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Sacre

 &

Divagazioni


27 novembre 2003

 

Mai un attimo di pace!

 

Sarebbero sì effimere

ma meravigliose le mie soddisfazioni

se solo potessi godermele in santa pace

senza sentirmi piombare sulla schiena

il peso di un insolito ed inusitato

fardello di calamità

capace alla fine

di calarmi nel delirio della disperazione

fiaccarmi le forze

e celarmi anche quelle speranze

che fino ad un attimo prima

mi sembrava già di toccare

con le bramose dita.

 

Un tuo dolce sorriso

un petalo di rosa

un bimbo che gioca

gli amici

un po’ di famiglia

un lavoro ben riuscito

il mondo che gira quieto.

 

Sarebbe così vano

dopo tanto tribolare e tanto esultare

darmi un attimo di pace

prima di donarmi

quella che

unica

ancora riesco a sperare sia eterna.


 

8 dicembre 2003

 

Quante distrazioni fuori dal guscio!

 

Un aquilone lontano

vola nel cielo senza alcun filo

tre fiocchi rossi attaccati alla coda

fluttuano serpeggiando nell’aria

lo guardo su in alto

seguo il suo corso

rimango abbagliato dal sole

e non vedo più te.


 

20 dicembre 2003

 

Quando la playstation era di cartone.

 

La differenza

è che noi abbiamo fatto le stesse cose

le stesse stupide, umili, misere cose

con niente tra le mani.

Poi, quando siamo cresciuti

e ce ne hanno dato i mezzi

le abbiamo ricreate, vere, per voi

credendo di regalarci

quello che ci era davvero mancato.

Invece, nonostante tutto

e tutto il tanto che ci circonda

ancora rimpiangiamo i carrettini

i fucili a elastico

la panda e la due cavalli.

E adesso che tutti potranno fare tutto

cosa succederà?


 

19 gennaio 2004

 

Che differenza c’è fra chi conosce e chi non sa?

 

Nato in Africa

in India o in Amazzonia

nudo e denudato

schernito e malnutrito

depredato e sfruttato

senza mai poter conoscere

il significato di un sorriso

della parola Amore, di Dio.

 

Morto giovane

di fame e di stenti

di mali curabili

di cure lontane

di una bomba o di un angheria.

 

Salito al cielo per le sue sofferenze

per il suo dolore

per la sua innocenza.

 

Nato ovunque

Cullato, coccolato

cresciuto e giocato

istruito e inglobato

devoto, santo o ateo

buddista, cristiano

indù, musulmano o ebreo.

 

Morto anziano

dopo aver rubato

odiato, comprato

evaso, eluso

disatteso e tradito

gioito e gridato

riso, amato

carezzato e goduto

vissuto senza chieder perdono.

 

Se ne andrà all'inferno!

 

Perché?

 

E ditemi ancora:

Perché è nato!!!

 

Libero Arbitrio.

 

L'alibi di Dio!


 

23 febbraio 2004

 

Un attimo e via…

 

Ciao piccolo mio grande amore

ritrovato dopo le curve di levante

dopo la risacca stanca

dipinta di primavera

in una calda triste notte d'estate.

 

Tornata e ripartita

senza neppure poggiare le chiavi

senza nemmeno toglierle

da dentro quella serratura

chiusa a nascondere a te stessa

le paure e le gioie

che invece a me solo sai mostrare.

 

Bentornata

alla semplicità che questa sera hai regalato

al mio consapevole cuore

di quella rassegnazione

che lo contraddistingue

capace di capire il tuo amore lunare

di bramarlo, desiderarlo e accoglierlo

ma scusa, incapace

ancora e per sempre

di accettare queste briciole che ti doni.

 

Stasera è il mondo

domani

piansi l'amore mio

fino a che non lo vedrò tornare a uccidermi

ancora una volta

triste nella mia infinita gioia di amarti.


 

6 luglio 2004

 

Con un colpo di pennello

 

Tu sei bella

così come appari

ai miei occhi

colmi della tua luce

della tua naturale bellezza

satura dentro e fuori

del mio naturale desiderio.

 

Tu sei bella

quanto sentirai di esserlo

e quand’anche fosse

abbastanza

se lo vorrai

potrai esserlo ancora di più.


 

26 luglio 2004

 

L’opera incompresa

 

Mi chiedo

fino a che punto vuole arrivare il tuo ego,

sento filtrarlo dentro di me

azzannare le mie carni

che appena hanno imparato a camminare da sole.

 

Dimmi perché non parli

e poi le tirò una scure in faccia.

 

Così come il maestro

anche tu mi hai creato

e adesso non puoi vedermi felice

solo perché tu non sei capace di esserlo

e invece di abbandonarti al mio amore

alla mia semplice gioia

ti rintani sotto la tua puzza al naso

e guardandomi schifata

mi bastoni

solo perché io mi diverto

e tu non sai come si fa

tu che prendi tutto sul serio.

 

E non hai ancora capito

che la vita è solo un gioco stupido

per gli stupidi

ma dannatamente complicato

per quelli

che non hanno il coraggio di ammettere

di essere degli emeriti imbecilli come me!


 

24 settembre 2004

 

Buon Compleanno

 

Credo che,

in ogni caso

sia il modo migliore per dirti

come e quanto.

Credo che,

nonostante tutto quello

che ci viene insegnato e consigliato,

gli atti che poi

davvero si compiono

sono realmente ciò che sentiamo,

quando questi vengono attuati

senza pensarci

senza pensare a nessuna conseguenza,

quando, come si dice,

si segue l'istinto.

 

I nonni viziano i nipotini

e i genitori si arrabbiano con loro

perché sarà sempre più difficile

dire di no a i piccoli.

Viziare

comporta il dover dare sempre di più.

Per questo non dormo la notte

perché me ne sto lì

a pensare

se potrò ancora darti di più

se avrò il tempo

se avrò il modo

se avrò le braccia per porgertelo

e le gambe per venire incontro a te a portarlo.

 

Lo so

lo so che non hai bisogno di questo

ma ne ho bisogno io.

