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CARO DIARIO...

2005

2005

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Realizzi i tuoi sogni

 

vent’anni dopo

 

ancora non ci credi

 

sono lì

 

nere come la luce

 

sul bianco patinato dei campi al sole

 

dettate dalla tua Musa

 

scritte nella tua anima

 

regalate all’infinito

 

piangi lacrime di soddisfazione

 

votando

 

il tuo intimo

 

alla rivelazione

 

svuotando

 

il tuo intimo

 

come un uragano

 

e Katrina

 

devasta il mondo dell’allegria

 

e piangi lacrime di disperazione

 

e scrivi ogni emozione

 

come se tutte

 

fossero in quel libro

 

come se tutto

 

fosse un’emozione

 

come se tutti

 

amassero l’amore.

 
6 - 9 GENNAIO 2005
TOUR AUSTRIA

SALISBURGO

15 febbraio –Brodcast yourself, è con questo slogan che fa il suo esordio sul web YouTube, il sito di video sharing che in poco tempo diviene la TV del terzo millennio, anche in questo caso tutto ha inizio in un tipico garage americano a San Francisco; Chad Hurley, Jawed Karim e Steve Chen, dipendenti di PayPal, grazie all’innovativa tecnologia di Adobe Flash, realizzano il loro progetto di un sito che consenta di caricare velocemente un video digitale da condividere con tutto il mondo; il 23 aprile sarà Karim a caricare il primo video "Me at the zoo"; in poco tempo la rivoluzione digitale, ma soprattutto la semplicità dell’operazione di condivisione, fa aumentare esponenzialmente i video presenti sul sito, si fa un video e la prima cosa che si pensa è di pubblicarlo al più presto su YouTube; sul sito appare di tutto dai gattini ai disastri, dalle brutte figure ai concerti, dalle risse agli sport spericolati e le notizie arrivano prima su YouTube che nei notiziari diventando un serbatoio inesauribile di testimonianze in occasione di terremoti e cataclismi ma soprattutto per gli eventi che si verificano in paesi in cui la censura non ne permette la diffusione come le proteste in Birmania, in Tibet e in Iran, uniche fonti per i notiziari internazionali ritrasmettono prendendole dal web; non si lasciano certo sfuggire l’occasione i personaggi famosi, dagli artisti ai politici che promuovono brani e programmi elettorali tramite YouTube, addirittura Barack Obama il 24 gennaio 2009 pubblica sul suo canale personale il primo messaggio da Presidente degli Stati Uniti d'America; YouTube diviene anche trampolino di lancio per tutti gli illustri sconosciuti che ne approfittano e quando se lo meritano divengono famosi come Susan Boyle; nel 2006 Google acquista YouTube per 1,65 miliardi di dollari, non male per Chad, Jawed e Steve; difficile però resta sempre la salvaguardia del copyright dato che in moltissimi caricano spezzoni o intere parti di programmi, film o utilizzano brani musicali come sottofondo dei propri video violando la normativa sul diritto d'autore; nel 2007 il sito diviene multilingue, tra cui l'italiano e arriva tre miliardi di visualizzazioni al giorno, il primo video a superare il miliardo di visualizzazioni è Gangam Style del rapper coreano PSY fino al tormentone dei tormentoni, Despacito di Luis Fonsi, che arriva a più di sei miliardi di visualizzazioni. Se non ci siamo già visti ci vediamo su YouTube.

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INNSBRUK

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WATTENS

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22 - 29
FEBBRAIO 2005

CROCIERA SUL NILO

ABYDOS

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DENDARA

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1° luglio – con il Decreto-Legge 30 giugno 2005, n.115 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale si pone fine in Italia al servizio militare obbligatorio, la leva diventa volontaria: finisce per i cittadini maschi il trauma del 18° anno causato dall’arrivo della famigerata “Cartolina Rosa” con l’invito obbligatorio di sostenere la visita medica di leva e, al conseguimento dell’idoneità, a prestare per quindici mesi, poi dodici e poi dieci mesi il servizio obbligatorio in esercito, marina o aeronautica; dagli anni ’70 la leva militare poteva essere sostituita con il servizio civile, dichiarandosi obiettore di coscienza; nel 1999 la leva aveva già avuto un importante stravolgimento con l’introduzione della possibilità di arruolamento delle donne nelle Forze Armate. Da questo momento fare il militare diviene a tutti gli effetti una professione.

