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CARO DIARIO...

2003

2003

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Non c’è pace nel mondo

neanche per chi porta la pace

Nassiryia sconvolge le nostre anime

abbiamo ragione

abbiamo torto

chi ci dice la verità?

Chi ci insegna a mentire?

Stai nella tua isola felice

difendi i tuoi confini

e piangi

piangi per tutti

per tutti i sacrifici

e per tutti i sacrificati

intanto un po’ dei tuoi ricordi

diventano memoria

memoria storica

Giorgio

Gianni

Alberto

ci lasciano soli

soli a difendere

costruire

e divertire

quest’umanità senza pace.



5 - 12 APRILE 2003
2° EDIZIONE SERATE LETTERARIE - SIGNA (FI)
PARTECIPAZIONE CON DUE FIABE DALLA RACCOLTA "LE STORIE DI STEO"


MAGGIO 2003
"PADRE PIO"

SAN GIOVANNI ROTONDO

31 luglio – finalmente anche in Italia la TV satellitare raggiunge il pubblico, arriva Sky, dalla fusione delle prime TV a pagamento TELE+ e Stream TV nasce Sky Italia, emanazione della piattaforma satellitare del gruppo News Corporation del magnate australiano Rupert Murdoch; ogni abbonato vien dotato di parabola satellitare, decoder e smart card per ottenere la possibilità di scegliere fra più di cento nuovi canali tematici oltre a quelli dedicati a cinema, sport e calcio, il favorevole accoglimento del nuovo modo di vedere la TV provoca una sostanziosa migrazione di comici, presentatori e giornalisti verso il futuro dello spettacolo; Sky diventa il terzo antagonista dividendosi gli “share” con le reti Rai e Mediaset. Sarà un ventennio di gloria, finché i giovani non scopriranno la Tv via cavo, o meglio wi-fi.

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12 novembre – si consuma la più tragica e triste storia militare italiana dal secondo dopoguerra, alle 10,40 un camion sfonda la recinzione della pacifica base italiana dei Carabinieri dell’operazione “Antica Babilonia” a Nassiriya, capoluogo della regione irachena di Dhi Qar, spalancando l’ingresso a un'autobomba caricata con 300kg di esplosivo; il pronto intervento di Andrea Filippa, il carabiniere di guardia all'ingresso che riesce a uccidere gli attentatori alla guida, impedisce all’auto di arrivare all’interno della caserma e uccidere tutti, la potenza della carica è però altamente distruttiva e l'esplosione sul cancello della base è tremenda, con il triste bollettino di una drammatica strage con ventotto morti; dodici militari dell'Arma dei Carabinieri, cinque militari dell'Esercito, due civili italiani, cinque civili iracheni e quattro innocenti bambini a cui si aggiungono una ventina di feriti; la base italiana Maestrale è ridotta a un cumulo di macerie e nel punto in cui è avvenuta l'esplosione si è formato un cratere profondo otto metri; l’arrivo della notizia in Italia provoca un unanime cordoglio ma da anche adito alle sopite polemiche sulle reali ragioni che giustificano la presenza italiana in Iraq, per tanti solo una facciata a copertura delle operazioni geopolitiche e economiche alimentate dalla presenza di numerosi pozzi petroliferi nell'area; la verità non la conoscono neppure i militari che erano lì, uccisi o sopravvissuti ma col tempo si verrà a sapere che fra i motivi dell’attentato c’è invece proprio il pacifico rapporto con la popolazione e la fiducia degli Iracheni nell’attività svolta nella base, alla fine gli Italiani sono sempre quelli troppo buoni; i funerali di Stato saranno celebrati il 18 novembre davanti a una folla commossa; le inchieste faranno emergere le responsabilità del gruppo terroristico Al Qaeda e del suo leader Al-Zarqawi, ma questa è un’altra storia; altri attentati provocheranno nuove vittime fra i militari italiani, i troppi sacrifici porteranno al ritiro delle truppe italiane nel 2006. Ci spacciano per mafiosi per poi ogni volta complimentarsi per le capacità e l’umanità degli italiani che portano aiuto in tutto il mondo e ogni volta ci cacciano perché siamo troppo bravi.