Bisogno di dare

di dare a te

di darmi a te

per provare la gioia di sentirmi vivo.

 

In fondo, a cosa possono mai servire le mie mani

se non per dare pugni o carezzare te

a cosa mai potranno servire le mie gambe

se non per scappare o per correre da te

a cosa potrà mai servire il mio cuore

se non per dolersi o

amare te.


 

2 ottobre 2004

 

Memories

 

Ascoltavo Gino e Ornella

cantare dei loro ricordi

i ricordi

di quando noi eravamo piccoli

e voi

voi non eravate ancora nati.

Pensavo a Giacomo

inutilmente piegato sui libri

alla sua attesa della gioia

al suo ricordo della felicità

e mi sono invece reso conto

che è qui

qui ogni giorno

ogni momento.

Perché

non ricordo una gioia che ho provato

non ripercorro i giorni in riva al mare

o quelli ventosi sulle sabbie dell'Atlante

ma

vivo

vivo di una gioia che è presente

non risiede nell'aver vissuto quei giorni

nell'aver toccato con mano quei momenti

vive presente ed attuale

in me

è la mia gioia di sapere

che ci siete stati

che ci siete

che ci siamo

riderò ancora fra cent'anni

ma la gioia

non sarà passata

sarà quella che proverò allora

e fra cent'anni

sarò ancora in grado di ridere

gridando il mio amore urbano.


 

6 ottobre 2004

 

Yuuhuu!

 

E’ strano a volte

come il destino

assai beffardo e scaltro

metta insieme un’accozzaglia così varia

di loschi figuri e pavide donzelle

e che questo malconcio

esercito di Franceschiello

riesca, in barba a quanto scritto

predetto e figurato

a dare vita

almeno per lo sbattere di un’ala,

perché di due potrebbe sembrar troppo

agli invidiosi che gli stanno intorno,

ad un energia quantica e solare

così immensa, da aver lasciato

tracce indelebili ed indissolubili

in ognuno di noi.

Chi c’è, chi c’era

chi ha potuto e chi no

non ha importanza

varcheremo quella soglia

col nostro cestino in mano

colmo dei doni raccolti

in questo buio, tetro

meraviglioso bosco.

Sarà un dono comune

a farci ritrovare

attoniti e meravigliati

con il cestino in mano

a ridere e scherzare

insieme al più grande Ciuhone

che si sia mai visto in Paradiso.


 

15 ottobre 2004

 

Remember

 

Ieri

oggi

lasciarsi

perdersi in un nanosecondo

ritrovarsi come ieri

come oggi

domani

incorrotti, intoccabili

con le nostre paure

i nostri ricordi

piangersi e abbracciarsi

giovani, vecchi, adolescenti

sempre immutate le antipatie

immutabili le simpatie

immutato il tempo

piegato su se stesso al nostro servizio

e tu

tu che sai di cosa sto parlando

piangi

piangi adesso come allora

senti adesso come allora

senti e portati dentro tutto questo

perché questa è la vita

questo è il senso della vita

non quello che ti hanno fatto vedere

non quello che ti fanno sentire

non quello che ti fanno credere

ma quello che senti tu

ed è tutto vero

oltre il falso della vita

oltre i morti dell’orrore

oltre i fasti senza pudore

questa è vita

sentire, toccare, vivere

essere

esserci stati

e noi lo possiamo gridare forte

lo possiamo dire a tutti

anche se non glie ne frega niente di noi

ma noi siamo

siamo, siamo, siamo

quello che loro non potranno mai essere

noi siamo stati veri.


 

15 ottobre 2004

 

Vecchi e dimenticati

 

Abbiamo vissuto

ciò che nessuno

d’ora in poi

potrà mai comprendere

abbiamo vissuto il tempo

in cui non c’era niente

eppure avevamo tutto.

 

È triste pensare

che non ci saremo più

è inutile non esserci più

allora diamo qualcosa

a questo inutile mondo

già che ci siamo

facciamo il nostro inutile dovere

e visto che è possibile siamo.


 

20 ottobre 2004

 

Fu tutto vero

 

Non può il vento

cancellare i rimorsi

le tristi agonie

di un sentimento tarpato.

Rimembri ancora

il tempo in cui

come Esmeralda

fendevi la roccia

scioglievi il nucleo

e con le putride membra in mano

tradivi le speranze recandoti altrove.

Almeno ti baciai

nel fumo e nel profumo

sulla riva del mare

al limitare estremo

del tempo che fu concesso.

Si sono vere

vere le parole

camuffate

in mezzo a tante fandonie declamate.

Tanti i punti cardinali

quanti i colpi inferti

a questo misero

vano

turbinare d’entusiasmo

che infine placido e beato

nulla pretende più

che poter continuare a rivivere

ciò che gli rimane.


 

20 ottobre 2004

 

Eterea eternità

 

Venti che soffiano turbolenti

cinque continenti da varcare

anni colmi di beati ricordi

d’amore ti vestì l’età

senza pudore e rimpianto

fine non vi fu mai.


 

20 ottobre 2004

 

La calma dopo la tempesta

 

Se è difficile descrivere la gioia

ancor di più lo è dileggiarsi

a far fronzoli sul placido restare

gli entusiasmi si trasformano in pace

la frenesia si accoccola sotto le coperte

a godersi il caldo tepore dell’intimità

non c’è più bisogno di gridare

non c’è più rabbia da strappare

con violenza o con amore

c’è la vita dei normali

serena dei suoi mille dolori

calma delle battaglie da lottare

forte delle carezze da regalare a te.


 

7 novembre 2004

 

Filibus

 

Ne resterà soltanto cenere

di me e dei miei ricordi

di te che tengo per mano

dei sorrisi appesi al muro

dei viaggi e dei ritorni

delle nostre vesti

e delle nostre nudità.

Cenere che mulina nel vento

senza ritorno

sparsa sopra un mondo cieco

imperturbabilmente ignaro di noi.

Solo cenere

a marcire nella terra

a muffire nelle soffitte degli altri

prima di svanire nel nulla eterno.