23 - 25 APRILE 2005
ROMA

CASTEL SANT'ANGELO

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FONTANA DI TREVI

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PIAZZA NAVONA

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COLOSSEO

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7 luglio – il terrore arriva a Londra con un attacco al cuore della City in una mattinata di terrore in cui si susseguono una serie di esplosioni che colpiscono tre treni della metropolitana e un autobus causando cinquantuno vittime, oltre ai quattro attentatori e più di settecento feriti, l’attacco sarà considerato il più grave alla capitale dalla Seconda Guerra Mondiale; due settimane dopo altri due ordigni esplodono sui convogli della metropolitana ma a grazie al malfunzionamento dei detonatori non provocheranno ulteriori vittime; gli attacchi saranno rivendicati da Al Qaida per opera di cellule locali. Si apre un periodo di terrore mondiale che colpirà innocenti in tutta Europa.

PANTHEON

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7 - 21 AGOSTO 2005
MAROCCO
CITTA' IMPERIALI + AGADIR


MARRAKECH

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JARDIN MAJORELLE

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FES

29 agosto – si presenta al mondo il più devastante uragano che diverrà anche il più tristemente famoso con il nome di Katrina; il ciclone distrugge la città di New Orleans provocando oltre settecento morti, e più di mille fra Alabama, Florida, Georgia, Kentucky, Louisiana, Mississippi, Ohio; New Orleans è colpita dalla potenza massima dell’uragano distruggendo case, vie di comunicazione e inondando le zone costiere ma anche l’entroterra, che risulterà non essere stato sufficientemente protetto da un fragile sistema di argini, quasi tutta la popolazione viene evacuata da una città messa in ginocchio che si presenta agli occhi del mondo come una città fantasma a poche ore dal passaggio dell'uragano Katrina, le polemiche sui ritardi nelle operazioni di evacuazione si trascineranno per anni e New Orleans non tornerà più la stessa. Siamo canne al vento ma a volte la potenza della natura sradica anche i fili d’erba. Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Nullam porttitor augue a turpis porttitor maximus. Nulla luctus elementum felis, sit amet condimentum lectus rutrum eget.

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MEKNES

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VOLUBILIS

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AGADIR

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ESSAOUIRA

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DESERTO

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9 DICEMBRE 2005

ALLE

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PRESENTAZIONE DELLA RACCOLTA DI POESIE E AFORISMI

"MUSA"

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16 DICEMBRE 2005

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Sacre

 

&

Divagazioni

1 gennaio 2005

 

Credo

 

Al di là di tutte le religioni

 

di tutti i credo

 

di tutte le fedi

 

oltre la scienza

 

e tutto quello

 

che può provare e confutare

 

amo Dio

 

unico, solo

 

universale, casuale

 

che in un momento immoto

 

ha acceso la scintilla

 

che ci ha donato l’essenza

 

la materia, la coscienza

 

senza motivo

 

senza un fine

 

senza un dovere verso di Lui

 

ci guarda e ride

 

ci osserva e soffre

 

ci contempla impotente

 

dinanzi alle nostre assurde mostruosità

 

e Si chiede sorpreso

 

come possiamo mai

 

rovinare questa grazia inattesa

 

che senza volere ci ha donato

 

questa stupida, insulsa

 

immensa vita.

1 gennaio 2005

 

C’è

 

Dio è

 

quell’atomo

 

unico e solo

 

che prima del Big

 

e durante il Bang

 

si è frantumato

 

godendo

 

dell’orgasmo universale

 

mentre donava la vita

 

a tutti noi.

26 febbraio 2005

 

Lucantava

 

L’hai lasciata andare così

 

per diventare di nuovo bambino

 

ancora una volta

 

stupido grande uomo.

 

Per tornare sui banchi a imparare

 

per poter insegnare

 

e lei chiusa in quelle quattro mura

 

ricolme di profumi balocchi e rimorsi

 

a far tornare nuovi

 

i vecchi ricordi di bambini ormai cresciuti.

 

Ma in fondo non era questo

 

ciò voleva quel pargoletto solo

 

senza una tetta da svecchiare

 

e con un padre inerme

 

a cui non puoi fare a meno di volere bene.

 

È la sorte di tutti

 

atomi sprovveduti

 

che si ritrovano a vivere

 

inesorabilmente

 

le stesse deliranti pagine

 

dello stesso melenso libro,

 

come è accaduto a me.