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SAN MICHELE ARCANGELO

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BENEVENTO

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PIETRALCINA

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6 GIUGNO 2003

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18 GIUGNO 2003

GLI AFORISMI, LE POESIE E LE FAVOLE DI STEO ARRIVANO SU INTERNET

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29 XI 2003


non ci son favole
di zucchero e miele
caramellate quanto quelle
che si rivelarono tra le pagine
logore e intonse aperte
senza riuscir più a desisterne la vista.

abbandonerò queste sponde
senza aver mai proferito o scritto
nulla tal pari
alla tangibile sostanza
che con proprie mani riuscii a sfiorare
quando ansimante e stanco
raggiunsi infine la vetta
gialla di paglia e feconda di vento
l'amato colle
che oggi funge da prigione
ove tener libera
la nostra libertà
sì che tutti
la possano vedere.



AGOSTO 2003
"CROCIERA SUL NILO + SHARM EL-SHEIKH"

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SHARM EL-SHEIKH

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RAS MOHAMMED

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Il

 

Mirto

 

e

 

la

 

Fede
 

2003

 

Non una risposta

 

Perché non piangi

 

dei dolori

 

che fingi di non provare

 

delle avversità

 

che ti si parano davanti.

 

Perché non piangi

 

per i bimbi neri d'Africa

 

per i morti sotto bombe intelligenti

 

per i vecchi

 

che non ti riconoscono più.

 

Perché non piangi

 

delle emozioni

 

della vita

 

di un fiore che sboccia

 

di un sorriso dipinto

 

di un palazzo costruito da millenni

 

che ha resistito fino ad oggi

 

per lasciarsi ammirare da te.

Perché non piangi

 

della gioia di essere viva

 

della beatitudine di goderti la vita

 

della felice serenità di starmi accanto.

 

No, non voglio una risposta

 

non adesso

 

non a me.

 

Quando vuoi

 

ma te stessa.

 

Solo così potrà arrivare a me

 

al mio cuore

 

al tuo.

2003

 

Di qua e di là dal muro

 

Ci sono momenti nella tua vita

 

misera o gigante che sia

 

in cui non puoi continuare a fingerti addosso.

 

Sì, sono stati belli

 

gli attimi in cui ti sei divertito

 

giocando i tuoi anni

 

sprecandoli

 

consumando i momenti da brivido.

 

Adesso stai nella tua cuccia comoda

 

e vorresti che finisse così

 

senza dover più dare prova

 

della tua adeguatezza

 

ad un mondo

 

che non si è mai adeguato a te

 

circondandoti di compromessi

 

di tristi insegnanti

 

che non fanno altro che ripeterti

 

di non accettare compromessi

 

di vivere la tua vita

 

e rischiarla anche per loro

 

che non ne hanno avuto il coraggio.

 

Se il mondo ti schiaccia

allora conquistalo

 

se ti opprime

 

lascia che si accorga di te.

 

Ma se ti addormenti felice

 

tenendo la mano della tua sicurezza

 

allora continua a giocare

 

e bevi del nettare puro

 

che i compromessi mescono

 

incuranti di coloro che

 

estremisti delle loro frustrazioni

 

distruggono o pregano

 

chiusi nelle prigioni delle loro misere paure.

 

Prega e distruggi

 

per quanto tu crederai

 

non possa fare male a me

 

e ascoltami

 

quando ti chiederò di smettere.

2003

 

La verità nuda e cruda

 

È terribile

 

perché siamo soltanto

 

un ammasso senziente di sostanze organiche

 

di cui nessuno potrà mai dirci l'origine

 

né la fine.

 

Insulsi e meschini

 

indugiamo

 

consumando la vita con i perché

 

mentre la vita ci ha già abbandonato

 

restituendoci alla nostra forma originaria

 

di putrido ammasso organico senza più mente

 

né anima.

2003

 

La colpa morì appesa a un ramo.

 

A volte scegliamo persone

 

che non sono all'altezza

 

di ciò che pretendiamo da loro.

 

Non possiamo però fargliene una colpa

 

se falliscono

 

se fuggono

 

se si umiliano.

 

Perdoniamole per le nostre colpe.

 

Perdoniamoli tutti.

 

Anche Giuda.

2003

 

Giorgio, Gianni, Alberto e poi…

 

Ultimamente

 

non ho più rispetto per le morti eccellenti

 

per gli applausi in piedi

 

dentro teatri vuoti di sapore

 

o tra candele accese.