Solo cenere

perché le nostre malvagità

i miei delitti e le tue pene

ci hanno portato via di mano

anche la speranza

che qualcuno ancora ci potesse raccogliere

conservare e ricordare con amore.


 

27 novembre 2004

 

L’eternità

 

Adesso ho capito tutto

tutto al di là dell’amore

al di là degli affetti

e degli amici

al di là del presente

e del futuro

al di là dei sogni

e dei desideri

al di là di tutto

ritroviamo ancora noi stessi

come ci siamo sempre sentiti

come abbiamo sempre vissuto

e allora

finalmente

guardo te

nel tuo meraviglioso

dannato

quarantatre

e al di là dell’amore

che adesso provo e sento

nel mio profondo e nel mio esteriore

per chi sta accanto, vicino

e intorno a me

al di là di tutto

vedo me

oltre quella soglia

di dolore e di strazio

vedo i miei passi camminare

ed arrivare infine e per sempre

nel mio unico, fantastico

vivo, vibrante

pacifico, vero

ottantadue

il mio paradiso.


 

1 gennaio 2005

 

Credo

 

Al di là di tutte le religioni

di tutti i credo

di tutte le fedi

oltre la scienza

e tutto quello

che può provare e confutare

amo Dio

unico, solo

universale, casuale

che in un momento immoto

ha acceso la scintilla

che ci ha donato l’essenza

la materia, la coscienza

senza motivo

senza un fine

senza un dovere verso di Lui

ci guarda e ride

ci osserva e soffre

ci contempla impotente

dinanzi alle nostre assurde mostruosità

e Si chiede sorpreso

come possiamo mai

rovinare questa grazia inattesa

che senza volere ci ha donato

questa stupida, insulsa

immensa vita.


 

1 gennaio 2005

 

C’è

 

Dio è

quell’atomo

unico e solo

che prima del Big

e durante il Bang

si è frantumato

godendo

dell’orgasmo universale

mentre donava la vita

a tutti noi.


 

26 febbraio 2005

 

Lucantava

 

L’hai lasciata andare così

per diventare di nuovo bambino

ancora una volta

stupido grande uomo.

Per tornare sui banchi a imparare

per poter insegnare

e lei chiusa in quelle quattro mura

ricolme di profumi balocchi e rimorsi

a far tornare nuovi

i vecchi ricordi di bambini ormai cresciuti.

Ma in fondo non era questo

ciò voleva quel pargoletto solo

senza una tetta da svecchiare

e con un padre inerme

a cui non puoi fare a meno di volere bene.

È la sorte di tutti

atomi sprovveduti

che si ritrovano a vivere

inesorabilmente

le stesse deliranti pagine

dello stesso melenso libro,

come è accaduto a me.

Forse sono io che sto sbagliando.

Non è così che si dice

quando si ritiene di aver ragione?

Ma stasera pensando a te

ti scorgo affannato e stanco

nel tentativo, vano

di far sentire grande quel bambino impaurito

che voleva diventare un uomo.

Sto qui

a parlare con un bambino spaventato

spiegandogli che non serve a niente

diventare uomini

che la vita è una vera gigantesca presa in giro

e non rimane altro da fare

che prendere lei in giro

finché morte non ci separi.

Intanto disegniamo prati

navi sul mare

e razzi

che ci portano lontano

in uno spazio che non c’è

ma che grazie a noi esiste davvero


 

26 febbraio 2005

 

Chi

 

A chi darò i miei consigli

a chi donerò

la mia inutile esperienza

a chi racconterò le mie stupide favole

per chi rimarrò sveglio la sera

in ansia per un non ritorno

a chi griderò il mio amore

chi festeggerò

chi potrò mai rimproverare?

 

Chi, se non me

e la mia inutile esistenza.


 

2 marzo 2005

 

Iron Mike

 

Banderuole al vento

che non siamo altro

andiamo dietro ad ogni bava

che ci soffia accanto.

Basta poco per farci cambiar senso

idolatriamo un uomo

poi ce lo gettano nella polvere

e per noi non è più niente.

Ce lo hanno fatto vedere forte

tra quelle quattro corde

ad abbatter muri

grossi quanto lui

e anche di più

ce lo hanno fatto vedere ringhioso

contro le accuse giuste o ingiuste

di una sottana strappata

ha tirato di destro

ha gridato

ha passato i suoi errori

dietro le sbarre rugginose

dell’ignavia e dell’oblio.

Poi è tornato

cane rabbioso

e ha morso

per cadere ancora nella polvere.

Un bel giorno te lo fanno vedere

spaesato e grondante di sudore

sopra un palco immerso nei fiori

tra ugole d’oro e d’argento

con le braccia strette intorno a se

le mani sulla bocca

come a nascondere

le sue fragili emozioni

il corpo chiuso in se stesso

con la paura di essere radiografato

e visto infine per quello che è

un uomo

fragile e arrabbiato

che ha avuto e dato

che viene a confessare il suo disprezzo

per genitori che non l’hanno seguito

per istituzioni che non gli hanno insegnato.

Allora ti accorgi che

su di un ring

su di un palco

o per la strada

è un uomo

e pensa solo a difendersi

perché grande e grosso quanto possa essere

anche lui

come tutti noi

ha paura.


 

2 marzo 2005

 

La canzone dell’Amore

 

Allora provaci non ci vuole tanto

lascia perdere la rabbia, le illusioni e i cattivi pensieri

non ci vuole poi tanto basta metterci la A

in fondo è così che comincia l’alfabeto

è la mamma di tutte le lettere, la prima

quella dietro alla quale trovi tutte le altre

sono tutte in fila ad aspettare il loro turno

e prima o poi toccherà ad ognuna di loro

ci sono così tante parole

che non importa nemmeno avere fretta

il mondo è tondo e prima o poi passerà di qui.

Poi c’è la M, beh l’abbiamo già detta

come no è la Mamma

la prima parola che ognuno di noi ha pronunciato

bene o male, balbettata o decisa

è sempre stata lì sulle nostre labbra

a lasciarci addosso un gran bel sorriso.

