AFORISMI     POESIE     RACCONTI     FAVOLE     CANZONI 

III

 MILLENNIO 


1999

 

29 XI 1999

 

Chiuso dentro di te

avvolto

cullato

egoista

affamato del tuo amore

delle tue attenzioni

libero e felice

di consumarmi in te

solo

e di librarci noi

uniti insieme

io, tu e il nostro amore.


1999

 

Buon natale

 

Caro Babbo Natale

non ho capito

se ho capito male

se il mio regalo

che mi è capitato

era in ritardo

o anticipato

sei mesi dopo l’ultima rima

o se i sei mesi son stati prima

non un balocco né un torrone

né un golf di cachemire color marrone

non una moto né una sterlizia

ma tutto a un tratto è arrivata Patrizia.


1999

 

Padre nostro

 

Salvami

dai mari impetuosi

che trascinano rozzi relitti

e inanimati corpi

che poi lasciano abbandonati

sulle rive

sulle spiagge deserte

infilati come frecce puntate nel cielo

salva me

dai turbinanti venti

vorticosi

che raccolgono

fame e sudore

che risucchiano

pane ed amore

scaraventandoli lontano

dove nessuno può soffrire

dove nessuno può gioire

dona a noi la pace

dona a noi la pace

facci sentire i nostri dolori

lasciandoci urlare

lasciandoci resistere

mentre il mare ci porta via

mentre il vento ci strappa le vesti

facci godere dei nostri amori

salvati e riconquistati

ritrovati uniti scampati

dona  a noi la pace

dona a noi la pace

 

Non ci chiudere le porte in faccia

non lasciare che ci sbraniamo da soli

siamo poveri e indifesi

cattivi orrendi

miserabili e serpenti

non ci togliere la luce

non lasciarci accecare dall’odio

siamo solo dei bambini

incapaci di guardare lontano

incapaci di dare una mano

di aiutare senza chiedere in cambio

di volare cullare donare

e vivere un sogno

dona a noi la pace

dona a noi la pace

facci sentire i nostri dolori

lasciandoci urlare

lasciandoci resistere

mentre il mare ci porta via

mentre il vento ci strappa le vesti

facci godere dei nostri amori

salvati e riconquistati

ritrovati uniti scampati

dona  a noi la pace

dona a noi la pace

 

Salvami

salva me

e soprattutto salva

tutto il resto del mondo

gli animali le foglie

i piccoli cuori

i bambini i vecchi

i cattivi

le brutturie e gli orrori.

 

Dona a noi la pace

dona a noi la pace

facci sentire i nostri dolori

lasciandoci urlare

lasciandoci resistere

mentre il mare ci porta via

mentre il vento ci strappa le vesti

facci godere dei nostri amori

salvati e riconquistati

ritrovati uniti scampati

dona  a noi la pace

dona a noi la pace.


1999

 

Natale 1999

 

Caro Babbo Natale

vorrei mio padre indietro

e so che non lo puoi fare

 

caro Babbo

porta allora indietro il tempo

sì che una volta ancora

io ti possa riabbracciare

prima di festeggiare.


1999

 

Scrivo

 

Se le mie mani

avessero scolpito

avrei dato alla roccia

la forma del mio dolore

 

se avessero dipinto

avrei steso

su di una tela

l’aurora più fresca

 

se avessero fregiato il legno

l’avrei cesellato

con le sembianze

della mia passione

 

se avessi avuto voce

in toni da tenore

avrei cantato

le romanze più calde

 

se avessi avuto genio

mille cose nuove

avrei inventato

scoperto o fatto

 

e se avessi avuto cuore

avrei scritto per te

solo parole d’amore.


2000

 

Marcellina

 

Se fosse vivo

ti scriverebbe ti amo

ti farebbe arrabbiare

e ti darebbe un bacio

 

se potesse

ti abbraccerebbe

combinerebbe un guaio

e ti chiederebbe perdono

 

se non hai fretta

tutto questo

un giorno

sarà ancora tuo!


2000

 

Cover

 

Un grazie

a tutti coloro

che hanno contribuito

affinché questa fosse la mia vita

un grazie

ai colori e ai suoni

che riescono a darmi

delle splendide sensazioni

grazie al mondo di essere così

perché se fosse in un altro modo

non sarebbe il mondo

grazie alle cose buone

e a quelle cattive

che ogni giorno

troviamo sulla nostra strada

grazie a tutto ciò che è

perché se non fosse

non sarebbe il mondo

grazie a tutti coloro

che mi sono stati vicini

e a quelli che sono rimasti lontani

grazie a coloro

che mi hanno insegnato cos’è la vita

che me l’hanno rovinata

che me l’hanno cambiata

che l’hanno deviata

verso ogni dove

grazie per quei piccoli momenti

che avete passato con me

che avete sprecato per me

che avete sprecato perché

perché non sono riuscito a capirvi

allora

adesso sì

grazie!!!


2000

 

Angiolin bellin bellino

 

È questo che sento

non chiedetemi dolore

ora

non chiedetemi la rabbia

non cercate in me

disperazione

odio

tristezza

oggi posso darvi

solo

gioia

felicità

ed un briciolo di malinconia.

Ci sono stati

certo

i giorni della tigre

ed ha ruggito

forte

contro tutto

e contro tutti

ed ha graffiato me

fino in fondo.

È giunto un cherubino

a curare le mie ferite

a leccarle

a baciarle

è arrivato

armato di viola

e di voce celeste

ed ha sciolto

in lacrime

tutto il ghiaccio

dell’anima mia.


2000

 

Lavori in corso

 

Le parole

sono come una mandria di cavalli in corsa

galoppano nella nostra mente

avvolte dalla polvere

non chiare

indistinte

le vediamo scorrere

davanti ai nostri occhi

ed immediato

ci viene l’impulso di cercare una penna

un foglio

una pagina di giornale

qualsiasi cosa pur di scrivere

scrivere

prima che questa mandria imbizzarrita di fieri cavalli bianchi

attraversi la valle dei nostri pensieri

e se ne vada via.

Così buttiamo giù un idea

poche righe

una pagina

mezza pagina

un fiume di parole

o un ripido ruscello

che si getta di colpo

nel mare misterioso della poesia.


2000

 

Poeti nella notte

 

A volte

ci riprendiamo di soprassalto

dal primo sonno della notte

ci svegliamo attraversati da una frase

da una parola

da un concetto

forse una nuova idea per un racconto

una poesia una storia

che se ne possa così

scendere lieve su di un foglio bianco

la rincorriamo

agitandoci sotto le coperte

la ripetiamo all’infinito

dentro la nostra mente

poi anche se sfiniti e vinti dal sonno

cerchiamo di raggiungere

il quaderno ai piedi del letto

di impugnare la penna e

magari anche al buio

vergare sulle pagine vergini

la strana idea

che ci ha svegliato quella notte

tentiamo

ma non ci riusciamo

e certi che il mattino dopo

potremo fare tutto

più comodamente

con la luce del sole

e con la luce nella mente

ci addormentiamo

sereni

cullandoci

con questa meravigliosa frase nella testa

con la nostra nuova grande idea

da elaborare

una piccola creatura da allattare

ci addormentiamo si infine

e con il sorriso sulle labbra

ma ci risvegliamo poi

senza ricordare niente

ci sembra eccome

di aver pensato qualcosa

di aver assistito

come alla nascita di un nuovo sole

ma le parole

le frasi le idee

se ne sono ormai volate via

leggere

come veli fluttuanti

nella dolce brezza del mattino.


2000

 

Leggimi

 

Scrivere é come piangere

le parole

sono le lacrime della nostra mente

le sentiamo scorrere su di noi

finire leggere

o a volte invece

pesanti

sulle pagine bianche

intrise dei nostri umori

delle sofferenze

delle gioie

delle felicità

e dei dolori.