 

Che sia solo l'invidia

 

a muovere

 

il rifiuto al rispetto di mostri sacri

 

che di canzoni

 

d'auto

 

e di cinema

 

ci hanno cresciuto.

 

E quando morirà chi ha fatto l'Italia

 

e tutti gli italiani

 

sarà ancora pari a questa l'emozione mia?

 

Ma che dovrei fare allora

 

davanti a mogli quotidiane

 

che sparano ai mariti

 

a uomini soli che uccidono

 

per un rifiuto

 

a bimbi gettati

 

o portati giù dal cielo

 

tenuti stretti al petto.

 

Quali mani posso battere

 

quali lacrime piangere

 

di questo andare senza senso

 

che ci circonda.

 

Non è l'invidia.

 

Non sia l'invidia!

 

Perdo quei morti tutti assieme

 

tutti uguali

 

tutti strappati

 

a questo quieto burrascoso navigare

 

che non sappiamo vivere.

 

In cuore mio

 

vorrei tapparmi gli occhi

 

urlare il loro nome

 

onorare la loro vita

 

più della loro morte

 

ma sono senza midollo e non lo faccio.

 

Perché ho paura che da Cogne

 

venga un bambino a chiedermi del mondo

 

e dei balocchi non giocati.

 

Ed io rimango ad ammirare i vivi.

 

In fondo li amo quei morti

 

della mia tenera, semplice umiltà

 

li rispetto e mi addoloro per loro

 

ma

 

ieri ci sembrava non ci fossero

 

oggi li osanniamo

 

domani non ci saranno mai stati

 

sembra così

 

e a me non va

 

per tutti e per nessuno.

 

Via gli avvoltoi!

 

Evviva tutti!

 

Eccellenti e miseri

 

eroi di ogni giorno

 

capaci di rimanere vivi

 

senza scappare.

2003

 

Noi piccoli miseri eroi

 

Sarebbe stato bello inventare

 

dare vita a qualcosa che non è mai esistito

 

dare forma al pensiero

 

ma anche se l'ingegno non è mai mancato

 

non c'è niente intorno a cui possa aver mai dato vita.

 

Creare con le mani è stato sempre il mio sogno

 

non ci sono mai riuscito

 

in fondo non ci ho mai veramente provato

 

ma con le mani amore ne so dare.

 

Sono fiero di me

 

come ognuno dovrebbe poter essere

 

perché quello che siamo riusciti a fare

 

è un universo

 

creato nonostante tutto quello

 

che l'uno contro l'altro

 

cerchiamo di impedire

 

volendo o non sapendo.

 

Chi ha solo respirato

 

e chi ha scritto le formule più complesse

 

sono ugualmente due eroi

 

perché entrambi

 

hanno compiuto ciò che la vita

 

ha dato loro la possibilità di fare.

2003

 

Pace

 

Non è facile parlare di pace e di tranquillità

 

rotte soltanto da ancestrali paure

 

quando tutto intorno macera lentamente come sempre.

 

Ho avuto paura

 

tremenda paura un tempo

 

che la gioia trovata diventasse il nulla

 

quando la avessi trasformata in felicità.

 

Invece è quieta beatitudine

 

adesso che la sto vivendo.

 

Fa paura

 

quando ci sono momenti

 

in cui è estrema gioia

 

che si alternano ad attimi di gioia estrema

 

e anche se ci sono i soliti problemi

 

i dilemmi di sempre a cercare di dannarti l'esistenza

 

li affronti e li superi agilmente

 

perché quello che ti sei guadagnato

 

con lo strazio e con l'umiliazione

 

adesso ti ripaga dei tuoi dolori

 

basta così poco per non sentir più alcun dolore.

 

Sguazzano

 

e ogni tanto vengono a galla i vecchi timori

ma non sanno fare abbastanza paura

 

perché potranno portarmi via tutto

 

anche me

 

anche lei

 

ma non potranno mai

 

portarmi via l'amore che ho provato

 

che provo e sto provando.

 

Quando fanno più paura invece li combatto

 

trasformandoli in un’apocalisse inevitabile

 

così che le mie scellerate godurie di oggi

 

non siano le basi dei dolori

 

che potrei causare domani.

