AFORISMI     POESIE     RACCONTI     FAVOLE     CANZONI 

 

Il

Mirto

e

la

Fede

 

 

 

Steo

 

Grazie a Patrizia

per avermi semplicemente ricordato che si può scrivere!

 

 

 

Grazie a Luca

per il titolo.

 

 

 

Grazie,

a chi c'é dentro!

  

 

2001

 

Vita

 

Piuma leggera,

svolazza davanti agli occhi

senza posa,

vaga di porta in porta

lasciandosi vedere un poco,

mai fino in fondo.

Sempre

lascia di se celata

la parte

che più ci tiene legati a lei.


2001

 

E’ così semplice

 

A volte

senza rendercene conto

riusciamo a dare agli altri

i dolori più indescrivibili,

tali e tanti

quanto gli altri

riescono a dare a noi

senza che loro stessi

se ne possano render conto.

Cerchiamo allora

di comprendere

e accettare la rabbia degli altri

per i torti che gli abbiamo resi,

almeno quanto pretendiamo

che sia compresa e accettata

la nostra

per i torti subiti.


2001

 

Io non ti conosco

 

Riesco a vedere

la grandezza del tuo essere

solo quando

di rado

per caso

contro la tua stessa volontà

cammini con le tue sole ali

senza che ti sorregga

ed è meraviglioso allora

accorgersi

di come voli bene

con i tuoi soli piedi.


2001

 

Misera miseria

 

Triste la vita mia,

foss’io magnate

di milioni propietario

o foss'anche poverello,

a non aver diviso

con lo compagno mio

che mi restava accanto,

l’ultima briciola di pane

che aveo sbadato

fra le profonde pieghe

delle tasche mie.


2001

 

Beata gioia

 

Il bello dei sogni

è che prima o poi

a rincorrerli

si lasciano acchiappare

e non rimane

che continuare a vivere

la serenità della nostra vita

ed esser certi

che da qualche parte

in questo immenso mondo

di tragedie

di malvagità

e di paure

c’è una briciola d’amore

che sta aspettando impaziente

di incontrare noi.


2001

 

Il lungo cammino della gioia

 

Il sole

sorge ogni mattino

comincia sorridente il suo vagabondare

posando i dolci e paffuti piedi

su tenere erbette

e caldi laghi di montagna

scalda le valli

i fiumi in piena

scalda ogni cuore

e rinfranca gli spiriti

di chi crede nell’amore.

Continua

il suo passaggio sul mondo

nuotando su distese infinite

di placido mare calmo.

Non si ferma

davanti a nessun dolore

ma lo placa

con la forza

del suo enorme caldo cuore.

Scalda le onde

le isole deserte

e scalda perfino le finestre aperte

scalda ogni misero ed ogni santo

sorride ai felici

rincuora chi ha pianto

corre il suo tempo

senza mai fretta

sa quando parte

dove va

e quando vi giungerà.

Sparge

il suo dolce amore

sui campi di grano

attraversa un altro mare

sembra lontano

ma basta girarsi

dall’altra parte

che è appena arrivato

e già ricomincia la sua passeggiata

mai stanco di vivere

quest'infinita giornata.


2001

 

Preghiera alla beata Giovanna

 

Facci camminare con Te

sulle acque del fiume

aiutaci ad attraversare

i flutti impetuosi della nostra vita

pronti a travolgerci di eventi

che non possiamo attendere da soli.

Dona a noi la vista

e concedici la pura facoltà

di guardarci intorno

così che possiamo cogliere le gioie

là dove esse sono

e sanare i dolori

che pendono acerbi dagli alberi

con la forza tenera del nostro amore

quell’amore che Tu

ci aiuterai

a ritrovare nella fede.

Rendici la vita

quel soave respiro

che come neonati in fasce

abbiamo abbandonato

per assurde voglie e per miseri compensi

che ci potranno ricoprire d’oro

fino a soffocarci l’animo

rendila a noi

perché ci sia possibile

donarla a Te.

Guidaci nella nuova eterna vita

che ci possa condurre in pace

fino all’alto dell’immenso

dove l’amore ci attende

con le braccia aperte

ed il Tuo sereno sorriso.


2001

 

I consigli della zia

 

Un augurio per nome

che accompagna

la melanconia degli occhi

mentre il mondo

balla tutto attorno

su note allegre e gioiose

colpendo come un pugnale

il cuore

inaridito dai troppi passi

che lo hanno calpestato.

Allora ridere

spensieratamente

ridere

con una vita quadrata

in un’esistenza senza angoli

ridere

rimettendo a posto i sogni

prima di andare a letto

ridere

svegliandosi in un mare di desideri

incapace di accorgersi

che il futuro

è là che aspetta

con un mazzo di fiori in una mano

e una carezza nell’altra.


2001

 

Buona notte

 

Ogni sera

metti a letto i miei piccoli desideri

che allegri, spensierati e dispettosi

se ne vanno a giro per la vita.

Culli teneramente i miei sogni

che rendi dolci del tuo amore

e della tua infinita passione.

Accompagni le preghiere della sera

stringendo le mie mani giunte

prima di far strada ai pensieri

che si affacciano timidi

nella lunga notte che li attende.

Li carezzi

con l’allegria che sgorga dal tuo essere

dal vivere nei tuoi sogni desiderati

tenendo per mano la vita

la tua

la mia

la vita che ci scorre accanto

come un lento inesorabile fiume

che ci travolge

oltre ogni nostra possibilità di resistenza.

Mi abbandoni stanco

sulla riva di un mare pieno zeppo di amore

lasciandomi affogare

mentre mi guardi sorridendo

mentre la vita sorride a te

che me l’hai donata

e che rinnovi ogni giorno

il tuo voto alla mia felicità.

Gli occhi chiari, profondi e veri

ridenti e appagati

che mi guardano muovere

i primi incerti passi

impauriti

nella beatitudine del tuo amore.


2001

 

La lunga via

 

Percorrerò le strade

che troverò tracciate,

ad una ad una

dall’aratro del destino,

come mari sconosciuti e amici

e solcherò tra quelle

le vie che mi condurranno alla vita.

Per ognuna

sulla quale avrò posato il mio piede

ardito e stanco

ne vedrò tracciare altre mille ancora

da scegliere, perdere, dimenticare, scartare.

Vie

che mi si presenteranno

come sirene o come mostri

e che, solo dopo che avrò compiuto il primo passo

si riveleranno a me

per quello che in realtà sono.

Condurrò il corpo

là, dove i miei piedi si avvieranno

e dietro porterò con me l’anima

colpevole di ogni scelta fatta

e beata

per ogni passo che avrà trovato amore.


2001

 

Olio su tela

 

Così

ogni volta

potrò ancora sognare

di tramonti

e di passeggiate sotto il sole

o tra le stelle

con i piedi nell’acqua tiepida

o con le scarpe piene di sabbia.

I corpi nudi

stesi al sole

o nascosti da vestiti leggeri

liberi di volare ad ogni soffio d’aria

nelle sere appiccicose e palpitanti dell’estate.

La mano nella mano

la pelle scura del calore

del buio che ci accompagna

mentre lentamente le nostre forme

svaniscono dentro le onde rumorose

che si stendono prostranti davanti a noi

con quel loro leggero ridere spumeggiante

che forma infiniti effimeri sorrisi

su di una spiaggia nera.