Ho scritto

la gioia

è una pagina bianca

sfuggita al libro di un poeta.

Mi chiedono

condividi i tuoi entusiasmi

ed io regalo allora

la gioia mia

del viver tra i dolori.

Godo

della felicità mia propria

per le piccole cose

che ho

e che ogni giorno

come fido diario

lascio su un foglio bianco

da donare alla

musa mia

e la ringrazio

del dono suo

che fece a me

di goder

del poco che ci resta

che è molto

per tanti

che invece

nulla hanno

neanche due righe

d’amore

da dedicare alla donna lor

che gli fé scoppiare il cuore.


2000

 

Solo

 

Quando ti senti

un punto minuscolo

nel mezzo di una pagina bianca

solo

insulso

senza significato

hai bisogno

bisogno di credere

credere in te

ma non ti basti

hai bisogno

bisogno che gli altri

gli altri credano in te

quando gli altri

non sanno neppure

che esisti

si siedono

egoisti

irritanti

irrispettosi

si siedono

sulla tua sedia

alla tua tavola

nella tua casa

e non chiedono

dove

perché arrogano loro

i diritti che credono di avere

e tu li vorresti picchiare

peggio

schiaffeggiare

peggio

vorresti dire loro

quello non è il tuo posto

questa non è la tua tavola

questa non è la tua casa

ma ti arrendi e soffri

perché non ne hai il coraggio

perché non capirebbero

e perdi

perché sei

un insulso punto nero

su di una pagina bianca

telefonano

e chiedono di altri

gli spieghi

dove sei

gli dici

dove hanno chiamato

e loro ti credono un altro

perché non sanno

che esisti

perché per loro

non ci sei

parli

parli

ridi per non piangere

per non gridare

scherzi per non urlare

perché rispetti

lei che loro

e non capisci

non capisci

perché

dopo tutto ciò che hai fatto

come sempre

come trent’anni fa

come vent’anni fa

come dieci anni fa

come sempre

credi di fare

e poi pretendi

rispetti e poi pretendi

rispetto

ma sei solo

un insulso

punto nero

su di una pagina bianca

e perdi

perché è questa

la tua vendetta.


2000

 

Virgo Maria

 

Grazie Monsignore

per le sobrie parole

accalorate e calme

che regalaste

a noi

riunita folla

intorno al tumulo

del padre mio.

Grande faceste lui

e l’opera condotta

grandi le prove sue

grande l’amore

per ciò che lui

teneva nel suo cuore.

Alta la voce

grande la passione

per l’ingiustizie tutte

e per la croce

grande il suo ego

che lo metteva

innanzi a tutto

e lo spingeva

a battersi

con l’arma in pugno

anzi

innella gola

che lo faceva

battere tutti

e scappar via

sì da restare

sempre vincitore.

Lui che bambino

era e fu

come già scrissi

la che sul monte suo

è a divertissi

tra le campagne e i vini

tra polli sarti

preti e ciabattini.

Grazie Signore mio

ringrazio Lei

d’avermi detto

e capir fatto

che il padre mio

ch’io odiai distratto

uomo grande

di mole umana è stato

per altri

e non per me

sacrificato

solo perché

il bambino suo ignorava

in quale modo

un figlio s’abbracciava.

Lacrime ho pianto

in quella chiesa

di dolore

d’ansia

e di miseria

e le parole Sue

e l’amor tutti

gioia infinita

le tradusser

pria che il freddo marmo

grevi le toccasser.

Entrai da vincitor sconfitto

e vinsi invece

un padre ver

che morto

m’amò di più

di quant’io

non avessi mai a sapere.

E prego sì

ogni dì

l’anima sua

che in braccio a Lei

ch’è Santa e Pura

a divenir s’appresti

quam sia matura.


2000

 

Il poeta ragioniere

 

Scrivo

e le lacrime mie bagnando carta

addivengono versi tristi per chi guarda

la mia fatica intrisa di sudore

genera pace gloria odio e dolore

vergo parole nuove infamia e rabbia

verso colui che ci mise in questa gabbia

vago nel cielo volo picchio e scatto

sull’erba alta sopra i fiori e dal mio corpo scappo

sono piviere trota e puledrino

sono un bambino piccolo o un alpino

sono tutte le genti del mondo e grido anch’io

la gioia mia d’amore verso Iddio

trovo rifugio in quattro versi in rima

o beghe scrollo nella valle dalla cima

con mille termini strambi ed insensati

in fila o uno sull’altro situati

vedo la sofferenza mia e del mondo

sento la gioia pura e amor giocondo

e tutto questo spalmo ogni mattino

sul pane mio di carta ed olio e vino

ma siccome di poesia niun da solo s’è campato

e non m’aspetto gloria oltre il selciato

oggi son qui declamo mangio e prendo bere

domani son poeta si ma ragioniere.


2000

 

Ave

 

Non ho mai conosciuto una donna che non portasse con se un po’ di tenerezza, la tenerezza calda delle donne. Una donna porta, nella sua borsa, in tasca, riposte da qualche parte e pronte ad apparire come per incanto, un po’ di carità, un po’ di generosità, una buona parola e lei sola sa quando ognuna di queste sue peculiarità possono essere portate fuori, quando possono essere viste, sentite, palpate dagli altri. Si certo sorride a chiunque, parla con tutti e si mostra gentile, poi magari parla male di te ma non è questo, tutto questo non lascia tracce, passa senza avere una ragione di essere, c’è qualcosa di più, più di quello che si vede, più di cosa, più di quando, c’è come e perché. Il sorriso, il movimento del volto con cui una donna stira le labbra curvandole leggermente in alto, lasciando appena intravedere una sottile striscia di denti bianchi non è soltanto un impegno per qualche decina di muscoli, non è “body building”, non serve a mantenere giovane la pelle, il sorriso di una donna è un riflesso, una trasposizione speculare di un movimento interno che sale su dal cuore ed esplode dalla bocca e dagli occhi e si fa sentire. Certo che si sente è impossibile non riuscire ad accorgersi del sorriso chiaro di una donna, si può far finta di non vederlo, si può fuggirne ma è impossibile non rimanerne folgorati, almeno per un attimo e loro sanno quando, come, dove e soprattutto chi glorificare a vittima delle proprie saette. No, non parlo di sesso, di attrazione fatale o meno è l’affetto, è l’amicizia è il prendersi cura ed il preoccuparsi per gli altri e poi certo perché no c’è anche la sessualità e la sensualità, c’è il divertimento c’è il ballo e lo sballo che gira frenetico intorno a lei ma è come una donna si muove all’interno del vortice, come tutto questo entra nella sua vita, la coinvolge e ne esce nuovamente amplificato in un amore universale.L’amore innato che la donna, che Eva porta oggi, terzo millennio, dentro di se è la somma di tutto l’amore che le donne di tutto il mondo da sempre hanno dato, l’amore che, gli eventi, le hanno costrette a dare, la lacrima di Dio sulla terra. Eva è una ragazza giovane, cova e nasconde dentro di se mille sogni, mille speranze, mille obiettivi per se, per il suo futuro e per l’umanità tutta intera. Ancora non si rende conto di quante montagne dovrà scalare, dei pericoli che si ritroverà ad affrontare, delle lunghe traversate che sarà costretta ad intraprendere da sola, portando sulle spalle il fardello del suo passato, sempre più enorme, sempre più imbevuto del disprezzo dell’umanità, non sa che si ritroverà a giostrare una corrida lungo le strade del mondo, rincorsa e punzecchiata da ogni parte, adulata e sbeffeggiata, bramata ed allo stesso tempo sottomessa.

