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2006

Cambiano le tue righe

 

intricate

 

 

misteriche

 

 

mature

 

 

è finalmente finita

 

 

la tua adolescenza

 

 

il bambino ti accompagna

 

 

ti accompagnerà sempre

 

 

ma adesso c’è un uomo

 

 

a interrogarsi del futuro

 

 

del passato

 

 

dello spazio infinito

 

 

anche i Vip si inventano una finestra

 

 

da cui cinguettare ammiccanti

 

 

perché tutti ormai sono famosi

 

 

tutti possono dire la loro

 

 

tutti possono mentire

 

 

allora c’è bisogno di un uomo

 

 

per continuare a dire

 

 

le stesse inutili cose

 

 

con parole nuove

 

 

perché possano davvero servire

 

 

e la tua prosa

 

 

lascia timidamente il posto

 

 

ai ritornelli

 

 

dandoti un nuovo mondo

 

 

in cui poter essere felicemente nessuno

 

 

con passione gioia e amore.

4 MAGGIO 2006

CARO DIARIO…

CON
"NON C'E' GINEVRA SENZA LANCILLOTTO"
STEO ENTRA A FAR PARTE DEGLI AUTORI DELLA NUOVA CANZONE DEL "PELOTTO"
PER SEAT PAGINE GIALLE

11 aprile – dopo quarantatré anni di latitanza finalmente viene arrestato il capomafia Bernardo Provenzano Soprannominato la "primula rossa", uno dei più spietati criminali di "Cosa nostra", che ha guidato dal 1995 fino al momento della cattura; il famigerato "zu Binu" risulta fra i ricercati già nel settembre del 1963 con un mandato di arresto per omicidio, da allora diviene un fantasma senza volto dato che l'unica foto disponibile risale a quando aveva soltanto 26 anni; la lunga latitanza è stata coperta da una fitta rete di coperture, per alcuni anche a livello politico-istituzionale, riuscendo a impartire ordini e a gestire gli affari di "Cosa nostra", utilizzando dei semplici pezzettini di carta, i famosi pizzini; Provenzano è ritenuto responsabile dei più efferati delitti mafiosi e condannato in contumacia all'ergastolo per l'assassinio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e per la stragi di Capaci e via D'Amelio; l’arresto arriva grazie all'intercettazione di alcuni pizzini che permettono alle forze dell’ordine di individuare il nascondiglio in una masseria nelle campagne di Corleone; l'11 aprile 2006 scatta il blitz degli agenti della squadra mobile di Palermo, ai quali Provenzano non oppone resistenza; viene rinchiuso, in totale isolamento, nel carcere di Novara e poi in quello di Parma, dove si ammala gravemente per poi morire a nel 2016; anche dopo la sua morte continuano i processi che lo vedono coinvolto tra i quali quello drammatico sulla presunta trattativa Stato-mafia. Ma quando cade un capo così è perché ce n’è un altro che ha già preso il suo posto.

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Ecco la lista completa della frasi proposte:


