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CARO DIARIO...

2007

2007

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E poi…

 

eccoti ancora qua

 

eccomi ancora qua accanto a te

 

per dire un’altra volta sì

 

due pazzi noi

 

gioia sul viso

 

non smetto mai

 

di innamorarmi

 

degli occhi tuoi

 

con la tua mano

 

nella mia mano

 

e innamorati

 

l’amore intorno a noi

 

la gioia intorno a noi

 

la festa è per noi

 

ancora una volta

 

anzi di più

 

il cavaliere rosso

 

e la donzella dalla gonna corta

 

per sempre insieme

 

innamorati

 

cantate

 

cantate

 

e tu scrivi canzoni

 

doni il ritmo alle tue rime

 

scrivi canzoni

 

che la voce tenore del mondo

 

non canterà più

 

scrivi canzoni

 

e intanto il mondo si apre

 

chiudendosi in un telefono.


2 FEBBRAIO 2007

PRESSO LA SALA CONVEGNI DELLA
BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI SIGNA
VIENE PRESENTATO DALLA CASA EDITRICE
"MASSO DELLEFATE"
IL
"PRIMO ANNUARIO DEGLI ARTISTI DELLE SIGNE"

9 gennaio – Steve Jobs presenta l'iPhone, l'ultima sfida targata Apple, un enorme salto in avanti su tutta la concorrenza, in pratica è stato reinventato il telefono che dà il via a una rivoluzione nel modo di utilizzare il cellulare; un progetto che da tre anni coinvolge in prima persona lo stesso Jobs partendo dall’idea di un telefonino dal design avveniristico, con un solo tasto e che si possa controllare con le sole dita; quello che viene realizzato è un dispositivo multifunzione, che unisce le peculiarità del cellulare con quelle di un palmare e di un iPod con infinite possibilità di connessione: navigazione in internet, foto ad alta risoluzione, chat in diretta, download di musica e film, email e mappe; lo schermo è un sensibilissimo touchscreen con una gestione intuitiva; la magia appare con il pinch to zoom, la tecnica che permette di ingrandire e rimpicciolire un'immagine allargando o avvicinando due dita, un gesto ormai divenuto abituale; la presentazione ufficiale avviene al Moscone Center di San Francisco, per l'annuale appuntamento con il Macworld Conference & Expo; Steve si presenta sul palco sulle note di «I feel good» di James Brown con la consueta tenuta in dolcevita nero e jeans, marchio di fabbrica, esordendo con un “Siamo qui per scrivere un pezzo di storia” e il pubblico in sala e poi nei negozi non lo smentisce e con l’uscita sul mercato il 29 giugno, ne vengono venduti oltre cinquecentomila ad una folla accampata da quattro giorni; è partita la sfida ai colossi Nokia, Sony e Motorola; le versioni si susseguono a ritmi serrati e con l’avvento del 3G nel 2008 arriva anche l'App Store da cui scaricare le nuove applicazioni; nel 2012 l’iPhone 5 vende cinque milioni di esemplari in un fine settimana e il 28 luglio 2016 Tim Cook annuncia il traguardo di un miliardo di iPhone e le versioni arrivano fino alla "8", "8 plus" e "X". Un’evoluzione che non smetterà di arrestarsi scatenando la concorrenza di nuovi protagonisti sulla scena, Android e Samsung. E come spesso accade il mondo si divide fra chi lo odia e chi lo ama.

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ALESSANDRO CALONACI LEGGE LA POESIA
IL CALENDARIO DEL NAUFRAGO

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19 - 26 MARZO 2007
REPUBBLICA DOMINICANA