E gli invidiosi da lontano

guardano i nostri cuori luminosi

nel buio pesto della notte.


2001

 

Orizzonti

 

Siete mai stati là

là, dove tutto diventa dello stesso colore.

Avete mai provato quel dolore

che è quasi come un sollievo

quel piacere orgasmico

che diventa sofferenza.

La vista di un opera d’arte

sia essa di fantasia, di carne o di esistenza

che provoca in voi

una gioia improvvisa

una soddisfazione immensa

un senso di appagamento, di libertà e di vita,

che si trasforma nella consapevolezza

che è un attimo e niente più.

Quanto vorreste

che quell’attimo fosse tutta la vostra vita

potreste anche morire dopo quell’attimo

perché niente più al mondo

potrà mai donarvi vita

quanto quella tremenda gioia appena provata,

che invece è già passata

lasciando in voi la tremenda tristezza

del sentirsi  soli

senza più funi di luce a cui attaccarsi

per resistere

in questa triste, lugubre vita.

E poi, ancora, essere assaliti

da mille altri dolci o insulsi pensieri

e ciò che è stato provato

se ne può svanire

lasciando un piccolo brivido di vita,

la gioia

di più, la felicità

di più, la beatitudine

di più, l’estasi

di più, voi stessi.


2001

 

365 all’alba

 

Continuerò ancora a cantare

sì, ancora per un anno

poi, potrò lasciar volare

quel suono melodioso

e coronare infine

il più luminoso dei miei mille sogni

e con te legarmi

con una fune, con una catena

con un sospiro d’aria

di cui noi soli conosciamo il valore.

Noi che sappiamo

nonostante la sua effimera essenza

quanto sia invece per sempre

quel per sempre

che andrà al di là del tempo e dello spazio

quel per sempre

che indicherà a noi

quanto questi piccoli, rapidi battiti di ali

chiusi nel loro spazio e nella loro brevità

esistano per sempre

perché nessuno potrà mai sostenere

che non sono mai stati.

Ed io continuo ancora a cantare

ancora per un anno

ancora

fino a che…

fino a che potrò ritmare le parole

e canto, canto per te…

Io e la mia signorina stiamo bene insieme...

Presto la mattina e tardi la sera…


2001

 

Moscerino

 

La canzone

è una donna

con il corpo di musica

e l’anima di parole

e saper cantare

è il più melodioso modo

di amare la vita.

Una stonatura

la si può perdonare

solo se la passione

rivela sincerità

allora le note

leggeri baci nella notte

arriveranno fino al cielo

accompagnate da frasi

che carezzeranno

la gioia del mondo.


2001

 

Dove è casa

 

Vivere, vagare, vedere, assorbire

lasciarsi permeare

avvolgere

e nello stesso tempo sentirsi avvolti

premere, ruotare, segnare, curare

compiere atti inconsulti o ponderati

agire scelleratamente

o donare di se per la serenità altrui

oltre che per la propria

sudare di muscolo o di calore

compiere ellittiche orbite

intorno al nostro mondo

tra spazi infiniti

sopra oceani di stelle

spruzzate sulla tela nera dell’assoluto

vagare con la mente

dove il corpo non potrà mai spingersi

tenersi per mano

e ritrovarsi infine

sotto lo stesso tetto.


2001

 

Diversi

 

Trentasei anni.

Ho immaginato mio padre

come un uomo serio, posato, consapevole

fermo sulle sue inossidabili gambe.

A trentasei anni

vedo me come un ragazzo

che ancora non sa cosa farà domani

sognatore distratto

che sguazza nelle fantasticherie

e nei mille desideri.

Amo mio padre

e spero che lui abbia amato me

per come mi ha fatto.


2001

 

Ancora musica… e tu

 

Ascolto canzoni senza senso

gridare vite che non mi appartengono

melodie melanconiche di una tristezza che non è più mia.

Ascolto

senza esserci dentro

ma dentro ci sono

dentro ci piango

dentro ci trovo comunque me stesso

trovo te

perché ci sei

perché tu sei

la ragazza che mi ha lasciato quando ero giovane

sei la donna che mi ha abbandonato maturo

o che da me sia stata tristemente lasciata

sei il futuro

suonato da un artista sconosciuto

il passato che non mi hai vissuto

di quella canzone famosa

sei l’infinito

di ogni fiato d’amore

l’infinito che trovo in me

nella mia memoria, nei sogni, nei ricordi

anche se non c’eri

anche se non ci dovessi essere

perché comunque ci sei stata

perché comunque sarai.


2001

 

Perdonami

 

Ho pensato,

sono solo quattro mura

dentro a cui vivo te

non è casa mia

che stupido dicevo,

non la sento mia

non è mia la casa

dentro la quale devo chiedere permesso

dove gli altri entrano

senza chiedere il mio permesso e il tuo

che stupido pensavo,

casa mia sei tu

con cui vivo e condivido

non una stanza

dentro la quale non posso rinchiudermi

senza che mi vengano a cercare

per tirarmi fuori

e dirmi che sbaglio.

Casa mia è vivere con te

vivere te

casa mia

è ogni passo fatto accanto a te

casa mia sei tu

queste sono solo quattro mura

dentro cui vivo te.

Erano

fino a che non mi sono accorto

che ero io

a lasciare la mia casa fuori da me

adesso lei mi ha fatto entrare

ed io la tengo in me

adesso lo so

perché ho paura

se non l’avessi qui

con me.


2001

 

Vivi

 

Cos’è questo niente che ci circonda

che si nutre di noi e che ci nutre di speranze

di illusioni, di non c’è, di non esiste

di vuoto nulla che ci tiene tutti uniti insieme

a sbranarci, a compatirci, ad amarci

facendo finta di non sapere

fingendo che non sia vero

che in realtà un perché ci sia

che un motivo per tutto questo

debba pur esserci

se una madre grida di dolore

mettendo al mondo un figlio

e grida dello stesso dolore

stringendolo morente

tra le sue inutili braccia.

Ci deve pur essere una risposta a tutto questo

e allora uccidiamo, doniamo, rubiamo

diamo e riceviamo

tappando i nostri orecchi sordi

coprendo i nostri occhi ciechi

per non sentire, per non vedere, per non capire

riempiamo la nostra mente di diritti e di doveri

di fare e disfare, di onori e di glorie

di miserie e miserabili

e tutto questo

soltanto per distogliere la nostra stupida anima

dall’unica, sola, indissolubile verità,

che prima che noi fossimo

e dopo che saremo stati

che durante la nostra essenza in questo mondo

durante la nostra breve insulsa malpensata vita

sempre e comunque intorno a noi

e peggio ancora dentro al nostro sgonfio corpo

non c’era, non c’è stato, non c’è e non ci sarà mai niente.

Allora viviamola una buona volta questa vita

viviamola e lasciamo che gli altri se la possano vivere.


2001

 

L’ultimo respiro

 

Che la gloria e la pace sia con voi

che la serenità vi colga

nell’ultimo attimo vibrante della vostra vita

misera o vana che sia stata

e che vi dia la gioia

del non esser più

giacché non siete mai stati.


2001

 

Non v’è

 

Non v’è risveglio dopo il sonno eterno

non v’è luce dopo il buio che ci sopprime

non v’è pace dopo lo strider di denti

che ci ha accompagnato fino all’ultimo raggio di sole.