NON C’È GINEVRA SENZA LANCILLOTTO - NON C’È PANINO SENZA PROSCIUTTO COTTO


NON C’È TRIPPA SENZA LAMPREDOTTO - NON C’È CAOS SENZA QUARANTOTTO


NON C’È PIRATA SENZA BARILOTTO - NON C’È PUGILE SENZA CAZZOTTO


NON C’È PIOGGIA SENZA DIROTTO - NON C’È ORCHESTRA SENZA CONTROFAGOTTO


NON C’È EVASIONE SENZA GALEOTTO - NON C’È FERITA SENZA CEROTTO


NON C’È TUBO SENZA MANICOTTO - NON C’È CANILE SENZA BASSOTTO


NON C’È PAPERONE SENZA BASSOTTO - NON C’È PETROLIO SENZA OLEODOTTO


NON C’È GENTLEMAN SENZA PANCIOTTO - NON C’È MONDIALE SENZA PESSOTTO


NON C’È GUANCIA SENZA PIZZICOTTO - NON C’È LADRO SENZA POLIZIOTTO


NON C’È CINESE SENZA RISOTTO - NON C’È SICILIA SENZA PICCIOTTO


NON C’È CUCINA SENZA UN PIATTO ROTTO - NON C’È SANDOKAN SENZA TIGROTTO


NON C’È CARAMBOLA SENZA FILOTTO - NON C’È DESSERT SENZA ZUCCOTTO


NON C’È ZOO SENZA SCIMMIOTTO - NON C’È CONTEA SENZA UN SIGNOROTTO


NON C’È FRETTA SENZA QUATTRO E QUATR’OTTO - NON C’È ARSURA SENZA CHINOTTO


NON C’È BRISCOLA SENZA CAPPOTTO - NON C’È CONCORSO SENZA PELOTTO


NON C’È BRONTOLO SENZA DOTTO - NON C’È VACANZA SENZA PERNOTTO

15 luglio – il mondo dei social network si arricchisce di un nuovo sito con il lancio di Twitter che cambia di nuovo le modalità di tra gli utenti sul web; la novità di Twitter è prorompente e ne beneficia il suo creatore Jack Dorsey, che grazie alla sua intuizione salva dal fallimento la sua società, la Obvious Corporation di San Francisco; Twitter unisce le caratteristiche del social network a quelle di un microblogging, ogni utente può scrivere sulla propria pagina messaggi con una lunghezza massima di 140 caratteri che nel 2017 diventano 280; il nome Twitter deriva dall'inglese to tweet, cinguettare, richiamando la forma concisa di ogni post, paragonato appunto al cinguettio che con le risposte diviene un insistente battibecco; la semplicità e rapidità di pubblicazione ne fanno anche un valido strumento di giornalismo partecipativo, fino ad essere consultato come fonte attendibile dai media ufficiali in occasione di eventi drammatici e catastrofi, come per i terremoti dell'Aquila e dell'Emilia-Romagna; ne fanno la fortuna le personalità di spicco che approfittano anche di questo nuovo mezzo per la propria promozione e ancora una volta il presidente degli Stati Uniti d’America Usa Barack Obama non si lascia sfuggire questa ghiotta occasione per arrivare nei telefonini di tutti. Tutti i mezzi son buoni per pubblicizzare e anche per manipolare.

4 ottobre – viene registrato il dominio www . wikileaks . org l'atto di nascita di un'organizzazione che farà tremare i governi di tutto il pianeta, pubblicando dossier, corrispondenze e documenti segreti, di stato, militari e bancari di stati e diplomazie di tutto il mondo; WikiLeaks si presenta come un'organizzazione senza scopo di lucro, formata da giornalisti volontari, attivisti e anche  scienziati che operano nel più stretto anonimato; un esercito sconosciuto che attraverso fonti anonime riesce a mettere le mani sui documenti più scottanti della politica internazionale per metterli a disposizione di tutti sul proprio sito; informare l'opinione pubblica su eventuali pratiche poco etiche se non peggio, di governi e amministrazioni è l’obiettivo primario, portato avanti dai più disparati e remoti Internet cafè e Server rooms sparsi nell’ovunque, anche perché non esiste una sede centrale, nel 2006 si scopre un complotto per assassinare i membri del governo somalo e poi arrivano le rivelazioni più clamorose come quella sulla gestione del campo di prigionia di Guantánamo; nel 2010 dopo la rivelazione a The New York Times, The Guardian e Der Spiegel, di elementi nascosti della guerra in Afghanistan, si scatena una vera e propria caccia all'uomo nei confronti del portavoce e fondatore di WikiLeaks, l'hacker Julian Assange; viene accusato di stupro dal tribunale di Stoccolma e arrestato da Scotland Yard ma Assange riesce a trovare asilo nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra ma l’azione di WikiLeaks non si ferma e l'anno seguente vengono pubblicati altri documenti scottanti sulle spese sostenute da diversi governi per spiare le comunicazioni via cellulare ed email di tutti i cittadini; nel 2014 pubblica il libro When Google met WikiLeaks, in cui accusa Google di essere al servizio dell'agenzia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti d’America; dal 2019 Julian Assange è imprigionato a Belmarsh non perle accuse di stupro, che sono state archiviate, ma per non meglio conosciute accuse del governo degli Stati Uniti d’America. Alla fine a torto o a ragione sono riusciti a zittirlo nel silenzio di quell’opinione pubblica che tentava di difendere.

