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SACRE E DIVAGAZIONI

27 novembre 2003


Mai un attimo di pace!

Sarebbero sì effimere
ma meravigliose le mie soddisfazioni
se solo potessi godermele in santa pace
senza sentirmi piombare sulla schiena
il peso di un insolito ed inusitato
fardello di calamità
capace alla fine
di calarmi nel delirio della disperazione
fiaccarmi le forze
e celarmi anche quelle speranze
che fino ad un attimo prima
mi sembrava già di toccare
con le bramose dita.

Un tuo dolce sorriso
un petalo di rosa
un bimbo che gioca
gli amici
un po’ di famiglia
un lavoro ben riuscito
il mondo che gira quieto.

Sarebbe così vano
dopo tanto tribolare e tanto esultare
darmi un attimo di pace
prima di donarmi
quella che
unica
ancora riesco a sperare sia eterna.

 

8 dicembre 2003


Quante distrazioni fuori dal guscio!

Un aquilone lontano
vola nel cielo senza alcun filo
tre fiocchi rossi attaccati alla coda
fluttuano serpeggiando nell’aria
lo guardo su in alto
seguo il suo corso
rimango abbagliato dal sole
e non vedo più te.

 

20 dicembre 2003


Quando la playstation era di cartone.

La differenza
è che noi abbiamo fatto le stesse cose
le stesse stupide, umili, misere cose
con niente tra le mani.
Poi, quando siamo cresciuti
e ce ne hanno dato i mezzi
le abbiamo ricreate, vere, per voi
credendo di regalarci
quello che ci era davvero mancato.
Invece, nonostante tutto
e tutto il tanto che ci circonda
ancora rimpiangiamo i carrettini
i fucili a elastico
la panda e la due cavalli.
E adesso che tutti potranno fare tutto
cosa succederà?

 

19 gennaio 2004


Che differenza c’è fra chi conosce e chi non sa?

Nato in Africa
in India o in Amazzonia
nudo e denudato
schernito e malnutrito
depredato e sfruttato
senza mai poter conoscere
il significato di un sorriso
della parola Amore, di Dio.

Morto giovane
di fame e di stenti
di mali curabili
di cure lontane
di una bomba o di un angheria.

Salito al cielo per le sue sofferenze
per il suo dolore
per la sua innocenza.

Nato ovunque
Cullato, coccolato
cresciuto e giocato
istruito e inglobato
devoto, santo o ateo
buddista, cristiano
indù, musulmano o ebreo.

Morto anziano
dopo aver rubato
odiato, comprato
evaso, eluso
disatteso e tradito
gioito e gridato
riso, amato
carezzato e goduto
vissuto senza chieder perdono.

Se ne andrà all'inferno!

Perché?

E ditemi ancora:
Perché è nato!!!

Libero Arbitrio.

L'alibi di Dio!

 

23 febbraio 2004


Un attimo e via…

Ciao piccolo mio grande amore
ritrovato dopo le curve di levante
dopo la risacca stanca
dipinta di primavera
in una calda triste notte d'estate.

Tornata e ripartita
senza neppure poggiare le chiavi
senza nemmeno toglierle
da dentro quella serratura
chiusa a nascondere a te stessa
le paure e le gioie
che invece a me solo sai mostrare.

Bentornata
alla semplicità che questa sera hai regalato
al mio consapevole cuore
di quella rassegnazione
che lo contraddistingue
capace di capire il tuo amore lunare
di bramarlo, desiderarlo e accoglierlo
ma scusa, incapace
ancora e per sempre
di accettare queste briciole che ti doni.

Stasera è il mondo
domani
piansi l'amore mio
fino a che non lo vedrò tornare a uccidermi
ancora una volta
triste nella mia infinita gioia di amarti.

 

6 luglio 2004


Con un colpo di pennello

Tu sei bella
così come appari
ai miei occhi
colmi della tua luce
della tua naturale bellezza
satura dentro e fuori
del mio naturale desiderio.

Tu sei bella
quanto sentirai di esserlo
e quand’anche fosse
abbastanza
se lo vorrai
potrai esserlo ancora di più.

 

26 luglio 2004


L’opera incompresa

Mi chiedo
fino a che punto vuole arrivare il tuo ego,
sento filtrarlo dentro di me
azzannare le mie carni
che appena hanno imparato a camminare da sole.

Dimmi perché non parli
e poi le tirò una scure in faccia.

Così come il maestro
anche tu mi hai creato
e adesso non puoi vedermi felice
solo perché tu non sei capace di esserlo
e invece di abbandonarti al mio amore
alla mia semplice gioia
ti rintani sotto la tua puzza al naso
e guardandomi schifata
mi bastoni
solo perché io mi diverto
e tu non sai come si fa
tu che prendi tutto sul serio.

E non hai ancora capito
che la vita è solo un gioco stupido
per gli stupidi
ma dannatamente complicato
per quelli
che non hanno il coraggio di ammettere
di essere degli emeriti imbecilli come me!

 

24 settembre 2004


Buon Compleanno

Credo che,
in ogni caso
sia il modo migliore per dirti
come e quanto.
Credo che,
nonostante tutto quello
che ci viene insegnato e consigliato,
gli atti che poi
davvero si compiono
sono realmente ciò che sentiamo,
quando questi vengono attuati
senza pensarci
senza pensare a nessuna conseguenza,
quando, come si dice,
si segue l'istinto.

I nonni viziano i nipotini
e i genitori si arrabbiano con loro
perché sarà sempre più difficile
dire di no a i piccoli.
Viziare
comporta il dover dare sempre di più.
Per questo non dormo la notte
perché me ne sto lì
a pensare
se potrò ancora darti di più
se avrò il tempo
se avrò il modo
se avrò le braccia per porgertelo
e le gambe per venire incontro a te a portarlo.

Lo so
lo so che non hai bisogno di questo
ma ne ho bisogno io.
Bisogno di dare
di dare a te
di darmi a te
per provare la gioia di sentirmi vivo.

In fondo, a cosa possono mai servire le mie mani
se non per dare pugni o carezzare te
a cosa mai potranno servire le mie gambe
se non per scappare o per correre da te
a cosa potrà mai servire il mio cuore
se non per dolersi o
amare te.