Non v’è, più di quanto non vi sia stato

ed è soltanto la fede, la grazia, la speranza, la gioia

che ci possono condurre per mano

oltre quella soglia

che non avremmo mai voluto attraversare.

Non v’è che la nostra credulità

ingenua o santa

che ci potrà davvero portare nell’alto di quei colori

che per tutta la vita abbiamo segretamente ammirato e fuggito

per paura di capire.

Che altro v’è da capire

oltre quella soglia?

Altro non v’è che credere d’esser domani

quello che già siamo stati

prima d’esservi oltre.


2001

   

Evoluzione

 

Evoluzione

il gran dono che ci è stato fatto

per cambiare, decidere, scegliere

trovare in ogni cosa

lo stimolo, la voglia, il fine.

Cambiare volto, cambiare il corpo

cambiare la persona che ci sta accanto

cambiare noi stessi.

Evoluzione

è il nostro futuro.

Ci rintaniamo in certezze

in assurde conferme

cerchiamo tutto ciò che è stabile

un lavoro, una vita, una persona accanto a noi

per poi accorgersi con gli anni

che tutto quello che ci circonda

e che abbiamo costruito

non è più nostro

non ci appartiene.

Allora ricominciare, cambiare, virare

prendere una nuova rotta e rendersi conto

accorgersi finalmente

che grazie a Dio

siamo tutti Pokemon.


2001

 

Le vedove

 

Siedo

in fondo alla chiesa

nel brusio lieve del rosario

in un sabato sera di messa

tra i ricordi delle luci soffuse

di candele accese

che disperdevano un tempo

il loro lieve afrore

acre e santo allo stesso tempo

e che adesso non ci sono più.

Siedo

e di fronte a me

si stende un mare infinito

di capelli turchini, biondi, rossastri

nuche dalle tonalità di un arcobaleno

rassegnato ad imitare colori

che non son più suoi.

Le sento bisbigliare delle loro preghiere

ma anche dei soliti pettegolezzi

delle figlie degli altri

dell'ultimo romanzo

che avrebbero voluto vivere.

Siedo

in un sabato sera di vecchie

con vecchi ricordi sbiaditi

da troppi anni vissuti in solitudine

quella melanconia

in cui sono sprofondate

dopo l'abbandono

dopo che si sono ritrovate

sorelle delle loro sorelle

a piangere prima

e a rammaricarsi poi

dei loro uomini

che avevano creduto così sicuri

di cui avevano sempre avuto timore

timore misto al loro riverito amore.

Siedo

e vedo muovere davanti a me

questo mare febbrile

di pace mai trovata

il mare agitato

delle tristi vedove del fumo.


2001

 

Tu

 

Amo

perché piango dei tuoi tormenti

e rido

nella gioia delle tue felicità.

Amo

una bimba melanconica e gaia

che si affaccia ogni giorno alla finestra

a regalarmi il respiro

che mi accompagna nella vita.

Amo

la forza testarda

che spinge a darsi e a donarsi

che vive dentro al cuore

della mia anima leggera

tu.


2001

 

29 XI 2001

 

Ho aperto una finestra

ed è entrato il sole

ha pervaso i miei sensi e la mia mente

addolcendo le rughe tristi della vita

rendendo impalpabili le dure fatiche dell'esistenza

ho respirato l'aria calda

riempiendone il cuore e l'animo

lasciando che formicolasse in me

come fa l'energia di un idea

di un invenzione

di una scoperta

che ha il coraggio di cambiare il mondo.

Ho scavalcato quella finestra sul mondo

e sono uscito fuori.

Ieri, oggi, domani

continuo coraggiosamente

a scavalcare e gettarmi

come quella prima volta.


2001

 

La dura fatica della vita

 

Ogni giorno saliva alla fonte

carica di quei cocci vecchi e stantii

che le tenevano occupate le mani, le braccia e la testa.

Riempiva le brocche

e le riportava a valle tenendole per le anse

le bottiglie tappate strette sotto il braccio

in modo da avere sempre una mano libera

per tenersi in equilibrio

per dare ogni tanto un colpetto

al recipiente che aveva sulla testa

in modo da non lasciarlo scivolare via.

Scendeva lentamente

e quando giungeva di nuovo a casa

non sentiva la soddisfazione dell'impresa compiuta

perché l'indomani avrebbe dovuto salire ancora.


2001

 

     Orciano

 

        Mi ritrovo d'improvviso in mano

        quelle colline aspre che si stendono a perdita d'occhio

        ai lati della strada che da Firenze porta fino al mare.

La terra grigia, arata e secca

che di settimana in settimana cambiava il proprio aspetto

ricoprendosi di quel verde che con la calda stagione

sarebbe divenuto biondo prima di lasciare il posto al nulla

che avrebbe aperto le porte ad un nuovo aratro.

Mi rivedo ancora ammirare quelle curve

sinuose, dolci e familiari

        che mi accompagnavano in vacanza

seduto dietro a parlare ininterrottamente

mentre mia madre portava avanti orribili opere all'uncinetto

e mio padre guidava lento e distratto come sempre.

Assaporo ancora quell'aria felice che ci portava in giro

il sole alto sulle colline di panna

i sorrisi che mia madre non sa più fare

e gli occhi allegri di mio padre.

Gli occhi che non posso più vedere

se non su carte patinate o su croci fredde di marmo.

Quegli stessi occhi che oggi mi portano ancora lassù

su quelle colline a ridere con mia madre

ad ammirare ancora una volta mio padre

e vederlo volare del suo immenso celato amore.


2001

 

In

 

A volte mi accorgo di non essere in te

di non essere riuscito

di non esserci mai riuscito.

A volte vorrei superare monti altissimi

e onde gigantesche

per ritrovarti

ma tu non ci sei

non sei in me

non riesco a trovarti

ovunque ti cerchi

perché non ti ho riposto in me

come credevo

come avrei voluto che fosse.

Non mi rimane che piangere e cercarti

cercare te nei fiori e nel calore

nel cibo saporito e alla finestra

tu che sorridi al telefono o sul divano

ricoperta d'amore e di me

e lì

lasciarti ancora entrare

per l'ultima o per la prima volta

ma lasciare che finalmente tu sia in me.


2001

 

La poesia di Natale

 

Ne abbiamo viste a decine

dentro a film in bianco e nero

in sceneggiati lunghi e barbosi

nelle commedie

di cui abbiamo riso assieme.

Ne abbiamo visti

ma nessuno di noi

è mai salito su una sedia

a leggere la sua poesiola per Natale

per la festa della mamma o per un compleanno qualsiasi.

Da adesso sì

perchè ci sono io su questa sedia

a leggere quella poesia

che avrei dovuto imparare a memoria

che avrei dovuto ripetere come una macchinetta

dondolando come un’altalena

come un cieco che suona il piano.

È la mia poesia

il mio cantico al Natale

al nostro Natale

con o senza fiocchi

con o senza regali.

Il Natale che abbiamo passato

di famiglia in famiglia

aumentando e diminuendo

man mano che il tempo passava mietendo

inesorabile

i suoi tristi trofei

o seminando nuove anime al mondo.

Un'altra festa senza Babbi Natale

senza barbe ruvide da baciare

senza abbracci da rincorrere

senza Natale.

