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1984

Scrivi

 

sfili

 

poi ancora scrivi

 

poi sudi dentro

 

teatri tenda e palasport

 

e scrivi

 

dei tuoi sogni

 

delle tue emozioni

 

delle tue paure

 

delle amarezze

 

e delle gioie

 

e poi sfili ancora

 

indipendente

 

uomo

 

bambino che cadrà

 

ma uomo

 

bambino ricco di emozioni

 

ma uomo

 

bambino pieno di illusioni

 

ma uomo

 

in un mondo di illusioni

 

bambino contro la realtà

 

di un mondo che cresce

 

e divora senza rispetto

 

figlio di un nuovo schermo

 

padre della globalizzazione

 

che ti rende piccolo

 

inutile

 

sconosciuto

 

cieco

 

fino a quando

 

tu stesso

 

non sarai luce.

 

FEBBRAIO 1984

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Un altro Carnevale mi vedrà protagonista travestito da Boy George. Tutina rosa e scaldamuscoli, mamma mia che orrore!

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1984

RICOMINCIA LA CACCIA

 

Rosse scritte su una tovaglia

 

triste musica nell’aria

 

vecchie usanze da dimenticare

 

scrivo parole senza senso

 

pensando al futuro

 

quel futuro

 

che più volte ho bramato

 

e fuggito

 

richieste d’amore

 

richieste di morte

 

per passare ancora un giorno

 

e vedere cosa accadrà domani

 

cercarmi tra la gente

 

guardarmi negli occhi

 

e capire di essermi trovato

 

spezzare i ponti con i ricordi

 

per gettarmi in avanti

 

e ricominciare da capo

 

a svelare i miei segreti

 

ma non può continuare così

 

io mi voglio fermare

 

sono stanco

 

stanco di correrti dietro

 

voltati

 

e vieni qua!!!

 

1984

ANCORA QUI

 

 
E noi ancora qui

 

seduti sui nostri anni

 

aspettando un’altra festa

 

per parlare insieme

 

per stare insieme

 

per comunicare

 

le nostre sensazioni

 

i nostri sentimenti

 

a chi non ci sta ad ascoltare

 

al mondo

 

che gira vorticosamente su se stesso

 

e non si decide a fermarsi

 

per riflettere

 

per capire

 

che dobbiamo alzarci

 

che dobbiamo lottare lo stesso

 

anche se la vita non è nostra

 

anche se è già costruita

 

anche se la conosceremo solo dopo

 

dopo che è successo

 

ma cosa succederà

 

se stiamo ancora qui

 

seduti sui nostri anni!!!

 

1984

COSI'

 

Ci sto ricascando

 

un’altra volta

 

ma non me ne importa niente

 

l’importante e che sia riuscito

 

a togliermi quel mattone dal cervello

 

quel mattone

 

fatto di dolcezze e amore

 

amore sprecato

 

e dolcezze amare

 

non so come andrà a finire

 

ma non me ne importa niente

 

l’importante e riuscire a saltar fuori

 

da questo fosso

 

e quel mattone

 

non servirà ad altro

 

se non a rendermi

 

più agile la fuga

 

voglio scappare da li

 

perché ci sto morendo

 

e so che da sopra

 

qualcuno mi tende una mano

 

una mano di pelle acerba

 

che mi dice di non guardare alle spalle

 

di non voltarmi indietro

 

mentre sto uscendo

 

la luce bagnerà di nuovo i miei occhi

 

e i miei occhi bagneranno di luce

 

quella pelle acerba

 

così

 

magari solo per ringraziarla!!!

 

MAGGIO 1984

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Eccoli di nuovo i grandi della sezione E, questa volta manco io, sostituito dal Prof. di diritto Cioli. Piccoli ragazzi crescono.