 

Forse sono io che sto sbagliando.

 

Non è così che si dice

 

quando si ritiene di aver ragione?

 

Ma stasera pensando a te

 

ti scorgo affannato e stanco

 

nel tentativo, vano

 

di far sentire grande quel bambino impaurito

 

che voleva diventare un uomo.

 

Sto qui

 

a parlare con un bambino spaventato

 

spiegandogli che non serve a niente

 

diventare uomini

 

che la vita è una vera gigantesca presa in giro

 

e non rimane altro da fare

 

che prendere lei in giro

 

finché morte non ci separi.

 

Intanto disegniamo prati

 

navi sul mare

 

e razzi

 

che ci portano lontano

 

in uno spazio che non c’è

 

ma che grazie a noi esiste davvero

26 febbraio 2005

 

Chi

 

A chi darò i miei consigli

 

a chi donerò

 

la mia inutile esperienza

 

a chi racconterò le mie stupide favole

 

per chi rimarrò sveglio la sera

 

in ansia per un non ritorno

 

a chi griderò il mio amore

 

chi festeggerò

 

chi potrò mai rimproverare?

 

Chi, se non me

 

e la mia inutile esistenza.

2 marzo 2005

 

Iron Mike

 

Banderuole al vento

 

che non siamo altro

 

andiamo dietro ad ogni bava

 

che ci soffia accanto.

 

Basta poco per farci cambiar senso

 

idolatriamo un uomo

 

poi ce lo gettano nella polvere

 

e per noi non è più niente.

 

Ce lo hanno fatto vedere forte

 

tra quelle quattro corde

 

ad abbatter muri

 

grossi quanto lui

 

e anche di più

 

ce lo hanno fatto vedere ringhioso

 

contro le accuse giuste o ingiuste

 

di una sottana strappata

 

ha tirato di destro

 

ha gridato

 

ha passato i suoi errori

 

dietro le sbarre rugginose

 

dell’ignavia e dell’oblio.

 

Poi è tornato

 

cane rabbioso

 

e ha morso

 

per cadere ancora nella polvere.

 

Un bel giorno te lo fanno vedere

 

spaesato e grondante di sudore

 

sopra un palco immerso nei fiori

 

tra ugole d’oro e d’argento

 

con le braccia strette intorno a se

 

le mani sulla bocca

 

come a nascondere

 

le sue fragili emozioni

 

il corpo chiuso in se stesso

 

con la paura di essere radiografato

 

e visto infine per quello che è

 

un uomo

 

fragile e arrabbiato

 

che ha avuto e dato

 

che viene a confessare il suo disprezzo

 

per genitori che non l’hanno seguito

 

per istituzioni che non gli hanno insegnato.

 

Allora ti accorgi che

 

su di un ring

 

su di un palco

 

o per la strada

 

è un uomo

 

e pensa solo a difendersi

 

perché grande e grosso quanto possa essere

 

anche lui

 

come tutti noi

 

ha paura.

2 marzo 2005

 

La canzone dell’Amore

 

Allora provaci non ci vuole tanto

 

lascia perdere la rabbia, le illusioni e i cattivi pensieri

 

non ci vuole poi tanto basta metterci la A

 

in fondo è così che comincia l’alfabeto

 

è la mamma di tutte le lettere, la prima

 

quella dietro alla quale trovi tutte le altre

 

sono tutte in fila ad aspettare il loro turno

 

e prima o poi toccherà ad ognuna di loro

 

ci sono così tante parole

 

che non importa nemmeno avere fretta

 

il mondo è tondo e prima o poi passerà di qui.

 

Poi c’è la M, beh l’abbiamo già detta

 

come no è la Mamma

 

la prima parola che ognuno di noi ha pronunciato

 

bene o male, balbettata o decisa

 

è sempre stata lì sulle nostre labbra

 

a lasciarci addosso un gran bel sorriso.

 

C’è la O, e chi è che non l’ha mai detta

 

la lettera delle meraviglie, delle sorprese

 

apriamo il nostro dono e la bocca si allarga

 

felice ed emozionata e forma quel grazioso circoletto

 

contornato dalle labbra rosee

 

del bambino che nascondiamo dentro

 

sì è vero lo teniamo dentro

 

e quando arriva Natale, Pasqua o un’altra festa di doni

 

eccolo saltare fuori

 

con il suo bel cerchietto tondo di allegra meraviglia.

