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 CARO DIARIO...



1964 - Entra in commercio l'alimento che diverrà una "droga", la compagna nei momenti di solitudine, il simbolo del "Made in Italy" o più semplicemente la merenda preferita dai bambini: la Nutella. 

1963 - Esce il primo album dei Beatles "Please please me" milioni di ragazze in tutto il mondo cominceranno a strapparsi i capelli, il rock inglese diventa padrone del mondo.

1962 - I Rolling Stones debuttano in concerto a Londra e non smetteranno più, le labbra carnose di Mick Jagger diventano il simbolo della trasgressione.

1961 - Jurij Alekseevic Gagarin è il primo uomo nello spazio, il primo a vedere la meraviglia del nostro pianeta e ad esortarne la cura e la conservazione.

1960 - Entra in commercio la pillola anticoncezionale, sarà simbolo di emancipazione femminile e di libertà di scelta per i rivoluzionari sessantottini.

1959 - Nei negozi di giocattoli arriva la Barbie, l'icona che diventerà il nuovo paragone di bellezza, tutte le donne vorranno assomigliarle tutti gli uomini vorrebbero averne una in carne e ossa.

1958 - Viene impiantato il primo Pacemaker, milioni di cuori continuano a battere, la tecnologia entra dentro il corpo umano.

1957 - Va in onda per la prima volta "Carosello", segna l'orario dopo il quale tutti bambini devono andare a letto.

1956 - Nella miniera di carbone di Marcinelle perdono la vita 262 uomini, imprigionati da un incendio a mille metri di profondità diventano il simbolo delle cattive condizioni di lavoro.

1955 - A Los Angeles apre i cancelli il primo parco dei divertimenti Disneyland, gli adulti possono tornare finalmente bambini e i bambini possono vivere i loro sogni.

1954 - Si accende la RAI TV, con essa il televisore, il nuovo "focolare domestico", si diffonderà in ogni casa educando, acculturando e infine ipnotizzando milioni di italiani.

1953 - Francis Crick e James Watson riescono a decifrare il codice genetico, il DNA, il segreto della vita, la biologia esplode in infinite nuove applicazioni.

1952 - Viene brevettato il codice a barre, una serie di linee parallele che si appiccicheranno su qualsiasi prodotto, le impronte digitali delle cose.

1951 - "Grazie dei fiori" cantata da Nilla Pizzi vince la prima edizione del Festival di Sanremo presentata da Nunzio Filogamo.

1950 - Viene pubblicata la prima striscia di fumetti "Peanuts", Charlie Brown è l'antieroe, melanconico e sfigato che è in ognuno di noi.

1949 - Esce il romanzo 1984 scritto da George Orwell, il "Grande Fratello", orpello dei regimi fascisti e comunisti distruttori delle democrazie del '900, si miscela con il controllo delle menti attraverso i mezzi di comunicazione; più che lungimirante precursione dei tempi.

1948 - Il mito americano postbellico contagia ogni aspetto della vita, esce nelle edicole Tex Willer, un fumetto tutto italiano che ha per protagonista ed eroe della giustizia un "Cowboy Americano", l'incarnazione dei liberatori Alleati.

1947 - Con la speranza di chiudere e riparare gli orrori della seconda guerra mondiale l'ONU decreta la nascita dello stato di Israele, sarà invece l'inizio di un conflitto senza fine.

1946 - C'è voglia di rinascita e di dimenticare i disastri della guerra, un mese prima che l'Italia diventi una Repubblica si da il via ad un gioco che racchiude tutti i sogni e le speranze degli Italiani, nasce la schedina del Totocalcio.

1945 - Con la caduta di Berlino finisce la seconda guerra mondiale in Europa, viene portata alla luce l'atrocità dei campi di concentramento; il conflitto continua ancora per alcuni mesi sul fronte del Pacifico dove si concretizza l'orrore del "Progetto Manhattan" il 6 agosto viene sganciata su Hiroshima "Little Boy" la prima bomba atomica che provoca 200.000 morti in pochi secondi, il 9 agosto tocca a "Fat Man" cadere quasi per sbaglio su Nagasaki provocando 60.000 morti.