BAHIA PRINCIPE CLUBS & RESORTS

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ALTOS DE CHAVON

2 febbraio – l’assurda violenza di tifoserie avverse provoca la morte dell'ispettore Raciti, un poliziotto catanese, padre di due figli, colpevole di trovarsi a prestare la propria attività di servizio d'ordine, in un maledetto venerdì di campionato; si gioca Catania – Palermo, il Derby di Sicilia, una sfida che in serie A non si vedeva dalla '62-'63, il Catania milita di nuovo nella massima serie dopo trentasei anni , la sfida va in calendario al 4 febbraio, in concomitanza con la festa di Sant'Agata Patrona della città, cosa che aveva spinto le istituzioni cittadine a chiederne il rinvio temendo disordini; viene così anticipata al venerdì alle 18.30; già dall’inizio della partita all'esterno dello stadio "Angelo Massimino", si registrano i primi scontri tra gli ultras delle due tifoserie con in mezzo un cordone di centinaia di agenti in assetto antisommossa, tra loro l'ispettore capo di polizia Filippo Raciti, quarant'anni; fuori gli scontri si infiammano mentre all'interno tutto procede normalmente, poi ai primi lanci di lacrimogeni si scatena il panico che causa una fuga in massa verso i cancelli, e la partita sospesa per quaranta minuti; intanto fuori si susseguono notizie sui primi feriti tra gli agenti ma il dramma si consuma dopo la fine dell'incontro con l’accendersi di una vera e propria guerriglia con più di mille agenti impegnati contro la furia devastatrice di due centinaia di ultras locali, dopo ore di devastazioni alle dieci di sera si apprende della morte di Raciti, colpito violentemente da un corpo contundente era stato trasportato al vicino ospedale Garibaldi in gravi condizioni dove dopo tre quarti d'ora di agonia, era spirato. il mondo del calcio si ferma sconvolto e le istituzioni governative adottano forti misure di prevenzione e di punizione per prevenire episodi simili, tra le quali la possibilità di autorizzare o meno le trasferte delle tifoserie più "calde"; i fatti vengono ricostruiti in breve tempo grazie alle numerose riprese video risalendo velocemente all'identità degli autori dell'aggressione omicida, che con un sottolavandino scardinato dai bagni dello stadio avevano colpito Raciti; Antonio Speziale, minorenne, e Daniele Micale, ultras del Catania; Speziale viene condannato in Appello a otto anni per omicidio preterintenzionale, Micalea undici; a Raciti va la medaglia d'oro al valor civile alla memoria e in sua memoria la moglie Marisa Grasso si è impegnata attivamente come ambasciatrice di una cultura dello sport estranea a qualsiasi forma di violenza, in campo e sugli spalti presenziando al derby di Sicilia del 2011, tornato a giocarsi nuovamente al Massimino a quattro anni dalla morte di Raciti. La memoria, la memoria; la memoria ce l’abbiamo troppo corta.
 

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19 MAGGIO 2007
MONTECATINI TERME: CERIMONIA DI PREMIAZIONE DEL
2° CONCORSO EUROPEO DI NARRATIVA
"... E CON IL CIELO STELLATO SOPRA DI NOI..."
COMUNI DELLA VALDINIEVOLE

1° PREMIO CITTA' DI PESCIA

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L'ASSESSORE ALLA CULTURA DEL COMUNE DI PESCIA GUJA GUIDI PREMIA STEO PER LAFAVOLA
"LA TRISTE STORIA DEL MOSTRO BABALU'"
TRATTA DALLA RACCOLTA GIGI PER IL MONDO