Sottomettere: un azione di innalzamento della propria persona o di una razza, di una cultura, di una religione al di sopra di un’altra o che quest’altra si è abbassata a tal punto da venire calpestata dalla prima, sottomettere implica la presenza indiscussa della violenza, i Romani hanno sottomesso i popoli del mediterraneo, li hanno vinti in battaglia, forse anche con onore ma poi li hanno sottomessi, li hanno messi sotto ai loro piedi, nel fango, costringendoli a versare tributi per un Senato lontano, rubando, saccheggiando, sfruttando, uccidendo, stuprando, stuprando le donne tra le loro gambe e nelle loro menti; infine i popoli si sono ribellati trasformandosi da vittime in nuovi carnefici ed il gioco è andato avanti così, ancora e poi ancora e ancora continua oggi diverso ma uguale. Sottomettere gli altri al nostro volere tramite la forza, costringerli a soddisfare i nostri desideri con il bastone è violenza pura, picchiare per ottenere, pretendere per godere. Sottomettere e poi sottomettersi, dopo la grande violenza, arriva quella enorme quando siamo noi a sottometterci al volere altrui perché lo temiamo, perché ne abbiamo paura, una paura nata dall’esperienza, quante volte abbiamo già assaggiato il bastone e se non obbediamo, quante volte dovremo ancora sopportarlo; allora meglio sia stendersi ai piedi del vincitore, sottomettersi, in attesa di una vendetta, che ben sappiamo sarà servita fredda, freddissima, gelata.

Quando Eva è nata ha portato un raggio di sole nella vita di sua madre che si è vista recapitare inaspettata una nuova amica, una vera amica, di più una sorella, una madre, una nuova se stessa, un candido cuore a cui donare le proprie esperienze, con cui parlare, confidarsi, intrecciarsi, confondersi ed infine a cui insegnare a difendersi, lasciandosi assimilare, facendosi imitare, saturandola dei propri bene e dei propri male anche se poi, purtroppo, non li ritroverà in una vita che nel frattempo avrà fatto passi da gigante. Eva è arrivata a metà degli anni sessanta, più o meno quando sono nati tutti, il rock, i Beatles, la seicento, la guerra nel Viet-Nam, ha vissuto l’infanzia del “Boom Economico”  tra pappe Plasmon e tazze in Moplen, ha sfruttato i primi pannolini e non si ricorda un fico secco di “Italia Germania 4-3” perché era troppo piccola e poi non le importava un bel niente di quei pupazzi sbiaditi che correvano dentro la tivù mentre il babbo sbraitava. (Sbraitare: urlare frasi sconnesse e gesticolare senza coordinazione alzandosi e sedendosi ripetutamente.) Eva cresceva, come tutto intorno a lei cresceva in quegli anni di rivoluzione, rivoluzione sessuale, rivoluzione studentesca, rivoluzione industriale, rivoluzione politica, un attimo prima era gioia era correre liberi, erano promesse di vita serena, di assistenza, di lavoro, di futuro e un attimo dopo erano barricate, erano rivolte, erano colpi di pistola. Nata come una promessa, illusa dalla bambagia, illusa dalle pappine e dalla pasta di Fissan, illusa di vivere in un mondo morbido, da succhiare, da ciucciare come una caramella mou, costretta invece a lasciarsi crescere i denti per mordere, sbranare, dilaniare il suo futuro. Eva cresceva con i suoi balocchi e i suoi pupazzi, cresceva con i pizzicotti sulle guance con i bacini delle zie, cresceva aggrappata ai calzoni del babbo in un adorazione infinita di quell’uomo così grande, così alto e soprattutto così bello, quell’uomo che la guardava, le sorrideva e poi leggeva il giornale e gridava: Silenzio! quando seguiva la tivù, quell’uomo che non le dava carezze, non la guardava, non l’abbracciava mentre lei aveva tanto tanto bisogno di essere abbracciata, di sentire il calore del corpo di suo padre, di sentire le sue mani ed i suoi baci. Quante, quante piccole innocenti Eva hanno poi dovuto, più grandi, ancora acerbe ma abbastanza mature da abbozzare un seno, da inturgidire tra le gambe, quante hanno dovuto subire, sopportare, le mani ruvide e violente dei propri padri mentre le usavano, mentre come orchi le mangiavano, le uccidevano, le stupravano, le rendevano loro schiave, per se e per la loro viscida congrega. Donne usate oggi e talmente violentate nella mente che domani avrebbero additato le altre donne, tacciate di lussuria, di volgarità, di vendersi, anima e corpo per arrivare, per ottenere, per poter avere, vendersi proprio a quegli stessi orchi che da sempre così le hanno educate per poterle poi comprare, dando loro l’illusione di essere per poi accorgersi di essere niente, gli stessi orchi che sarebbero corsi poi, tra le loro braccia forti di donna, a farsi consolare a farsi coccolare, perché il mondo brutto e cattivo li faceva comportare come loro non avrebbero voluto, usare per poi ritrovarsi in mano un pugno di cenere,  usare, violentare e poi stamparsi sulla faccia quell’aria da saputello tipica dell’uomo orco, presentarsi con un espressione grave e scuotendo un po’ la testa, in segno di rassegnazione all’evidenza, esclamare: Le donne sono tutte puttane, tranne mia madre e le mie sorelle! Vincere la coppa dell’ipocrisia e portarla alta e ben in vista durante il giro del campo gridandosi dentro sono bravo, sono bravissimo sono il meglio, vero?!


2000

 

Galassia

 

Ci sono galassie

mondi pianeti e stelle

brillano nell’infinito

scuro

dell’universo

o si nascondono

dietro nubi

dietro oscuri ammassi di materia

girano

peregrini infiniti

e all’infinito

non hanno posa

non hanno fermezza

non hanno destino

vagano

inutili

senza cercare

senza trovare

senza sapere

ci sono mondi

pianeti satelliti

stelle e stelline

inesauribile scelta

interminabile varietà

ci sono costellazioni

astri

galassie

e oltre

al di là di questo infinito silenzio

ancora una volta

ci sei tu.


2000

 

Preghiera

 

Gesù Cristo

che sei sulla Croce

e cammini fra di noi

Tu carezzi i nostri cuori

e guarisci i dolori del mondo,

fatto uomo sulla Croce

hai sofferto le pene per noi

hai subito i nostri insulti

e patito i nostri inganni,

mite Agnello sacrificato

Tu che hai dato la Tua vita

a insegnare amore a noi

accogli  l’umile supplica

prendi la nostra mano

illumina la via

e guidaci nel cammino

verso il regno che è nei cieli

ove Amore è il Padre Tuo.


2000

 

Sono rimasto

 

Grido

dal profondo di me

cercando invano di fuggire

il mio corpo

immobile

non risponde

agli ordini della mia mente

via di qua

via

lontano

lontano dai volti mongoli

lontano dai tagli insipidi

di capelli neri

dalle bocche imbronciate

lontano dal covo dei serpenti

dalla fossa dei leoni

dentro il grido aumenta

via

via da qui

è questo che voglio

che pretendo

via

via da qui

perché non sono come loro

io non sono come loro

e non voglio neppure

sapere che loro esistono

via da qui

via

lontano

perché loro sono diversi

sono sinceri

sono semplici

perché loro

amano

senza domandarsi perché

perché loro

sono meglio di me

ed io potrei anche amarli.