6 MAGGIO 2006

PREMIO SAN VALENTINO - QUATTORDICI FEBBRAIO
XXXVI EDIZIONE" TERNI.
SEGNALAZIONE SPECIALE PER LA RACCOLTA DI POESIE E AFORISMI
"MUSA"

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6 MAGGIO 2006

PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA E NARRATIVA
"PRATO: UN TESSUTO DI CULTURA" EDIZIONE 2006
IV PREMIO PER LA POESIA EDITA E PUBBLICATO IN ANTOLOGIA CON LA POESIA "ATTILA" TRATTA DALLA RACCOLTA EDITA DAL TITOLO "MUSA".

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8 LUGLIO 2006

PREMIO NAZIONALE DI POESIA NARRATIVA "VERSILIA 2006"
XIII EDIZIONE
MENZIONE D'ONORE PER LA POESIA
"COSI' LUNGHI COSI' BELLI"
DALLA RACCOLTA DI POESIE "SACRE E DIVAGAZIONI"

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8 - 23 AGOSTO 2006

SRI LANKA + MALDIVE

ANURADAPURA

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POLONNARUWA

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FORTEZZA DEL LEONE
 

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KANDY

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NUWARA ELIYA
 

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PINNAWELA

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COLOMBO

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EEDHAAHU

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20 OTTOBRE 2006


 

 

2° CONCORSO EUROPEO DI NARRATIVA
"... E CON IL CIELO STELLATO SOPRA DI NOI..."
COMUNI DELLA VALDINIEVOLE

PREMIO DEL COMUNE DI PESCIA PER IL RACCONTO
"LA TRISTE STORIA DEL MOSTRO BABALU'"
 

Sacre

 

&

 

Divagazioni

7 gennaio 2006

 

La Bilancia del Farmacista

 

 

Qual è la giusta misura

 

 

come possiamo noi saperlo

 

 

se ogni volta

 

 

ci cuciamo addosso

 

 

la nostra giustizia

 

 

la nostra giustezza

 

 

credendo ci possa svelare la verità.

 

 

E un giorno

 

 

oltrepassata quella soglia

 

 

potremo mai tornare indietro

 

 

ad avvertire chi è rimasto

 

 

dopo di noi.

 

 

Poveri noi

 

 

che non siamo in grado di accettarci

 

 

e continuiamo a darci limiti e rigori

 

 

a cui non siamo in grado di attenerci.

 

 

Poveri noi

 

 

che non riusciamo a sentire

 

 

il rumore di un fiore che sboccia

 

 

l’odore del tramonto

 

 

il silenzio del mare in burrasca.

 

 

Qual è la giusta misura

 

 

se non accettare

 

 

quello che ci si presenta

 

 

dinanzi a gli occhi

 

 

vederlo e tenerlo dentro di noi

 

 

e andare avanti

 

 

senza per questo dover uccidere

 

 

distruggere, creare e costruire.

 

 

Vogliamo cambiare il mondo

 

 

ma non siamo in grado di accettare

 

 

il benché minimo cambiamento

 

 

che urti la nostra immobile

 

 

inutile, staticità

 

 

da cui sola riusciamo

 

 

a prendere il coraggio di vivere

 

 

mentre la vita

 

 

altro non è

 

 

che muoversi e divenire

 

 

e lo sa bene il mondo

 

 

che incurante dei nostri futili tentativi

 

 

continuerà a girare

 

 

anche quando non saremo più.

 

 

 

 

20 febbraio 2006

 

 

Per tutte quelle che non ho scritto

 

 

Tu mi chiedi parole che non so

 

 

descrivere emozioni che non sento

 

 

giorni che non ho vissuto.

 

 

Come potrei mai…

 

 

La mia penna è gioia

 

 

anche quando si riempie di malinconia

 

 

è gioia di vita

 

 

di vissuto, di provato.

 

 

No.

 

 

Non chiedermi di smaltire inutilmente l’inchiostro

 

 

solo per insozzare fogli bianchi

 

 

di carta patinata.

 

 

La mia penna

 

 

gode beata del riposo

 

 

e ascolta silenziosa i miei pensieri

 

 

pronta a coglierne i frutti maturi.

 

 

Le parole sfrecciano nella mente

 

 

compiendo giravolte e sussulti

 

 

si rincorrono felici di poter essere libere

 

 

libere di fluttuare

 

 

senza dover per forza

 

 

essere inchiodate dalla penna

 

 

che le guarda beata

 

 

le segue con lo sguardo

 

 

le ascolta

 

 

e quando scorge

 

 

le più bizzarre

 

 

le più astratte

 

 

le più profonde e insolite

 

 

le ricopia contenta in un quadro

 

 

per poi lasciarle ancora libere

 

 

di essere dimenticate.