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7 LUGLIO 2007

NON SMETTEREI MAI DI SPOSARTI

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6 dicembre – all'una di notte di giovedì 6 dicembre 2007,durante un normale turno di lavoro alla linea 5 delle acciaierie ThyssenKrupp, si scatena un drammatico incendio che investe in pieno gli otto operai in servizio in quel momento a causa della fuoriuscita di olio bollente, utilizzato per raffreddare i laminati; i tentativi di circoscrivere i primi focolai con gli estintori non hanno esito e l’uso dell’acqua provoca una spaventosa fiammata che trasforma in torce umane alcuni degli operai; Antonio Schiavone muore sul colpo mentre Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò, Giuseppe Demasi moriranno nel giro di un mese, un drammatico bilancio di vite umane che fa scatena le proteste dei lavoratori con scioperi e manifestazioni in tutta Italia; le indagini della magistratura si rivolgono verso l'amministratore delegato della Thyssen, Herald Espenhahn, a cui verrà contestato il reato di omicidio volontario con dolo eventuale e incendio doloso, mentre sulla testa di altri cinque dirigenti penderà l'accusa di omicidio colposo ed incendio doloso; emergerà poi che un incidente simile si era verificato già nel 2003 necessitando di addirittura quattro giorni per spegnerlo; l’evento invece che aumentare la sicurezza dell’impianto aveva preso la decisione di chiudere la fabbrica torinese per trasferire la produzione a Terni, cosa che poi avvenne a giugno del 2008; tra l'azienda e i familiari delle vittime viene stipulato un accordo per un risarcimento di circa 13 milioni di euro che non arresterà il non fermerà il processo, nell'aprile del 2011, la sentenza di primo grado della seconda Corte d'Assise di Torino condanna Espenhahn a 16 anni e 6 mesi di reclusione e gli altri cinque a avranno sentenze fra i dieci e i tredici anni; come al solito la Corte d'Appello nel 2013 mitigherà le pene derubricando il reato da omicidio volontario a colposo e riducendo le pene a tutti i manager, con conferma in Cassazione nell'aprile del 2014. Non c’è mai stata, non c’è e sicuramente non ci sarà mai vera giustizia per chi muore sul posto di lavoro.

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13 - 15 LUGLIO 2007

NAPOLI

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AGOSTO 2007
SUPERSANO

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PAROLE

 

E

 

MUSICA

15 gennaio 2007

 

Per te

 

È per te

 

anche se non lo vedi

 

è per te anche quando non ci sei

 

quando non ci sono io.

 

È per te

 

in ogni sole del giorno

 

e in ogni luna della notte

 

per te

 

anche quando non senti

 

per te

 

anche quando non vuoi sentire

 

o non voglio ascoltare io.

 

È per te

 

in ogni battito di tempo

 

in ogni lacrima di pioggia

 

in ogni raffica di vento.

 

È con te

 

quando cammini

 

quando ridi

 

quando soffri

 

quando l’ira si impossessa dei tuoi sentimenti.

 

È con te

 

e di te vuole avere cura.

27 febbraio 2007

 

La caduta della città di Megalon

 

Candide

 

le ho viste librarsi da sole

 

ed ho riso di gioia

 

scuotendo lontano lacrime

 

che non mi appartenevano più.

 

Ricordo il giorno in cui le raccolsi

 

con mani tremanti

 

e me ne adornai i capelli

 

tutto cambiò.

 

Un abisso vorticante

 

avviluppò le mie torri

 

le mura e i miei cavalli

 

soffiando via ogni cosa

 

per lasciare il posto

 

a un oceano frizzante

 

mai calmo, mai quieto.

 

Rinnovato e forte

 

nelle mie debolezze

 

adesso nulla più

 

è per me certo

 

adesso temo ogni giorno

 

che si apre davanti a me

 

adesso vivo

 

dove la mia imponenza

 

non mi avrebbe mai fatto arrivare

 

e lascio che il vento le soffi via

 

perché più lontano andranno

 

più saranno me e in me

 

ed io con loro

 

nell’eterna beata incertezza

 

nella paura

 

nel dolore

 

senza scudi, elmi o alabarde

 

baciato dal sole

 

scosso dalle emozioni

 

lancinanti o malinconiche

 

vivo

 

guardandole volteggiare

 

e rido

 

come un ipocrita

 

come un bambino

 

come un innamorato

 

come un pazzo

 

che il giorno tace

 

e la notte canta nei suoi sogni

 

dove tutto

 

è finalmente realtà.

27 febbraio 2007

 

Trappola per topi

 

A forza di piccoli morsi

 

era riuscito a mangiarsi l’intera crosta

 

due volte più grande di lui

 

e solo allora

 

con la pancia piena e la vista annebbiata

 

si accorse

 

di essere entrato in un luogo

 

da cui non c’erano vie d’uscita

 

se non quella di vomitare

 

tutto ciò che aveva avidamente trangugiato

 

ed infilarsi fra le sottili sbarre di quella prigione.