Anche se quei paffuti e rossi signori

siedono ancora alla nostra tavola

brontolando e sbuffando

da rudi ciminiere quali erano.

Quelle due slitte

solcano i cieli delle nostre memorie

ogni sera ritornano a portare i loro doni

a volte dentro sacchi grezzi

a volte dentro carte dorate

e noi stupidi

aspettiamo solo oggi

per festeggiare l’amore e la bontà

senza riuscire a sentire

che nei nostri ricordi

ogni giorno è Natale.


2001

 

Cosa avevo mai

 

Avrei voluto

tendere la mano

e trascinare quelle dita ruvide

quei calli da scrivano

verso la luce di un tramonto

o in un pozzo

con la luna disegnata sul fondo.

Avrei potuto

farteli vedere tutti

quei treni che son volati via

senza che ne tu ne io

ci fossimo saliti sopra.

Avrei dovuto

impedirti

di calpestare le aiuole

insegnarti

a leggere

i divieti ed i consigli.

Avrei, avrei, avrei

e invece

non ho più nulla.


2001

 

Le mogli

 

Chine, silenziose

mute dei loro dolori, dei pesi

che si sono volute e dovute caricare su quelle gracili spalle

che a malapena hanno portato a cavaceccio

i nostri piccoli corpi, senza piegarsi.

Li hanno visti sparire

della loro rabbia

della loro ignoranza

della cieca superbia

che li ha portati a sospirare l’ultimo alito di fumo.

Hanno dovuto sopportare gli osanna alle memorie

dimenticandosi furtivamente

delle strade che hanno rinunciato a percorrere

di quanto non sono riuscite a fare

di quanti sogni si son scordate di dormire.

C’erano e ci hanno difeso

c’erano e hanno sofferto per noi

c’erano e sono ancora qui

a consolarci per quello che abbiamo perso

perché ancora non possiamo sapere cosa sarà mai

il giorno crudele

in cui perderemo loro.


2002

 

La promessa sposa

 

Leggo con calma i tuoi sorrisi

scritti su di un volto di sole

ascolto il fremere dell’anima

e ti vedo formichina

mentre raccogli i minuzzoli dei tuoi sogni

e come in un enorme puzzle

di sentimenti, gioie, dolori e speranze

costruisci quell’esperienza strana e nuova

anche se rivissuta

di momenti che non ti hanno dato niente

se non riempirti di speranze tarpate

di domani che vedevi troppo lontani

nascosti dietro a montagne di incomprensione e di doveri.

Formichina, formichina

un semino dopo l’altro

hai colmato i cunicoli che portano fino a te

riempiendoli di te finalmente

e di quello che desideri portare nella tua nuova vita

a volte credi di aver quasi raggiunto una meta

e non ti accorgi che i tuoi sogni

per fortuna

spingono sempre più lontano il tuo traguardo.

E tu godi inconsapevole

perché non ci sono mete da raggiungere

ma solo giorni da vivere

lasciandoseli scorrere sulla faccia come acqua fresca

e berli

come i succhi della frutta dell’albero della vita

la tua

e

non infine ma durante

anche la nostra.


2002

 

Donne

 

Una l'ho amata

perché mi ha donato a questo mondo

che mi ha accolto a braccia conserte.

 

Una l'ho amata

perché mi ha difeso da questo mondo

in cui volevo entrare a tutti i costi.

 

Una l'ho amata

perché mi ha gettato in questo mondo

da cui avrei voluto fuggire.

 

Poi finalmente ho amato

te

che mi hai lasciato libero

di vivere.


2002

 

Dulcis in fundum

 

Non avevi la forza per un mondo diverso da te.

Ci hai insegnato cose che non immagini

odio, invidia, ingordigia.

Ancora sono qui a scrivere di te

con amore, con tristezza,

per noi cocci rotti e riparati

con le crepe in bella mostra

e la vita fuori

che intanto scorre

veloce e inesorabile.

E mentre penso alla forza che mi hai dato

al carattere mite ma iracondo

e spesso generoso

che mi porto dentro

ancora sono qui

con la mia manina

tesa a chiederti di comprarmi un giocattolo

non per quanto di materiale

mi sia potuto mancare

ma per confermarmi

quanto di spirituale c'era in te

quanta voglia c'era

di riempire di miele quei cocci rotti

e sentire che in fondo

eri un uomo normale

come lo sono anche io.


2002

 

Sull'arenile

 

Sassi sull'arenile

in attesa

cotti dal sole

bruciati dal sale.

 

Sassi

presi e gettati lontano

beccati, smossi, scavati.

 

Sassi

presi e portati

dalla furia del mare

da una mano che li stringe

e li infila in una tasca vuota

dove saranno dimenticati dal tempo.

 

Sassi

in attesa che un'onda benigna li copra

e dia loro la fresca pace di quell'attimo

prima di tornare ad essere sassi.

 

Sassi sull'arenile

in attesa di una carezza d'amore.


2002

 

Prendo te

 

Io ti prendo

perché tu sia me.

 

Prendo te

perché tu sia la madre che cerco

quando ne ho bisogno

la mano che mi trattiene bambinetto

mentre corro per le strade affollate di pericoli.

 

Prendo te

perché tu sia la sorella che mi aiuta

quando sono solo

il consiglio che mi raggiunge silenzioso

nel caos assordante della folla che mi ignora.

 

Prendo te

perché tu sia mio fratello

come mai ne ho potuti avere

il giudizio disinteressato che scolpisca me e in me

delle parole uniche di amore per la vita.

 

Prendo te

perché tu sia un padre

che mi ammonisce severo per i miei errori

il dito indice della via da percorrere da solo

ma in una folla immensa di pensieri amici.


Prendo te

perché tu sei la vita mia

l'alba e il tramonto delle mie giornate

l'acqua e il pane dei miei bisogni

la pace serena dei miei desideri

la fonte immacolata delle mie voglie

la foce unica e sola della mia esistenza nella grazia divina.

 

Prendo te

perché tu sia me

prendo te

perché tu sei me

prendo te

perché tu

sei tu

solo e soltanto unica e insostituibile

te.


2002

 

Il guardiano del cimitero

 

Dividete la vostra gioia anche con chi non è più con noi.

Il guardiano del cimitero oggi è a spasso con la vita,

se avete bisogno chiedete al padre.

Lo troverete serafico e disteso

su di un verde campo al tramonto,

con il suo cappello in testa e un filo d'erba in bocca.

Parlate con il suo sereno sorriso

e lasciate che non vi risponda.


2002

 

Unsaid

 

Ci sono parole

che appena dette

perdono il loro eterno valore.

Ci sono parole

che scritte

non hanno più nessun significato.

Ci sono parole

che svaniscono rapide in un soffio di vento.

Ci sono parole.

Io

sono qui per te.


2002

 

Il tuo il mio desiderio

 

Il desiderio

è che tu possa avere

tutto ciò che ti è mancato

tutto quello di cui hai dovuto fare a meno

tutte quelle cose

delle quali sei stata costretta a fare senza.

 

Desidero

che tu possa sentire

finalmente sazi i tuoi bisogni

tanto

da poter infine cominciare a desiderare

tanto

da desiderare lo stesso per me

che invece sono così sazio

che già lo desidero per te.