 

2 ottobre 2004


Memories

Ascoltavo Gino e Ornella
cantare dei loro ricordi
i ricordi
di quando noi eravamo piccoli
e voi
voi non eravate ancora nati.
Pensavo a Giacomo
inutilmente piegato sui libri
alla sua attesa della gioia
al suo ricordo della felicità
e mi sono invece reso conto
che è qui
qui ogni giorno
ogni momento.
Perché
non ricordo una gioia che ho provato
non ripercorro i giorni in riva al mare
o quelli ventosi sulle sabbie dell'Atlante
ma
vivo
vivo di una gioia che è presente
non risiede nell'aver vissuto quei giorni
nell'aver toccato con mano quei momenti
vive presente ed attuale
in me
è la mia gioia di sapere
che ci siete stati
che ci siete
che ci siamo
riderò ancora fra cent'anni
ma la gioia
non sarà passata
sarà quella che proverò allora
e fra cent'anni
sarò ancora in grado di ridere
gridando il mio amore urbano.

 

6 ottobre 2004


Yuuhuu!

E’ strano a volte
come il destino
assai beffardo e scaltro
metta insieme un’accozzaglia così varia
di loschi figuri e pavide donzelle
e che questo malconcio
esercito di Franceschiello
riesca, in barba a quanto scritto
predetto e figurato
a dare vita
almeno per lo sbattere di un’ala,
perché di due potrebbe sembrar troppo
agli invidiosi che gli stanno intorno,
ad un energia quantica e solare
così immensa, da aver lasciato
tracce indelebili ed indissolubili
in ognuno di noi.
Chi c’è, chi c’era
chi ha potuto e chi no
non ha importanza
varcheremo quella soglia
col nostro cestino in mano
colmo dei doni raccolti
in questo buio, tetro
meraviglioso bosco.
Sarà un dono comune
a farci ritrovare
attoniti e meravigliati
con il cestino in mano
a ridere e scherzare
insieme al più grande Ciuhone
che si sia mai visto in Paradiso.

 

15 ottobre 2004


Remember

Ieri
oggi
lasciarsi
perdersi in un nanosecondo
ritrovarsi come ieri
come oggi
domani
incorrotti, intoccabili
con le nostre paure
i nostri ricordi
piangersi e abbracciarsi
giovani, vecchi, adolescenti
sempre immutate le antipatie
immutabili le simpatie
immutato il tempo
piegato su se stesso al nostro servizio
e tu
tu che sai di cosa sto parlando
piangi
piangi adesso come allora
senti adesso come allora
senti e portati dentro tutto questo
perché questa è la vita
questo è il senso della vita
non quello che ti hanno fatto vedere
non quello che ti fanno sentire
non quello che ti fanno credere
ma quello che senti tu
ed è tutto vero
oltre il falso della vita
oltre i morti dell’orrore
oltre i fasti senza pudore
questa è vita
sentire, toccare, vivere
essere
esserci stati
e noi lo possiamo gridare forte
lo possiamo dire a tutti
anche se non glie ne frega niente di noi
ma noi siamo
siamo, siamo, siamo
quello che loro non potranno mai essere
noi siamo stati veri.

 

15 ottobre 2004


Vecchi e dimenticati

Abbiamo vissuto
ciò che nessuno
d’ora in poi
potrà mai comprendere
abbiamo vissuto il tempo
in cui non c’era niente
eppure avevamo tutto.

È triste pensare
che non ci saremo più
è inutile non esserci più
allora diamo qualcosa
a questo inutile mondo
già che ci siamo
facciamo il nostro inutile dovere
e visto che è possibile siamo.

 

20 ottobre 2004


Fu tutto vero

Non può il vento
cancellare i rimorsi
le tristi agonie
di un sentimento tarpato.
Rimembri ancora
il tempo in cui
come Esmeralda
fendevi la roccia
scioglievi il nucleo
e con le putride membra in mano
tradivi le speranze recandoti altrove.
Almeno ti baciai
nel fumo e nel profumo
sulla riva del mare
al limitare estremo
del tempo che fu concesso.
Si sono vere
vere le parole
camuffate
in mezzo a tante fandonie declamate.
Tanti i punti cardinali
quanti i colpi inferti
a questo misero
vano
turbinare d’entusiasmo
che infine placido e beato
nulla pretende più
che poter continuare a rivivere
ciò che gli rimane.

 

20 ottobre 2004


Eterea eternità

Venti che soffiano turbolenti
cinque continenti da varcare
anni colmi di beati ricordi
d’amore ti vestì l’età
senza pudore e rimpianto
fine non vi fu mai.

 

20 ottobre 2004


La calma dopo la tempesta

Se è difficile descrivere la gioia
ancor di più lo è dileggiarsi
a far fronzoli sul placido restare
gli entusiasmi si trasformano in pace
la frenesia si accoccola sotto le coperte
a godersi il caldo tepore dell’intimità
non c’è più bisogno di gridare
non c’è più rabbia da strappare
con violenza o con amore
c’è la vita dei normali
serena dei suoi mille dolori
calma delle battaglie da lottare
forte delle carezze da regalare a te.

 

7 novembre 2004


Filibus

Ne resterà soltanto cenere
di me e dei miei ricordi
di te che tengo per mano
dei sorrisi appesi al muro
dei viaggi e dei ritorni
delle nostre vesti
e delle nostre nudità.
Cenere che mulina nel vento
senza ritorno
sparsa sopra un mondo cieco
imperturbabilmente ignaro di noi.
Solo cenere
a marcire nella terra
a muffire nelle soffitte degli altri
prima di svanire nel nulla eterno.
Solo cenere
perché le nostre malvagità
i miei delitti e le tue pene
ci hanno portato via di mano
anche la speranza
che qualcuno ancora ci potesse raccogliere
conservare e ricordare con amore.

 

27 novembre 2004


L’eternità

Adesso ho capito tutto
tutto al di là dell’amore
al di là degli affetti
e degli amici
al di là del presente
e del futuro
al di là dei sogni
e dei desideri
al di là di tutto
ritroviamo ancora noi stessi
come ci siamo sempre sentiti
come abbiamo sempre vissuto
e allora
finalmente
guardo te
nel tuo meraviglioso
dannato
quarantatre
e al di là dell’amore
che adesso provo e sento
nel mio profondo e nel mio esteriore
per chi sta accanto, vicino
e intorno a me
al di là di tutto
vedo me
oltre quella soglia
di dolore e di strazio
vedo i miei passi camminare
ed arrivare infine e per sempre
nel mio unico, fantastico
vivo, vibrante
pacifico, vero
ottantadue
il mio paradiso.