2000

 

Sacre menti

 

Ho due desideri

nascosti

ho due piccoli fiori

che sognano

di sbocciare

due petali rosa

racchiusi

nella corolla

delle mie fantasie

due grandi conquiste

che affondano

le loro radici

nelle mie paure

di bambino

nel timore

di non poter diventare

uomo

la mia paura di morire

prima che questi due

miti dolci innocui giganti

sogni

possano realizzarsi

ho tentato entrambi

ed entrambi li ho uccisi

uno con la mia mano

uno con la mia mente

testarda e cieca

incapace di sentire

incapace di lasciarsi andare

e spezzare le catene

in tempo

la falsa strada

adesso è corretta

ma il tempo

e il modo

svaniscono

dietro nubi di non è più

ed emerge

da dentro

la malinconica angoscia

di non vederli sbocciare

quei due rosei fiori

di sogni perduti.


2000

 

Verita 

 

Sogno

e a volte

i sogni mi catturano

e mi portano via

gli occhi aperti

su di uno schermo bianco

su cui scorrono

le immagini fantastiche

della mia vita

desiderata

famiglie

onori

glorie

amori

mi ritrovo

a parlare

a discutere

ad agire

mi muovo

come sul fondo di un letto agitato

come in un incubo

bagnato di volontà

mentre invece

sono solo

i bambini dei miei desideri

che allegri e creduloni

giocano

ignari

della loro non esistenza

ignari

che di lì a un momento

svaniranno

come polvere

in un soffio di vento

e ancora spero

che l’aria matrigna

li possa deporre

su suoli più fertili

e che un giorno

passando

io possa raccogliere

i fiori aulenti

e colorati

e possa mangiarne

i frutti rossi

e polposi

come pomi tentatori

che oggi sibilano

intorno all’albero

della mia vita

e che la rendono

al tempo stesso

triste

di deluse voglie

e serena

di futuri sogni

che giorno dopo giorno

si rimandano

e che restano

la gioiosa chimera

che rende la vita

cara alla vita mia.

 

“Io nel pensier mi fingo

e naufragar m’è dolce in questo mare.

Giacomo Leopardi”


2000

 

Show

 

Facile sarebbe

stare lì

a disquisire di arte

parole

pittura e marmi

facile

ritrovarsi sopra a un palco

d’improvviso

senza studio

senza memoria

senza

aver lasciato cadere una goccia

dalla fronte imperlata

del caldo d’agosto

facile e rapido

schioccare le dita

e stare poi a puntarle

ad indicare

ad accusare

a giudicare

strada lunga e tortuosa

percorrere non vuoi

aspetti che ti chiamino

che vengano a porti sul cranio

l’alloro dei romani

e con la lira in mano

come novello Nerone

che sull’Arno vivi

bruci gli anni tuoi

e non li spengi

con l’acqua dove tutti

son venuti a lavar panni.


2000

 

Tempo che passa

 

Strano destino noi che abbiamo fatto i trenta

che con l’amore chissà cosa c’entra

ci ritroviamo soli o in compagnia

con una donna ch’è già stata tua

strano destino stare innamorati

di chissà cosa come dei malati

ci ritroviamo incatenati a vista

o solo dopo un po’ di tempo e basta

prendiamo in faccia quattro schiaffi pieni

da quel cupido che ti leva i freni

presi di petto da una donna vera

che con la vita è stata già sincera

passano gli anni amando come matti

fra canti bali e letti stradisfatti

giornate piene di sana allegria

dolori appena guarda che sei mia.

Un giorno vedi le sue vecchie foto

con un marito che ti era già noto

ma riconosci solo una bambina

con gli occhi tristi e l’aria da damina

e t’innamori ancora di quel viso

che insieme a te non han tirato il riso

 

vorresti avere il tempo nelle mani

perché il suo ieri fosse il tuo domani

ti piacerebbe correre nel vento

e all’incontrario ritrovare il tempo

 

vai a cercarla acerba liscia e tinta

come la Robbia non l’ha mai dipinta

la vedi parli e muori d’emozione

ma lei non sente più la tua canzone

e nel tuo letto sorridente e sfatto

ti svegli a corsa e scalpiti di matto

cresciuta infine la rivedi ancora

e l’ami come non potevi allora.

 

Vorresti avere il tempo nelle mani

perché il suo ieri fosse il tuo domani

ti piacerebbe correre nel vento

e all’incontrario ritrovare il tempo.


2000

 

Santa Giovanna

 

Beata

e colma di emozione

sì che quando rivide

la cella sua

perduta e antica

quando

potè riviver gli anni suoi

in cui fanciulla

trovava grazia nel Signore

quando

su quegli stessi cocci

pose i suoi passi

dai miti buoi trainata

tanta la gioia

ed il ringraziamento suo

a noi

che umili la traghettammo

pel paese dei ponti e delle torri

che le sue gemme d’occhi

devoti e santi

si tramutarono in pioggia

sì da bagnar di grazia

Signa

e i paesani suoi festanti

grazie ci rese Lei

che grazie invece

noi le riconoscemmo

per l’opera Sua

e la Sua fede.


2000

 

Prezioso

 

Chiuso

come un diamante incastonato

imprigionato

da corti bracci

che ghermiscono la tua anima

appoggiato mollemente

su di un finissimo filo

di oro bianco

splendi di luce

catturata e restituita

brillante

dei mille colori

delle tue infinite sfaccettature

generoso di luce

con chi

per caso

si trova a venir carpito

dalla tua vista

ignaro

in fondo

di essere un semplice fiore

sbocciato a primavera

su di un timido prato di città.


2000

 

Ieri

 

Ricordo

quei giorni di non ricordo

e ancora oggi

non sento

come non ho sentito allora

non vedo

come non vidi

e come non avevo mai visto

fa paura

non per quello che è stato

ma per quanto possa essere

niente

quello che è stato

vagare per ore nei ricordi

e perdersi in un nulla vuoto

mi duole

per me e per chi c’è stato

il non aver avuto

ed il non aver dato

di me

quanto ora so che posso dare

mi ritrovo

adesso

perso nel nero niente del passato

a consolare un bimbo

che come un alieno

scende dalla sua nave

che ha viaggiato anni luce

per lo spazio freddo e solitario

e mi viene incontro

porgendomi le mani

e cercando in me

il calore e l’aria

che tanto gli sono mancati

ed io

riconoscendomi in lui

lo tengo stretto a me

e lo riparo dai mali

che furono suoi prima

e miei di poi

e con le lacrime agli occhi

lo tengo

come un figlio

lui che mi è padre

e piangendoci insieme

finalmente lo amo.


2000

 

Giro giro tondo

 

Non puoi sapere quanto è bello il mondo

finché non vedi tutto il suo rotondo

non puoi capire quanto è pura l’aria

se non respiri quando è fresca e gaia

non puoi restare chiuso nel tuo mondo

ed aspettare che ti giri intorno

se quel paese l’hai già visitato

ce né già un altro che non hai toccato

se vedi un mondo che non ti dà gioia

dall’altra parte non c’è solo noia

se giri il mondo gira che rigiro

ti va a finire che diventi vero

e poi ti accorgi che se un tempo è andato

c’è sempre il tempo per un altro fato

tornare indietro o proseguire avanti

è sempre vita più che star costanti.


2000

 

Musa

 

Tu sei

non perché

io ti porti nel mondo

ma perché tu

porti me

non perché

io declami all’aurora

spargendole al vento

parole

che scrivano te

nei cieli d’agosto

non perché

tu

ti veda dipinta

su tele

di maggio fiorite

esposte

in cristalli di sole

dove la gente

ti possa ammirare

non perché

ti scorga scolpita

in nuvole d’oro

intorno ad altari

eretti a tuo eterno delirio

no

non perché

io

ti mostri

sprezzante del premio sudato

no

non perché

ma per me.