 

Sarà una meteora

 

o un'atomica a toglierci la felicità

 

come non abusarne adesso

 

perché in realtà poi so

 

che non potrebbe

 

neppure la miseria renderci miseri.

2003

 

Luoghi comuni

 

Sono pochi i momenti intensi e sentiti.

 

Sono molti in realtà,

 

se tu riuscissi davvero a contarli.

 

In quegli attimi

 

non pensare ad altri.

 

Godi te stesso!

2003

 

Madre

 

Quanto sei subdola e inutile

 

ci prendi in giro

 

ci fai dannare, correre, rischiare

 

uccidere e immolare

 

ci fa passare notti insonni

 

a guardare gli astri del cielo

 

giorni assonnati nella noia

 

e infine

 

non trovi niente di meglio da fare

 

che ucciderci.

 

Ci illudi

 

per anni

 

poi ci tronchi

 

proprio mentre incominciamo ad affezionarci

 

quando ci rendiamo conto

 

che di questa inutile, stronza, maledetta vita

 

non ne possiamo davvero proprio più fare a meno.

 

E tu ci uccidi.

 

Con un cancro

 

con un colpo al nostro battente cuore

 

ci schianti a cento all'ora contro un muro

 

ci butti giù dai ponti

 

o ci fai tremare il mondo addosso.

 

Ma non te ne sei accorta

che a noi questa vita piace

 

da giovani, da adulti e da vecchi

 

non ne potremmo proprio fare a meno

 

non la vorremo abbandonare più.

 

Vorremmo indietro i nostri giochi di bambino

 

la pazza gioventù

 

gli amori maturi

 

e i nipoti da cullare sulle ginocchia

 

grinzose e stanche.

 

Alla fine

 

in fondo a tutto questo

 

non trovi niente di meglio da fare

 

che farci morire

 

mentre ignari ce ne stiamo a pregare

 

per avere indietro i nostri anni settanta

 

gli ottanta, i novanta e pure i cento

 

tu ci lasci inermi cadaveri dentro ad una fossa.

 

Di noi non resterà che un ricordo, una frase

 

se andrà bene un film, un monumento

 

o una targa lurida e arrugginita su di un muro

 

qui ha vissuto colui che non avrebbe mai voluto morire

 

ma purtroppo era nato!

2003

 

Hei voi…

 

Quando scrivete una canzone

 

ci mettete dentro tutti i vostri dolori

 

le ansie, le preoccupazioni

 

a volte le gioie e le speranze

 

i dolci ricordi, i giochi di bambino

 

che oggi non usano più?

 

Quando ascoltate una canzone

 

andate a cercarci voi stessi

 

meravigliandovi innocentemente

 

di come vi descriva bene quella melodia

 

di come quelle parole

 

rispecchino il vostro stato d'animo

 

la vita spericolata, triste, dannata

 

orgogliosa e amata che state vivendo?

 

La canzone è un messaggio d'amore

 

una preghiera al vostro dio

 

foss'anche il demone in persona

 

la rappresentazione di ciò che provate

 

della rabbia che covate dentro

 

o della gioia che lasciate esplodere

 

in un nugolo di parole colorate.

 

Cantate

 

cantate alla vita un canto nuovo

 

con l'amore che portate dentro

con l'odio che sparate fuori

 

cantate e pregate

 

perché tanto che adoriate satana o visnù

 

è la vita che soddisferà i vostri desideri

 

celati dietro a canti scalmanati

 

o a mielose orazioni

 

soddisfacendo le vostre benedizioni

 

e facendovi accettare

 

i destinatari delle vostre maldicenze.

 

Che la vostra canzone sia una melodia

 

o un urlo straziante

 

ringraziate la vita

 

che vi ha concesso di cantarla fino a noi

 

ringraziatela

 

e fateci sentire il rumore del vostro grazie

 

affinché lo si possa imparare ballando.

2003

 

Non sarà tardi

 

Sento il profumo del caffè

 

venir fuori da una tazzina

 

vuota di ricordi stesi al vento.

 

Ascolto ancora te

 

il cicalio insistente delle chiacchiere

 

tu e le tue amiche

 

che non stavate zitte mai un momento.