 

1 gennaio 2005


Credo

Al di là di tutte le religioni
di tutti i credo
di tutte le fedi
oltre la scienza
e tutto quello
che può provare e confutare
amo Dio
unico, solo
universale, casuale
che in un momento immoto
ha acceso la scintilla
che ci ha donato l’essenza
la materia, la coscienza
senza motivo
senza un fine
senza un dovere verso di Lui
ci guarda e ride
ci osserva e soffre
ci contempla impotente
dinanzi alle nostre assurde mostruosità
e Si chiede sorpreso
come possiamo mai
rovinare questa grazia inattesa
che senza volere ci ha donato
questa stupida, insulsa
immensa vita.

 

1 gennaio 2005


C’è

Dio è
quell’atomo
unico e solo
che prima del Big
e durante il Bang
si è frantumato
godendo
dell’orgasmo universale
mentre donava la vita
a tutti noi.

 

26 febbraio 2005


Lucantava

L’hai lasciata andare così
per diventare di nuovo bambino
ancora una volta
stupido grande uomo.
Per tornare sui banchi a imparare
per poter insegnare
e lei chiusa in quelle quattro mura
ricolme di profumi balocchi e rimorsi
a far tornare nuovi
i vecchi ricordi di bambini ormai cresciuti.
Ma in fondo non era questo
ciò voleva quel pargoletto solo
senza una tetta da svecchiare
e con un padre inerme
a cui non puoi fare a meno di volere bene.
È la sorte di tutti
atomi sprovveduti
che si ritrovano a vivere
inesorabilmente
le stesse deliranti pagine
dello stesso melenso libro,
come è accaduto a me.
Forse sono io che sto sbagliando.
Non è così che si dice
quando si ritiene di aver ragione?
Ma stasera pensando a te
ti scorgo affannato e stanco
nel tentativo, vano
di far sentire grande quel bambino impaurito
che voleva diventare un uomo.
Sto qui
a parlare con un bambino spaventato
spiegandogli che non serve a niente
diventare uomini
che la vita è una vera gigantesca presa in giro
e non rimane altro da fare
che prendere lei in giro
finché morte non ci separi.
Intanto disegniamo prati
navi sul mare
e razzi
che ci portano lontano
in uno spazio che non c’è
ma che grazie a noi esiste davvero.
 

26 febbraio 2005


Chi

A chi darò i miei consigli
a chi donerò
la mia inutile esperienza
a chi racconterò le mie stupide favole
per chi rimarrò sveglio la sera
in ansia per un non ritorno
a chi griderò il mio amore
chi festeggerò
chi potrò mai rimproverare?

Chi, se non me
e la mia inutile esistenza.

 

2 marzo 2005


Iron Mike

Banderuole al vento
che non siamo altro
andiamo dietro ad ogni bava
che ci soffia accanto.
Basta poco per farci cambiar senso
idolatriamo un uomo
poi ce lo gettano nella polvere
e per noi non è più niente.
Ce lo hanno fatto vedere forte
tra quelle quattro corde
ad abbatter muri
grossi quanto lui
e anche di più
ce lo hanno fatto vedere ringhioso
contro le accuse giuste o ingiuste
di una sottana strappata
ha tirato di destro
ha gridato
ha passato i suoi errori
dietro le sbarre rugginose
dell’ignavia e dell’oblio.
Poi è tornato
cane rabbioso
e ha morso
per cadere ancora nella polvere.
Un bel giorno te lo fanno vedere
spaesato e grondante di sudore
sopra un palco immerso nei fiori
tra ugole d’oro e d’argento
con le braccia strette intorno a se
le mani sulla bocca
come a nascondere
le sue fragili emozioni
il corpo chiuso in se stesso
con la paura di essere radiografato
e visto infine per quello che è
un uomo
fragile e arrabbiato
che ha avuto e dato
che viene a confessare il suo disprezzo
per genitori che non l’hanno seguito
per istituzioni che non gli hanno insegnato.
Allora ti accorgi che
su di un ring
su di un palco
o per la strada
è un uomo
e pensa solo a difendersi
perché grande e grosso quanto possa essere
anche lui
come tutti noi
ha paura.

 

2 marzo 2005


La canzone dell’Amore

Allora provaci non ci vuole tanto
lascia perdere la rabbia, le illusioni e i cattivi pensieri
non ci vuole poi tanto basta metterci la A
in fondo è così che comincia l’alfabeto
è la mamma di tutte le lettere, la prima
quella dietro alla quale trovi tutte le altre
sono tutte in fila ad aspettare il loro turno
e prima o poi toccherà ad ognuna di loro
ci sono così tante parole
che non importa nemmeno avere fretta
il mondo è tondo e prima o poi passerà di qui.
Poi c’è la M, beh l’abbiamo già detta
come no è la Mamma
la prima parola che ognuno di noi ha pronunciato
bene o male, balbettata o decisa
è sempre stata lì sulle nostre labbra
a lasciarci addosso un gran bel sorriso.
C’è la O, e chi è che non l’ha mai detta
la lettera delle meraviglie, delle sorprese
apriamo il nostro dono e la bocca si allarga
felice ed emozionata e forma quel grazioso circoletto
contornato dalle lebbra rosee
del bambino che nascondiamo dentro
sì è vero lo teniamo dentro
e quando arriva Natale, Pasqua o un’altra festa di doni
eccolo saltare fuori
con il suo bel cerchietto tondo di allegra meraviglia.
Dopo arriva la R, quella che ruglia, che si fa valere
da tirare fuori quando ce n’è bisogno
quando ci hanno chiuso in un angolo
con il broncio sulle labbra, l’espressione accigliata
e le lacrime pronte a tuffarsi fuori
con un doppio carpiato e avvitato
e quando la prima comincia a rigarci la guancia
allora spunta fuori il jolly, la gridiamo
rombante e rumorosa
e anche se dopo perdiamo
oh beh, perlomeno ce la siamo giocata fino in fondo.
Infine c’è la E, magnifica e sublime
l’unica che dovunque la infili mette pace
oh non c’è verso, questa lega tutti saldamente
e riesce a far sembrare tutto completamente diverso
bianco e nero, giusto e ingiusto, freddo e caldo, bello e brutto.
Su prendile, prendile tutte le parole
e se ce la metti nel mezzo
vedrai che anche le più diverse stanno bene insieme
come io e te.
Gridale, cantale, urlale
sussurrale al vicino di casa, a quello in fila prima di te
al semaforo rosso a chi ti mette le tasse
a chi ti dona a chi ti porta via
gridale una dopo l’altra
A-M-O-R-E
poi tutte assieme per cantare la canzone dell’AMORE.