2000

 

Dlen

 

Pizzico distrattamente le corde

assorto

nella meraviglia dei suoni

muovo le dita in accordi perfetti

e le mie dita si muovono

ritmiche

sul pentagramma

correndo su e giù

per quei brevi spazi

fra una linea e l’altra

apro gli occhi

e immergo la vista

tra le labbra della scura apertura

ove le note entrano stridule

e ne riescono

amplificate

in melodie celesti di angioletti canterini

che svolazzano

nel cielo

colmo di piccole nubi

su cui appoggiare i paffuti piedini

e salgono

da un batuffolo all’altro

innalzando

ad ogni saltello

l’acuto del suono

fino a che sgorga

possente e impetuoso

un ultimo accordo

un giro armonico

e dopo

solo un ansante respiro.


2000

 

Pace diffusa

 

Posso insegnare a me stesso

l’amore

la verità

la vita

posso trovarla

qui tra le dolci carni fresche

della donna amata

posso bastarmi come sono

con quello che ho

posso

ma il difficile

non è sapere

ma lasciare che il sapere

si muova calmo

dalla massa grigia inerte

e si trasmetta

alle membra

alle labbra

al cuore

che diventi volontà umana

il desiderio di pace che è in me.


2000

 

Globalization

 

La vita

è tutta un’altra cosa

non è correre

e dannarsi

non è stringere bulloni

intorno a viti

troppo più grandi di noi

scavare la terra

per trovare la nostra fame

ed essere costretti

in vestiti diversi da noi

vivere in case

quadrate

e non poter chiudere le finestre

e non poter spalancare le porte

tingere i muri con i nostri colori

e scrivere strade

intorno alle nostre vite

la libertà

vive dentro di noi

chiusa segreta

senza via d’uscita

senza che noi possiamo aprirle

i cancelli di ferro battuto

che la tengono prigioniera

nelle nostre tradizioni

nelle nostre tribù

molti morranno

per pochi

e la tragedia mia

è

di non poter essere tra i pochi

a godere

ed a seminare

e la tragedia mia

è

se quei pochi

che un giorno vivranno

sapranno godere

e potranno

davanti a un Renoir

sentire la gioia della loro libertà

o se rimarranno tristi

a piangere la loro solitudine.


2000

 

A mici

 

Ci son segrete campanule

che suonano negli occhi miei

e che nessuno sa

di note dolci

o crude o colorate

riempiono lo sciame d’aria

che si perde

dietro i passi miei

corsi ansando

al seguito degli occhi che mi presero

e avidi di me

mi gettarono nell’oblio della vita

dove mi fu permesso

di navigar

godendo dell’amore

della fame

e del veder le cose

sopra una nuova lastra

di acciaio

che mi riflesse indietro

la stessa immagine mia

che infinite volte

avevo già veduto

e che mai avevo visto

così mirabile aperta e schietta

e le campanule rosa e celesti

insistono

ancora oggi

il loro suono

segreto a molti

e rivelato a loro

che nel mio cuore duro

della pietra antica

hanno trovato spiraglio

di amicizia e gioia

tra le pieghe ancor libere

dall’amor mio

per l’artigliato micio

portano la vita mia in alto

e come foglia leggera

la lasciano librarsi in volo.


2000

 

Capelli

 

Bianchi

candidi

canuti

leggermente arricciati

dietro la nuca

leggermente unti

di quel trasandato

tipico di una certa età

quando non conti più i giorni

tra una lavata ed un taglio

quando

portare le mani sopra la testa

è già un impresa impossibile

ed il barbiere

non è di tutte l’occasioni.

Aperti

come un anfiteatro romano

composti

come tanti spettatori

intorno all’arena rosea

di pelle

puntinata di efelidi

e di inevitabili

macchie d’età

e in mezzo

quei pochi superstiti

che come virili gladiatori

lottano per la loro sopravvivenza.

Corti

sopra una mente di fantasie immense

che ha tolto loro

da sempre

la vita e il vigore

alta la fronte

alta sì da circondare il mondo

e ritrovarsi agli antipodi.

Li guardo

dentro lo specchio vigliacco

che ogni giorno

me li mostra perdenti

e perduti

e mi rammenta

che non riuscirò

a vederli bianchi

che sia io

o che loro cadano prima.


2000

 

To Sam

 

There was a man

from the green south land

he worked hard

his life

six time he went to the sun

six time he came back with the moon

with the lovely face

of the moon

and from her

he picked up

six pence

one for every dream they had

today you can finally see

the treasure he received

six wonderfull million pound

that are going all around.


2000

 

Vista da occidente

 

Posata

tra le colline

allegre e verdi a ponente

e la piana marcia

delle paludi insane

tra colli alti e bassi

e laghi tondi e colmi d’acqua

quel tanto da servir come riserva

all’amata e odiata capitale.

Fiera si erge

del suo castello

come del ponte

che vi fu una volta

e che ancor oggi si raffigura

sugli stemmi colorati e stinti

dell’opere e degli stendardi

che per Beata

sventolano

soffiati dalla fede e dal mercato.

Circondata

e avvolta dall’Arno

che le carezza il ventre pronunciato

e porta via le scure fogne de’ cenciai

che d’improvviso

si trovano a passare in mezzo ai campi

dove li Mori trovaron casa

e si fecero santi.

Di cappelli di paglia di rammagli e sassi

ne han venduti

oltre quelli che si potea pensare

ma men che se ne sarebbe voluto

e ancora agli altri voglion vendere

ma in casa propria

pochi ci comprano

che le botteghe

buie di serrande abbassate

for quelle tre o quattro

che son di voga

per la moda e per la signoria.

Gente con le monete in tasca

e gente con le pezze

come in tutto il mondo se ne trova

case parecchie

e pinnacoloni pochi

a fortuna di un bel vedere

forchè in piazza

dove la torre nuova

brutta di più assai

é che le torri belle

che in alto e verso Miniato

ancora reggono il tempo e l’usura.

E tra conventi suore e il bel Lorenzo

ch’è un gioiello in mezzo a tanta folla

sonnecchia pigra

senza mercati grandi

senza teatro

e senza lode

affumicata da quell’arteria grossa

che l’attraversa in lungo

e che riscuote ogni tanto

un po’ di sangue innocente

e un po’ di botti tra i viandanti

distratti dalla fretta per rincasare

chè non la voglion proprio viver tutta

questa città che per chi passa

zitta e mesta pare

di gente rustica

che non si po’ pigliare.


2000

 

Casa dolce casa

 

Abbiamo avuto tetti

sopra le nostre teste

che non ci hanno riparato

dal dolore

dalle lacrime.

Ci siamo affacciati a finestre

da cui si vedevano

soltanto le verdi erbe

dei vicini.

Le nostre mani

chiuse tristi

in pugni di rabbia

si sono abbattute

su mura

che ci hanno costretto

in spazi

dove la nostra libertà

stava morendo

a poco a poco.

Piegati sulle ginocchia

abbiamo portato

il cemento della nostra unione

fino al negozio dei sogni

e ne siamo usciti

a cavallo di una nuvola rosa

che si è posata su di un colle.

Da lassù

lasciamo scendere

i fiumi della pace e della tranquillità

a bagnare

le distese aride

che ancora si annidano in noi.


2000

 

Amo

 

Amo

non come neonato

che lancia i suoi primi vagiti

amo

non come bimbo

che piange i ginocchi sbucciati

amo

non come giovane

che corre i suoi primi sospiri

che lotta

contro le grida degli avi

che furono avversi

amo

non come adulto

che brama la palla

e suda tra ruote dentate

amo

di quel genere d’uomo

che chiude impaurito le porte

ai suoi mostri

che invece felici

sbucano fuori

da finestre incantate

da cui si intravedono

i mille colori di luci

celati

nelle stanze dipinte di rosa e celeste

amo

della gioia di amare

e sentirmi sfiancato di pace

per l’amore che mi suda addosso.