 

Dopo arriva la R, quella che ruglia, che si fa valere

 

da tirare fuori quando ce n’è bisogno

 

quando ci hanno chiuso in un angolo

 

con il broncio sulle labbra, l’espressione accigliata

 

e le lacrime pronte a tuffarsi fuori

 

con un doppio carpiato e avvitato

 

e quando la prima comincia a rigarci la guancia

 

allora spunta fuori il jolly, la gridiamo

 

rombante e rumorosa

 

e anche se dopo perdiamo

 

oh beh, perlomeno ce la siamo giocata fino in fondo.

 

Infine c’è la E, magnifica e sublime

 

l’unica che dovunque la infili mette pace

 

oh non c’è verso, questa lega tutti saldamente

 

e riesce a far sembrare tutto completamente diverso

 

bianco e nero, giusto e ingiusto, freddo e caldo, bello e brutto.

 

Su prendile, prendile tutte le parole

 

e se ce la metti nel mezzo

 

vedrai che anche le più diverse stanno bene insieme

 

come io e te.

 

Gridale, cantale, urlale

 

sussurrale al vicino di casa, a quello in fila prima di te

 

al semaforo rosso a chi ti mette le tasse

 

a chi ti dona a chi ti porta via

 

gridale una dopo l’altra

 

A-M-O-R-E

 

poi tutte assieme per cantare la canzone dell’AMORE.

2 marzo 2005

 

La canzone dell’Amore

 

Allora provaci che non ci vuole tanto

 

lascia perdere il dispetto è solo canto

 

i pensieri un po’ cattivi e le illusioni

 

non c’importano noi siamo troppo buoni.

 

Basta metterci la A incomincia l’alfabeto

 

è la mamma di tutte quelle dietro

 

se ne stanno buone in fila ad aspettare

 

il loro turno appena vuoi parlare,

 

le parole in fondo sono tante

 

non importa nemmen sapere quante

 

tanto gira intorno tutto il mondo

 

prima o dopo lui passa qui giocondo.

 

Gridale, cantale, urlale

 

al tuo vicino sussurrale

 

a quello in fila prima di te

 

se la maglia ti macchi col frappè,

 

al semaforo rosso

 

a chi mette le tasse

 

a chi ti dona magia

 

a chi la porta via.

 

Gridale una dopo l’altra A-M-O-R-E

 

tutte assieme falle uscire dal tuo cuore

 

per cantare la canzone dell’AMORE.

 

C’è la M l’abbiamo già sentita

 

con gran forza oppure balbettata

 

è la mamma la prima che abbiam detto

 

ogni sera mentre andiamo a letto,

 

è sempre stata sulla nostra bocca

 

è la gioia più grande che ci tocca

 

e baciandoci tutto quanto il viso

 

ci ha lasciato addosso un bel sorriso.

 

Gridale, cantale, urlale

 

al tuo vicino sussurrale

 

a quello in fila prima di te

 

se la maglia ti macchi col frappè,

 

al semaforo rosso

 

a chi mette le tasse

 

a chi ti dona magia

 

a chi la porta via.

 

Gridale una dopo l’altra A-M-O-R-E

 

tutte assieme falle uscire dal tuo cuore

 

per cantare la canzone dell’AMORE.

 

C’è la O un’altra delle figlie

 

questa lettera delle meraviglie

 

ogni volta che apri un pacco

 

fai una O e dopo ridi un sacco,

 

la tua bocca forma un circoletto

 

e il cuore batte forte dentro il petto

 

che sia Pasqua oppure carnevale

 

sotto l’albero la notte di Natale.

 

Gridale, cantale, urlale

 

al tuo vicino sussurrale

 

a quello in fila prima di te

 

se la maglia ti macchi col frappè,

 

al semaforo rosso

 

a chi mette le tasse

 

a chi ti dona magia

 

a chi la porta via.

 

Gridale una dopo l’altra A-M-O-R-E

 

tutte assieme falle uscire dal tuo cuore

 

per cantare la canzone dell’AMORE.

 

C’è la R che ruggisce e romba

 

fa più chiasso che suonar la tromba

 

con un rullo di tamburo

 

se la gridi butta giù anche un muro,

 

ogni volta che ce n’è bisogno

 

tieni il broncio come in un brutto sogno

 

che sian pianti o riso sgangherato

 

e se perdi almeno ci hai provato.