1944 - La ritirata nazista dall'Italia è un susseguirsi di massacri, la scia di sangue lasciata dai Tedeschi in fuga è un insieme di vicende orribili: 24 marzo l'eccidio delle fosse Ardeatine 335 morti fra civili e carabinieri; 12 agosto l'eccidio di Sant'Anna di Stazzema 560 civili morti, uccisi casa per casa; 29 settembre strage di Marzabotto 800 civili morti fra quelli che si erano rifugiati in chiesa e nel cimitero.

1943 - Il 24 luglio finisce il "Ventennio Fascista" e i poteri tornano in mano a Vittorio Emanuele III, il giorno seguente Benito Mussolini viene arrestato, l'8 settembre il Maresciallo Pietro Badoglio firma l'armistizio con il Comandante in Capo delle Forze Armate Alleate nel Meditterraneo Dwight David Eisenhower "Ike".

1942 - Con le migliori intenzioni ma con i peggiori risultati possibili, Enrico Fermi innesca la prima reazione nucleare a catena, la contingenza del momento bellico innesta l'esperimento all'interno del "Progetto Manhattan" per la costruzione della bomba atomica.

1941 - La follia dei nazionalismi non ha confini, l'armata giapponese al gran completo attacca la base navale militare di Pearl Harbour nelle Hawaii senza alcuna dichiarazione di guerra, il giorno dell'infamia conta 2400 morti statunitensi.

1940 - Per contrastare e sbeffeggiare Adolf Hitler e anche un po' per supportare l'entrata in guerra degli Stati Uniti d'America, esce nelle sale cinematografiche il capolavoro di Charlie Chaplin "Il grande dittatore", l'assurdità del nazismo viene fatta conoscere a tutti.

1939 - Con l'invasione della Polonia da parte della Germania nazista, avvenuta il primo settembre, scoppia la Seconda Guerra Mondiale, l'europa prima e poi il mondo intero prendono fuoco.

1938 - Venti di guerra attraversano il mondo, c'è bisogno di un uomo che ci protegga e ci faccia sentire al sicuro, anzi di un superuomo, esce il primo fumetto di Superman.

1937 - Prove tecniche di genocidio, la guerra fra Cina e Giappone si apre con la conquista della capitale cinese Nanchino, gli occupanti giapponesi massacrano con le più efferate modalità 200.000 fra uomini, donne e bambini.

1936 - Prove tecniche di guerra mondiale, la guerra civile in Spagna porta al potere il terzo governo nazionalista, sostenuto militarmente nelle azioni militari sul suolo spagnolo da Italia e Germania contro Francia, Inghilterra e Unione Sovietica.

1935 - Arriva nei negozi per bambini il gioco da tavolo Monopoli, il più famoso, il più venduto al mondo, il più complicato, il gioco che nessuno mai è riuscito a terminare.

1934 - Apre la prigione di Alcatraz, il carcere di massima sicurezza per i peggiori criminali degli Stati Uniti d'America, ospiterà anche Al Capone, sarà d'ispirazione per decine di rocamboleschi film d'azione.

1933 - Dopo la caduta di due governi, Adolf Hitler diventa Cancelliere della Germania, il primo passo per la trasformazione della Repubblica di Weimar nel Terzo Reich.

1932 - Il Partito Nazionalsocialista di Adolph Hitler vince le elezioni ma il presidente Paul von Hindenburg gli nega l'incarico di formare il governo, l'ultimo atto democratico della Germania prebellica.

1931 - Alphonse Gabriel Capone, detto "Scarface" e più famoso come "Al Capone", spietato criminale, viene condannato per evasione fiscale; quando la giustizia trionfa solo grazie al compromesso.

1930 - Debutta l'esplosiva Betty Boop, la sinuosa soubrette porta le curve sexy nel mondo dei cartoon.

1929 - Nasce la Città del Vaticano, lo stato più piccolo del mondo, finisce il potere temporale dei Papi ma continua e si espande nel mondo quello spirituale.

1928 - Alexander Fleming scopre la Penicillina, l'antibiotico che salverà la vita a milioni di persone e finirà nei nostri piatti.