 

2 marzo 2005


La canzone dell’Amore

Allora provaci che non ci vuole tanto
lascia perdere il dispetto è solo canto
i pensieri un po’ cattivi e le illusioni
non c’importano noi siamo troppo buoni.

Basta metterci la A incomincia l’alfabeto
è la mamma di tutte quelle dietro
se ne stanno buone in fila ad aspettare
il loro turno appena vuoi parlare,
le parole in fondo sono tante
non importa nemmen sapere quante
tanto gira intorno tutto il mondo
prima o dopo lui passa qui giocondo.

Gridale, cantale, urlale
al tuo vicino sussurrale
a quello in fila prima di te
se la maglia ti macchi col frappè,
al semaforo rosso
a chi mette le tasse
a chi ti dona magia
a chi la porta via.
Gridale una dopo l’altra A-M-O-R-E
tutte assieme falle uscire dal tuo cuore
per cantare la canzone dell’AMORE.

C’è la M l’abbiamo già sentita
con gran forza oppure balbettata
è la mamma la prima che abbiam detto
ogni sera mentre andiamo a letto,
è sempre stata sulla nostra bocca
è la gioia più grande che ci tocca
e baciandoci tutto quanto il viso
ci ha lasciato addosso un bel sorriso.

Gridale, cantale, urlale
al tuo vicino sussurrale
a quello in fila prima di te
se la maglia ti macchi col frappè,
al semaforo rosso
a chi mette le tasse
a chi ti dona magia
a chi la porta via.
Gridale una dopo l’altra A-M-O-R-E
tutte assieme falle uscire dal tuo cuore
per cantare la canzone dell’AMORE.

C’è la O un’altra delle figlie
questa lettera delle meraviglie
ogni volta che apri un pacco
fai una O e dopo ridi un sacco,
la tua bocca forma un circoletto
e il cuore batte forte dentro il petto
che sia Pasqua oppure carnevale
sotto l’albero la notte di Natale.

Gridale, cantale, urlale
al tuo vicino sussurrale
a quello in fila prima di te
se la maglia ti macchi col frappè,
al semaforo rosso
a chi mette le tasse
a chi ti dona magia
a chi la porta via.
Gridale una dopo l’altra A-M-O-R-E
tutte assieme falle uscire dal tuo cuore
per cantare la canzone dell’AMORE.

C’è la R che ruggisce e romba
fa più chiasso che suonar la tromba
con un rullo di tamburo
se la gridi butta giù anche un muro,
ogni volta che ce n’è bisogno
tieni il broncio come in un brutto sogno
che sian pianti o riso sgangherato
e se perdi almeno ci hai provato.

Gridale, cantale, urlale
al tuo vicino sussurrale
a quello in fila prima di te
se la maglia ti macchi col frappè,
al semaforo rosso
a chi mette le tasse
a chi ti dona magia
a chi la porta via.
Gridale una dopo l’altra A-M-O-R-E
tutte assieme falle uscire dal tuo cuore
per cantare la canzone dell’AMORE.

Alla fine c’è la E che lega tutti
se la strilli fa contenti belli e brutti
anche un bimbo ne è capace
se la metti in mezzo mette pace,
fa sembrare tutto un po’ diverso
bianco e nero nello stesso verso
si voglion bene e vuoi saper perchè
stanno insieme come io e te.

Gridale, cantale, urlale
al tuo vicino sussurrale
a quello in fila prima di te
se la maglia ti macchi col frappè,
al semaforo rosso
a chi mette le tasse
a chi ti dona magia
a chi la porta via.
Gridale una dopo l’altra A-M-O-R-E
tutte assieme falle uscire dal tuo cuore
per cantare la canzone dell’AMORE.

 

7 aprile 2005


Che storia…

Sbocciati di fronte a un fumante caffè
la macchia esotica e aromatica
indelebile della nostra vita.

Oltre le parole non dette
hanno potuto gli sguardi
padroni di un alfabeto muto
capace di urlare la passione e il sentimento
intenzionato a scuotere le nostre orecchie
con il grido acuto della libertà
libertà da noi stessi
e dell’amore
l’amore per noi stessi.

Uniti dentro un caldo groviglio
il dedalo erotico e sensuale
inestricabile della nostra vita.

 

30 aprile 2005

 

Ra

 

Dovessi raffigurare Dio

 

dipingerei un cerchio

 

una strada infinita da percorrere

 

dove non partire da un inizio

 

per non trovare mai una fine.

 

Un cerchio

 

come l’ingresso di un tunnel

 

infinito di luce

 

in cui entrare

 

senza alcuna certezza

 

ma ricolmo di esaltanti speranze.

 

Un cerchio

 

verso lo spazio esteso

 

un’uscita a cui affacciarsi

 

abbandonando ogni pretesa

 

ogni dovere

 

ogni nefasto bisogno.

 

Un cerchio

 

da cui gettarsi

 

con gli occhi beatamente socchiusi

 

verso l’immensità della vita

 

della ridente gioia

 

delle candide emozioni

 

dell’assoluto amore.

16 maggio 2005

 

Dialogo di un miscredente con Dio

 

Ci hai abbandonati!

 

No, voi mi avete abbandonato.

 

E tu di conseguenza non ti curi più di noi.

 

Voi non desiderate le mie cure.

 

Tu ci hai abbandonato.

 

Io vi ho creato un mondo e voi ne avete fatto questo.

 

Tu hai creato un mondo e ce lo hai negato.

 

Voi non avete mai voluto ubbidire.

 

Tu ci hai creato e ci hai negato la vita!

 

Io la vita ve l’ho donata.

 

Tu ci hai donato la vita, senza volercela lasciar godere!

 

Voi avete un concetto distorto del godere.

 

Godere è vivere!

 

Ed io vi ho donato la vita, godete di questo.

 

Tu ci hai creato e ci hai lasciati soli!

 

Io sono sempre con voi.

 

Sì, per riprenderci! Un padre non può dare la vita ad un figlio,

 

fargli vedere il mondo intero e dirgli:

 

tutto questo tu non lo puoi toccare,

 

credevi davvero che noi potessimo accettarlo?

 

Siete degli stolti.

 

Tu ci hai creato stolti, tu hai creato un giocattolo per la tua eterna noia

 

e quando hai visto che noi non stavamo al tuo gioco

 

ci hai abbandonato nell’ignoranza,

 

ci hai dato la vita, ci hai dato un mondo meraviglioso

 

ci hai fatto sentire padroni di questo mondo

 

e poi ci hai chiuso la porta in faccia!