 

1983

PIANGO E PENSO A TE

 

Vorrei scrivere queste parole nel cielo

 

così tu le vedresti

 

ma chi sei tu

 

non ti conosco

 

non so neppure se esisti

 

alta

 

bruna

 

capelli lunghi e un pò mossi

 

gioiosa e triste allo stesso tempo

 

bella infinitamente bella

 

e innamorata

 

innamorata di me di noi del mondo

 

tanto quanto lo sarei io

 

piango e penso a te

 

che forse non lo sai che io ti amo

 

e in questo momento stai pensando:

 

 Vorrei scrivere queste parole nel cielo…
 

 

1 MAGGIO 1983

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Si ripete la gita a Imola e le Ferrari ancora si ripetono, io chiudo qui anche se la passione per l'automobilismo mi rimane addosso.

 

1984

VASCHI, DURI, FREDDI & MASCHI

 

Mascheriamo ogni tanto noi stessi

 

per provare agli altri

 

che non siamo quelli che pensano

 

siamo vaschi

 

siamo duri

 

siamo freddi

 

siamo maschi

 

ma è solo un trucco

 

per non far capire agli altri

 

quello che siamo

 

siamo caldi

 

morbidi come peluches

 

teneri come bambini

 

e vaschi solo per “quello”

 

non sappiamo mai cosa fare

 

dove andare

 

come fare

 

per conquistare un cuore

 

perché spiegare

 

i nostri misteri agli altri

 

gli altri con le orecchie tese

 

per ascoltarci

 

pronti a lasciarci

 

quando scoprono

 

che non siamo vaschi

 

non siamo duri

 

e siamo maschi

 

solo per “quello”!!!

 

1984

UN ATTIMO E POI È MORTO

 

È morto nello stesso istante

 

in cui ha trovato la felicità

 

è morto per aver giudicato bene la vita

 

è morto per esser stato troppo buono

 

per aver amato chi lo ha ucciso

 

per aver cercato di fare il possibile per gli altri

 

per aver pregato un dio che premia con la morte

 

da sempre ha pianto

 

da sempre ha cercato la felicità

 

un briciolo di felicità

 

un attimo

 

e poi è morto.

 

Chi di male vive ha più volte varcato la sua soglia

 

ma era troppo buono

 

per cedere la sua anima per la felicità

 

era troppo ingenuo per approfittarne

 

era troppo puro per avere dei dubbi.

 

Come ti invidio Stefano

 

come ti amo

 

ma perché ti hanno ucciso!!!

1984

CALUGI CLAUDIO

 

Morte

 

un amico

 

un compagno di lotte

 

di giochi

 

per fare a pugni

 

per prendersi in giro

 

otto anni senza vedersi

 

ritrovarsi una sera

 

salutarsi

 

riconoscersi dopo tutto questo tempo

 

saperti morto

 

per uno stupido gioco

 

una gara

 

tra la vita

 

e la morte

 

e chi ha perso

 

sei tu!!!

 

13 MAGGIO 1984

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La musica si trasforma in poesia e da qui comincia la mia infinita esperienza poetica che da allora mi accompagna ogni giorno.

 

1984

DIO

 

Le cose buone

 

incontrano mille difficoltà

 

e le difficoltà impregnano

 

la mia vita

 

ma non è cosa buona

 

questa vita

 

buona per chi?

 

Per chi riesce solo

 

a farmi fare cazzate

 

o per chi mi sta mettendo alla prova?

 

Perché me lo fai fare?

 

Perché lasci che mi uccida piano piano?

 

Avrei mille cose da fare

 

un amore da dare

 

e non posso farlo dopo

 

perché dopo non c’è nulla

 

perché dopo è inutile

 

perché dopo sarei troppo lontano

 

da Te!!!

 

1984

DIO

 

Ogni giorno

 

c’è chi muore

 

e chi vede per la prima volta

 

la luce di questo mondo

 

perché?

 

Se non può fare ciò che vuole

 

se non può dimostrarTi il suo amore

 

senza soffrire

 

Tu conosci l’uomo

 

è debole

 

è inetto

 

ma in fondo è buono

 

e Tu lo uccidi

 

lo strazi

 

lo fai soffrire

 

e Ti fai amare per questo

 

l’uomo è stanco

 

di morire per Te

 

l’uomo è stupido

 

a morire per Te

 

ma l’uomo è Tuo

 

e puoi farne ciò che vuoi!!!