C’è la O, e chi è che non l’ha mai detta

la lettera delle meraviglie, delle sorprese

apriamo il nostro dono e la bocca si allarga

felice ed emozionata e forma quel grazioso circoletto

contornato dalle lebbra rosee

del bambino che nascondiamo dentro

sì è vero lo teniamo dentro

e quando arriva Natale, Pasqua o un’altra festa di doni

eccolo saltare fuori

con il suo bel cerchietto tondo di allegra meraviglia.

Dopo arriva la R, quella che ruglia, che si fa valere

da tirare fuori quando ce n’è bisogno

quando ci hanno chiuso in un angolo

con il broncio sulle labbra, l’espressione accigliata

e le lacrime pronte a tuffarsi fuori

con un doppio carpiato e avvitato

e quando la prima comincia a rigarci la guancia

allora spunta fuori il jolly, la gridiamo

rombante e rumorosa

e anche se dopo perdiamo

oh beh, perlomeno ce la siamo giocata fino in fondo.

Infine c’è la E, magnifica e sublime

l’unica che dovunque la infili mette pace

oh non c’è verso, questa lega tutti saldamente

e riesce a far sembrare tutto completamente diverso

bianco e nero, giusto e ingiusto, freddo e caldo, bello e brutto.

Su prendile, prendile tutte le parole

e se ce la metti nel mezzo

vedrai che anche le più diverse stanno bene insieme

come io e te.

Gridale, cantale, urlale

sussurrale al vicino di casa, a quello in fila prima di te

al semaforo rosso a chi ti mette le tasse

a chi ti dona a chi ti porta via

gridale una dopo l’altra

A-M-O-R-E

poi tutte assieme per cantare la canzone dell’AMORE.


 

2 marzo 2005

 

La canzone dell’Amore

 

Allora provaci che non ci vuole tanto

lascia perdere il dispetto è solo canto

i pensieri un po’ cattivi e le illusioni

non c’importano noi siamo troppo buoni.

 

Basta metterci la A incomincia l’alfabeto

è la mamma di tutte quelle dietro

se ne stanno buone in fila ad aspettare

il loro turno appena vuoi parlare,

le parole in fondo sono tante

non importa nemmen sapere quante

tanto gira intorno tutto il mondo

prima o dopo lui passa qui giocondo.

 

Gridale, cantale, urlale

al tuo vicino sussurrale

a quello in fila prima di te

se la maglia ti macchi col frappè,

al semaforo rosso

a chi mette le tasse

a chi ti dona magia

a chi la porta via.

Gridale una dopo l’altra A-M-O-R-E

tutte assieme falle uscire dal tuo cuore

per cantare la canzone dell’AMORE.

 

C’è la M l’abbiamo già sentita

con gran forza oppure balbettata

è la mamma la prima che abbiam detto

ogni sera mentre andiamo a letto,

è sempre stata sulla nostra bocca

è la gioia più grande che ci tocca

e baciandoci tutto quanto il viso

ci ha lasciato addosso un bel sorriso.

 

Gridale, cantale, urlale

al tuo vicino sussurrale

a quello in fila prima di te

se la maglia ti macchi col frappè,

al semaforo rosso

a chi mette le tasse

a chi ti dona magia

a chi la porta via.

Gridale una dopo l’altra A-M-O-R-E

tutte assieme falle uscire dal tuo cuore

per cantare la canzone dell’AMORE.

 

C’è la O un’altra delle figlie

questa lettera delle meraviglie

ogni volta che apri un pacco

fai una O e dopo ridi un sacco,

la tua bocca forma un circoletto

e il cuore batte forte dentro il petto

che sia Pasqua oppure carnevale

sotto l’albero la notte di Natale.

 

Gridale, cantale, urlale

al tuo vicino sussurrale

a quello in fila prima di te

se la maglia ti macchi col frappè,

al semaforo rosso

a chi mette le tasse

a chi ti dona magia

a chi la porta via.

Gridale una dopo l’altra A-M-O-R-E

tutte assieme falle uscire dal tuo cuore

per cantare la canzone dell’AMORE.

 

C’è la R che ruggisce e romba

fa più chiasso che suonar la tromba

con un rullo di tamburo

se la gridi butta giù anche un muro,

ogni volta che ce n’è bisogno

tieni il broncio come in un brutto sogno

che sian pianti o riso sgangherato

e se perdi almeno ci hai provato.

 

Gridale, cantale, urlale

al tuo vicino sussurrale

a quello in fila prima di te

se la maglia ti macchi col frappè,

al semaforo rosso

a chi mette le tasse

a chi ti dona magia

a chi la porta via.

Gridale una dopo l’altra A-M-O-R-E

tutte assieme falle uscire dal tuo cuore

per cantare la canzone dell’AMORE.

 

Alla fine c’è la E che lega tutti

se la strilli fa contenti belli e brutti

anche un bimbo ne è capace

se la metti in mezzo mette pace,

fa sembrare tutto un po’ diverso

bianco e nero nello stesso verso

si voglion bene e vuoi saper perchè

stanno insieme come io e te.

 

Gridale, cantale, urlale

al tuo vicino sussurrale

a quello in fila prima di te

se la maglia ti macchi col frappè,

al semaforo rosso

a chi mette le tasse

a chi ti dona magia

a chi la porta via.

Gridale una dopo l’altra A-M-O-R-E

tutte assieme falle uscire dal tuo cuore

per cantare la canzone dell’AMORE.


 

7 aprile 2005

 

Che storia…

 

Sbocciati di fronte a un fumante caffè

la macchia esotica e aromatica

indelebile della nostra vita.

 

Oltre le parole non dette

hanno potuto gli sguardi

padroni di un alfabeto muto

capace di urlare la passione e il sentimento

intenzionato a scuotere le nostre orecchie

con il grido acuto della libertà

libertà da noi stessi

e dell’amore

l’amore per noi stessi.

 

Uniti dentro un caldo groviglio

il dedalo erotico e sensuale

inestricabile della nostra vita.


 

30 aprile 2005

 

Ra

 

Dovessi raffigurare Dio

dipingerei un cerchio

una strada infinita da percorrere

dove non partire da un inizio

per non trovare mai una fine.