2002

 

Oltre l'ideale

 

Pelle come velluto

come buccia di pesca

occhi di cerbiatta

profondi come mari

languidi come lune dentro ai pozzi

unghie da gatta

bocca come bocciolo di rosa

orecchie come ricami certosini

incisi nei marmi perlati di Carrara

piedi come geishe

come bimba appena nata

gambe flessuose

corpo sinuoso

cosce come colonne dei templi greci

sguardo da dea

voluttuosa

turgida

languida

afrodisiaca

seni come coppe di champagne

come piramidi

come dolci colline nel riposo del tramonto

nella frenesia dell'alba

tigre

dittatore

padrona

comodo fondoschiena

curve piene

minuto didietro

sedere cesellato nel caldo legno

capelli castani

biondi

ramati

corvini

multicolori

nei riflessi della luce ingannevole

casta

puritana

puttana

schiava

e donna.

Quanti aggettivi

stantii, retorici e inutili

se non si può stringerti fra le braccia

e amarti.


2002

 

Il tempo che manca

 

I giorni passano

e si contano sulle dita ormai.

 

Ci lasciano in bocca

quello strano sapore di non vissuto

pur avendoli riempiti di noi.

 

Correndoli e rincorrendoli

abbiamo dato loro vita

e alla fine

ce la renderanno

in un giorno

che ci sfuggirà dalle dita

come polvere soffiata nel vento

ma che rimarrà impresso in noi

per sempre.


2002

 

Vita

 

Che Stupidi!

Continuiamo a costruire le nostre vite

su un cumulo di momenti ininfluenti,

che in realtà altro non sono

che la nostra stessa unica vita,

senza sentirla nostra,

senza sentirla vita

e soprattutto senza sentirla unica.

 

Unica in tutti i sensi,

anche perché

non ce ne daranno mai un’altra dopo

ma unica, più di ogni altra cosa,

perché solo noi abbiamo la fortuna di viverla,

qualunque essa sia, ovunque ci porti,

che ci lasci esalare solo qualche respiro,

che ci uccida in pancia o che ci faccia morire decrepiti,

senza più vista, senza più udito, senza più voglie.

 

Sono i silenzi,

le notti insonni,

le urla nello stadio o di fronte al mare in tempesta,

che formano la nostra esistenza,


il sorriso ignaro di un bambino

che corre i suoi primi passi,

il sorriso sdentato di un vecchio

che non ricorda più cosa

ma che avrebbe comunque voluto un'altra occasione

per non commettere i soliti errori,

mentre l'errore,

l'errore di tutti,

é solo guardarsi alle spalle e rimpiangersi addosso.

 

Ehi dico!

C'eravate anche voi,

la vita è stata la vostra,

siete voi che l'avete vissuta,

decisa, gettata, rimpianta.

 

Adesso amatela!

 

Perché è stata meravigliosa,

perché è stata vita.


2002

 

Immutevole

 

E’ meraviglioso

percepire la concreta sensazione

di quanto le stagioni mutano

attorno a te.

 

Si alternano

le mode, i vestiti

cambiano le idee, le tue

cambi tu.

 

Non v’è terreno fermo intorno

nulla è al sicuro

cambiano le tende

cadono i quadri dalle pareti

per fare posto ai nuovi.

 

E’ meraviglioso accorgersi

come in questa evoluzione

progressista e retrò

l’unica figura

che non cambia intorno a te

“c’est moi”.


2002

 

La crociera

 

Crociera mia che ormai sei già finita

meravigliosa gita nell’Egeo

t’ho stravissuta tutta da mattina fino a sera

buffet, piscina, sauna e discoteca.

 

Domani arriveremo alla Laguna

compagna nostra musica di tristezza

saluti a Juan, a Franco, a Leonardo, Giangi e Gloria

Riccardo, Bingo, Guto e Carta Costa.

 

Ci sarà, ci sarà, ci sarà

ci sarà un’altra crociera ci sarà

dappertutto e tanta gente

ma domani ci sarà

ci sarà Costa Crociere ci sarà.

 

Abbiamo vinto premi in abbondanza

cadeau, geschenk, kiss kiss, kuss kuss, kass kass

ai brasiliani coppa a noi marsupi agende e borse

ma la crociera l’abbiam vinta già.

 

Katakolon, Olympia e Santorini

Mykonos, Rodi, Lindos e mare aperto

Dubrovnick, tante foto, tanto video da girar

con Carta Costa poi dovrò pagar.

 

Ci sarà, ci sarà, ci sarà

ci sarà un’altra crociera ci sarà

dappertutto e tanta gente

ma domani ci sarà

ci sarà Costa Crociere ci sarà.

 

Ci sarà Costa Crociere ci sarà.


2002

 

Attila

 

Avrei voluto correre a braccia aperte

con un sorriso colmo di gioia

a riempirmi il volto

illuminato dal sole.

Compiere quei frettolosi passi

guardando in faccia

la fonte della mia eterna gioia

la mia sorgente

io la sua foce.

Non ci sono campi di grano

a fare da sfondo ai miei sogni

che parlano di un altro che sono io.

Non c'è nessuno

che mi si getta al collo per stringermi

sentirmi e ridere felice insieme a me

per quello

inutile o essenziale

che mai avrei potuto compiere

nella mia sorprendente vita.

Non sarò un eroe per nessuno

perché l'impresa più gloriosa

non mi fu dato di compierla

né con l'emozione di volerla

né con l'amore di desiderarla.

Per me e per te

che vivi da dentro

questa mia assurda sconfitta.


2002

 

La roba

 

Vorrei non avere niente

niente da rimpiangermi

niente da portare con me

da desiderarlo almeno

niente amici

né casa, né ricordi

né il tuo dolce infinito amore

perché

quando me ne dovrò andare

non potrò farne a meno.

Sarà allora che avrò paura

infine.

Quella paura

che non ho avuto da bambino

per quel traguardo troppo lontano

da sembrarmi vero

che non ho avuto

nei sogni neri dell'adolescenza

perché lo desideravo

lo bramavo e anelavo

quel momento in cui il niente è oltre.

Quella paura non sentita

quando la mia vita non era niente

e niente aveva

quella paura che non sento adesso

perché ho tutto.

Ho te

ho la mia vita

ho il mondo e la felicità

Quella paura che sentirò domani

quando dovrò lasciare agli altri tutto questo.

E a me non rimarrà che sperare

pregando

di poterlo vedere da lassù.


2002

 

Fine

 

Ma te le ricordi tutte le cose che mi hai fatto

o ancora continui a far finta di averle dimenticate

o peggio ancora di non averle mai compiute.

Tutte la volte che hai alzato le mani su di me.

Ogni volta che mi urlavi in faccia.

Ti avrei ucciso

seppellendoti

sotto i miei pugni e le mie grida di ribellione

di rabbia, di rivolta.

E te non far finta di niente.

Te, che hai fatto di peggio

a te che non è bastato torturare il frutto del tuo seme

non hai saputo smettere

non hai saputo fermarti e lasciarti rapire dalla dolcezza

almeno lui è riuscito a fermarsi

anche se non ha mai chiesto perdono.

E non mi importa niente

di quanto possa mai essere accaduto a voi

dei vostri dolori, delle ansie e delle lame

che hanno trafitto i vostri cuori.

Né io né nessun altro meritavamo la  vostra vendetta

la vostra stupida, inutile rivalsa.

A cosa è servita adesso che siete morti?