 

Ma è giusto?

 

1984

DIO

 

Che vuol dire

 

Dio

 

per chi non sente

 

il bisogno di Te

 

che vuol dire

 

Dio

 

per chi Ti chiede aiuto

 

che vuol dire

 

Dio

 

se non ci sei

 

o se magari ci sei

 

se non tendi la mano

 

a chi sta cercando

 

di uscire fuori.

 

Chi dice che sia cosa buona?

 

Lo dice l’amore

 

l’impegno

 

e l’immensità dei sentimenti

 

che ci metto

 

ma Tu non capisci

 

che comportarsi stupidamente

 

non vuol dire

 

odiarTi!!!

 

1984

DIO

 

Ho visto

 

l’ombra del Tuo volto

 

stagliarsi sul muro

 

ho visto l’ombra del Tuo amore

 

scendere sulla terra

 

ho visto

 

l’ombra della Tua carità

 

aiutare i bisognosi

 

ho visto

 

l’ombra delle Tue virtù

 

percorrere le strade

 

di ogni città

 

ho visto

 

l’ombra della Tua parola

 

espandersi per il mondo

 

ho visto

 

l’ombra della Tua giustizia

 

decidere

 

fra il bene e il male

 

ho visto

 

l’ombra

 

ma non ho visto

 

Te!!!

 

GIUGNO 1984

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Beh, non bisogna mai tirarsi indietro alle novità e alle esperienze, eccomi sfilare per mia sorella Betty al Palazzo delle Esposizioni di Empoli, il mio narcisismo si sollazza.

 

1984

ODDIOMIO

 

Tutto intorno è vuoto

 

vuoti i muri

 

vuote le cose che mi circondano

 

vuota la musica

 

vuota lei

 

che mi ha lasciato qui a morire

 

a morire per niente

 

per un guscio vuoto

 

che non ha saputo

 

o che non ha voluto

 

riempirsi di me

 

dei miei pensieri

 

delle mie azioni

 

i miei pugni

 

si abbattono violentemente sulle pareti

 

inermi vittime

 

della mia rabbia

 

del mio odio

 

della mia disperazione

 

del mio amore

 

verso la persona sbagliata

 

colei che mi ha ucciso

 

datemi un aiuto

 

datemi la forza di ricominciare ad amare

 

me

 

il mondo

 

e un’altra lei!!!

 

1984

FRANCESCA

 

Forse perché

 

Ricordo

 

Ancora quei giorni

 

Non posso

 

Cercare nuove

 

Essenze

 

Senza

 

Cercare

 

Amore!!!

 

AGOSTO 1984

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Vacanze con gli amici a Torremolinos con la Panda che a metà strada cede, ci confermiamo sfigatissimi, un paio di noi imbroccano due tipe che poi si rivelano trans costringendoli ad una fuga rocambolesca, poco mare mooooolta Sangria.

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1984

PETER PAN

 

Mi entri nel cervello e mi fai ballare

 

le gambe e le braccia si muovono senza controllo

 

gli occhi si chiudono, la mente vaga, sogna

 

cambia il ritmo ma non basta a cambiare me

 

mi scateno sempre più

 

sudo, il mio corpo è caldo dal movimento

 

sento il nero uscire da me

 

mi libero di tutti i problemi e volo

 

sono leggero grazie a te

 

mi sento al di sopra del mondo

 

vorrei il volume più alto

 

ecco così, alzo ancora

 

fremo, il mio corpo gode di te

 

ancora, ancora una volta

 

sento, ti sento

 

corro, mi butto a terra, rotolo

 

mi getto da un crepaccio giù nella valle

 

a 300 all’ora su una curva

 

mi scarico, sento che esce

 

prendo a pugni il muro, piango, urlo

 

canto il mondo, mi piace in quel momento

 

sono vuoto e leggero

 

vorrei tutti con me

 

ma avete i vostri problemi

 

e non capite di lasciar perdere tutto

 

e volare con me in un meraviglioso posto

 

che forse non c’è

 

un isola!!!