 

Vedo tua madre

 

che non si fiderebbe mai di te

 

ma non lo andrebbe certo a dire in giro

 

e finge di non sapere

 

per ritrovarsi a fare la scimmietta

 

sopra il camino di campagna

 

di qualche stupido film americano degli anni '50.

 

Oggi non si scrive più così tanto

 

le parole volano come i messaggi

 

e basta un clic

 

per far scomparire intere storie d'amore

 

ma allora avevamo solo penne, libri

 

e duri banchi di scuola

 

su cui incidere le nostre iniziali.

 

Quante ne hai scolpite tu

 

su lupi e cacciatori

 

su gang di stelle e di folletti verdi

 

quante ho creduto di scalfirne io.

 

Eppure siamo arrivati dove non ci saremmo mai aspettati

 

nonostante tutto quello che abbiamo fatto

 

grazie a tutto quello per cui hai voluto lottare.

 

Tocco i panni stesi al sole

su una terrazzi di ringhiera verde

 

li sento, ruvidi e asciutti

 

come la pelle di quei vecchi

 

a cui tendevamo le manine

 

nel profumato giardino al primo piano.

 

Tutto è stato più tuo che mio

 

ma solo perché ho lasciato che così fosse.

 

E mentre correvi nei prati

 

lottavi con la lingua tra i denti

 

e sbaragliavi frotte di marmocchi

 

pronti a belare alla prima occasione

 

io aspettavo che arrivasse il mio momento.

 

Quando sono giunto

 

all'ultimo gradino di quella scala

 

da cui ignaro si tuffò il folle angelo

 

ho capito.

 

Non eri rimasta ad aspettarmi.

 

Ho trovato solo una tazzina

 

vuota

 

ma ancora fumante di te.

2003

 

Uno

 

I desideri si avverano lentamente

 

passo dopo passo

 

ogni tanto un’esplosione di luce

 

il fragore della gioia

 

poi di nuovo il quieto cammino della vita

 

placida, calma o burrascosa

 

ma accanto a te.

2003

 

È presto

 

È presto

 

quando le barche navigano in cielo all'orizzonte

 

e i vecchi se ne stanno piegati in due

 

su piccole sedie vetuste

 

più della loro tenera età.

 

L'oceano calmo e fresco della notte

 

si risveglia con le prime timide spume di mare

 

e camminando sulla sabbia intonsa

 

scopri un mondo

 

che non avresti mai creduto potesse esistere.

 

Celato all'ombra del cocco e del pareo

 

c'è un universo pieno di ricordi

 

e di candide nostalgie

 

di vita pace e libertà

 

vissute senza doverle conquistare.

2003

 

È tardi

 

È tardi

 

anche se è meraviglioso

 

vederlo negli occhi ambrati

 

degli uomini di domani.

 

I sorrisi spesi e i pochi regalati

 

la pelle contro la pelle

 

sudata di un abbraccio

 

in un immenso prato verde

 

dove correre o rotolare.

 

È tardi

 

quando la sera arriva troppo presto

 

le domeniche sono troppo vicine

 

al lunedì della settimana prima

 

quando è già stato fatto tutto

 

anche se a guardare bene

 

nessuno ha mai fatto niente.

 

No rimpianti

 

no recriminare ne criminalizzare

 

i muscoli hanno portato i pesi

 

per quanto ne erano capaci

o per quanto è stato ordinato loro di sopportare

 

le menti hanno lavorato alacremente

 

al limite della pazzia

 

e i cuori

 

e i cuori battenti

 

hanno regalato gioie e dolori a destra e a manca

 

senza risparmiarsi

 

senza desistere

 

senza mai smettere di sperare.

 

Eppure in fondo a questa stupida discesa

 

ci ritroviamo

 

gli uni ammassati sugli altri

 

con le tasche vuote

 

delle illusioni che non ci hanno mai lasciato

 

a ritirare le fila di una vita

 

che qualcuno ci ha già vissuto addosso.

 

Ma adesso è tardi

 

e tutto quello che non abbiamo avuto

 

nessuno ce lo renderà mai indietro.

2003

 

Non

 

Non hai mai chiesto

 

leggimi

 

non hai mai detto

 

raccontami

 

non hai mai ordinato smettila

 

sono io che ti ho tenuto fuori

 

o sei tu che non sei mai voluta entrare.