1927 - Charles Lindbergh compie la prima trasvolata atlantica senza scalo a bordo dello "Spirit of Saint Louis", l'atavico sogno del volo umano trova il suo definitivo compimento e dà inizio alla globalizzazione.
 

Le Origini

Una pagina dedicata a coloro che mi hanno dato la possibilità di provare l'emozione della vita, quando in una notte d'inverno avvolti dal destino hanno distillato le loro anime nella mia. 

I loro cuori il mio, per sempre in me, per sempre me, io infinitamente loro.

 

Questa foto è stata scattata intorno al 1933, seduto con il mandolino in mano mio padre, Marcello Cuccuini, che allora non doveva avere più di cinque sei anni. Credo sia stata una delle poche volte in cui ha avuto a che fare con uno strumento musicale però ha dato tutto di sé con la sua voce da basso. E' ancora lontano da quel 1943 che sarà per sempre la sua vita, gli anni della guerra coincidono con la sua adolescenza e nonostante questo gli rimarranno nel cuore come i migliori della sua vita. Nella poesia "L'uomo che amava i treni" c'è tutto il mio amore e il mio rispetto per questa sua malinconia. Possono accaderti le cose più meravigliose lungo tutto il corso della vita ma quel particolare momento in cui smetti di essere un bambino e hai la fortuna di non essere ancora grande, resta inciso in te in modo profondo e indelebile sovrastando inevitabilmente ogni altra esperienza. E' sicuramente a quei giorni che ha pensato durante gli ultimi respiri, è con quei ricordi che se n'è andato e sicuramente il suo Paradiso vive beato "tra il silenzio delle bombe e la calma della guerra".

 

Dietro di lui, riconoscibile dall'abbigliamento, suo zio Don Dante Cuccuini. Io l'ho conosciuto come parroco di Marcialla ma non so se lo fosse già all'epoca di questa foto, comunque siamo sicuramente in quella zona, non credo che allora avessero tante occasioni di spostarsi da Montespertoli per andare più lontano del colle di fronte.

 

Dietro alla sinistra di "Zio Dante" si affaccia mio nonno, Omero Cuccuini, ciabattino in Montespertoli. A vederlo in questa foto emerge tutto il carattere "Cuccuini" contro cui ho dovuto combattere, contro cui ho vinto ma che troppo spesso ancora mi tormenta. In prima fila per fare, in disparte per manifestare. Se cercate mio padre in una foto di gruppo è quello in fondo a sinistra dietro tutti che si abbassa per non farsi vedere e fa anche l'indifferente. Nonno Omero muore nel 1966, io ho un anno e nessun ricordo di lui, solo un paio di foto e aneddoti troppo lontani da raccontare quando più grande avrei potuto conoscere.

 

Davanti a nonno Omero, imponente e sicura di se c'è mia nonna Dina Cinelli, donna di casa e sarta. Nonna Dina terrà testa agli uomini di famiglia e riuscirà a mandare avanti la casa anche nei difficili momenti della seconda guerra mondiale e oltre. Caparbia, autoritaria, determinata, energica... tirchia... di quella tirchiaggine che tramanderà prima a mio padre e poi a me. Sarta tutta la vita fino a quando ha potuto, fino a che con quelle dita storte e i ritagli di giornale è riuscita a fare cartamodelli per la sua produzione tutta personale, fina a quando si è ritrovata a cucire soltanto vesti per le sue anziane coetanee, le uniche che ancora potevano servirsi della sua moda, anch'essa forse rimasta al '43. Egoista quanto la rustica campagna può crescerti e la miseria della guerra può farti diventare, di lei mio babbo diceva non l'avesse mai abbracciato e il suo più brutto ricordo era legato al Natale. Allora erano ben poche le decorazioni degli alberi e spesso erano commestibili, mio babbo si ricorda di un Babbo Natale di cioccolato, rivestito nella sua stagnola colorata e appeso al rametto più alto, silenzioso e beffardo a farsi agognare. Passate le feste di lui restava soltanto un cartoccio argentato nel cassetto del comò di mia nonna. Che delusione e che voglia di dolcezza, ma chi ne aveva più bisogno? Non preoccuparti babbo, la dolcezza la troverai e si chiamerà Marcella.