2000

 

Romanzi.com

 

Vediamo un po’ di che si tratta

se è cosa seria o se è una malafatta

se leggi premi e li denari acchiappi

o se rispondi con un foglio e dopo scappi.

 

Tento la sorte ancora e spero tanto

domani di potermene far vanto

che sì li onori vincere è importante

ma cose a scriverne mi grada averne tante.

 

Corse ne feci e delusioni assai

perché buono non sono o perché sai

che reti dentro al mare ce n’è molte

e pesci come me ne tiri a frotte.

 

Ma la passione a scrivere mi comanda

e vita mia d’artista in l’aere manda

alla ricerca di un nuvola celeste

che di lauro e fama m’abbia a far veste.


2000

 

Triologia del mare

 

Onda

 

Sbatte

sulla pigra salita

e stanca

rinuncia alla meta

ritorna alla piatta vallata

e poi ancora sbatte.


2000

 

Triologia del mare

 

Sabbia

 

Perle

sulla riva del mare

luccicanti

carezzate dolcemente

dalle onde

brillano di mille colori

sotto il sole caldo d’occidente

le raccogli

le conservi

custodite con amore

dentro scuri cassetti

che riapri una sera

in inverno

e ti accorgi

che sono solo sassi.


2000

 

Triologia del mare

 

Ombrelloni

 

Pose

le membra stanche

che del respiro assente

come ali spente

si rivolgono abbasso

quando a sera brezza

dal mar che vien

li sveglia

e sona e batte e toni e colpi fanno

finchè di notte

viene il padron dei bagni

che tutti chiude e zitta

fino che il sole sveglia

e l’apre come fiori

sul campo suo di rena.


2000

 

Entusiasmo

 

Finché t’ho amato

t’amai

d’amor che t’ama

dopo

piansi

l’amore mio

che non t’amava più.


2000

 

Metti le ali bambino mio

 

Vivo

a metà

tra me e la fine

scorgo

dietro le fronde dei salici

in fondo al mio giardino

la faccia

ridente e buffa

di un giovinetto

mi saluta

amabile e sincero

scusandosi

di non tenermi più la mano

mi ringrazia

per esser  stato il solo

in un misero distratto momento

a pensare

che anche per lui

potesse esserci una vita

fuori dalla buia vita

della tristezza e della vergogna

che gli tarparono le ali

prima ancora di sapere

cos’è mai volare.


2000

 

Jude

 

Chi vi ha strappato vile

alle terre vostre

che dal sorgere del sole

vi ha portato ovunque

a spandere in miseria di vita

in mezzo agli ori

perché odiaste e foste odiati

sì tanto che ovunque poggiaste piede

là contro di voi

si mossero popoli servi e regni

a ripigliar con forza

i denari sonanti

che gli strappaste prima

con l’astuzia e con l’acume

dell’arte di passar di mano.

Chi vi ha dato la grazia degli eletti

e nello stesso vi maledì a vagare erranti

per deserti mari e tempi

fino a stiparvi in disarticolati monti

sotto le docce e tra le fiamme

dietro cancelli che

arbaitando macerono voi friberi

quale elezione vi dette mai

tutti i mali che il mondo conserva.

Ah popolo integrale

delle leggi e delle usanze antiche

che vi portarono a soffrire più di tutti

tra le viventi genti

gli ultimi diverranno principi

dice il verbo che si tramutò in macello

e solo ora illumino la mente mia

che già si vede parar dinanzi

gli inferi per sé

e le più celesti volte a voi

che pagaste in questa vita

per riscuotere la pace poi.

Beati voi

e se potete perdonate me

che rappresento l’imperfetto

perché non v’odiai e non v’amai

ma camminai sopra di voi distratto

credendovi letame e foste ambra.

Portate al Dio di tutti la mia prece

che mi mandasse acqua a spese vostre

a calmierar le fiamme

che bruceranno l’anima mia male educata.


2000

 

Umano

 

Non per rabbia né perché t’odiai

con pace in core 

e amore come mai

 

a capo chino e in grazia di Dio

preferirei fosse morto il tuo

e non il padre mio.


2000

 

Ah saperlo!

 

Cosa avrei fatto

ieri

se avessi saputo

oggi

avrei corso

avrei sudato

avrei pianto

degli amori perduti

mentre mettevo a posto i miei balocchi

avrei gridato contro Dio

o contro il padre mio

avrei preso le sberle

avrei passato i miei tempi

piegato su acidi libri

ho pensato la morte

ho pensato potesse venire a trovarmi

ho temuto e bramato

cosa avrei fatto ieri

se avessi saputo

se con gli occhi

avessi potuto vedere

con le mani toccare

con la mente mia immaginare

cosa avrei fatto oggi

se avessi saputo domani

avrei goduto dei giorni

avrei colto i miei fiori

avrei seminato su prati maturi

avrei corso per mano alla musa

dentro il sole cocente di fuoco

avrei potuto sentire la gioia

domani mi risponderò

mentre giunte le mani

o piegati i ginocchi

lascerò le domande

a chi potrà restare senza risposta.


2000

 

Vista da dentro

 

Ho scoperto un mondo nuovo

seduto sopra un colle

con il cappello di paglia

calato sulla fronte

le braccia a cingere le ginocchia

una spiga di grano da mordere e succhiare

che cambia lentamente direzione

mentre gioca con la lingua

e sparge i semi

di qua e di là dal monte

piccole gocce di sudore

calano lente lungo le tempie

e si asciugano rapide

sotto il sole caldo

di un estate

che non finisce mai.


2000

 

Con la falce in mano

 

Viene e taglia il giardiniere

 

viene e taglia quando sia

non si ferma mai riposa

 

viene e taglia ovunque sia

e una lacrima vi posa

 

viene e taglia chiunque sia

margherita o viola o rosa.


2000

 

Ale-oo!

 

Incontrare te è stata una rivoluzione

è stato come vincere giocando a pallone

urli salti canti di gioia

mai disperarsi mai la noia

passano i giorni ti tengo la mano

dolori e minacce li superiamo

facciamo il giro bandiere al vento

lacrime e risa felice e contento

resto in ginocchio in mezzo allo stadio

la coppa è vinta Dio sia lodato.


2000

 

Poi…

 

Ho conosciuto la gioia

e fa quasi paura

ho vissuto per anni

credendola

vedendola

intorno a me

sfiorandone la superficie polverosa

con le mani

nella speranza

che una lacrima di felicità

rimanesse attaccata alle mie dita

ho lasciato

che piccole tristi illusioni

remassero per me

lungo il fiume noioso della vita

fino a che

non sono arrivato al mare

violento e burrascoso

mi ha strappato i vestiti

mi ha gettato

nelle sue azzurre profondità

dove ho lasciato

che il canto soave delle sirene

mi cullasse fino a stordirmi

adesso galleggio ebete

sul limbo del mare

e godo della gioia

quella gioia che fa quasi paura

perché

come tutte le cose che non conosci

quando le incontri

fanno paura

poi…

…poi le guardi negli occhi

e lasci che ti prendano per mano.


2000

 

Al Caffè Andrea

 

Piazza

comodamente seduta a tavolino

o frettolosa in piedi

sorseggia

cioccolate calde

caffè all’amaretto

infusi di tè

mentre

con mano attenta

cerca

tra i tanti bignè

un pasticcino prelibato

da inghiottire in un sol boccone

o da gustarsi lentamente

fra le chiacchere e la politica

fra la borsa e la chiesa

intanto la caffettiera sbuffa

come un vecchio treno a vapore

e sul bancone verde

si inseguono rumorosi

tazze e bicchieri

in un ritmica danza

vivace e tintinnante

e la gran cassa suona

i suoi metallici ding dong

fra torte incantate

e vassoi di bontà

infine

quando la porta chiude

e le candele fumano

corrono i ritardatari

a raccogliere avidi

le ultime briciole di curiosità.