 

SETTEMBRE 1984

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E a Sanremo si conclude la mia carriera di "sfilatino", dopo una serata al teatro del Casinò. Peccato sarebbe stato bello giocare ancora un po'.

 

1984

PERCHÈ STOP?

 

Ti metti la cuffia

 

play

 

zzzzzzzzz

 

trock

 

la musica arriva piano

 

sale il tono

 

sale il volume

 

sale e pepe per la tua vita

 

per la tua testa

 

per te che ascolti al buio

 

questa musica che ti entra dentro

 

s’impadronisce di ogni tuo nervo

 

di ogni muscolo di ogni vena

 

di ogni cellula del tuo corpo

 

di ogni canzone che ascolti

 

conosci le parole a memoria

 

conosci il ritmo conosci

 

e in quella musica senti te

 

in quelle parole vedi te

 

vedi la tua vita le tue sensazioni

 

vedi tutto quello che hai visto

 

senti quello che hai sentito

 

ricordi i ricordi

 

ogni musica sfuma

 

per lasciare il posto

 

ad altra musica

 

che arriva più prepotente

 

e più forte che mai

 

voci di donna

 

chitarre elettriche sfiancate

 

bassi

 

tastiere impazzite

 

parole dolci e forti

 

voci di uomo

 

percussioni e batterie

 

che rullano nel tuo cervello

 

mentre una lacrima scende lenta

 

solcando inesorabilmente la tua dolce pelle

 

la tua pelle ruvida di barba incolta

 

la tua pelle vergine agli aghi della morte

 

la pelle che ti dà gioia e tristezza

 

quella pelle che rabbrividisce di piacere

 

a sentire la musica che le scorre sotto

 

e la musica continua a tormentarti

 

parole d’amore parole dolci storie a lieto fine

 

amori sbocciati già finiti trovano una soluzione

 

e tu tu che ami questa musica

 

continui ad ascoltarla per cercare lei

 

per cercare chi non c’è mai stato

 

“vorrei scrivere queste parole nel cielo”

 

ma il nastro è finito

 

ti togli la cuffia

 

e la tua mano stenta un attimo su quel tasto maledetto

 

stop!!!

 

Perché stop!!!

 

CONCERTI 1984

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E i concerti divengono la colonna sonora della mia adolescenza, senza limiti al gusto, la musica è bella qualunque essa sia.

 

1984

CRAZY GRASS

 

Nel giardino dei potenti

 

nel deserto dei giganti

 

l’erba cresce

 

cresce forte

 

cresce sana

 

ma è lontana

 

è lontana dalla gente

 

da coloro che conosce

 

è lontana da una casa

 

è lontana da una cosa

 

nei sobborghi allucinanti

 

e nei centri demenziali

 

l’erba cresce

 

è lontana da una casa

 

è lontana da una cosa

 

è lontana dalla terra

 

e non sente solo quella

 

sente il fumo dello smog

 

sente l’odio dello snob

 

tra la gente altolocata

 

e tra quella ch’è emigrata

 

l’erba cresce

 

cresce in seno ad una madre

 

cresce fra persone amate

 

è qualcosa di tremendo

 

è qualcosa che non sento

 

lei ti appare all’improvviso

 

e ti guarda dritto in viso

 

ti apre gli occhi ed entra dentro

 

ti sprofonda nel cervello

 

squarcia tutto il tuo organismo

 

che va avanti per istinto

 

l’erba non è cosa sana

 

è qualcosa che si adatta

 

è qualcosa che ti attacca

 

che si attacca dappertutto

 

e che sembra solo un frutto

 

sembra il frutto della vita

 

così tu la fai finita

 

l’erba non è solo erba

 

l’erba ti può dar la vita

 

l’erba ti può dar la morte

 

l’erba è anche una persona

 

la persona che si adatta

 

e per questo l’erba è matta

 

l’erba è matta

 

l’erba è matta

 

l’erba è matta!!!

 

Musica : Laurie Anderson

 

1984

V.M.