 

Gridale, cantale, urlale

 

al tuo vicino sussurrale

 

a quello in fila prima di te

 

se la maglia ti macchi col frappè,

 

al semaforo rosso

 

a chi mette le tasse

 

a chi ti dona magia

 

a chi la porta via.

 

Gridale una dopo l’altra A-M-O-R-E

 

tutte assieme falle uscire dal tuo cuore

 

per cantare la canzone dell’AMORE.

 

Alla fine c’è la E che lega tutti

 

se la strilli fa contenti belli e brutti

 

anche un bimbo ne è capace

 

se la metti in mezzo mette pace,

 

fa sembrare tutto un po’ diverso

 

bianco e nero nello stesso verso

 

si voglion bene e vuoi saper perchè

 

stanno insieme come io e te.

 

Gridale, cantale, urlale

 

al tuo vicino sussurrale

 

a quello in fila prima di te

 

se la maglia ti macchi col frappè,

 

al semaforo rosso

 

a chi mette le tasse

 

a chi ti dona magia

 

a chi la porta via.

 

Gridale una dopo l’altra A-M-O-R-E

 

tutte assieme falle uscire dal tuo cuore

 

per cantare la canzone dell’AMORE.

7 aprile 2005

 

Che storia…

 

Sbocciati di fronte a un fumante caffè

 

la macchia esotica e aromatica

 

indelebile della nostra vita.

 

Oltre le parole non dette

 

hanno potuto gli sguardi

 

padroni di un alfabeto muto

 

capace di urlare la passione e il sentimento

 

intenzionato a scuotere le nostre orecchie

 

con il grido acuto della libertà

 

libertà da noi stessi

 

e dell’amore

 

l’amore per noi stessi.

 

Uniti dentro un caldo groviglio

 

il dedalo erotico e sensuale

 

inestricabile della nostra vita.

30 aprile 2005

 

Ra

 

Dovessi raffigurare Dio

 

dipingerei un cerchio

 

una strada infinita da percorrere

 

dove non partire da un inizio

 

per non trovare mai una fine.

 

Un cerchio

 

come l’ingresso di un tunnel

 

infinito di luce

 

in cui entrare

 

senza alcuna certezza

 

ma ricolmo di esaltanti speranze.

 

Un cerchio

 

verso lo spazio esteso

 

un’uscita a cui affacciarsi

 

abbandonando ogni pretesa

 

ogni dovere

 

ogni nefasto bisogno.

 

Un cerchio

 

da cui gettarsi

 

con gli occhi beatamente socchiusi

 

verso l’immensità della vita

 

della ridente gioia

 

delle candide emozioni

 

dell’assoluto amore.

16 maggio 2005

 

Dialogo di un miscredente con Dio

 

Ci hai abbandonati!

 

No, voi mi avete abbandonato.

 

E tu di conseguenza non ti curi più di noi.

 

Voi non desiderate le mie cure.

 

Tu ci hai abbandonato.

 

Io vi ho creato un mondo e voi ne avete fatto questo.

 

Tu hai creato un mondo e ce lo hai negato.

 

Voi non avete mai voluto ubbidire.

 

Tu ci hai creato e ci hai negato la vita!

 

Io la vita ve l’ho donata.

 

Tu ci hai donato la vita, senza volercela lasciar godere!

 

Voi avete un concetto distorto del godere.

 

Godere è vivere!

 

Ed io vi ho donato la vita, godete di questo.

 

Tu ci hai creato e ci hai lasciati soli!

 

Io sono sempre con voi.

 

Sì, per riprenderci! Un padre non può dare la vita ad un figlio,

 

fargli vedere il mondo intero e dirgli:

 

tutto questo tu non lo puoi toccare,

 

credevi davvero che noi potessimo accettarlo?

 

Siete degli stolti.

 

Tu ci hai creato stolti, tu hai creato un giocattolo per la tua eterna noia

 

e quando hai visto che noi non stavamo al tuo gioco

 

ci hai abbandonato nell’ignoranza,

 

ci hai dato la vita, ci hai dato un mondo meraviglioso

 

ci hai fatto sentire padroni di questo mondo

 

e poi ci hai chiuso la porta in faccia!

 

Voi non siete padroni del mondo.