 

Voi non siete padroni del mondo.

 

Tu ci hai abbandonati, ci hai scacciati perché avevi paura di noi,

 

perché hai capito che noi volevamo diventare come Te,

 

perché tutto quello che ci hai lasciato guardare

 

ci ha fatto credere di poter essere Te,

 

Tu ci hai abbandonati

 

perché avevi paura che potessimo diventare Te,

 

che male avremmo potuto mai farTi?

 

Avreste creato mondi dimenticando di seminarvi Amore!

16 maggio 2005

 

Paradiso

 

Sento la vita

 

colarmi addosso

 

come miele

 

e grido sì!

17 maggio 2005

 

Un prato d’amore

 

Ogni bimbo è come un fiore

 

sboccia allegro nel tuo cuore

 

ogni fiore è un bel sorriso

 

si apre dolce sul tuo viso

 

un sorriso è come vita

 

questa favola infinita

 

e la storia non finisce

 

qui c’è un bimbo che fiorisce.

15 agosto 2005

 

Non più

 

È da allora

 

da quando non si tagliano più gli alberi

 

da quando abbiamo smesso

 

di metterci in ginocchio

 

e di invocare

 

da quando si aspetta

 

solo per dare

 

ma soprattutto per ricevere

 

da quando fuggiamo lontano

 

all’altro capo del mondo

 

a festeggiare al sole

 

distesi su spiagge dorate

 

con solo un cappello rosso in testa.

 

È da allora

 

da quando abbiamo smesso

 

di scrivere lettere

 

cartoline, auguri

 

per digitare due unici tasti

 

e spargere il nostro buon cuore

 

nell’etere

 

con pomposi messaggi precompilati

 

OK invio

 

per far girare un’infinita catena

 

di finto amore.

 

È da allora

 

E anche se arriva l’inverno

 

non è più freddo

 

non c’è più neve

 

e non è più Natale.

24 agosto 2005

 

Knocking

 

Ho bussato alla porta del Paradiso

 

ho bussato

 

ed ho atteso che venisse aperta

 

ma non ha risposto nessuno,

 

sono rimasto ancora lì

 

ad aspettare

 

ma la porta rimaneva chiusa.

 

Mi sono seduto

 

ho preso la mia chitarra

 

ed ho cominciato a cantare

 

la mia canzone preferita,

 

quella che parla di amore ed amicizia

 

di strette di mano

 

di abbracci e di baci.

 

Ho bussato ancora

 

e sono rimasto ad aspettare

 

cantando

 

la mia canzone preferita.

 

Intorno a me

 

si è radunata una piccola folla

 

bussavano e rimanevano lì ad aspettare

 

cantando

 

la loro canzone preferita.

 

Ho cantato sotto il sole

 

illuminato dalla luna

 

in coro con tutta l’altra gente

 

ed ho smesso di aspettare

 

perché anche se nessuno

 

era venuto ad aprirmi

 

io ero già dentro,

 

ero entrato cantando

 

cantando in coro

 

la mia canzone preferita.

25 agosto 2005

 

La cicogna

 

Si sveglia col sorriso

 

vola placida sotto il sole

 

guarda, osserva, gode

 

vive, di quell’immenso dono Divino

 

che la circonda

 

e quando viene sera

 

soddisfatta e serena

 

colma d’amore da regalare

 

ritorna canticchiando

 

al suo cigno delle cicogne.

2 settembre 2005

 

Fiori per te

 

Le parole

 

sono come fiori

 

A

 

ogni lettera

 

un petalo colorato

 

M

 

ogni accento

 

una goccia di rugiada

 

O

 

leggere

 

come sfogliare una margherita

 

R

 

cerchi

 

la risposta ai tuoi desideri

 

E

 

m’ama, non m’ama

 

m’ama.

 

Parole

 

i miei fiori d’amore

 

per te.

28 novembre 2005

 

29 XI 2005

 

Sfoglio le pagine della vita

 

lasciandomi invadere

 

sopraffare dai ricordi

 

ed ecco arriva

 

puntuale come un rintocco.

 

Il vibrare si spande lontano

 

pervade la mia intimità

 

scuotendo da dentro

 

e come il solstizio

 

riapre nuovi orizzonti.

 

Si illuminano percorsi

 

da visitare quotidiani

 

senza fretta insieme

 

e per incanto

 

il futuro si ripete diverso.

13 dicembre 2005

 

Durlindana

 

Apri questa porta

 

apri per favore

 

togli questa barriera che ci divide

 

apri

 

perché quello che ho da dirti

 

è importante.

 

Mi dispiace di svegliarti

 

sono steso davanti alla tua porta

 

e tra un minuto me ne andrò

 

portando con me

 

questi insipidi biscotti da tiramisù

 

mi dispiace devo andare

 

il mio posto è là.

 

Apri

 

apri che è importante

 

sono su di giri

 

apri altrimenti

 

questa pelle sconosciuta e sincera

 

chi la scalderà?

 

Aspetto ridendo

 

che tu apra

 

aspetto parlandoti

 

insistente

 

ma il tuo cuore rimane chiuso

 

e non dici una parola

 

sei più piccola che mai.

 

Apri

 

apri ti prego

 

apri e gettati con gioia

 

nel baratro che ti si è creato intorno

 

apri

 

o Durlindana

 

potrebbe morire per sempre.

15 dicembre 2005

 

Fantasia

 

È un refolo di vento

 

una brezza leggera.

 

Solletica la fronte

 

soffia sul viso illuminato dal sole.

 

Gli occhi socchiusi

 

un sorriso beato dipinto sulla bocca

 

i capelli danzano ad ogni respiro

 

e la pelle suda.

 

Le braccia si allargano ad accogliere la luce

 

i piedi nudi scalpitano impazienti

 

mentre stai per spiccare il salto

 

e volare libero

 

sopra quella vallata verde

 

dove raccoglierai i frutti della mente.

15 dicembre 2005

 

Le loro mani

 

Tiene la mia mano nella sua

 

grande, calda

 

mi accompagna

 

per le strade lunghe

 

dritte e tortuose

 

che si dipanano

 

sotto i miei piedi.

 

Tiene la sua mano

 

sopra le mie guance

 

mi da forza, sicurezza

 

calore e speranza

 

per una strada di luce

 

nutre il mi corpo

 

allevia il mio spirito.