 

Se non sono ancora venuto a prenderti

 

bussa di nuovo alla mia porta

 

sono là dietro e

 

ti aprirò.

2003

 

Ester

 

N'urtima vorta te si corcata

 

co' sti' figli a' piedi

 

a piange disperati e fa nottata.

 

Novanta te ne si passati

 

a benedicci tutti quanti

 

figli, parenti e suore

 

fatti e acquistati.

 

Co lu dolore abbraccetto

 

te si fatta sta salita

 

scordasti u mare azzurro

 

pe' dondolatti in sto letto.

 

Studi a luce finalmente

 

saluti tutti

 

grata d'esse stata Ester

 

felice e bella tra 'sta gente.

2003

 

Libera nos…

 

Che assurdità è mai questa?

 

Viviamo un misero soffio di tempo

 

su questa terra colma di meraviglie da offrirci

 

e il nostro stupido, infimo, aberrante

 

candido, generoso comportamento

 

ci segna per l'eternità

 

condannandoci alle atroci pene dell'inferno

 

o elevandoci alle meraviglie del Paradiso.

 

Che assurdità è mai questa?

 

È come

 

ancor più sproporzionato

 

se tutto dipendesse da un'unica domanda

 

come se tutto dipendesse da un'unica risposta

 

come se in un inconsapevole testa o croce

 

ci giocassimo l'eternità.

 

Che assurdità è mai questa?

 

È come se dovessimo scegliere

 

tra nero e bianco

 

anzi peggio ancora

 

perché il nero o il bianco

 

possono essere indicativi di male o bene

 

no l'incognita deve regnare sovrana

 

è come se dovessimo scegliere

 

fra verde e rosso, giallo e blu

 

come scegliere fra rosa e petunia

 

calla o giglio, tigre o leone, uno o due.

 

Che assurdità è mai questa,

 

alcuni la chiamano fede.

2003

 

A e per te

 

Vorrei aver scritto frasi

 

che nessuno ha cantato mai

 

vorrei aver detto cose che non sai

 

guardarti dentro agli occhi

 

e perdermi nel lago di bambina come sei.

 

Vorrei aver colto fiori

 

che nessuno ha odorato mai

 

vorrei aver visto cose che non hai

 

portarle alle tue mani

 

e meritar l'amore di bambina che tu dai.

2003

 

Polizza vita

 

Mi chiamano lo strano

 

lo strano è che mi chiamo

 

perché quando rispondo

 

è strano ancor di più.

 

Succedono le cose

 

frontali e un po' rischiose

 

ma quando c'è da dare

 

premio anche di più.

 

Non chiedo più di tanto

 

il bello è che poi canto

 

me è quando arriva sera

 

che so dar di più

 

eeeeee

 

suono

 

la batteria

 

la vita mia

 

strimpello in aria le corde

 

della chitarra e via

 

fresca e leggera

 

fino a stasera

 

fino a domani mattina e

 

soffio

 

dentro al sax

 

che quando guardo la tipa giù al bar

 

mi sento sex

 

e batto il tempo

 

carezzo il basso

 

ma devo stare più attento a quel tipo

 

grasso

 

seduto al bar

 

che sta puntando la tipa

 

che avevo sperato e

 

canto

 

la vita mia

 

la gente balla

 

la notte è già in palla

 

si viaggia e via

 

la vita mia

 

la gente balla

 

la notte è già in palla

 

si viaggia e via.

 

Mi chiamano lo strano

 

ma è strano se non chiamo

 

perché se non rispondo

 

è strano ancor di più.

 


Ripeto il mio refrain

 

la gioia ch'entra in me

 

e quando sto sul palco

 

sono superman

 

eeeeee

 

suono

 

la batteria

 

la vita mia

 

strimpello in aria le corde

 

della chitarra e via

 

fresca e leggera

 

fino a stasera

 

fino a domani mattina

 

soffio

 

dentro al sax

 

che quando guardo la tipa giù al bar

 

mi sento sex

 

e batto il tempo

 

carezzo il basso

 

ma devo stare più attento a quel tipo

 

grasso

 

seduto al bar

 

che sta puntando la tipa

 

che avevo sperato mia

 

canto

 

la vita mia

 

la gente balla

 

la notte è già in palla

 

si viaggia e via

 

la vita mia

 

la gente balla

 

la notte è già in palla

 

si viaggia e via!