 

Un cerchio

come l’ingresso di un tunnel

infinito di luce

in cui entrare

senza alcuna certezza

ma ricolmo di esaltanti speranze.

 

Un cerchio

verso lo spazio esteso

un uscita a cui affacciarsi

abbandonando ogni pretesa

ogni dovere

ogni nefasto bisogno.

 

Un cerchio

da cui gettarsi

con gli occhi beatamente socchiusi

verso l’immensità della vita

della ridente gioia

delle candide emozioni

dell’assoluto amore.


 

16 maggio 2005

 

Dialogo di un miscredente con Dio

 

Ci hai abbandonati!

No, voi mi avete abbandonato.

E tu di conseguenza non ti curi più di noi.

Voi non desiderate le mie cure.

Tu ci hai abbandonato.

Io vi ho creato un mondo e voi ne avete fatto questo.

Tu hai creato un mondo e ce lo hai negato.

Voi non avete mai voluto ubbidire.

Tu ci hai creato e ci hai negato la vita!

Io la vita ve l’ho donata.

Tu ci hai donato la vita, senza volercela lasciar godere!

Voi avete un concetto distorto del godere.

Godere è vivere!

Ed io vi ho donato la vita, godete di questo.

Tu ci hai creato e ci hai lasciati soli!

Io sono sempre con voi.

Sì, per riprenderci! Un padre non può dare la vita ad un figlio,

fargli vedere il mondo intero e dirgli:

tutto questo tu non lo puoi toccare,

credevi davvero che noi potessimo accettarlo?

Siete degli stolti.

Tu ci hai creato stolti, tu hai creato un giocattolo per la tua eterna noia

e quando hai visto che noi non stavamo al tuo gioco

ci hai abbandonato nell’ignoranza,

ci hai dato la vita, ci hai dato un mondo meraviglioso

ci hai fatto sentire padroni di questo mondo

e poi ci hai chiuso la porta in faccia!

Voi non siete padroni del mondo.

Tu ci hai abbandonati, ci hai scacciati perché avevi paura di noi,

perché hai capito che noi volevamo diventare come Te,

perché tutto quello che ci hai lasciato guardare

ci ha fatto credere di poter essere Te,

Tu ci hai abbandonati

perché avevi paura che potessimo diventare Te,

che male avremmo potuto mai farTi?

Avreste creato mondi dimenticando di seminarvi Amore!


 

16 maggio 2005

 

Paradiso

 

Sento la vita

colarmi addosso

come miele

e grido sì!


 

17 maggio 2005

 

Un prato d’amore

 

Ogni bimbo è come un fiore

sboccia allegro nel tuo cuore

ogni fiore è un bel sorriso

si apre dolce sul tuo viso

un sorriso è come vita

questa favola infinita

e la storia non finisce

qui c’è un bimbo che fiorisce.


 

15 agosto 2005

 

Non più

 

È da allora

da quando non si tagliano più gli alberi

da quando abbiamo smesso

di metterci in ginocchio

e di invocare

da quando si aspetta

solo per dare

ma soprattutto per ricevere

da quando fuggiamo lontano

all’altro capo del mondo

a festeggiare al sole

distesi su spiagge dorate

con solo un cappello rosso in testa.

È da allora

da quando abbiamo smesso

di scrivere lettere

cartoline, auguri

per digitare due unici tasti

e spargere il nostro buon cuore

nell’etere

con pomposi messaggi precompilati

OK invio

per far girare un’infinita catena

di finto amore.

È da allora

E anche se arriva l’inverno

non è più freddo

non c’è più neve

e non è più Natale.


 

24 agosto 2005

 

Knocking

 

Ho bussato alla porta del Paradiso

ho bussato

ed ho atteso che venisse aperta

ma non ha risposto nessuno,

sono rimasto ancora lì

ad aspettare

ma la porta rimaneva chiusa.

Mi sono seduto

ho preso la mia chitarra

ed ho cominciato a cantare

la mia canzone preferita,

quella che parla di amore ed amicizia

di strette di mano

di abbracci e di baci.

Ho bussato ancora

e sono rimasto ad aspettare

cantando

la mia canzone preferita.

Intorno a me

si è radunata una piccola folla

bussavano e rimanevano lì ad aspettare

cantando

la loro canzone preferita.

Ho cantato sotto il sole

illuminato dalla luna

in coro con tutta l’altra gente

ed ho smesso di aspettare

perché anche se nessuno

era venuto ad aprirmi

io ero già dentro,

ero entrato cantando

cantando in coro

la mia canzone preferita.


 

25 agosto 2005

 

La cicogna

 

Si sveglia col sorriso

vola placida sotto il sole

guarda, osserva, gode

vive, di quell’immenso dono Divino

che la circonda

e quando viene sera

soddisfatta e serena

colma d’amore da regalare

ritorna canticchiando

al suo cigno delle cicogne.


 

2 settembre 2005

 

Fiori per te

 

Le parole

sono come fiori

A

ogni lettera

un petalo colorato

M

ogni accento

una goccia di rugiada

O

leggere

come sfogliare una margherita

R

cerchi

la risposta ai tuoi desideri

E

m’ama, non m’ama

m’ama.

 

Parole

i miei fiori d’amore

per te.


 

28 novembre 2005

 

29 XI 2005

 

Sfoglio le pagine della vita

lasciandomi invadere

sopraffare dai ricordi

ed ecco arriva

puntuale come un rintocco.

 

Il vibrare si spande lontano

pervade la mia intimità

scuotendo da dentro

e come il solstizio

riapre nuovi orizzonti.

 

Si illuminano percorsi

da visitare quotidiani

senza fretta insieme

e per incanto

il futuro si ripete diverso.


 

13 dicembre 2005

 

Durlindana

 

Apri questa porta

apri per favore

togli questa barriera che ci divide

apri

perché quello che ho da dirti

è importante.

 

Mi dispiace di svegliarti

sono steso davanti alla tua porta

e tra un minuto me ne andrò

portando con me

questi insipidi biscotti da tiramisù

mi dispiace devo andare

il mio posto è là.