No, non vi perdono

perché non sono riuscito ad uccidervi.

Ve ne siete andati ispirando in me pietà e amore

e non è giusto

perché avete lasciato in me il vostro odio

e io non voglio darlo più a nessuno.

Lo lascio perdersi nel tempo

nel vento e nell'amore

di cui mi sono circondato.

Adesso basta

riposate in pace

se potete.


2002

 

Domani sempre

 

Ieri niente

adesso tanto

mai troppo

ancora

prima goffamente dentro

ora certamente fuori

dopo finalmente via.


2002

 

Halloween

 

È triste accorgersi

improvvisamente

che non ci sei mai stato

te n'eri scappato nel quarantatré

lasciandoci da soli

a crescere in un mondo senza amore.


2002

 

29 XI 2002

 

Sono precipitato

dentro gli  abissi di un lago senza fondo,

mi sono innalzato

tra le vette infinite e silenziose,

ho toccato stelle

e visto il sole da vicino,

conosciuto lo spazio immenso

che ci culla nel suo ventre

e l’infinito che è rinchiuso dentro di noi,

poi ho visto te

e sono rimasto qui!


2002

 

Per Elisa

 

Odio nascondermi

non è questa la vita bugiarda

che ho scelto per me

vorrei difendermi

ma è  difficile uscire nuotando

dal mare che c'è.

 

Sola

in un mondo che mi sfiora

senza lasciare mai

neanche un brivido sulla mia pelle

senza farmi vedere le stelle

senza mai perdermi

ne ritrovarmi e poi

lasciarmi o prendermi.

 

Canterò

un universo dentro me

un anima libera

una canzone che

vola

gridando il nome mio

se

volerò prendimi

prima che arrivi su in alto

mi bruci

e non torni da te.

 

Guardo nel mare blu

dove onde giganti si abbattono

sopra di me

provo a conoscermi

ma è difficile farlo da sola

io senza di te.

 

Vieni

nei miei umidi pensieri

di sogni e favole

volto limpido illuso e ribelle

senza maschere sulla mia pelle

senza nascondersi

od ingannarsi mai

tradirsi o uccidersi.

 

Canterò

un universo dentro me

un anima libera

una canzone che

vola

gridando il nome mio

se

volerò prendimi

prima che arrivi su in alto

mi bruci

e non torni da te.

 

Se

volerò prendimi

prima che arrivi su in alto

mi bruci

e non torni da te.


2003

 

Non una risposta

 

Perché non piangi

dei dolori

che fingi di non provare

delle avversità

che ti si parano davanti.

 

Perché non piangi

per i bimbi neri d'Africa

per i morti sotto bombe intelligenti

per i vecchi

che non ti riconoscono più.

 

Perché non piangi

delle emozioni

della vita

di un fiore che sboccia

di un sorriso dipinto

di un palazzo costruito da millenni

che ha resistito fino ad oggi

per lasciarsi ammirare da te.


Perché non piangi

della gioia di essere viva

della beatitudine di goderti la vita

della felice serenità di starmi accanto.

 

No, non voglio una risposta

non adesso

non a me.

 

Quando vuoi

ma te stessa.

 

Solo così potrà arrivare a me

al mio cuore

al tuo.


2003

 

Di qua e di là dal muro

 

Ci sono momenti nella tua vita

misera o gigante che sia

in cui non puoi continuare a fingerti addosso.

Sì, sono stati belli

gli attimi in cui ti sei divertito

giocando i tuoi anni

sprecandoli

consumando i momenti da brivido.

Adesso stai nella tua cuccia comoda

e vorresti che finisse così

senza dover più dare prova

della tua adeguatezza

ad un mondo

che non si è mai adeguato a te

circondandoti di compromessi

di tristi insegnanti

che non fanno altro che ripeterti

di non accettare compromessi

di vivere la tua vita

e rischiarla anche per loro

che non ne hanno avuto il coraggio.

Se il mondo ti schiaccia

allora conquistalo

se ti opprime

lascia che si accorga di te.

Ma se ti addormenti felice

tenendo la mano della tua sicurezza

allora continua a giocare

e bevi del nettare puro

che i compromessi mescono

incuranti di coloro che

estremisti delle loro frustrazioni

distruggono o pregano

chiusi nelle prigioni delle loro misere paure.

Prega e distruggi

per quanto tu crederai

non possa fare male a me

e ascoltami

quando ti chiederò di smettere.


2003

 

La verità nuda e cruda

 

È terribile

perché siamo soltanto

un ammasso senziente di sostanze organiche

di cui nessuno potrà mai dirci l'origine

né la fine.

 

Insulsi e meschini

indugiamo

consumando la vita con i perché

mentre la vita ci ha già abbandonato

restituendoci alla nostra forma originaria

di putrido ammasso organico senza più mente

né anima.


2003

 

La colpa morì appesa a un ramo.

 

A volte scegliamo persone

che non sono all'altezza

di ciò che pretendiamo da loro.

Non possiamo però fargliene una colpa

se falliscono

se fuggono

se si umiliano.

Perdoniamole per le nostre colpe.

Perdoniamoli tutti.

Anche Giuda.


2003

 

Giorgio, Gianni, Alberto e poi…

 

Ultimamente

non ho più rispetto per le morti eccellenti

per gli applausi in piedi

dentro teatri vuoti di sapore

o tra candele accese.

 

Che sia solo l'invidia

a muovere

il rifiuto al rispetto di mostri sacri

che di canzoni

d'auto

e di cinema

ci hanno cresciuto.

 

E quando morirà chi ha fatto l'Italia

e tutti gli italiani

sarà ancora pari a questa l'emozione mia?

 

Ma che dovrei fare allora

davanti a mogli quotidiane

che sparano ai mariti

a uomini soli che uccidono

per un rifiuto

a bimbi gettati

o portati giù dal cielo

tenuti stretti al petto.

 

Quali mani posso battere

quali lacrime piangere

di questo andare senza senso

che ci circonda.

 

Non è l'invidia.

Non sia l'invidia!

 

Perdo quei morti tutti assieme

tutti uguali

tutti strappati

a questo quieto burrascoso navigare

che non sappiamo vivere.

 

In cuore mio

vorrei tapparmi gli occhi

urlare il loro nome

onorare la loro vita

più della loro morte

ma sono senza midollo e non lo faccio.

Perché ho paura che da Cogne

venga un bambino a chiedermi del mondo

e dei balocchi non giocati.

Ed io rimango ad ammirare i vivi.

 

In fondo li amo quei morti

della mia tenera, semplice umiltà

li rispetto e mi addoloro per loro

ma

ieri ci sembrava non ci fossero

oggi li osanniamo

domani non ci saranno mai stati

sembra così

e a me non va

per tutti e per nessuno.

 

Via gli avvoltoi!

 

Evviva tutti!

Eccellenti e miseri

eroi di ogni giorno

capaci di rimanere vivi

senza scappare.


2003

 

Noi piccoli miseri eroi

 

Sarebbe stato bello inventare

dare vita a qualcosa che non è mai esistito

dare forma al pensiero

ma anche se l'ingegno non è mai mancato

non c'è niente intorno a cui possa aver mai dato vita.

 

Creare con le mani è stato sempre il mio sogno

non ci sono mai riuscito

in fondo non ci ho mai veramente provato

ma con le mani amore ne so dare.