2003

 

Dolce Amore mio

 

Tu hai paura

 

che mi manchi qualcosa

 

e non capisci che

 

l'unica cosa

 

che mi manca

 

sei tu!

2003

 

Sensi di colpa

 

Ho troppo

 

non perché lo merito

 

non perché

 

chissà cosa ho pagato

 

in cambio o

 

cosa dovrò penare poi

 

ho troppo

 

perché lo possa dare!

2003

 

29 XI 2003

 

 

non ci son favole

 

di zucchero e miele

 

caramellate quanto quelle

 

che si rivelarono tra le pagine

 

logore e intonse aperte

 

senza riuscir più a desisterne la vista.

 

 

abbandonerò queste sponde

 

senza aver mai proferito o scritto

 

nulla tal pari

 

alla tangibile sostanza

 

che con proprie mani riuscii a sfiorare

 

quando ansimante e stanco

 

raggiunsi infine la vetta

 

gialla di paglia e feconda di vento

 

l'amato colle

 

che oggi funge da prigione

 

ove tener libera

 

la nostra libertà

 

sì che tutti

 

la possano vedere.

2003

 

Tuffo nel futuro

 

I piedi non toccano più terra

 

in quell'attimo infinito fra il cielo e il mare

 

l'urlo di gabbiano

 

esplode liberatorio da polmoni vuoti

 

della solita aria

 

e colmi di un salmastro dai colori iridescenti

 

volare

 

come una piuma perduta di cormorano

 

gridare

 

come la nota scomparsa

 

dell'ultimo stridulo soprano stonato.

 

Sul livello del mare

 

le ombre scivolano immobili

 

intorno alla fotografia

 

di quell'attimo prima di arrivare

 

diafano

 

tangibile

 

scomposto

 

in una posa plastica

 

di classici mondi lontani

 

le braccia tese

 

verso quella fede barocca e antica

 

generosa di speranze e avida di anime

 

lo sguardo smarrito

 

nell'estasi di un nanomomento

 

che ha la grazia incantata e sorprendente

 

di non finire mai

 

il gerundio che dona il respiro

 

salvandoci dal passato soffocante

 

dell'insulso deja vu.

Sacre

 

&

 

Divagazion

27 novembre 2003

 

Mai un attimo di pace!

 

Sarebbero sì effimere

 

ma meravigliose le mie soddisfazioni

 

se solo potessi godermele in santa pace

 

senza sentirmi piombare sulla schiena

 

il peso di un insolito ed inusitato

 

fardello di calamità

 

capace alla fine

 

di calarmi nel delirio della disperazione

 

fiaccarmi le forze

 

e celarmi anche quelle speranze

 

che fino ad un attimo prima

 

mi sembrava già di toccare

 

con le bramose dita.

 

Un tuo dolce sorriso

 

un petalo di rosa

 

un bimbo che gioca

 

gli amici

 

un po’ di famiglia

 

un lavoro ben riuscito

 

il mondo che gira quieto.

 

Sarebbe così vano

 

dopo tanto tribolare e tanto esultare

 

darmi un attimo di pace

 

prima di donarmi

 

quella che

 

unica

 

ancora riesco a sperare sia eterna.

8 dicembre 2003

 

Quante distrazioni fuori dal guscio!

 

Un aquilone lontano

 

vola nel cielo senza alcun filo

 

tre fiocchi rossi attaccati alla coda

 

fluttuano serpeggiando nell’aria

 

lo guardo su in alto

 

seguo il suo corso

 

rimango abbagliato dal sole

 

e non vedo più te.

20 dicembre 2003

 

Quando la playstation era di cartone.

 

La differenza

 

è che noi abbiamo fatto le stesse cose

 

le stesse stupide, umili, misere cose

 

con niente tra le mani.

 

Poi, quando siamo cresciuti

 

e ce ne hanno dato i mezzi

 

le abbiamo ricreate, vere, per voi

 

credendo di regalarci

 

quello che ci era davvero mancato.

 

Invece, nonostante tutto

 

e tutto il tanto che ci circonda

 

ancora rimpiangiamo i carrettini

 

i fucili a elastico

 

la panda e la due cavalli.

 

E adesso che tutti potranno fare tutto

 

cosa succederà?


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