 

Si pentì

 

dell’effimera gioia provata

 

nel sentirsi satollo

 

e perì d’inedia

 

dopo settantaquattro anni

 

senza aver mai deciso

 

se lasciarsi catturare

 

o rendere ciò che aveva ingurgitato

 

e fuggirsene via!

28 febbraio 2007

 

Dimmelo tu

 

Non domandarmi

 

perché

 

non domandarmi

 

come

 

non chiedermi

 

quando

 

ma dimmi tu

 

quanto

 

e lascia che io goda

 

delle tue risa

 

e dei tuoi occhi

 

pieni di luce

 

finché la luce stessa

 

non si vergognerà

 

e se ne andrà via.

12 aprile 2007

 

E poi…

 

E poi, eccoti qua

 

fra la tua gente, col tuo vestito

 

e temi, ancora che

 

il nostro amore, non sia esistito

 

e poi, eccomi qua,

 

fra tanta gente, nel mio vestito

 

è strano ma il nostro amore, lo abbiam vissuto.

 

Lo sai, non cambi mai

 

non perdi mai, il tuo sorriso

 

lo sai, non lasci mai

 

che un filo d’ombra, ti solchi il viso

 

lo so, non cambio mai

 

testardo io, che ti sorrido

 

non lascio che un desiderio, non sia esaudito.

 

Che bella sai la libertà

 

di stare insieme perché ci va

 

per sempre tu per sempre noi

 

per sempre insieme come tu vuoi

 

con la tua mano nella mia mano e innamorati.

 

E poi eccoci qua

 

fra tanta gente in mezzo al riso

 

raggianti due pazzi noi

 

la nostra gioia dipinta in viso

 

lo so viziarti e poi

 

che folle io non smetto mai

 

di innamorarmi perdutamente degli occhi tuoi.

 

Che bella sai la libertà

 

di stare insieme perché ci va

 

per sempre tu per sempre noi

 

per sempre insieme come tu vuoi

 

con la tua mano nella mia mano e innamorati.

 

Con la tua mano nella mia mano e innamorati.

8 maggio 2007

 

Uniti in Matrimonio

 

Il Signore ci ha unito

 

offrendoci l’amore e la fede

 

e regalandoci

 

il più bello fra tutti i privilegi

 

la capacità di contraccambiarsi l’amore

 

di consolarci l’un l’altra

 

di sorreggerci nel momento del bisogno

 

e di gioire insieme

 

per questa grande possibilità.

 

Il Signore ci ha unito

 

e veglierà su di noi

 

sulle nostre debolezze

 

sulle paure e i timori

 

sulle incertezze e sui dolori

 

rafforzando ogni volta la nostra fede

 

l’uno nell’altra e insieme in Dio

 

ispirandoci, sorreggendoci

 

consolandoci per i nostri errori

 

e insegnandoci ogni giorno ad amare.

 

Il Signore ci ha unito

 

tanto tempo fa

 

quando le nostre luci

 

si sono accese levandosi da Lui

 

per lungo tempo le ha fatte volteggiare

 

lasciandoci temere di esserci persi

 

fino al giorno in cui

 

siamo divenuti una sola luce

 

una luce di amore

 

una luce di fede

 

fino al giorno in cui

 

illuminati

 

abbiamo finalmente sentito

 

di esser stati da sempre

 

per Lui una sola fiamma

 

con Lui una vibrante bagliore

 

in Lui la forza universale

 

della vera e unica luce di vita

 

l’Amore.

14 giugno 2007

 

Tutto tace

 

È notte

 

le promesse si spengono

 

gli occhi rincorrono i sogni

 

con movimenti rapidi e convulsi

 

le membra si stendono

 

i cuori riposano

 

e il respiro regola il suo ritmo

 

sul rumore della risacca.

 

Tutto tace.

 

Tutto si quieta.

 

È notte.

 

Le promesse si spengono

 

aspettando domani.

16 giugno 2007

 

Preghiera

 

Signore,

 

Tu che hai avvicinato

 

le nostre vite

 

donandoci l’amore e la pace

 

benedici la nostra Sacra Unione

 

e aiutaci a fortificarla

 

onorando i tuoi insegnamenti.