 

E non si può vedere

 

perché ci son le gambe

 

e perché c’è il sedere

 

e non si può guardare

 

perché qualcosa ci si può rizzare

 

e poi non si può fare

 

perché le cosce le fa dilatare

 

e qualcos’altro lo fa penetrare

 

ma come no

 

miei cari signori

 

è vietato ai minori!!!

 

E lui la sa cantare

 

che con la vita ci sa proprio fare

 

e ce lo fa gridare

 

su tutti in coro

 

peggio che a Natale

 

e lui sa dove andare

 

in centroamerica per risparmiare

 

le vele gonfie si per navigare

 

ma proprio in Messico va a capitare

 

avanti il prossimo su accelerare

 

io vado al massimo per vomitare!!!

 

E non si può pensare

 

perché l’amore fa dimenticare

 

e poi non si può fare

 

perché la vita ci fa abbandonare

 

si può neanche dire

 

perché gli amici ce li fa scappare

 

cosa devo tagliare

 

per non dovere ciò mai più gridare

 

voglio morire

 

perché sta vita qui

 

mi fa impazzire

 

voglio morire?

 

O voglio solo un poco riposare!!!

 

Musica: Vasco Rossi

 

1984

PIPELINE

 

Dunque

 

cominciò tutto così

 

c’erano tre caravelle

 

non so più quanti marinai

 

e Marco Polo

 

che voleva andare in Cina

 

dal Gran Khan

 

passando per il mare.

 

Molte furono le difficoltà

 

sottomarini russi in pieno oceano atlantico

 

missili

 

aerei

 

ma infine arrivò

 

sbarcò in un luogo desolato

 

che chiamò Texas

 

in cui i primitivi abitanti

 

non molto retrogradi

 

avevano costruito

 

delle grandi condutture

 

per bonificare i loro territori

 

infestati da uno strano liquido nero

 

e Marco le chiamò pipeline.

 

C’era un ragazzo che come me

 

amava i Beatles e i Rolling Stones

 

quello era l’anno

 

che son venuto

 

in questo mondo

 

che di rotondo

 

c’ha solamente le palle quadre

 

sono arrivato

 

e son caduto

 

dal seggiolone

 

che avevo avuto

 

sono arrivato

 

e son partito

 

con la mia testa

 

mi son squagliato

 

tutto da capo

 

che ho già sbagliato

 

in questo mondo

 

mi son trovato

 

in questo mondo

 

che va capito

 

che va capito

 

ma non capisce

 

che prima o poi qui

 

tutto finisce

 

ma non finisce tutto d’un botto

 

magari forse

 

sono già morto

 

e nessun’altro

 

se n’è già accorto

 

ma chi si accorge

 

se manco io

 

magari forse

 

c’è solo Dio

 

che mi ripesca

 

da un fosso giallo

 

ci son finito

 

con l’autocarro.

 

Tutto continuò come previsto

 

Marco mise su una piantagione

 

di pozzi di petrolio

 

da cui raccoglieva

 

non so più quanti quintali di gregge

 

ogni anno.

 

La storia sta per finire

 

ma l’odissea continua

 

continua in altre terre

 

in altri mondi

 

ma ci sarò sempre io

 

io che non sono Marco

 

non sono Polo

 

e non mi fermo.

 

E l’odissea continua

 

continua e non finisce mai

 

mai

 

no no

 

non finirà mai

 

mai!!!

 

Musica: Alan Parson

 

1984

UN GRAZIE

 

Un grazie

 

a tutti coloro

 

che hanno contribuito

 

affinché questa fosse la mia vita

 

un grazie

 

ai colori e ai suoni

 

che riescono a darmi

 

delle splendide sensazioni

 

grazie al mondo di essere così

 

perché se fosse in un altro modo

 

non sarebbe il mondo

 

grazie alle cose buone

 

e a quelle cattive

 

che ogni giorno

 

troviamo sulla nostra strada

 

grazie a tutto ciò che è

 

perché se non fosse

 

non sarebbe il mondo

 

grazie a tutti coloro

 

che mi sono stati vicini

 

e a quelli che sono rimasti lontani

 

grazie a coloro

 

che mi hanno insegnato cos’è la vita

 

che me l’hanno rovinata

 

che me l’hanno cambiata

 

che l’hanno deviata

 

verso ogni dove

 

grazie per quei piccoli momenti

 

che avete passato con me

 

che avete sprecato per me

 

che avete sprecato perché

 

perché non siete riusciti a capirmi

 

comunque grazie!!!