2000

 

Ite missa est

 

Non piangete per i vostri morti

non versate lacrime

per i loro corpi

per le loro anime

non pregate per il loro viaggio

per assicurare loro un alloggio divino

per sventare le fiamme

che li potrebbero attendere avide

No

non lasciate che i vostri occhi

tradiscano la vostra essenza

non lasciate che le vostre orecchie

si facciano contaminare da voci impure

da dubbi da spaventi e terrori

amate lieti ogni atto terreno

amate ogni evento

che prevarica la vostra volontà

subite fieri ogni ingiustizia

chinate il capo davanti ai vostri fallimenti

piegate le ginocchia

dinanzi all’impotenza delle vostre mani

all’ignoranza del vostro sapere

scendete lenti le scale della dignità

con passo grave e fare mesto

mentre la vostra superbia

crede di salire veloce

verso la sommità della gloria

macchiate le vostre vesti

col sangue del nemico

fatelo ancor peggio

con quello del vostro fratello

rubategli il cibo dalla tavola

insozzate il suo nome

ed il vostro con lui

violentandone il cuore e la donna

colpite duro credendo

ad ogni rintocco

di salire i gradini della grandezza

della munificenza

andate povere bestie senza un padrone

selvaggi animali privi di un tetto

di un rifugio di una coscienza

di un rimorso di un gesto d’amore

andate errate inutili per la terra intera

calpestate la patria che vi fu madre

che vi dette la vita e il sostegno

giungete stanchi all’attimo che sarà

Ma

un momento prima che tutto sia

saprete

in quel soffio di tempo

vedrete

conoscerete

capirete

soffrirete i dolori del mondo

avrete la fame di un bambino

la paura di un vecchio

sotto le bombe di odio

allora in quell’attimo fatale

vedrete il voi bambino

riconoscerete l’amore che era in voi

che stupidamente avete lasciato che spengessero

Perdono

sarà il vostro pensiero

perdono sarà il vostro sentimento

perdono sarà la vostra vita

perdono sarete voi stessi

nell’immensa gloria che sarete divenuti

perdono sarà dato a voi

Morte

sarà la vostra immensità

dall’alto del cielo attenderete

tranquilli e stupiti i vostri cari

che inutilmente piangono pregano

calpestano e uccidono

senza sapere

che un attimo prima di morire

si potranno perdonare.


2000

 

E tre

 

Hei gente sono qua

sono venuto a sbalordire

la vostra sonnacchiosa città

sono uno che non si nasconde

sono uno che si dà

sono pronto ai vostri insulti

alle sberle e ai caldi baci

delle bimbe di ogni età

 

mi guardate come uno straniero

ma adesso sono come voi

e sono vero

sono arrivato per darvi noia

per raccontarvi prima di esser qui com’ero

per lasciare che i miei sogni

diventino quelli segreti vostri

ed in chiesa accendiate un cero

 

cambiare fa paura

ma vi assicuro che si può

senza fretta e senza premura

il futuro vi passa di sopra

anche se voi fate finta

e dopo è dura

guardo la città nuova

che nasce senza di voi

e me ne sto qui  a ridere

fra le mie quattro mura.


2000

 

Occhi Ali

 

Vedo

il mondo attraverso vetri

che distorgono la mia realtà

non riesco a impedire

che mi siano mostrate

vite

che non potrei mai capire

allora lascio

che l’anima gentile

curvi le linee della luce

e riporti a me

immagini fantastiche

immagini che non esistono

verità confezionata

chiusa dietro ad un globo di vetro

offuscano la luce

dietro paraventi colorati

o ne enfatizzano i colori

filtrando l’iride solare

si coprono di vapori nel caldo

e scoprono poi d’improvviso

l’universo nuovo

la realtà

è invece un mondo appannato

dove figure amorfe

si muovono senza confini

celando i misteri neri

ma nascondendo anche

le rosee dita della felicità

e dietro lenti lucide

o abbronzate

camuffano la vera identità

di uomo

di paura

di gioia

di vita

così aspetto il buio

mi guardo dentro

e finalmente vedo

quando la luce non può più

ingannarmi.


2000

 

Grande fratello

 

Ed io ci son cascato

in questo nuovo imbroglio mi hai gettato

e come in una piscina azzurra

mi ci son tuffato

mi hai detto resta

sotto la palma della vita aspetta

che io ritorno senza fretta

faccio il giro del mondo in un secondo

e poi sarò di nuovo qua

e lì vedremo quel che sarà sarà.

 

È stato proprio come un rock’n’roll

ti sei vestita con un baby doll

e mi hai lanciato in aria come una moneta

a testa o croce giochi tu con la mia vita

e non la fai finita

muovo le gambe in questo ballo stanco

batto il fianco e non mi resta che suonare

il giro armonico di chi non vuole più aspettare

faccio un accordo non mollo

ma prima o poi ti scordo.

 

Ed io sono rimasto qui disteso sul divano

conto le ore che ti ho aspettato invano

ascolto i consigli che figliano come conigli

non dormo la notte aspettando che al mattino tu mi svegli

pendo dalle tue labbra e dopo mi ribello

rimango seduto sopra lo sgabello

della vita e poi mi accorgo che non è finita.

 

È stato proprio come un rock’n’roll

getto dalla finestra questo baby doll

muovo le gambe in questo ballo stanco

batto il fianco e non mi resta che suonare

il giro armonico di chi non vuole più aspettare

faccio un accordo non mollo

ma prima o poi ti scordo.


2000

 

Vita

 

Respiro e gioia.


2000

 

Cumuli

 

Si ammassano

scure

sull’orizzonte

giganteschi guerrieri

colmi d’acqua

pronti

a scaricare sulla tua fronte

ogni goccia del loro terrore

bianche

plumbee

rosate

azzurre

le hai disegnate da bambino

per riempire il cielo

si sono presentate

sotto forma di dolori

durante la tua adolescenza

quando sei cresciuto

sono diventate le tue paure

nuvole vere

nuvole irreali

come panna montata

come uccelli

con le forme più strane

accompagnano i tuoi inverni

disturbano le tue estati

le rivedi nei quadri

le risenti

nelle poesie e nelle canzoni

ma le giornate più belle

sono quelle in cui

anche di giorno

puoi vedere le stelle.


2000

 

Illusioni

 

C’è un mondo di nessuno

nascosto

dietro ad una porta aperta

pieno di fantasia

di passione amore

ricordi e speranze

un mondo

dove non c’è vita

ma un leggero stormir di foglie

dove non c'è morte

ma un soffio di gelo

sulle palpebre tremanti

questo mondo

fiero dei propri quadri

e delle proprie opere

scolpite sulla carta

come mani sapienti

hanno potuto

nei legni e nei marmi

premia se stesso

in un rutilare luccicante

di trofei e carte in filigrana

si gioisce addosso

si complimenta

stringe nuove alleanze

con scambi d’anime e di profondità

fino a che a sera

spenge i suoi lumi serafico

si assopisce

ripensando ai tanti mondi

che gli son passati accanto

ognuno pronto a donar di se

e a rimirarsi nello specchio

che fu di Narciso

e godendo delle stelle

che gli piovono luminose addosso

si disegna sul volto

un beato sorriso

che gli regala

la vittoria più bella

e la più ambita

la sua vera

cara

amata vita.


2000

 

Prova a volare

 

Ehi ragazzo

non fare il pazzo

guarda che ti prende uno strapazzo

cosa vuoi che sia

restare non andare

chiudere la porta

e non uscire restare

fermo come un perno

che gira come una trottola

colorata e frottola

ne conti tante di bugie

che non sai più se sia la vita

o se non è finita ancora

allora resti fermo

e mandi tutto alla malora

datti una mossa

con i leoni sei finito nella fossa

non ti fermare

urla grida spacca rompi.