 

Tu ci hai abbandonati, ci hai scacciati perché avevi paura di noi,

 

perché hai capito che noi volevamo diventare come Te,

 

perché tutto quello che ci hai lasciato guardare

 

ci ha fatto credere di poter essere Te,

 

Tu ci hai abbandonati

 

perché avevi paura che potessimo diventare Te,

 

che male avremmo potuto mai farTi?

 

Avreste creato mondi dimenticando di seminarvi Amore!

16 maggio 2005

 

Paradiso

 

Sento la vita

 

colarmi addosso

 

come miele

 

e grido sì!

 

17 maggio 2005

 

Un prato d’amore

 

Ogni bimbo è come un fiore

 

sboccia allegro nel tuo cuore

 

ogni fiore è un bel sorriso

 

si apre dolce sul tuo viso

 

un sorriso è come vita

 

questa favola infinita

 

e la storia non finisce

 

qui c’è un bimbo che fiorisce.

15 agosto 2005

 

Non più

 

È da allora

 

da quando non si tagliano più gli alberi

 

da quando abbiamo smesso

 

di metterci in ginocchio

 

e di invocare

 

da quando si aspetta

 

solo per dare

 

ma soprattutto per ricevere

 

da quando fuggiamo lontano

 

all’altro capo del mondo

 

a festeggiare al sole

 

distesi su spiagge dorate

 

con solo un cappello rosso in testa.

 

È da allora

 

da quando abbiamo smesso

 

di scrivere lettere

 

cartoline, auguri

 

per digitare due unici tasti

 

e spargere il nostro buon cuore

 

nell’etere

 

con pomposi messaggi precompilati

 

OK invio

 

per far girare un’infinita catena

 

di finto amore.

 

È da allora

 

E anche se arriva l’inverno

 

non è più freddo

 

non c’è più neve

 

e non è più Natale.

24 agosto 2005

 

Knocking

 

Ho bussato alla porta del Paradiso

 

ho bussato

 

ed ho atteso che venisse aperta

 

ma non ha risposto nessuno,

 

sono rimasto ancora lì

 

ad aspettare

 

ma la porta rimaneva chiusa.

 

Mi sono seduto

 

ho preso la mia chitarra

 

ed ho cominciato a cantare

 

la mia canzone preferita,

 

quella che parla di amore ed amicizia

 

di strette di mano

 

di abbracci e di baci.

 

Ho bussato ancora

 

e sono rimasto ad aspettare

 

cantando

 

la mia canzone preferita.

 

Intorno a me

 

si è radunata una piccola folla

 

bussavano e rimanevano lì ad aspettare

 

cantando

 

la loro canzone preferita.

 

Ho cantato sotto il sole

 

illuminato dalla luna

 

in coro con tutta l’altra gente

 

ed ho smesso di aspettare

 

perché anche se nessuno

 

era venuto ad aprirmi

 

io ero già dentro,

 

ero entrato cantando

 

cantando in coro

 

la mia canzone preferita.

25 agosto 2005

 

La cicogna

 

Si sveglia col sorriso

 

vola placida sotto il sole

 

guarda, osserva, gode

 

vive, di quell’immenso dono Divino

 

che la circonda

 

e quando viene sera

 

soddisfatta e serena

 

colma d’amore da regalare

 

ritorna canticchiando

 

al suo cigno delle cicogne.

2 settembre 2005

 

Fiori per te

 

Le parole

 

sono come fiori

 

A

 

ogni lettera

 

un petalo colorato

 

M

 

ogni accento

 

una goccia di rugiada

 

O

 

leggere

 

come sfogliare una margherita

 

R

 

cerchi

 

la risposta ai tuoi desideri

 

E

 

m’ama, non m’ama

 

m’ama.

 

Parole

 

i miei fiori d’amore

 

per te.

28 novembre 2005

 

29 XI 2005

 

Sfoglio le pagine della vita

 

lasciandomi invadere

 

sopraffare dai ricordi

 

ed ecco arriva

 

puntuale come un rintocco.

 

Il vibrare si spande lontano

 

pervade la mia intimità

 

scuotendo da dentro

 

e come il solstizio

 

riapre nuovi orizzonti.

 

Si illuminano percorsi

 

da visitare quotidiani

 

senza fretta insieme

 

e per incanto

 

il futuro si ripete diverso.

13 dicembre 2005

 

Durlindana

 

Apri questa porta

 

apri per favore

 

togli questa barriera che ci divide

 

apri

 

perché quello che ho da dirti

 

è importante.