 

Tengono le loro mani giunte

 

intorno alle mie

 

e sul bordo del letto

 

ripetiamo parole

 

il cui dolce suono

 

invoca amore

 

per le strade di tutti.

23 dicembre 2005

 

Lo devo a te

 

Eppure devo tutto a te!

 

Perché se non ti avessi accompagnato

 

quel giorno

 

non avrei potuto trovare

 

quell’angolo di paradiso

 

dove ho speso

 

gli anni più belli

 

della mia adolescenza.

 

Perché senza quell’angolo

 

non avrei trascorso

 

giorni stupefacenti

 

su spiagge anonime

 

piene di sorrisi e speranze

 

di amori passeggeri

 

e atroci tunnel senza sfondo.

 

Perché senza quel mare

 

non avrei creduto amore

 

ciò che poi mi ha ucciso

 

spengendo in me

 

l’anima, la fiaba

 

e la capacità

 

di poter sentire intorno.

 

Perché se non fossi morto

 

non avrei visto la luce

 

rifugiandomi meschino

 

tra quattro grigie mura

 

dove con calma

 

ho potuto nutrire la mia anima

 

godere e finalmente cercare.

 

Perché se non avessi

 

saputo cos’è la luce

 

non avrei mai potuto trovare

 

la fiamma della Musa

 

esserne travolto e cullato

 

spremuto e risanato

 

e finalmente vivere.

23 dicembre 2005

 

Natale

 

È Natale

 

la festa che arriva di notte

 

e con un soffio di pace

 

svaniscono le cose brutte.

 

È Natale

 

tra gli alberi in mezzo alla neve

 

con un sorriso d’amore

 

il cuore diventa più lieve.

 

È Natale

 

lascia entrare

 

questo amore

 

ti riempia tutto il cuore

 

di speranza di pace

 

e di colore.

 

È Natale

 

lascia uscire

 

questo amore

 

non tenerlo dentro al cuore

 

dai speranza dai pace

 

e dai colore.

 

È Natale

 

la casa si riempie di doni

 

dentro il presepe c’è pace

 

di stelle nel cielo milioni.

 

È Natale

 

al freddo ci aspetta un bambino

 

e con la sua fede d’amore

 

illumina il nostro cammino.

 

È Natale

 

lascia entrare

 

questo amore

 

ti riempia tutto il cuore

 

di speranza di pace

 

e di colore.

 

È Natale

 

lascia uscire

 

questo amore

 

non tenerlo dentro al cuore

 

dai speranza dai pace

 

e dai colore.

 

7 gennaio 2006

 

La Bilancia del Farmacista

 

Qual è la giusta misura

 

come possiamo noi saperlo

 

se ogni volta

 

ci cuciamo addosso

 

la nostra giustizia

 

la nostra giustezza

 

credendo ci possa svelare la verità.

 

E un giorno

 

oltrepassata quella soglia

 

potremo mai tornare indietro

 

ad avvertire chi è rimasto

 

dopo di noi.

 

Poveri noi

 

che non siamo in grado di accettarci

 

e continuiamo a darci limiti e rigori

 

a cui non siamo in grado di attenerci.

 

Poveri noi

 

che non riusciamo a sentire

 

il rumore di un fiore che sboccia

 

l’odore del tramonto

 

il silenzio del mare in burrasca.

 

Qual è la giusta misura

 

se non accettare

 

quello che ci si presenta

 

dinanzi a gli occhi

 

vederlo e tenerlo dentro di noi

 

e andare avanti

 

senza per questo dover uccidere

 

distruggere, creare e costruire.

 

Vogliamo cambiare il mondo

 

ma non siamo in grado di accettare

 

il benché minimo cambiamento

 

che urti la nostra immobile

 

inutile, staticità

 

da cui sola riusciamo

 

a prendere il coraggio di vivere

 

mentre la vita

 

altro non è

 

che muoversi e divenire

 

e lo sa bene il mondo

 

che incurante dei nostri futili tentativi

 

continuerà a girare

 

anche quando non saremo più.

20 febbraio 2006

 

Per tutte quelle che non ho scritto

 

Tu mi chiedi parole che non so

 

descrivere emozioni che non sento

 

giorni che non ho vissuto.

 

Come potrei mai…

 

La mia penna è gioia

 

anche quando si riempie di malinconia

 

è gioia di vita

 

di vissuto, di provato.

 

No.

 

Non chiedermi di smaltire inutilmente l’inchiostro

 

solo per insozzare fogli bianchi

 

di carta patinata.

 

La mia penna

 

gode beata del riposo

 

e ascolta silenziosa i miei pensieri

 

pronta a coglierne i frutti maturi.

 

Le parole sfrecciano nella mente

 

compiendo giravolte e sussulti

 

si rincorrono felici di poter essere libere

 

libere di fluttuare

 

senza dover per forza

 

essere inchiodate dalla penna

 

che le guarda beata

 

le segue con lo sguardo

 

le ascolta

 

e quando scorge

 

le più bizzarre

 

le più astratte

 

le più profonde e insolite

 

le ricopia contenta in un quadro

 

per poi lasciarle ancora libere

 

di essere dimenticate.

7 marzo 2006

 

Mimosa

 

Tende la sua mano verso di te

 

stringe forte

 

dando calore

 

dando comprensione

 

aspetta con pazienza

 

poi si infuria

 

grida

 

chiede

 

pretende

 

ascolta

 

dà.

 

È donna!!!

9 marzo 2006

 

Così lunghi così belli

 

Andrò fino in fondo al mare

 

per venirti giù a salvare

 

e prenderò i tuoi capelli

 

così lunghi così belli

 

li porterò su di una spiaggia

 

dove c’è gente che non viaggia

 

dove c’è gente stesa al sole

 

dove c’è gente che non muore

 

ti salverò da questo mare

 

per poterti riabbracciare

 

asciugherò i tuoi capelli

 

così lunghi così belli

 

li stenderò su quella spiaggia

 

dove c’è gente che non viaggia

 

li lascerò asciugare al sole

 

per tutto il tempo che ci vuole

 

ti salverò da questo mare

 

per poterti riabbracciare

 

pettinerò i tuoi capelli

 

così lunghi così belli

 

fino a quando sabbia e vento

 

avranno fatto un monumento

 

fino a quando verso sera

 

sarai ridiventata vera

 

ti salverò da questo mare

 

per poterti riabbracciare

 

farò una treccia ai tuoi capelli

 

così lunghi così belli

 

bacerò queste tue labbra

 

così ruvide di sabbia

 

ti donerò il mio respiro

 

fino a quando sarò vivo

 

ti tufferai giù in fondo al mare

 

per venirmi tu a salvare

 

prenderai i miei capelli

 

per legarli ai tuoi più belli

13 aprile 2006

 

Gnosi

 

E Lui proferì parola

 

senza che fosse udito suono.