 

 

 

 

7 marzo 2006

 

 

Mimosa

 

 

Tende la sua mano verso di te

 

 

stringe forte

 

 

dando calore

 

 

dando comprensione

 

 

aspetta con pazienza

 

 

poi si infuria

 

 

grida

 

 

chiede

 

 

pretende

 

 

ascolta

 

 

dà.

 

 

È donna!!!

 

 

 

 

9 marzo 2006

 

 

Così lunghi così belli

 

 

Andrò fino in fondo al mare

 

 

per venirti giù a salvare

 

 

e prenderò i tuoi capelli

 

 

così lunghi così belli

 

 

li porterò su di una spiaggia

 

 

dove c’è gente che non viaggia

 

 

dove c’è gente stesa al sole

 

 

dove c’è gente che non muore

 

 

ti salverò da questo mare

 

 

per poterti riabbracciare

 

 

asciugherò i tuoi capelli

 

 

così lunghi così belli

 

 

li stenderò su quella spiaggia

 

 

dove c’è gente che non viaggia

 

 

li lascerò asciugare al sole

 

 

per tutto il tempo che ci vuole

 

 

ti salverò da questo mare

 

 

per poterti riabbracciare

 

 

pettinerò i tuoi capelli

 

 

così lunghi così belli

 

 

fino a quando sabbia e vento

 

 

avranno fatto un monumento

 

 

fino a quando verso sera

 

 

sarai ridiventata vera

 

 

ti salverò da questo mare

 

 

per poterti riabbracciare

 

 

farò una treccia ai tuoi capelli

 

 

così lunghi così belli

 

 

bacerò queste tue labbra

 

 

così ruvide di sabbia

 

 

ti donerò il mio respiro

 

 

fino a quando sarò vivo

 

 

ti tufferai giù in fondo al mare

 

 

per venirmi tu a salvare

 

 

prenderai i miei capelli

 

 

per legarli ai tuoi più belli.

 

 

 

 

13 aprile 2006

 

 

Gnosi

 

 

E Lui proferì parola

 

 

senza che fosse udito suono.

 

 

In una notte buia

 

 

colma della Sua luce

 

 

svelò la verità

 

 

a coloro che ne avevano fatto richiesta.

 

 

Chi udì tali parole non dette

 

 

divenne folle per tutta la vita

 

 

e un attimo dopo

 

 

dimentico di ogni rivelazione ricevuta

 

 

riprese pacifico

 

 

la sua tediosa esistenza

 

 

senza sentire più

 

 

il bisogno di sapere

 

 

quello di volere

 

 

quello di avere.

 

 

Continuò i propri lieti passi

 

 

con un unico e solo desiderio

 

 

quello di amare,

 

 

mentre dietro di lui

 

 

scorreva lenta la fila

 

 

di quelli che bramavano risposte

 

 

a domande che non avrebbero più fatto

 

 

dopo che si fossero scordati

 

 

quelle parole udite

 

 

che mai furono dette.

 

 

 

 

1 maggio 2006

 

 

Che c’è di nuovo?

 

 

Abbiamo già detto tutto

 

 

e lo abbiamo ripetuto

 

 

all’infinito e poi ancora.

 

 

Non c’è più niente di nuovo.

 

 

Nuovo non è più una parola

 

 

è un’utopia,

 

 

dovremmo toglierla

 

 

dal dizionario.

 

 

Ecco!

 

 

Questo sarebbe davvero nuovo

 

 

rivoluzionario, sconvolgente.

 

 

Allora ci metteremmo cercare

 

 

inutilmente un termine

 

 

per indicare ciò

 

 

che prima non c’era.

 

 

Ma ormai è troppo tardi

 

 

perché tutto è gia stato

 

 

e tutto si è ripetuto

 

 

all’infinito:

 

 

Non c’è niente

 

 

che possa avere l’onore

 

 

di essere definito nuovo.

 

 

Che strano

 

 

è proprio questa

 

 

la grande novità.

 

 

 

 

7 maggio 2006

 

 

Siamo fatti così!