 

Apri

apri che è importante

sono su di giri

apri altrimenti

questa pelle sconosciuta e sincera

chi la scalderà?

 

Aspetto ridendo

che tu apra

aspetto parlandoti

insistente

ma il tuo cuore rimane chiuso

e non dici una parola

sei più piccola che mai.

 

Apri

apri ti prego

apri e gettati con gioia

nel baratro che ti si è creato intorno

apri

o Durlindana

potrebbe morire per sempre.


 

15 dicembre 2005

 

Fantasia

 

È un refolo di vento

una brezza leggera.

Solletica la fronte

soffia sul viso illuminato dal sole.

Gli occhi socchiusi

un sorriso beato dipinto sulla bocca

i capelli danzano ad ogni respiro

e la pelle suda.

Le braccia si allargano ad accogliere la luce

i piedi nudi scalpitano impazienti

mentre stai per spiccare il salto

e volare libero

sopra quella vallata verde

dove raccoglierai i frutti della mente.


 

15 dicembre 2005

 

Le loro mani

 

Tiene la mia mano nella sua

grande, calda

mi accompagna

per le strade lunghe

dritte e tortuose

che si dipanano

sotto i miei piedi.

 

Tiene la sua mano

sopra le mie guance

mi da forza, sicurezza

calore e speranza

per una strada di luce

nutre il mi corpo

allevia il mio spirito.

 

Tengono le loro mani giunte

intorno alle mie

e sul bordo del letto

ripetiamo parole

il cui dolce suono

invoca amore

per le strade di tutti.


 

23 dicembre 2005

 

Lo devo a te

 

Eppure devo tutto a te!

Perché se non ti avessi accompagnato

quel giorno

non avrei potuto trovare

quell’angolo di paradiso

dove ho speso

gli anni più belli

della mia adolescenza.

Perché senza quell’angolo

non avrei trascorso

giorni stupefacenti

su spiagge anonime

piene di sorrisi e speranze

di amori passeggeri

e atroci tunnel senza sfondo.

Perché senza quel mare

non avrei creduto amore

ciò che poi mi ha ucciso

spengendo in me

l’anima, la fiaba

e la capacità

di poter sentire intorno.

Perché se non fossi morto

non avrei visto la luce

rifugiandomi meschino

tra quattro grigie mura

dove con calma

ho potuto nutrire la mia anima

godere e finalmente cercare.

Perché se non avessi

saputo cos’è la luce

non avrei mai potuto trovare

la fiamma della Musa

esserne travolto e cullato

spremuto e risanato

e finalmente vivere.


 

23 dicembre 2005

 

Natale

 

È Natale

la festa che arriva di notte

e con un soffio di pace

svaniscono le cose brutte.

 

È Natale

tra gli alberi in mezzo alla neve

con un sorriso d’amore

il cuore diventa più lieve.

 

È Natale

lascia entrare

questo amore

ti riempia tutto il cuore

di speranza di pace

e di colore.

 

È Natale

lascia uscire

questo amore

non tenerlo dentro al cuore

dai speranza dai pace

e dai colore.

 

È Natale

la casa si riempie di doni

dentro il presepe c’è pace

di stelle nel cielo milioni.

 

È Natale

al freddo ci aspetta un bambino

e con la sua fede d’amore

illumina il nostro cammino.

 

È Natale

lascia entrare

questo amore

ti riempia tutto il cuore

di speranza di pace

e di colore.

 

È Natale

lascia uscire

questo amore

non tenerlo dentro al cuore

dai speranza dai pace

e dai colore.


 

7 gennaio 2006

 

La Bilancia del Farmacista

 

Qual è la giusta misura

come possiamo noi saperlo

se ogni volta

ci cuciamo addosso

la nostra giustizia

la nostra giustezza

credendo ci possa svelare la verità.

E un giorno

oltrepassata quella soglia

potremo mai tornare indietro

ad avvertire chi è rimasto

dopo di noi.

Poveri noi

che non siamo in grado di accettarci

e continuiamo a darci limiti e rigori

a cui non siamo in grado di attenerci.

Poveri noi

che non riusciamo a sentire

il rumore di un fiore che sboccia

l’odore del tramonto

il silenzio del mare in burrasca.

Qual è la giusta misura

se non accettare

quello che ci si presenta

dinanzi a gli occhi

vederlo e tenerlo dentro di noi

e andare avanti

senza per questo dover uccidere

distruggere, creare e costruire.

Vogliamo cambiare il mondo

ma non siamo in grado di accettare

il benché minimo cambiamento

che urti la nostra immobile

inutile, staticità

da cui sola riusciamo

a prendere il coraggio di vivere

mentre la vita

altro non è

che muoversi e divenire

e lo sa bene il mondo

che incurante dei nostri futili tentativi

continuerà a girare

anche quando non saremo più.


 

20 febbraio 2006

Per tutte quelle che non ho scritto

 

Tu mi chiedi parole che non so

descrivere emozioni che non sento

giorni che non ho vissuto.

 

Come potrei mai…

 

La mia penna è gioia

anche quando si riempie di malinconia

è gioia di vita

di vissuto, di provato.

 

No.

 

Non chiedermi di smaltire inutilmente l’inchiostro

solo per insozzare fogli bianchi

di carta patinata.

 

La mia penna

gode beata del riposo

e ascolta silenziosa i miei pensieri

pronta a coglierne i frutti maturi.

 

Le parole sfrecciano nella mente

compiendo giravolte e sussulti

si rincorrono felici di poter essere libere

libere di fluttuare

senza dover per forza

essere inchiodate dalla penna

che le guarda beata

le segue con lo sguardo

le ascolta

e quando scorge

le più bizzarre

le più astratte

le più profonde e insolite

le ricopia contenta in un quadro

per poi lasciarle ancora libere

di essere dimenticate.


 

7 marzo 2006

Mimosa

 

Tende la sua mano verso di te

stringe forte

dando calore

dando comprensione

aspetta con pazienza

poi si infuria

grida

chiede

pretende

ascolta

dà.

 

È donna!!!