 

In una notte buia

 

colma della Sua luce

 

svelò la verità

 

a coloro che ne avevano fatto richiesta.

 

Chi udì tali parole non dette

 

divenne folle per tutta la vita

 

e un attimo dopo

 

dimentico di ogni rivelazione ricevuta

 

riprese pacifico

 

la sua tediosa esistenza

 

senza sentire più

 

il bisogno di sapere

 

quello di volere

 

quello di avere.

 

Continuò i propri lieti passi

 

con un unico e solo desiderio

 

quello di amare,

 

mentre dietro di lui

 

scorreva lenta la fila

 

di quelli che bramavano risposte

 

a domande che non avrebbero più fatto

 

dopo che si fossero scordati

 

quelle parole udite

 

che mai furono dette.

1 maggio 2006

 

Che c’è di nuovo?

 

Abbiamo già detto tutto

 

e lo abbiamo ripetuto

 

all’infinito e poi ancora.

 

Non c’è più niente di nuovo.

 

Nuovo non è più una parola

 

è un’utopia,

 

dovremmo toglierla

 

dal dizionario.

 

Ecco!

 

Questo sarebbe davvero nuovo

 

rivoluzionario, sconvolgente.

 

Allora ci metteremmo cercare

 

inutilmente un termine

 

per indicare ciò

 

che prima non c’era.

 

Ma ormai è troppo tardi

 

perché tutto è gia stato

 

e tutto si è ripetuto

 

all’infinito:

 

Non c’è niente

 

che possa avere l’onore

 

di essere definito nuovo.

 

Che strano

 

è proprio questa

 

la grande novità.

7 maggio 2006

 

Siamo fatti così!

 

Si avvicinò un bambino

 

e gli chiese:

 

Perché fumi

 

se sul pacchetto

 

c’è scritto

 

il fumo uccide?

 

E il vecchio rispose:

 

Perché voglio morire

 

e dare la colpa

 

a qualcun altro

 

e non a me!

9 giugno 2006

 

Il calendario del naufrago

 

Il vento caldo

 

soffia leggero alle sue spalle

 

lo sguardo è fisso all’orizzonte

 

verso un infinito

 

lontano da raggiungere.

 

Gli occhi socchiusi

 

minacciati dal sole

 

che insiste cocente

 

sopra tutto e sopra tutti

 

rendendo quell’angolo di mondo

 

meraviglioso

 

e allo stesso tempo

 

aspro e inospitale

 

con intorno

 

niente altro che sabbia

 

pronta ad insinuarsi dentro di lui.

 

I pensieri si affollano nella sua mente

 

mentre stanco osserva gli aironi

 

volare verso il tramonto

 

di un altro quieto giorno

 

ormai sfumato.

 

L’ennesima riga diritta

 

che si somma alle altre

 

sulla pagina grinzosa

 

della sua esistenza

 

fino a quando

 

si ricorderà di tracciarne ancora.

 

Poi un giorno

 

non troverà più penna

 

non troverà quaderno

 

e si accorgerà infine

 

di aver trovato sé stesso.

9 giugno 2006

 

L’airone

 

Vola airone

 

vola lontano

 

vola

 

perché il sole

 

non potrà mai bruciarti

 

il mare non potrà bagnarti

 

e il cielo potrà soltanto

 

renderti libero.

30 giugno 2006

 

Icaro con gli occhiali

 

E a un certo punto

 

ti sei sentito tradito

 

dalla vita

 

dai tuoi sogni

 

da quel mondo

 

in cui sei entrato in punta di piedi

 

da quel prato su cui

 

hai corso in silenzio

 

facendoti sempre trovare al tuo posto

 

quando c’era bisogno di te.

 

Poi ti h sconfitto

 

il nemico di tutti

 

quel tempo avido

 

che ruba i giorni

 

uno dopo l’altro

 

che rompe i cristalli

 

che sbiadisce la gloria

 

che dimentica tutto e tutti

 

e ti presenta il conto

 

per ogni sorriso

 

comprato a credito.

 

Dopo fai un passo

 

e ti ritrovi nell’universo sconosciuto

 

ti senti piccolo e solo

 

e credi che ti abbiano abbandonato

 

ma è solo la paura

 

che impedisce all’amore

 

di arrivare fino a te.

 

Allora hai provato a volare

 

stupido Icaro

 

bruciato dal sole

 

ma in fondo al tuo salto di misericordia

 

hai ritrovato l’amore

 

l’affetto e la memoria

 

che ti sono dovuti

 

e di cui vorremmo ancora

 

inondarti la vita

 

quella vita

 

in cui aspettiamo

 

di vederti tornare a sorridere.

30 giugno 2006

 

Pesso

 

Corri ragazzo corri

 

mordi l’erba e corri

 

assapora il sudore

 

stringi il contatto

 

prendi e dai

 

e dopo corri

 

sulle immense praterie

 

che ti si presentano davanti

 

sui campi

 

sui prati

 

e quando arrivi in fondo

 

alza la testa

 

cerca la zampata

 

e poi corri

 

ad abbracciare

 

ad esultare

 

o a difendere

 

corri a difendere te stesso

 

mordi l’erba

 

stringi i denti

 

e corri

 

corri da noi

 

che ti stiamo aspettando.

9 settembre 2006

 

La canzone del cimitero

 

Eppure non mi sembra vero

 

essere allegro davanti a un cimitero

 

sul cartello a penzolare

 

c’era scritto per fiori suonare

 

e per picche litigare

 

per quadri adornare

 

e per cuori

 

per cuori innamorare.

 

Innamorarsi del mondo intero

 

e stare allegri

 

anche davanti

 

davanti a un cimitero.

 

Me li sono immaginati

 

tutti stesi giù sdraiati

 

con la mano nella mano

 

il sorriso e un tulipano

 

ormai certi che l’amore è eterno

 

e che non andranno mai all’inferno.

 

Bimbi, adulti e pensionati

 

belli brutti e screanzati

 

tutti quanti innamorati

 

nel cimitero dei fidanzati.

 

C’era scritto per fiori suonare

 

e per picche litigare

 

per quadri adornare

 

e per cuori

 

per cuori innamorare.