 

 

Si avvicinò un bambino

 

 

e gli chiese:

 

 

Perché fumi

 

 

se sul pacchetto

 

 

c’è scritto

 

 

il fumo uccide?

 

 

E il vecchio rispose:

 

 

Perché voglio morire

 

 

e dare la colpa

 

 

a qualcun altro

 

 

e non a me!

 

 

 

 

9 giugno 2006

 

 

Il calendario del naufrago

 

 

Il vento caldo

 

 

soffia leggero alle sue spalle

 

 

lo sguardo è fisso all’orizzonte

 

 

verso un infinito

 

 

lontano da raggiungere.

 

 

Gli occhi socchiusi

 

 

minacciati dal sole

 

 

che insiste cocente

 

 

sopra tutto e sopra tutti

 

 

rendendo quell’angolo di mondo

 

 

meraviglioso

 

 

e allo stesso tempo

 

 

aspro e inospitale

 

 

con intorno

 

 

niente altro che sabbia

 

 

pronta ad insinuarsi dentro di lui.

 

 

I pensieri si affollano nella sua mente

 

 

mentre stanco osserva gli aironi

 

 

volare verso il tramonto

 

 

di un altro quieto giorno

 

 

ormai sfumato.

 

 

L’ennesima riga diritta

 

 

che si somma alle altre

 

 

sulla pagina grinzosa

 

 

della sua esistenza

 

 

fino a quando

 

 

si ricorderà di tracciarne ancora.

 

 

Poi un giorno

 

 

non troverà più penna

 

 

non troverà quaderno

 

 

e si accorgerà infine

 

 

di aver trovato sé stesso.

 

 

 

 

9 giugno 2006

 

 

L’airone

 

 

Vola airone

 

 

vola lontano

 

 

vola

 

 

perché il sole

 

 

non potrà mai bruciarti

 

 

il mare non potrà bagnarti

 

 

e il cielo potrà soltanto

 

 

renderti libero.

 

 

 

 

30 giugno 2006

 

 

Icaro con gli occhiali

 

 

E a un certo punto

 

 

ti sei sentito tradito

 

 

dalla vita

 

 

dai tuoi sogni

 

 

da quel mondo

 

 

in cui sei entrato in punta di piedi

 

 

da quel prato su cui

 

 

hai corso in silenzio

 

 

facendoti sempre trovare al tuo posto

 

 

quando c’era bisogno di te.

 

 

Poi ti h sconfitto

 

 

il nemico di tutti

 

 

quel tempo avido

 

 

che ruba i giorni

 

 

uno dopo l’altro

 

 

che rompe i cristalli

 

 

che sbiadisce la gloria

 

 

che dimentica tutto e tutti

 

 

e ti presenta il conto

 

 

per ogni sorriso

 

 

comprato a credito.

 

 

Dopo fai un passo

 

 

e ti ritrovi nell’universo sconosciuto

 

 

ti senti piccolo e solo

 

 

e credi che ti abbiano abbandonato

 

 

ma è solo la paura

 

 

che impedisce all’amore

 

 

di arrivare fino a te.

 

 

Allora hai provato a volare

 

 

stupido Icaro

 

 

bruciato dal sole

 

 

ma in fondo al tuo salto di misericordia

 

 

hai ritrovato l’amore

 

 

l’affetto e la memoria

 

 

che ti sono dovuti

 

 

e di cui vorremmo ancora

 

 

inondarti la vita

 

 

quella vita

 

 

in cui aspettiamo

 

 

di vederti tornare a sorridere.

 

 

 

 

30 giugno 2006

 

 

Pesso

 

 

Corri ragazzo corri

 

 

mordi l’erba e corri

 

 

assapora il sudore

 

 

stringi il contatto

 

 

prendi e dai

 

 

e dopo corri

 

 

sulle immense praterie

 

 

che ti si presentano davanti

 

 

sui campi

 

 

sui prati

 

 

e quando arrivi in fondo

 

 

alza la testa

 

 

cerca la zampata

 

 

e poi corri

 

 

ad abbracciare

 

 

ad esultare

 

 

o a difendere

 

 

corri a difendere te stesso

 

 

mordi l’erba

 

 

stringi i denti

 

 

e corri

 

 

corri da noi

 

 

che ti stiamo aspettando.