 

Facci sentire la Tua presenza

 

nei momenti di bisogno

 

così che noi, uniti in Te

 

possiamo con amore accettare

 

superare ed amare

 

anche i giorni meno lieti.

 

Non lasciarci mai soli

 

saremmo altrimenti

 

due miseri corpi spenti,

 

accanto alla Tua luce invece

 

possiamo risplendere

 

come un'unica anima d’amore.

11 luglio 2007

 

‘A sposa tua

 

Che bella cosa sta jurnata 'e sposa
si’ chiu serena con l’anello a ‘o dito!
Statten’accorta mo tieni marito
che bella cosa na jurnata 'e sposa.

Ma n'ata sposa
Cchiu' bella, n’ce
‘a sposa tua
Sta qui con te!
‘A sposa, ‘a sposa tua
Sta qui con te!
Sta qui con te!

Quanno fa nott' e 'o sposo s’asserena
pieno d’amore e de malincunia
fra’ e braccia toie quieto restarria,
Quanno fa nott' e 'o sposo s’asserena.

 

Ma n'ata sposa
Cchiu' bella, n’ce
‘a sposa tua
Sta qui con te!
‘A sposa, ‘a sposa tua
Sta qui con te!
Sta qui con te!

8 agosto 2007

 

La luna e la candela

 

La luna.

 

Ah, la luna non c’era quella sera.

 

Ah, se ci fosse stata

 

quante ne potrebbe raccontare.

 

Filava la lama

 

sotto il cadenzato ritmo della mola

 

e rideva

 

solleticata da quell’incedere monotono

 

ma delizioso.

 

La luna non c’era

 

e l’arrotino vedeva soltanto

 

il lieve barlume della lama

 

alla flebile luce di una candela.

 

La luna non c’era

 

l’arrotino guardava la lama filare

 

e ne rimaneva accecato

 

orgoglioso del suo lavoro

 

e della stima che ne riceveva.

 

Ebbro di se stesso e della lama

 

esultò

 

quel tanto troppo

 

da far cadere la candela

 

e tutto intorno a lui andò a fuoco.

 

L’arrotino prese a disperarsi e maledirsi

 

per quello che la sua vanità gli stava togliendo.

 

Tutto bruciava intorno

 

le lacrime correvano sulle guance

 

evaporando al calore del fuoco

 

le lame si contorcevano in forme astruse

 

tanto che nessuno le avrebbe più potute filare

 

neanche uno bravo come lui.

 

L’arrotino alzò in alto le sue mani

 

quasi a chiedere un miracolo o a imprecare

 

ma non ebbe il tempo

 

né per l’uno né per l’altro.

 

Fra le dita stringeva ancora

 

ciò che rimaneva del coltello

 

una lama contorta e fusa

 

e sotto di essa incastonato nell’impugnatura

 

un rubino splendeva

 

rosso

 

più rosso del fuoco che gli ardeva intorno.

 

Smise di piangere

 

vide la luna levarsi

 

la guardò attraverso il suo rubino

 

e gli apparve luminosa come il sole.

 

Spense con calma il fuoco

 

ricostruì la sua bottega

 

e si mise a fare candele.

 

Perché dove brucia

 

nasce sempre vita nuova.

29 agosto 2007

 

La gamba di Gino

 

La vidi di lontano

 

mi parea appen’abbronzata

 

galoppava fantasia

 

liscia lunga e affusolata.

 

Pian piano più vicino

 

s’ingrandiva agl’occhi miei

 

e già mi pregustavo

 

di veder chi era costei.

 

Ma quando fui d’appresso

 

varicose e peli ahimè

 

la gamba pia di Gino

 

palessassi avant’amme.

 

Ah mera l’illusione

 

di una linea alla Bardò

 

poi Gino mise in moto

 

dette gasse e se n’andò.

 

Ormai la delusione

 

lasciò il campo ad altri eroi

 

rimase a me che ridere

 

e di schernimmi poi.