  

  

 

  

    

 

Queste foto sono degli anni venti, lo si vede benissimo dal vestito e dall'acconciatura di mia nonna Genny, mio nonno Spartaco invece è immortalato in una posa da Madame Butterfly in un momento di allegra pantomima, un aspetto di lui che non ho avuto la fortuna di conoscere, nonno Spartaco muore nel 1967 e anche di lui non ho alcun ricordo diretto. Mastro vetraio per tutta la vita, provato da un lavoro sicuramente non semplice e leggero mi ha invece ispirato sempre molta soggezione per la serietà che ho immancabilmente leggevo nelle foto che lo ritraggono, grazie ai ricordi di mia madre e agli scritti che mi ha donato ho potuto invece conoscere l'uomo Spartaco, capace di provare amore e di donarlo alla sua amata. Nonna Genny è una burbera casalinga e di questo ne sono certo perché l'ho conosciuta bene. Con la sua perenne crocchia sulla testa e quel neo sporgente sul mento rappresentava per me il prototipo della strega ed ho avuto modo di provarlo più volte durante la mia fanciullezza. Non dimenticherò mai però la sorpresa e l'ammirazione che ho provato quell'unica volta in cui l'ho sorpresa davanti allo specchio a pettinare quei lunghi capelli che nemmeno credevo avesse, sciolta la crocchia la spazzola scivolava sul grigio crine rivelandomi una visione di dolcezza mai percepita, c'era un cuore sotto la dura corazza che si era costruita attorno, solo Spartaco era riuscito ad attraversarla e scovare il tesoro celato.

 

Ecco la mia mamma, Marcella Moroni, un oasi di dolcezza punteggiata dalla severità ereditata da nonna Genny. Certo ogni madre è puro amore per un figlio, ma quello che ammiro in lei è l'enormità del legame con mio babbo, un continuo battibecco contornato da atteggiamenti che rendevano palpabile l'intesa di fondo che c'era tra loro e il bisogno che avevano l'uno per l'altra, quel rifugio in cui rannicchiarsi per ritrovare sicurezza, pace e serenità. quel sentimento che ancora oggi sento presente in mia madre nel ricordo perenne di mio padre inciso a calde lettere sulla sua pelle colma di rughe e di bramosia dell'Amore del suo eterno sbadato, pasticcione Marcello.

Lavora come banconista in una confezione, qui conosce mio padre che viene assunto come ragioniere e da allora non si separeranno mai più e quella fabbrica diverrà il mio asilo nido, il mio parco giochi, il mio primo lavoro; erede dei loro sogni, delle loro speranze, insicurezze, concezioni e abitudini. I loro cuori sono ancora lì, fra impermeabili, conti, sorrisi e me che giro con la mia fiammante bici da cross, fra pezze di tessuto e macchine da cucire.

 

  

 

  

 

  

 

  

                        Babbo Marcello in seminario, il primo in piedi a sinistra.

 

Il Matrimonio

 

  

 

  

Tivoli

Capri

 

  

  

Venezia

Il ponte sospeso sulla Lima

 

  

 

 

La famiglia prima di me

E' nata da poco Francesca, la primogenita, mamma Marcella la guarda con una gioia che ispira serenità, babbo Marcello sembra sconvolto ma anche su di lui un leggero sorriso disegna la gioia per la famiglia che si sta ingrandendo. La più preoccupata di tutti pare sia proprio Francesca, guarda davanti a se chissà chi sta cercando di attirare insistentemente la sua attenzione per poterla fotografare. Probabilmente la stanno chiamando a gran voce evocando in lei più timore che tranquillità, ne viene fuori un'espressione di infantile vergogna per questo improvviso accentramento di attenzione su di lei, le passerà.

 

E' il primo gennaio 1964, nasce Betty, ma Francesca crede che la foto sia per lei. Mamma ammira felice il frutto della sua fatica e babbo guarda le sue mani intorno ai piedini della nuova arrivata.



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