 

Sono fiero di me

come ognuno dovrebbe poter essere

perché quello che siamo riusciti a fare

è un universo

creato nonostante tutto quello

che l'uno contro l'altro

cerchiamo di impedire

volendo o non sapendo.

 

Chi ha solo respirato

e chi ha scritto le formule più complesse

sono ugualmente due eroi

perché entrambi

hanno compiuto ciò che la vita

ha dato loro la possibilità di fare.


2003

 

Pace

 

Non è facile parlare di pace e di tranquillità

rotte soltanto da ancestrali paure

quando tutto intorno macera lentamente come sempre.

Ho avuto paura

tremenda paura un tempo

che la gioia trovata diventasse il nulla

quando la avessi trasformata in felicità.

Invece è quieta beatitudine

adesso che la sto vivendo.

Fa paura

quando ci sono momenti

in cui è estrema gioia

che si alternano ad attimi di gioia estrema

e anche se ci sono i soliti problemi

i dilemmi di sempre a cercare di dannarti  l'esistenza

li affronti e li superi agilmente

perché quello che ti sei guadagnato

con lo strazio e con l'umiliazione

adesso ti ripaga dei tuoi dolori

basta così poco per non sentir più alcun dolore.

Sguazzano

e ogni tanto vengono a galla i vecchi timori

ma non sanno fare abbastanza paura

perché potranno portarmi via tutto

anche me

anche lei

ma non potranno mai

portarmi via l'amore che ho provato

che provo e sto provando.

Quando fanno più paura invece li combatto

trasformandoli in un apocalisse inevitabile

così che le mie scellerate godurie di oggi

non siano le basi dei dolori

che potrei causare domani.

Sarà una meteora

o un'atomica a toglierci la felicità

come non abusarne adesso

perché in realtà poi so

che non potrebbe

neppure la miseria renderci miseri.


2003

 

Luoghi comuni

 

Sono pochi i momenti intensi e sentiti.

 

Sono molti in realtà,

se tu riuscissi  davvero a contarli.

 

In quegli attimi

non pensare ad altri.

 

Godi te stesso!


2003

 

Madre

 

Quanto sei subdola e inutile

ci prendi in giro

ci fai dannare, correre, rischiare

uccidere e immolare

ci fa passare notti insonni

a guardare gli astri del cielo

giorni assonnati nella noia

e infine

non trovi niente di meglio da fare

che ucciderci.

Ci illudi

per anni

poi ci tronchi

proprio mentre incominciamo ad affezionarci

quando ci rendiamo conto

che di questa inutile, stronza, maledetta vita

non ne possiamo davvero proprio più fare a meno.

E tu ci uccidi.

Con un cancro

con un colpo al nostro battente cuore

ci schianti a cento all'ora contro un muro

ci butti giù dai ponti

o ci fai tremare il mondo addosso.

Ma non te ne sei accorta

che a noi questa vita piace

da giovani, da adulti e da vecchi

non ne potremmo proprio fare a meno

non la vorremo abbandonare più.

Vorremmo indietro i nostri giochi di bambino

la pazza gioventù

gli amori maturi

e i nipoti da cullare sulle ginocchia

grinzose e stanche.

Alla fine

in fondo a tutto questo

non trovi niente di meglio da fare

che farci morire

mentre ignari ce ne stiamo a pregare

per avere indietro i nostri anni settanta

gli ottanta, i novanta e pure i cento

tu ci lasci inermi cadaveri dentro ad una fossa.

Di noi non resterà che un ricordo, una frase

se andrà bene un film, un monumento

o una targa lurida e arrugginita su di un muro

qui ha vissuto colui che non avrebbe mai voluto morire

ma purtroppo era nato!


2003

 

Hei voi…

 

Quando scrivete una canzone

ci mettete dentro tutti i vostri dolori

le ansie, le preoccupazioni

a volte le gioie e le speranze

i dolci ricordi, i giochi di bambino

che oggi non usano più?

Quando ascoltate una canzone

andate a cercarci voi stessi

meravigliandovi innocentemente

di come vi descriva bene quella melodia

di come quelle parole

rispecchino il vostro stato d'animo

la vita spericolata, triste, dannata

orgogliosa e amata che state vivendo?

La canzone è un messaggio d'amore

una preghiera al vostro dio

foss'anche il demone in persona

la rappresentazione di ciò che provate

della rabbia che covate dentro

o della gioia che lasciate esplodere

in un nugolo di parole colorate.

Cantate

cantate alla vita un canto nuovo

con l'amore che portate dentro

con l'odio che sparate fuori

cantate e pregate

perché tanto che adoriate satana o visnù

è la vita che soddisferà i vostri desideri

celati dietro a canti scalmanati

o a mielose orazioni

soddisfacendo le vostre benedizioni

e facendovi accettare

i destinatari delle vostre maldicenze.

Che la vostra canzone sia una melodia

o un urlo straziante

ringraziate la vita

che vi ha concesso di cantarla fino a noi

ringraziatela

e fateci sentire il rumore del vostro grazie

affinché lo si possa imparare ballando.


2003

 

Non sarà tardi

 

Sento il profumo del caffè

venir fuori da una tazzina

vuota di ricordi stesi al vento.

Ascolto ancora te

il cicalio insistente delle chiacchiere

tu e le tue amiche

che non stavate zitte mai un momento.

Vedo tua madre

che non si fiderebbe mai di te

ma non lo andrebbe certo a dire in giro

e finge di non sapere

per ritrovarsi a fare la scimmietta

sopra il camino di campagna

di qualche stupido film americano degli anni '50.

Oggi non si scrive più così tanto

le parole volano come i messaggi

e basta un clic

per far scomparire intere storie d'amore

ma allora avevamo solo penne, libri

e duri banchi di scuola

su cui incidere le nostre iniziali.

Quante ne hai scolpite tu

su lupi e cacciatori

su gang di stelle e di folletti verdi

quante ho creduto di scalfirne io.

Eppure siamo arrivati dove non ci saremmo mai aspettati

nonostante tutto quello che abbiamo fatto

grazie a tutto quello per cui hai voluto lottare.

Tocco i panni stesi al sole

su una terrazza di ringhiera verde

li sento, ruvidi e asciutti

come la pelle di quei vecchi

a cui tendevamo le manine

nel profumato giardino al primo piano.

Tutto è stato più tuo che mio

ma solo perché ho lasciato che così fosse.

E mentre correvi nei prati

lottavi con la lingua tra i denti

e sbaragliavi frotte di marmocchi

pronti a belare alla prima occasione

io aspettavo che arrivasse il mio momento.

Quando sono giunto

all'ultimo gradino di quella scala

da cui ignaro si tuffò il folle angelo

ho capito.

Non eri rimasta ad aspettarmi.

Ho trovato solo una tazzina

vuota

ma ancora fumante di te.


2003

 

Uno

 

I desideri si avverano lentamente

passo dopo passo

ogni tanto un esplosione di luce

il fragore della gioia

poi di nuovo il quieto cammino della vita

placida, calma o burrascosa

ma accanto a te.


2003

 

E' presto

 

È presto

quando le barche navigano in cielo all'orizzonte

e i vecchi se ne stanno piegati in due

su piccole sedie vetuste

più della loro tenera età.