11 novembre 2007

 

Un mare di parole

 

Vorrei sapere perché

 

parlo parlo parlo

 

e non mi ascolto mai.

 

Le rane saltano

 

e non mi ascolto mai.

 

Cerco il tesoro

 

no, cerco l’isola del tesoro

 

no, cerco la mappa dell’isola del tesoro

 

ma non mi ascolto mai

 

e trovo l’isola che non c’è.

 

I gabbiani volano

 

ed io non mi ascolto mai.

 

Non ne posso più di sentirmi

 

parlare parlare parlare

 

così non mi ascolto mai.

 

Le torri crollano

 

e io continuo a parlare.

 

Cerco il pirata

 

che ha nascosto la mappa dell’isola del tesoro

 

ma non ho nave

 

non ho equipaggio

 

e non ho nemmeno un mare

 

solo un mare di parole

 

ma non mi ascolto mai.

 

Le ciminiere fumano

 

e io non mi ascolto mai.

 

Il sonno mi vince

 

stordito dalle parole

 

appoggio la testa sul cuscino

 

e sento il rumore

 

il tintinnio delle monete

 

che cadono una dopo l’altra

 

e rimango lì ad ascoltarmi

 

ad ascoltare il tesoro che mi parla

 

bum bum bum bum bum bum…

24 novembre 2007

 

29 XI 2007

 

Ci sono voluti undici anni

 

ma alla fine è venuta giù

 

l’ho vista

 

solcare l’aridità della roccia

 

renderla finalmente animata.

 

Ti ha impaurita, sconvolta e scoperta

 

infine ti ha dato la vita

 

la stessa

 

che ogni giorno

 

tu doni a me.

14 dicembre 2007

 

Ode alla rinascita

 

Lenta cala la sera

 

sopra miserie e affanni

 

copre con manto funebre

 

i fiori gli occhi e i danni

 

luce non torna intorno

 

l’umido attacca l’ossa

 

tutto tace silente

 

colmando a vuoto fossa

 

veglia la speme invano

 

ignar che non v’è scampo

 

se d’improvviso almeno

 

baluginasse un lampo

 

forte cozza la pietra

 

con l’altra pietra in mano

 

a provocar quel folgore

 

rendendo volto umano.

17 dicembre 2007

 

Gocce dietro i vetri

 

Guardo il cielo con un dito

 

tocco il soffitto e l’infinito

 

tengo dentro le mie mani

 

la speranza di domani

 

non potrò sapere

 

quante primavere

 

ma potrò contare

 

tutti i giorni di Natale

 

quando avrò abbastanza tempo

 

per capire che non c’è

 

un’altra primavera né un natale senza te.

 

Ti cercherò in ogni cosa del mondo

 

nel sorriso più rotondo

 

ti verrò a trovare

 

dopo i saldi a carnevale

 

ti lascerò soltanto

 

quando sarò triste e stanco

 

ma di te

 

non ne avrò abbastanza mai

 

sempre nei pensieri miei

 

rimani

 

rimani

 

domani oggi e ieri sempre se

 

nella testa sempre dai

 

e sogno ancora di toccare l’infinito

 

con te

 

tu con me.

 

Guardo gli occhi e ridi ancora

 

vedo già la prima aurora

 

tengo strette tra le dita

 

le migliori gioie della vita

 

non potrà far male

 

ridere e sognare

 

ma potrò cantare

 

tutti i mari da solcare

 

non è mai abbastanza il tempo

 

da dividere con te

 

un’altra primavera e un Natale insieme a te.

 

Ti cercherò in ogni cosa del mondo

 

nel sorriso più rotondo

 

ti verrò a trovare

 

dopo i saldi a carnevale

 

ti lascerò soltanto

 

quando sarò triste e stanco

 

ma di te

 

non ne avrò abbastanza mai

 

sempre nei pensieri miei

 

rimani

 

rimani

 

domani oggi e ieri sempre se

 

nella testa sempre dai

 

e sogno ancora di toccare l’infinito

 

con te

 

tu con me.