 

1984

ME NE VADO IN VACANZA

 

Non siamo tanti

 

però siam tutti quanti

 

l’orologio batte l’ora

 

ed è l’ora di partire

 

di partire per un dove

 

per un dove da scoprire

 

da scoprire piano piano

 

e noi ora ce ne andiamo.

 

Io vado in Spagna

 

chi vuol venir con me

 

io vado in Spagna

 

chi vuol venir con me

 

me lo dica subito he!

 

Eh si saranno tante

 

e ognuna avrà il suo amante

 

faremo pure il bagno

 

magari nudi al largo

 

qualcuno ci vedrà

 

e poi ci arresterà

 

ci chiuderanno dentro

 

senza farci aprir bocca

 

saranno tanti li

 

e ci giudicheranno si

 

con le mutande noi

 

dovremo fare il bagno

 

ed in Italia poi

 

prontamente ci rispediranno.

 

Torno in Italia

 

vorrei restare qui

 

torno in Italia

 

vorrei restare qui

 

ma che ce ne frega a noi

 

dei Jackson Five.

 

Ritorneremo

 

eh se ritorneremo

 

e la prossima volta

 

non ci fermerà nessuno

 

sempre più lontano

 

sempre più lontano

 

me ne vado in vacanza!!!

 

Musica: Rockwell

 

1984

ODISSEA

 

L’odissea è terminata

 

ma ce ne saranno ancora

 

in numero infinito

 

come quello

 

delle odissee

 

che sono state vissute fin’ora

 

finché ci sarà la vita

 

ci sarà odissea

 

di questo ne sono sicuro

 

perché ogni vita è un odissea!!!

 

1984

CARACOSTA

 

Caracosta qua

 

Caracosta là

 

dovunque tu vada

 

è famosa già

 

quello che è sicuro

 

è che a Cerreto

 

Caracosta vincerà!

 

È una porta che

 

sul suo scudo ha

 

il color del cielo

 

la notte è il dì

 

ed il sole rosso che risplende

 

forza e grinta ci darà.

 

Dal più umil servo

 

al nobil signor

 

son tutti in piazza

 

a gridar ogn’or

 

forza porta

 

Caracosta

 

ed il gioco suo farà.

 

Se cammini per strada

 

e ti metti a guardare

 

puoi veder con sei palle

 

le bandiere in aria fiere sventolar.

 

Caracosta qua

 

Caracosta là

 

dovunque tu vada

 

è famosa già

 

quello che è sicuro

 

è che a Cerreto

 

Caracosta vincerà!

 

Caracaosta è

 

una porta che

 

dentro il cuore

 

dovrai tener

 

non lasciartelo scappare

 

che di meglio non ce n’è.

 

Non pensare che

 

uno scherzo sia

 

Caracosta è anche una magia

 

quello che sarà degli avversari

 

te lo lascio immaginar.

 

Se cammini per strada

 

e ti metti a guardare

 

puoi veder con sei palle

 

le bandiere in aria fiere sventolar.

 

Caracosta qua

 

Caracosta là

 

dovunque tu vada

 

è famosa già

 

quello che è sicuro

 

è che a Cerreto

 

Caracosta vincerà!

 

Musica: Angelo Branduardi

CARO DIARIO...