 

Mi dispiace di svegliarti

 

sono steso davanti alla tua porta

 

e tra un minuto me ne andrò

 

portando con me

 

questi insipidi biscotti da tiramisù

 

mi dispiace devo andare

 

il mio posto è là.

 

Apri

 

apri che è importante

 

sono su di giri

 

apri altrimenti

 

questa pelle sconosciuta e sincera

 

chi la scalderà?

 

Aspetto ridendo

 

che tu apra

 

aspetto parlandoti

 

insistente

 

ma il tuo cuore rimane chiuso

 

e non dici una parola

 

sei più piccola che mai.

 

Apri

 

apri ti prego

 

apri e gettati con gioia

 

nel baratro che ti si è creato intorno

 

apri

 

o Durlindana

 

potrebbe morire per sempre.

15 dicembre 2005

 

Fantasia

 

È un refolo di vento

 

una brezza leggera.

 

Solletica la fronte

 

soffia sul viso illuminato dal sole.

 

Gli occhi socchiusi

 

un sorriso beato dipinto sulla bocca

 

i capelli danzano ad ogni respiro

 

e la pelle suda.

 

Le braccia si allargano ad accogliere la luce

 

i piedi nudi scalpitano impazienti

 

mentre stai per spiccare il salto

 

e volare libero

 

sopra quella vallata verde

 

dove raccoglierai i frutti della mente.

15 dicembre 2005

 

Le loro mani

 

Tiene la mia mano nella sua

 

grande, calda

 

mi accompagna

 

per le strade lunghe

 

dritte e tortuose

 

che si dipanano

 

sotto i miei piedi.

 

Tiene la sua mano

 

sopra le mie guance

 

mi da forza, sicurezza

 

calore e speranza

 

per una strada di luce

 

nutre il mi corpo

 

allevia il mio spirito.

 

Tengono le loro mani giunte

 

intorno alle mie

 

e sul bordo del letto

 

ripetiamo parole

 

il cui dolce suono

 

invoca amore

 

per le strade di tutti.

23 dicembre 2005

 

Lo devo a te

 

Eppure devo tutto a te!

 

Perché se non ti avessi accompagnato

 

quel giorno

 

non avrei potuto trovare

 

quell’angolo di paradiso

 

dove ho speso

 

gli anni più belli

 

della mia adolescenza.

 

Perché senza quell’angolo

 

non avrei trascorso

 

giorni stupefacenti

 

su spiagge anonime

 

piene di sorrisi e speranze

 

di amori passeggeri

 

e atroci tunnel senza sfondo.

 

Perché senza quel mare

 

non avrei creduto amore

 

ciò che poi mi ha ucciso

 

spengendo in me

 

l’anima, la fiaba

 

e la capacità

 

di poter sentire intorno.

 

Perché se non fossi morto

 

non avrei visto la luce

 

rifugiandomi meschino

 

tra quattro grigie mura

 

dove con calma

 

ho potuto nutrire la mia anima

 

godere e finalmente cercare.

 

Perché se non avessi

 

saputo cos’è la luce

 

non avrei mai potuto trovare

 

la fiamma della Musa

 

esserne travolto e cullato

 

spremuto e risanato

 

e finalmente vivere.

23 dicembre 2005

 

Natale

 

È Natale

 

la festa che arriva di notte

 

e con un soffio di pace

 

svaniscono le cose brutte.

 

È Natale

 

tra gli alberi in mezzo alla neve

 

con un sorriso d’amore

 

il cuore diventa più lieve.

 

È Natale

 

lascia entrare

 

questo amore

 

ti riempia tutto il cuore

 

di speranza di pace

 

e di colore.

 

È Natale

 

lascia uscire

 

questo amore

 

non tenerlo dentro al cuore

 

dai speranza dai pace

 

e dai colore.

 

È Natale

 

la casa si riempie di doni

 

dentro il presepe c’è pace

 

di stelle nel cielo milioni.

 

È Natale

 

al freddo ci aspetta un bambino

 

e con la sua fede d’amore

 

illumina il nostro cammino.

 

È Natale

 

lascia entrare

 

questo amore

 

ti riempia tutto il cuore

 

di speranza di pace

 

e di colore.

 

È Natale

 

lascia uscire

 

questo amore

 

non tenerlo dentro al cuore

 

dai speranza dai pace

 

e dai colore.


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