L'oceano calmo e fresco della notte

si risveglia con le prime timide spume di mare

e camminando sulla sabbia intonsa

scopri un mondo

che non avresti mai creduto potesse esistere.

Celato all'ombra del cocco e del pareo

c'è un universo pieno di ricordi

e di candide nostalgie

di vita pace e libertà

vissute senza doverle conquistare.


2003

 

E' tardi

 

È tardi

anche se è meraviglioso

vederlo negli occhi ambrati

degli uomini di domani.

I sorrisi spesi e i pochi regalati

la pelle contro la pelle

sudata di un abbraccio

in un immenso prato verde

dove correre o rotolare.

E' tardi

quando la sera arriva troppo presto

le domeniche sono troppo vicine

al lunedì della settimana prima

quando è già stato fatto tutto

anche se a guardare bene

nessuno ha mai fatto niente.

No rimpianti

no recriminare ne criminalizzare

i muscoli hanno portato i pesi

per quanto ne erano capaci

o per quanto è stato ordinato loro di sopportare

le menti hanno lavorato alacremente

al limite della pazzia

e i cuori

e i cuori battenti

hanno regalato gioie e dolori a destra e a manca

senza risparmiarsi

senza desistere

senza mai smettere di sperare.

Eppure in fondo a questa stupida discesa

ci ritroviamo

gli uni ammassati sugli altri

con le tasche vuote

delle illusioni che non ci hanno mai lasciato

a ritirare le fila di una vita

che qualcuno ci ha già vissuto addosso.

Ma adesso è tardi

e tutto quello che non abbiamo avuto

nessuno ce lo renderà mai indietro.


2003

 

Non

 

Non hai mai chiesto

leggimi

non hai mai detto

raccontami

non hai mai ordinato smettila

sono io che ti ho tenuto fuori

o sei tu che non sei mai voluta entrare.

 

Se non sono ancora venuto a prenderti

bussa di nuovo alla mia porta

sono la dietro e

ti aprirò.


2003

 

Ester

 

N'urtima vorta te si corcata

co' sti' figli a' piedi

a piange disperati e fa nottata.

Novanta te ne si passati

a benedicci tutti quanti

figli, parenti e suore

fatti e acquistati.

Co lu dolore abbraccetto

te si fatta sta salita

scordasti u mare azzurro

pe' dondolatti in sto letto.

Studi a luce finalmente

saluti tutti

grata d'esse stata Ester

felice e bella tra 'sta gente.


2003

 

Libera nos…

 

Che assurdità è mai questa?

Viviamo un misero soffio di tempo

su questa terra colma di meraviglie da offrirci

e il nostro stupido, infimo, aberrante

candido, generoso comportamento

ci segna per l'eternità

condannandoci alle atroci pene dell'inferno

o elevandoci alle meraviglie del Paradiso.

Che assurdità è mai questa?

E' come

ancor più sproporzionato

se tutto dipendesse da un'unica domanda

come se tutto dipendesse da un'unica risposta

come se in un inconsapevole testa o croce

ci giocassimo l'eternità.

Che assurdità è mai questa?

E' come se dovessimo scegliere

tra nero e bianco

anzi peggio ancora

perché il nero o il bianco

possono essere indicativi di male o bene

no l'incognita deve regnare sovrana

è come se dovessimo scegliere

fra verde e rosso, giallo e blu

come scegliere fra rosa e petunia

calla o giglio, tigre o leone, uno o due.

Che assurdità è mai questa,

alcuni la chiamano fede.


2003

 

A e per te

 

Vorrei aver scritto frasi

che nessuno ha cantato mai

vorrei aver detto cose che non sai

guardarti dentro agli occhi

e perdermi nel lago di bambina come sei.

 

Vorrei aver colto fiori

che nessuno ha odorato mai

vorrei aver visto cose che non hai

portarle alle tue mani

e meritar l'amore di bambina che tu dai.


2003

 

Polizza vita

 

Mi chiamano lo strano

lo strano è che mi chiamo

perché quando rispondo

è strano ancor di più.

 

Succedono le cose

frontali e un po' rischiose

ma quando c'è da dare

premio anche di più.

 

Non chiedo più di tanto

il bello è che poi canto

me è quando arriva sera

che so dar di più

 

eeeeee

 

suono

la batteria

la vita mia

strimpello in aria le corde

della chitarra e via

fresca e leggera

fino a stasera

fino a domani mattina e

soffio

dentro al sax

che quando guardo la tipa giù al bar

mi sento sex

e batto il tempo

carezzo il basso

ma devo stare più attento a quel tipo

grasso

seduto al bar

che sta puntando la tipa

che avevo sperato e

canto

la vita mia

la gente balla

la notte è già in palla

si viaggia e via

la vita mia

la gente balla

la notte è già in palla

si viaggia e via.

 

Mi chiamano lo strano

ma è strano se non chiamo

perché se non rispondo

è strano ancor di più.

 


Ripeto il mio refrain

la gioia ch'entra in me

e quando sto sul palco

sono superman

 

eeeeee

 

suono

la batteria

la vita mia

strimpello in aria le corde

della chitarra e via

fresca e leggera

fino a stasera

fino a domani mattina

soffio

dentro al sax

che quando guardo la tipa giù al bar

mi sento sex

e batto il tempo

carezzo il basso

ma devo stare più attento a quel tipo

grasso

seduto al bar

che sta puntando la tipa

che avevo sperato mia

canto

la vita mia

la gente balla

la notte è già in palla

si viaggia e via

la vita mia

la gente balla

la notte è già in palla

si viaggia e via!


2003

 

Dolce Amore mio

 

Tu hai paura

che mi manchi qualcosa

e non capisci che

l'unica cosa

che mi manca

sei tu!


2003

 

Sensi di colpa

 

Ho troppo

non perché lo merito

non perché

chissà cosa ho pagato

in cambio o

cosa dovrò penare poi

ho troppo

perché lo possa dare!


2003

 

29 XI 2003

 

non ci son favole

di zucchero e miele

caramellate quanto quelle

che si rivelarono tra le pagine

logore e intonse aperte

senza riuscir più a desisterne la vista.

abbandonerò queste sponde

senza aver mai proferito o scritto

nulla tal pari

alla tangibile sostanza

che con proprie mani riuscii a sfiorare

quando ansimante e stanco

raggiunsi infine la vetta

gialla di paglia e feconda di vento

l'amato colle

che oggi funge da prigione

ove tener libera

la nostra libertà

sì che tutti

la possano vedere.


2003

 

Tuffo nel futuro

 

I piedi non toccano più terra

in quell'attimo infinito fra il cielo e il mare

l'urlo di gabbiano

esplode liberatorio da polmoni vuoti

della solita aria

e colmi di un salmastro dai colori iridescenti

volare

come una piuma perduta di cormorano

gridare

come la nota scomparsa

dell'ultimo stridulo soprano stonato.

Sul livello del mare

le ombre scivolano immobili

intorno alla fotografia

di quell'attimo prima di arrivare

diafano

tangibile

scomposto

in una posa plastica

di classici mondi lontani

le braccia tese

verso quella fede barocca e antica

generosa di speranze e avida di anime

lo sguardo smarrito

nell'estasi di un nanomomento

che ha la grazia incantata e sorprendente

di non finire mai

il gerundio che dona il respiro

salvandoci dal passato soffocante

dell'insulso deja vu.

 

LE FANTASIE DI STEO