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24 gennaio – la lungimiranza delirante di Steve Jobs porta alla creazione del Macintosh 128k che apre una nuova era nel mondo del computer, da un'idea del programmatore Jef Raskin alla ricerca di un prodotto che non fosse solo riservato agli addetti ma che potesse essere utilizzato da tutti per farci qualsiasi cosa, a casa propria grazie anche agli studi sul mouse del centro di ricerca di Xerox, a Palo Alto; con un economico microprocessore Motorola prevede di riuscire a contenere il costo intorno ai mille dollari; Steve Jobs, estromesso dai progetti principale dell’azienda a causa del suo carattere insopportabile viene relegato a seguire questo progetto considerato non importante, Jobs però fiuta l’affare e fa suo il progetto liquidando il povero Raskin, portandolo ad un livello superiore che però ne triplica quasi il costo riuscendo, grazie alla collaborazione con Andy Hertzfeld, a mettere a punto una macchina rivoluzionaria, per la prima volta dotata di serie di mouse, floppy disk Sony da 3,5 pollici, sistema operativo con icone, menu e finestre; la strategia di marketing è targata Jobs con uno spot firmato Ridley Scott, in un mondo governato dalle macchine che ricorda il best seller di Orwel 1984 una giovane lancia un martello sullo schermo dove scorrono le immagini del discorso del "Grande fratello" distruggendolo e al suo posto compare l'annuncio sulla prossima presentazione del Macintosh di cui non c'è traccia e ciò accresce la curiosità dei telespettatori; l’evento di lancio è un successo che mostra tutta la potenza mediatica di Steve Jobs, con il PC che saluta con la sua voce metallica ma il Mac 128k non ottiene un grande successo commerciale, sia per il prezzo non accessibile alla massa che per la sua impenetrabilità hardware e software dall’esterno; l’azienda rischia il collasso, Jobs viene liquidato ma ormai è un declino e nel 1998 Jobs torna e se la mangia a morsi riportandoli a grandi fasti con la line iMac. I venditori di fumo ce la fanno sempre.

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6 giugno – piovono mattoncini di tutte le forme e i colori e bisogna sbrigarsi ad incastrarli fra loro altrimenti il gioco avrà breve durata; è Tetris e lo sarà per tutti in tutto il mondo; il programmatore russo Aleksej Pažitnov, lavorava a un test d'intelligenza sul computer sovietico "Electronika 60", capì che il programma poteva essere trasformato in un gioco creativo a base di tetramini, figure a quattro lati da cui deriverà il nome Tetris; vicissitudini di diritti e interessi commerciali portano il progetto fino alla Nintendo che ne farà un fenomeno di massa. È bello scoprire per caso che ci si può divertire.

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23 dicembre – verso le 19 il Rapido 904, Napoli - Milano entra nella lunga galleria dell'Appennino fra Firenze e Bologna e poco dopo un boato tremendo ne ferma la corsa trasformandolo in una trappola di fiamme; il buio e il fumo fanno esplodere il panico e solo il pronto intervento dei soccorsi, coordinati dal servizio centralizzato di Bologna allevia le sofferenze dei 260 feriti; le vittime saranno 17 di cui tre bambini che non festeggeranno; la Strage di Natale sembra inizialmente un riacuirsi degli ormai lontani “anni di piombo” ma le indagini volgono velocemente in tutt'altra direzione; alcune testimonianze portano alla stazione di Firenze dove sarebbero stati caricati due borsoni solitari e il caso arriva nelle mani del procuratore Pier Luigi Vigna; l’arresto nel marzo successivo di Guido Cercola e Pippo Calò, vicini a “cosa nostra” porta alla scoperta di attrezzature compatibili con quanto accaduto in galleria; la matrice mafiosa si fa sempre più evidente ma come sempre il piano criminale si dirama fra camorra, ambienti eversivi di destra e Loggia P2 manifestando una strategia condivisa per rispondere alla guerra che lo Stato ha dichiarato alla mafia in quegli anni grazie anche ai giudici Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e tutto il pool antimafia, i criminali schiacciati dall’azione delle istituzioni cercavano di distrarre l’attenzione creando un nuovo fantasma terroristico a cui far dare la caccia pin modo da avere terreno libero per i proprio criminosi interessi, Cercola e Calò vengono condannati all’ergastolo e da qui l’offensiva dello Stato non si fermerà più nonostante gli omicidi dei due giudici più famosi d’Italia, fino ad arrivare nel 2011 all'arresto e alla successiva condanna di Totò Riina quale mandante dell'attentato al Rapido 904. Quante vite mangiate per un potere da consumarsi nascosto in un capanno.


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