 

 

 

 

9 settembre 2006

 

 

La canzone del cimitero

 

 

Eppure non mi sembra vero

 

 

essere allegro davanti a un cimitero

 

 

sul cartello a penzolare

 

 

c’era scritto per fiori suonare

 

 

e per picche litigare

 

 

per quadri adornare

 

 

e per cuori

 

 

per cuori innamorare.

 

 

Innamorarsi del mondo intero

 

 

e stare allegri

 

 

anche davanti

 

 

davanti a un cimitero.

 

 

Me li sono immaginati

 

 

tutti stesi giù sdraiati

 

 

con la mano nella mano

 

 

il sorriso e un tulipano

 

 

ormai certi che l’amore è eterno

 

 

e che non andranno mai all’inferno.

 

 

Bimbi, adulti e pensionati

 

 

belli brutti e screanzati

 

 

tutti quanti innamorati

 

 

nel cimitero dei fidanzati.

 

 

C’era scritto per fiori suonare

 

 

e per picche litigare

 

 

per quadri adornare

 

 

e per cuori

 

 

per cuori innamorare.

 

 

Noi stiamo fuori

 

 

portiamo fiori

 

 

piangiamo amori

 

 

proviamo dolori

 

 

i nostri cari

 

 

ci son mancati

 

 

ma se li amiamo

 

 

saranno i nostri fidanzati.

 

 

Li troveremo

 

 

un di’ lontano

 

 

e tenderemo la nostra mano

 

 

ci sdraieremo tra quelle ossa

 

 

dentro una stupida ultima fossa

 

 

lasciando gente alle nostre spalle

 

 

che piangerà e porterà farfalle

 

 

doni ricordi e fotografie

 

 

ci saran le vostre ci saran le mie.

 

 

Che sia un amico fratello o madre

 

 

che sia sorella la nonna o il padre

 

 

ci sarà scritto

 

 

ti voglio bene

 

 

ti prego rendi dolci le mie pene

 

 

guarda e proteggimi da lontano

 

 

fammi sentir sul cuore la tua mano

 

 

che sia sublime celeste e aulente

 

 

che ci sia tutto o che sia pien di niente

 

 

ricorda sempre che siamo stati

 

 

la meglio coppia di fidanzati.

 

 

 

 

20 settembre 2006

 

 

Tutto tace

 

 

È lontana

 

 

mentre tutto tace

 

 

e quel suono inutile

 

 

si ripete insistente

 

 

ad ogni tentativo.

 

 

Una cantilena triste e malinconica

 

 

che suona stonata ad ogni impulso.

 

 

Sta amando

 

 

chi ha bisogno

 

 

o forse sta riposando esausta

 

 

nella sua piccola stanza

 

 

con la vista sui sacri monti di Bernadette.

 

 

Ma intorno tutto tace

 

 

e quel suono inutile

 

 

si ripete insistente.

 

 

Dentro cresce

 

 

la voglia di averla accanto

 

 

o almeno di sentirla

 

 

lontana ma presente

 

 

quella voce

 

 

affannata e ridente

 

 

fiera di non avere disatteso i suoi compiti

 

 

imponente nella sua divisa

 

 

impeccabile, autoritaria

 

 

con la sua esperienza

 

 

il suo sacrificio.

 

 

Lontana

 

 

mentre tutto tace

 

 

e quel suono inutile

 

 

si ripete insistente.

 

 

 

 

24 settembre 2006

 

 

Amleto

 

 

C’è solo un motivo a rendere tutto quanto necessario

 

 

è quello di poter fare tutto il resto.

 

 

Allora non rimane che fare due conti.

 

 

Se l’energia del fisico ma più che altro della mente,

 

 

consumata per ottenere quello che ti occorre

 

 

vale quanto ciò che acquisti

 

 

o sia migliore non consumarsi

 

 

ma non aver niente da sborsare,

 

 

sarebbe oggi mai possibile vivere come eremiti

 

 

quando non ci sono più ghiande

 

 

che non appartengano a qualcuno

 

 

finire randagi tirandosi dietro il carrello della spesa

 

 

con quelle poche cose che di noi ancora potremmo tenere

 

 

o invece vale davvero la pena

 

 

dannarsi per un salario che ci consenta di sopravvivere

 

 

e dare ogni tanto uno spiraglio di luce alla nostra esistenza

 

 

oppure meglio rimanere serenamente soli con noi stessi

 

 

senza niente da spendere ma nemmeno da sacrificare

 

 

contribuire o lasciarsi scorrere la vita addosso

 

 

illudersi con quei pochi flash o rassegnarsi senza alcuna pena

 

 

morire o dormire

 

 

essere o non essere

 

 

qualcun altro deve averci pensato prima di me.