 

9 marzo 2006

 

Così lunghi così belli

 

Andrò fino in fondo al mare

per venirti giù a salvare

e prenderò i tuoi capelli

così lunghi così belli

 

li porterò su di una spiaggia

dove c’è gente che non viaggia

dove c’è gente stesa al sole

dove c’è gente che non muore

 

ti salverò da questo mare

per poterti riabbracciare

asciugherò i tuoi capelli

così lunghi così belli

 

li stenderò su quella spiaggia

dove c’è gente che non viaggia

li lascerò asciugare al sole

per tutto il tempo che ci vuole

 

ti salverò da questo mare

per poterti riabbracciare

pettinerò i tuoi capelli

così lunghi così belli

 

fino a quando sabbia e vento

avranno fatto un monumento

fino a quando verso sera

sarai ridiventata vera

 

ti salverò da questo mare

per poterti riabbracciare

farò una treccia ai tuoi capelli

così lunghi così belli

 

bacerò queste tue labbra

così ruvide di sabbia

ti donerò il mio respiro

fino a quando sarò vivo

 

ti tufferai giù in fondo al mare

per venirmi tu a salvare

prenderai i miei capelli

per legarli ai tuoi più belli


 

13 aprile 2006

 

Gnosi

 

E Lui proferì parola

senza che fosse udito suono.

In una notte buia

colma della Sua luce

svelò la verità

a coloro che ne avevano fatto richiesta.

Chi udì tali parole non dette

divenne folle per tutta la vita

e un attimo dopo

dimentico di ogni rivelazione ricevuta

riprese pacifico

la sua tediosa esistenza

senza sentire più

il bisogno di sapere

quello di volere

quello di avere.

Continuò i propri lieti passi

con un unico e solo desiderio

quello di amare,

mentre dietro di lui

scorreva lenta la fila

di quelli che bramavano risposte

a domande che non avrebbero più fatto

dopo che si fossero scordati

quelle parole udite

che mai furono dette.


 

1 maggio 2006

 

Che c’è di nuovo?

 

Abbiamo già detto tutto

e lo abbiamo ripetuto

all’infinito e poi ancora.

Non c’è più niente di nuovo.

Nuovo non è più una parola

è un utopia,

dovremmo toglierla

dal dizionario.

Ecco!

Questo sarebbe davvero nuovo

rivoluzionario, sconvolgente.

Allora ci metteremmo cercare

inutilmente un termine

per indicare ciò

che prima non c’era.

 

Ma ormai è troppo tardi

perché tutto è gia stato

e tutto si è ripetuto

all’infinito:

Non c’è niente

che possa avere l’onore

di essere definito nuovo.

Che strano

è proprio questa

la grande novità.


 

7 maggio 2006

 

Siamo fatti così!

 

Si avvicinò un bambino

e gli chiese:

Perché fumi

se sul pacchetto

c’è scritto

il fumo uccide?

E il vecchio rispose:

Perché voglio morire

e dare la colpa

a qualcun altro

e non a me!


 

9 giugno 2006

 

Il calendario del naufrago

 

Il vento caldo

soffia leggero alle sue spalle

lo sguardo è fisso all’orizzonte

verso un infinito

lontano da raggiungere.

Gli occhi socchiusi

minacciati dal sole

che insiste cocente

sopra tutto e sopra tutti

rendendo quell’angolo di mondo

meraviglioso

e allo stesso tempo

aspro e inospitale

con intorno

niente altro che sabbia

pronta ad insinuarsi dentro di lui.

I pensieri si affollano nella sua mente

mentre stanco osserva gli aironi

volare verso il tramonto

di un altro quieto giorno

ormai sfumato.

L’ennesima riga diritta

che si somma alle altre

sulla pagina grinzosa

della sua esistenza

fino a quando

si ricorderà di tracciarne ancora.

Poi un giorno

non troverà più penna

non troverà quaderno

e si accorgerà infine

di aver trovato se stesso.


 

9 giugno 2006

 

L’airone

 

Vola airone

vola lontano

vola

perché il sole

non potrà mai bruciarti

il mare non potrà bagnarti

e il cielo potrà soltanto

renderti libero.


 

30 giugno 2006

 

Icaro con gli occhiali

 

E a un certo punto

ti sei sentito tradito

dalla vita

dai tuoi sogni

da quel mondo

in cui sei entrato in punta di piedi

da quel prato su cui

hai corso in silenzio

facendoti sempre trovare al tuo posto

quando c’era bisogno di te.

Poi ti h sconfitto

il nemico di tutti

quel tempo avido

che ruba i giorni

uno dopo l’altro

che rompe i cristalli

che sbiadisce la gloria

che dimentica tutto e tutti

e ti presenta il conto

per ogni sorriso

comprato a credito.

Dopo fai un passo

e ti ritrovi nell’universo sconosciuto

ti senti piccolo e solo

e credi che ti abbiano abbandonato

ma è solo la paura

che impedisce all’amore

di arrivare fino a te.

Allora hai provato a volare

stupido Icaro

bruciato dal sole

ma in fondo al tuo salto di misericordia

hai ritrovato l’amore

l’affetto e la memoria

che ti sono dovuti

e di cui vorremmo ancora

inondarti la vita

quella vita

in cui aspettiamo

di vederti tornare a sorridere.


 

30 giugno 2006

 

Pesso

 

Corri ragazzo corri

mordi l’erba e corri

assapora il sudore

stringi il contatto

prendi e dai

e dopo corri

sulle immense praterie

che ti si presentano davanti

sui campi

sui prati

e quando arrivi in fondo

alza la testa

cerca la zampata

e poi corri

ad abbracciare

ad esultare

o a difendere

corri a difendere te stesso

mordi l’erba

stringi i denti

e corri

corri da noi

che ti stiamo aspettando.


 

9 settembre 2006

 

La canzone del cimitero

 

Eppure non mi sembra vero

essere allegro davanti a un cimitero

sul cartello a penzolare

c’era scritto per fiori suonare

e per picche litigare

per quadri adornare

e per cuori

per cuori innamorare.