 

Guardo il cielo con un dito

 

tocco il soffitto e l’infinito

 

tengo dentro le mie mani

 

la speranza di domani

 

non potrà far male

 

ridere e sognare

 

ti potrò cercare

 

tutti i giorni che sto male

 

non avrà più senso il tempo

 

non ha senso sai perché

 

c’è un’altra pioggia ancora

 

da ammirare insieme a te.

17 dicembre 2007

 

La casa in riva al mare

 

Mauro con le mani nell’acqua tutto il giorno

 

Mauro che d’estate è un forno

 

mentre ancora l’aria profuma di pane

 

Mauro porta a spasso il cane

 

quando tira vento la tuta è una vela

 

Mauro che d’inverno si gela

 

con la pezza in mano Mauro tira la cera

 

mentre aspetta che arrivi sera

 

con la laurea in mano tiene al caldo un sogno

 

del riscatto attende il giorno

 

quando è tardi Mauro prende la strada e va

 

dove il cuore lo porterà.

 

E insieme vita ci sarà

 

lungo tutta la città

 

dove vivono i colori

 

batteranno i loro cuori

 

dove luce intensa ci sarà

 

si diranno la verità

 

con la forza della loro passione

 

canteranno una canzone

 

già li vedi li a sognare

 

di una casa in riva al mare

 

con un cane e tre gattini

 

due limoni e mandarini

 

quanti ne vorranno fare

 

quanti porterà l’amore

 

in un giorno non lontano

 

mentre tendono la mano.

 

Silvia coi bambini degli altri fino a sera

 

Silvia che non è mai seria

 

mentre prende i mezzi per andare a insegnare

 

Silvia si mette a cantare

 

quando c’è la pace arriva subito un pianto

 

Silvia che ogni bizza è un tormento

 

con le mani Silvia è pronta a consolare

 

non importa se c’è altro da fare

 

con i libri in mano tiene al caldo un sogno

 

del rispetto attende il giorno

 

quando è tardi Silvia prende la strada e va

 

dove il cuore la porterà.

 

E insieme vita ci sarà

 

lungo tutta la città

 

dove vivono i colori

 

batteranno i loro cuori

 

dove luce intensa ci sarà

 

si diranno la verità

 

con la forza della loro passione

 

canteranno una canzone

 

già li vedi li a sognare

 

di una casa in riva al mare

 

con un cane e tre gattini

 

due limoni e mandarini

 

quanti ne vorranno fare

 

quanti porterà l’amore

 

in un giorno non lontano

 

mentre tendono la mano.


 

 

6 - 9 SETTEMBRE 2007

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TRA I QUADRI IN MOSTRA ALL'ANTICA "FIERA DI SIGNA"
A CURA DELL'ASSOCIAZIONE "PRO ARTE"
LE POESIE E I RACCONTI DI STEO
E I PENSIERI EVOCATI DAI DIPINTI RACCOLTI FRA GLI AFORISMI DI


DELL'ARTE E DINTORNI

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7 NOVEMBRE 2007
FIRENZE: PREMIO NAZIONALE DI NARRATIVA
"IL FEMMINILE TRA LE RIGHE"
ORGANIZZAZIONE "MURENA LETTERARIA"

2° PREMIO NELLA SEZIONE RACCONTI CON
"DAVANTI ALLO SPECCHIO"
TRATTO DALLA RACCOLTA ATTIMI... NEL CORSO DI UNA VITA

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11 NOVEMBRE 2007

ESCE LA PUBBLICAZIONE "365 AFORISMI PER UN ANNO" EDITO DA "PRAGMATA" E CONTENENTE UNO DEGLI AFORISMI DI STEO

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8 DICEMBRE 2007
GRAZIE DI TUTTO "MANOLETE"

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19 DICEMBRE 2007

LUIGI LOCANTO LEGGE STEO DALLA RACCOLTA DI POESIE "MUSA". PRESSO L'ASSOCIAZIONE CULTURALE "MAGICA BULA" A FIRENZE

GUARDA I VIDEO:
SULL'ARENILE - LO SAPRAI DOMANI

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