 

 

 

 

30 settembre 2006

 

 

Carezze

 

 

Escono fiori dalle tue mani

 

 

colorati brillanti profumati

 

 

luce dalla tua bocca

 

 

intensa e accecante

 

 

si diffonde intorno a te

 

 

travolgendo ogni cosa

 

 

dando a tutto un altro aspetto

 

 

una nuova geometria di forme sconosciute

 

 

che diventano improvvisamente note

 

 

suonano melodiose

 

 

la dove il caos sembrava imperare

 

 

i fiori si avvolgono ai raggi

 

 

sprigionano intorno il loro balsamo

 

 

rivelando una calma apparente di serenità

 

 

che cela in se l’energia di un vulcano

 

 

capace di erompere in fontane di calore

 

 

che penetrano ogni sostanza ogni materia

 

 

ogni atomo esplosivo

 

 

i fiori sbocciano sulle tue mani

 

 

colme delle carezze fatte a chi ami

 

 

a chi proteggi a chi accudisci

 

 

fiori che hanno lasciato il loro profumo nella vita

 

 

nel dolore nella gioia e sulla mia pelle vergine.

 

 

 

 

15 ottobre 2006

 

 

Canzone per noi

 

 

Andiamo via

 

 

io e te

 

 

andiamo via

 

 

lontano da questo rumore

 

 

assurdo

 

 

lontano dalle cose che

 

 

circondano

 

 

andiamo via lontano

 

 

via di qua

 

 

io e te

 

 

via di qua

 

 

con te

 

 

andiamo via per sempre

 

 

dai ricordi

 

 

e dai caffè

 

 

via lontano

 

 

soli io e te

 

 

via

 

 

via di qua

 

 

andare dove non ci sono

 

 

miracoli

 

 

andare dove non c’è

 

 

scrivere

 

 

per me

 

 

per te

 

 

per noi

 

 

sarà possibile

 

 

arrivare là?

 

 

Per noi che non

 

 

sappiamo

 

 

che cos’è

 

 

non lo vedremo

 

 

non lo sapremo

 

 

non sentiremo

 

 

il suo odore che

 

 

non può essere più dolce

 

 

di un sorriso che mi fai

 

 

di un abbraccio che mi dai

 

 

di una corsa a perdifiato

 

 

per vedere te

 

 

e quando

 

 

non sapremo più

 

 

dov’è

 

 

ci saremo già

 

 

arrivati

 

 

io e te

 

 

via

 

 

via di qua

 

 

via dai suoni

 

 

e dalle immagini

 

 

da parole un po’ difficili

 

 

dalle streghe e dai notabili

 

 

via dalle perplessità

 

 

ce ne andremo

 

 

via per sempre

 

 

via di qua

 

 

io e te

 

 

in mezzo a un sacco

 

 

di altra gente

 

 

lo faremo

 

 

io e te

 

 

taglieremo il dolce a fette

 

 

lo faremo

 

 

il sette sette zero sette.

 

 

 

 

18 ottobre 2006

 

 

Gammagt

 

 

Tic tac

 

 

tic tac

 

 

sta in agguato subdola

 

 

la stronza.

 

 

Perché la fine

 

 

vuole arrivare

 

 

così presto?

 

 

Terrorista maledetta

 

 

vuole solo farmi sapere

 

 

che c’è!

 

 

 

 

23 novembre 2006

 

 

Ricordo

 

 

È ricordo

 

 

ricordo,

 

 

il ricordo.

 

 

Mi ricordo,

 

 

ti ricordo,

 

 

ricordo noi.

 

 

Se ricordo,

 

 

lo ricordo

 

 

e ricordo

 

 

che il ricordo

 

 

è un ricordo di te!

 

 

 

 

23 novembre 2006

 

 

29 XI 2006

 

 

Non ci sono parole

 

 

non ci stanno

 

 

le rime

 

 

non si evoca

 

 

non si adula

 

 

non si guarda lontano

 

 

stringo la tua mano

 

 

e resto fermo

 

 

accanto a te.

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