 

Noi stiamo fuori

 

portiamo fiori

 

piangiamo amori

 

proviamo dolori

 

i nostri cari

 

ci son mancati

 

ma se li amiamo

 

saranno i nostri fidanzati.

 

Li troveremo

 

un di’ lontano

 

e tenderemo la nostra mano

 

ci sdraieremo tra quelle ossa

 

dentro una stupida ultima fossa

 

lasciando gente alle nostre spalle

 

che piangerà e porterà farfalle

 

doni ricordi e fotografie

 

ci saran le vostre ci saran le mie.

 

Che sia un amico fratello o madre

 

che sia sorella la nonna o il padre

 

ci sarà scritto

 

ti voglio bene

 

ti prego rendi dolci le mie pene

 

guarda e proteggimi da lontano

 

fammi sentir sul cuore la tua mano

 

che sia sublime celeste e aulente

 

che ci sia tutto o che sia pien di niente

 

ricorda sempre che siamo stati

 

la meglio coppia di fidanzati.

20 settembre 2006

 

Tutto tace

 

È lontana

 

mentre tutto tace

 

e quel suono inutile

 

si ripete insistente

 

ad ogni tentativo.

 

Una cantilena triste e malinconica

 

che suona stonata ad ogni impulso.

 

Sta amando

 

chi ha bisogno

 

o forse sta riposando esausta

 

nella sua piccola stanza

 

con la vista sui sacri monti di Bernadette.

 

Ma intorno tutto tace

 

e quel suono inutile

 

si ripete insistente.

 

Dentro cresce

 

la voglia di averla accanto

 

o almeno di sentirla

 

lontana ma presente

 

quella voce

 

affannata e ridente

 

fiera di non avere disatteso i suoi compiti

 

imponente nella sua divisa

 

impeccabile, autoritaria

 

con la sua esperienza

 

il suo sacrificio.

 

Lontana

 

mentre tutto tace

 

e quel suono inutile

 

si ripete insistente.

24 settembre 2006

 

Amleto

 

C’è solo un motivo a rendere tutto quanto necessario

 

è quello di poter fare tutto il resto.

 

Allora non rimane che fare due conti.

 

Se l’energia del fisico ma più che altro della mente,

 

consumata per ottenere quello che ti occorre

 

vale quanto ciò che acquisti

 

o sia migliore non consumarsi

 

ma non aver niente da sborsare,

 

sarebbe oggi mai possibile vivere come eremiti

 

quando non ci sono più ghiande

 

che non appartengano a qualcuno

 

finire randagi tirandosi dietro il carrello della spesa

 

con quelle poche cose che di noi ancora potremmo tenere

 

o invece vale davvero la pena

 

dannarsi per un salario che ci consenta di sopravvivere

 

e dare ogni tanto uno spiraglio di luce alla nostra esistenza

 

oppure meglio rimanere serenamente soli con noi stessi

 

senza niente da spendere ma nemmeno da sacrificare

 

contribuire o lasciarsi scorrere la vita addosso

 

illudersi con quei pochi flash o rassegnarsi senza alcuna pena

 

morire o dormire

 

essere o non essere

 

qualcun altro deve averci pensato prima di me.

30 settembre 2006

 

Carezze

 

Escono fiori dalle tue mani

 

colorati brillanti profumati

 

luce dalla tua bocca

 

intensa e accecante

 

si diffonde intorno a te

 

travolgendo ogni cosa

 

dando a tutto un altro aspetto

 

una nuova geometria di forme sconosciute

 

che diventano improvvisamente note

 

suonano melodiose

 

la dove il caos sembrava imperare

 

i fiori si avvolgono ai raggi

 

sprigionano intorno il loro balsamo

 

rivelando una calma apparente di serenità

 

che cela in se l’energia di un vulcano

 

capace di erompere in fontane di calore

 

che penetrano ogni sostanza ogni materia

 

ogni atomo esplosivo

 

i fiori sbocciano sulle tue mani

 

colme delle carezze fatte a chi ami

 

a chi proteggi a chi accudisci

 

fiori che hanno lasciato il loro profumo nella vita

 

nel dolore nella gioia e sulla mia pelle vergine.

15 ottobre 2006

 

Canzone per noi

 

Andiamo via

 

io e te

 

andiamo via

 

lontano da questo rumore

 

assurdo

 

lontano dalle cose che

 

circondano

 

andiamo via lontano

 

via di qua

 

io e te

 

via di qua

 

con te

 

andiamo via per sempre

 

dai ricordi

 

e dai caffè

 

via lontano

 

soli io e te

 

via

 

via di qua

 

andare dove non ci sono

 

miracoli

 

andare dove non c’è

 

scrivere

 

per me

 

per te

 

per noi

 

sarà possibile

 

arrivare là?

 

Per noi che non

 

sappiamo

 

che cos’è

 

non lo vedremo

 

non lo sapremo

 

non sentiremo

 

il suo odore che

 

non può essere più dolce

 

di un sorriso che mi fai

 

di un abbraccio che mi dai

 

di una corsa a perdifiato

 

per vedere te

 

e quando

 

non sapremo più

 

dov’è

 

ci saremo già

 

arrivati

 

io e te

 

via

 

via di qua

 

via dai suoni

 

e dalle immagini

 

da parole un po’ difficili

 

dalle streghe e dai notabili

 

via dalle perplessità

 

ce ne andremo

 

via per sempre

 

via di qua

 

io e te

 

in mezzo a un sacco

 

di altra gente

 

lo faremo

 

io e te

 

taglieremo il dolce a fette

 

lo faremo

 

il sette sette zero sette.

18 ottobre 2006

 

Gammagt

 

Tic tac

 

tic tac

 

sta in agguato subdola

 

la stronza.

 

Perché la fine

 

vuole arrivare

 

così presto?

 

Terrorista maledetta

 

vuole solo farmi sapere

 

che c’è!

23 novembre 2006

 

Ricordo

 

È ricordo

 

ricordo,

 

il ricordo.

 

Mi ricordo,

 

ti ricordo,

 

ricordo noi.

 

Se ricordo,

 

lo ricordo

 

e ricordo

 

che il ricordo

 

è un ricordo di te!

23 novembre 2006

 

29 XI 2006

 

Non ci sono parole

 

non ci stanno

 

le rime

 

non si evoca

 

non si adula

 

non si guarda lontano

 

stringo la tua mano

 

e resto fermo

 

accanto a te.


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