Innamorarsi del mondo intero

e stare allegri

anche davanti

davanti a un cimitero.

Me li sono immaginati

tutti stesi giù sdraiati

con la mano nella mano

il sorriso e un tulipano

ormai certi che l’amore è eterno

e che non andranno mai all’inferno.

Bimbi, adulti e pensionati

belli brutti e screanzati

tutti quanti innamorati

nel cimitero dei fidanzati.

 

C’era scritto per fiori suonare

e per picche litigare

per quadri adornare

e per cuori

per cuori innamorare.

 

Noi stiamo fuori

portiamo fiori

piangiamo amori

proviamo dolori

i nostri cari

ci son mancati

ma se li amiamo

saranno i nostri fidanzati.

Li troveremo

un di’ lontano

e tenderemo la nostra mano

ci sdraieremo tra quelle ossa

dentro una stupida ultima fossa

lasciando gente alle nostre spalle

che piangerà e porterà farfalle

doni ricordi e fotografie

ci saran le vostre ci saran le mie.

Che sia un amico fratello o madre

che sia sorella la nonna o il padre

ci sarà scritto

ti voglio bene

ti prego rendi dolci le mie pene

guarda e proteggimi da lontano

fammi sentir sul cuore la tua mano

che sia sublime celeste e aulente

che ci sia tutto o che sia pien di niente

ricorda sempre che siamo stati

la meglio coppia di fidanzati.


 

20 settembre 2006

 

Tutto tace

 

È lontana

mentre tutto tace

e quel suono inutile

si ripete insistente

ad ogni tentativo.

Una cantilena triste e malinconica

che suona stonata ad ogni impulso.

 

Sta amando

chi ha bisogno

o forse sta riposando esausta

nella sua piccola stanza

con la vista sui sacri monti di Bernadette.

Ma intorno tutto tace

e quel suono inutile

si ripete insistente.

 

Dentro cresce

la voglia di averla accanto

o almeno di sentirla

lontana ma presente

quella voce

affannata e ridente

fiera di non avere disatteso i suoi compiti

imponente nella sua divisa

impeccabile, autoritaria

con la sua esperienza

il suo sacrificio.

 

Lontana

mentre tutto tace

e quel suono inutile

si ripete insistente.


 

24 settembre 2006

 

Amleto

 

C’è solo un motivo a rendere tutto quanto necessario

è quello di poter fare tutto il resto.

Allora non rimane che fare due conti.

Se l’energia del fisico ma più che altro della mente,

consumata per ottenere quello che ti occorre

vale quanto ciò che acquisti

o sia migliore non consumarsi

ma non aver niente da sborsare,

sarebbe oggi mai possibile vivere come eremiti

quando non ci sono più ghiande

che non appartengano a qualcuno

finire randagi tirandosi dietro il carrello della spesa

con quelle poche cose che di noi ancora potremmo tenere

o invece vale davvero la pena

dannarsi per un salario che ci consenta di sopravvivere

e dare ogni tanto uno spiraglio di luce alla nostra esistenza

oppure meglio rimanere serenamente soli con noi stessi

senza niente da spendere ma nemmeno da sacrificare

contribuire o lasciarsi scorrere la vita addosso

illudersi con quei pochi flash o rassegnarsi senza alcuna pena

morire o dormire

essere o non essere

qualcun altro deve averci pensato prima di me.


 

30 settembre 2006

 

Carezze

 

Escono fiori dalle tue mani

colorati brillanti profumati

luce dalla tua bocca

intensa e accecante

si diffonde intorno a te

travolgendo ogni cosa

dando a tutto un altro aspetto

una nuova geometria di forme sconosciute

che diventano improvvisamente note

suonano melodiose

la dove il caos sembrava imperare

i fiori si avvolgono ai raggi

sprigionano intorno il loro balsamo

rivelando una calma apparente di serenità

che cela in se l’energia di un vulcano

capace di erompere in fontane di calore

che penetrano ogni sostanza ogni materia

ogni atomo esplosivo

i fiori sbocciano sulle tue mani

colme delle carezza fatte a chi ami

a chi proteggi a chi accudisci

fiori che hanno lasciato il loro profumo nella vita

nel dolore nella gioia e sulla mia pelle vergine.


 

15 ottobre 2006

 

Canzone per noi

 

Andiamo via

io e te

andiamo via

lontano da questo rumore

assurdo

lontano dalle cose che

circondano

andiamo via lontano

via di qua

io e te

via di qua

con te

andiamo via per sempre

dai ricordi

e dai caffè

via lontano

soli io e te

via

via di qua

andare dove non ci sono

miracoli

andare dove non c’è

scrivere

per me

per te

per noi

sarà possibile

arrivare là?

Per noi che non

sappiamo

che cos’è

non lo vedremo

non lo sapremo

non sentiremo

il suo odore che

non può essere più dolce

di un sorriso che mi fai

di un abbraccio che mi dai

di una corsa a perdifiato

per vedere te

e quando

non sapremo più

dov’è

ci saremo già

arrivati

io e te

via

via di qua

via dai suoni

e dalle immagini

da parole un po’ difficili

dalle streghe e dai notabili

via dalle perplessità

ce ne andremo

via per sempre

via di qua

io e te

in mezzo a un sacco

di altra gente

lo faremo

io e te

taglieremo il dolce a fette

lo faremo

il sette sette zero sette.


 

18 ottobre 2006

 

Gammagt

 

Tic tac

tic tac

sta in agguato subdola

la stronza.

Perché la fine

vuole arrivare

così presto?

Terrorista maledetta

vuole solo farmi sapere

che c’è!


 

23 novembre 2006

 

Ricordo

 

È ricordo

ricordo,

il ricordo.

Mi ricordo,

ti ricordo,

ricordo noi.

Se ricordo,

lo ricordo

e ricordo

che il ricordo

è un ricordo di te!


 

23 novembre 2006

 

29 XI 2006

 

Non ci sono parole

non ci stanno

le rime

non si evoca

non si adula

non si guarda lontano

stringo la tua mano

e resto fermo

accanto a te.

 

 

 

LE FANTASIE DI STEO