato dai caccia americani e costretto ad atterrare alla base aerea di Sigonella in Sicilia; a questo punto si consuma una vera e propria crisi diplomatica tra gli Stati Uniti d’America e l'Italia che per bocca del presidente del Consiglio Bettino Craxi dice "no" alla consegna dei terroristi che saranno arrestati dalle forze dell'ordine italiane, solo a questo punto finisce l’incubo dell’Achille Lauro che finalmente lascia l'Egitto. Quando ancora l’Italia aveva fora di fronte ai grandi del pianeta.

 

20 novembre – Microsoft lancia la prima versione di Windows, con menu a discesa, barre di scorrimento e le finestre che gli danno il nome che insieme al mouse accelerano e soprattutto semplificano l'utilizzo dei programmi; dopo l’avvento del MS-DOS di IBM si sente il bisogno di far affacciare alle finestre del computer anche a chi non conosce l'informatica, un sistema operativo che grazie alle finestre consente di lavorare su più programmi contemporaneamente, Paint, Windows Writer, Blocco note, calcolatrice e addirittura il gioco Othello; non è ancora il top ma le applicazioni e la versatilità aumenteranno esponenzialmente anno dopo anno. Ci siamo affacciati tutti a quelle finestre e ognuno ha visto il suo panorama.


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