 

Prova a volare

sali sali sali sali vola

sopra i pensieri

sopra ai dolori

sopra ai piaceri

vola con la voglia di volare

lasciarsi andare

trovare unire vivere e volare

lasciarsi andare

vivere sentire e poi volare

lasciarsi andare.

 

Pensi

te ne rimani solo

chiuso nei tuo sensi

e pensi sigillato dentro una bottiglia

chiuso in casa solo

senza famiglia senza un rapporto

duraturo e stabile

con una vita pazza

incerottata immobile

con un automobile

nuova

giri le strade di una città vuota

di nuovo trottola così ti accorgi

che sono loro

che hanno raccontato a te una frottola

allora urli la tua rabbia

come un leone triste

chiuso dentro ad una gabbia

d’argento e con gli artigli

non più conigli liberi i pensieri

e gli sbadigli

urla grida

spacca e rompi no!

 

Prova a volare

sali sali sali sali vola

sopra i pensieri

sopra ai dolori

sopra ai piaceri

vola con la voglia di volare

lasciarsi andare

trovare unire vivere e volare

lasciarsi andare

vivere sentire e poi volare

lasciarsi andare.

 

Vivi

infine libero dagli incubi

cattivi apri quella porta

non era morta

respiri sapori nuovi

lasci entrare dentro colori

e luci ed esce il tuo tormento

muovi i tuoi passi

su di una strada breve

o lunga non lo so

ma piena di sconquassi

e tu rispondi contro agli scassi

urla grida senti ama.

 

Prova a volare

sali sali sali sali vola

sopra i pensieri

sopra ai dolori

sopra ai piaceri

vola con la voglia di volare

lasciarsi andare

trovare unire vivere e volare

lasciarsi andare

vivere sentire e poi volare

lasciarsi andare.

 

Vivi

infine libero dagli incubi

cattivi

 

Prova a volare

sali sali sali sali vola

sopra i pensieri

sopra ai dolori

sopra ai piaceri

vola con la voglia di volare

lasciarsi andare

trovare unire vivere e volare

lasciarsi andare

vivere sentire e poi volare

lasciarsi andare.


2000

 

A Raul

 

Non è bastato

il miele dei suoi fiori

non è bastato

il vento nei capelli

non è bastato

il grattacielo più alto del mondo

non è bastato un bacio

a fargli capire

che sarebbe potuto restare.


2000

 

Il cielo sotto di noi

 

Non ho perso un grande amore

non ho perso una cometa

non ho perso la mia vita

tra le gambe tue di seta.

 

Ho vissuto mesi e giorni

tra la folla di risate

ho passato spazio e tempo

tra le mie dimenticate.

 

Cosa resta di un momento

di un bambino spaventato

cosa resta se mi fermo

se mi fermo in questo prato.

 

Ma c’è ma c’è ma c’è

un mondo di favole per me

un angolo fertile di gioia

dove può brillare anche la noia.

 

Volo volo volo

e non rimango solo solo solo

metto le ali e volo volo volo

sopra di te

sopra di noi

sopra la moltitudine che c’è.

 

Puoi scoprire un cielo rosa

sotto un mare di catrame

puoi scavare con le dita

e mangiare senza fame.

 

Non hai conosciuto amore

non hai visto una cometa

non hai spento la tua vita

nella ciotola di creta.

 

Ma c’è ma c’è ma c’è

un soffio di nuvole per te

un battito d’ali nell’aurora

ritornare a vivere la gioia.

 

Volo volo volo

e non rimango solo solo solo

metto le ali e volo volo volo

sopra di te

sopra di noi

sopra la moltitudine che c’è.


2000

 

Gli occhi dell’amore

 

C’era una luce di pace

in fondo ai tuoi occhi

ed ogni volta

sembrava che tu la potessi far vedere

allora voltavi il tuo sguardo

lontano

e scappavi via da me

temendo che io ti potessi entrare dentro

che io potessi capire te e le tue paure di bambino

guardando a fondo

in quegli enormi occhi dolci

che piangevano

ogni volta che le tue mani fendevano l’aria fino a me.

 

C’è un posto nel mio cuore

che nessuno potrà togliere all’amore

ci sono degli occhi

in cui mi posso ancora tuffare

nello specchio dei miei desideri.

 

E chi piangeva ero io

nella paura e nella disperazione

mentre cercavo invano

di farti capire i miei motivi

le mie ragioni le mie innocenti speranze

la mia voglia di sentirmi

mentre il mondo intorno a me

cercava di schiacciarmi

e di fare di me una nullità da dimenticare

io invece sognavo il mio nome scritto nel cielo

quando invece mi sarebbe bastato

sentirlo pronunciare dalle tue labbra

senza che tu urlassi.

 

C’è un posto nel mio cuore

che nessuno potrà togliere all’amore

ci sono degli occhi

in cui mi posso ancora tuffare

nello specchio dei miei desideri.

 

Mi hai sorriso una sera nel freddo dell’inverno

ed hai lasciato che finalmente

potessi leggere il tuo libro

aperto sul petto

ed ho perso le mie fantasie dentro di te

ed ho ascoltato il battere del tuo cuore

che mi teneva caldo in quelle sere di gelo

mentre intorno a noi si preparava l’ultima primavera

che sarebbe stata la più calda

ed un estate

che ci avrebbe portato a vivere l’innocenza della paura

e la paura dell’innocenza

nei nostri occhi da bambino

nelle nostre mani

che si tengono ancora strette

in un abbraccio infinito

dell’amore di un padre e di un figlio.

 

C’è un posto nel mio cuore

che nessuno potrà togliere all’amore

ci sono degli occhi

in cui mi posso ancora tuffare

nello specchio dei miei desideri.


2000

 

Mia sorella

 

Penso a te

a quella telefonata che hai ricevuto

a quella smorfia

triste sul tuo viso

quella lacrima

nascosta dietro un rigo nero

un fermo confine

fra la realtà

e la fantasia meravigliosa

che lasci trasparire

dai tuoi occhi

fuori

dentro

lampi di luce

rinchiusi in una bolla di vetro

scura

così scura

da nascondere

quanto luminosa sia

l’anima tua

che balla in quattro tempi

e piange di desiderio

di quella voglia matta

veder volare una foglia

acchiapparla al volo

e tenerla stretta a se sul petto

per sempre.

Ah mia sorella

che donna!


2000

 

29 XI 2000

 

Lentamente

mi sono legato a te

mentre i giorni

passavano

dentro

alla profondità dei tuoi occhi

mentre lasciavo

che il mio corpo

si sciogliesse

nell’essenza della vita

spremuto in un vortice

di piacere e di pace

sciolto

in un liquido denso

che ti ho fatto bere

scura pozione

capace di legarti a me

per l’eternità.


2000

 

Lampi d’amore

 

Mi son trovato perso

piegato in me stesso

curvo su i piaceri

negati dalla vita

ho viaggiato fino in fondo

ho percorso la mia strada

fino a che non ho scoperto

che non c’erano le more

dietro al muro che portava

nella vigna delle streghe.

 

Ho chiesto alle carte

risposte e futuro

mi son sdraiato nudo

sui cocci di vetro

ho lasciato che la vita

penetrasse fino a me

e guardandomi alle spalle

ho visto ancora quel bambino

che aspettava di provare

il gusto amaro delle more.

 

Cerco le rose i rimpianti gli orrori

cerco lampi d’amore blu

vedo le notti ritrovo i sapori

cerco lampi d’amore blu

cerco la cerco la cerco lampi d’amore blu.

 

Ho lasciato che il mondo

girasse intorno a me

muto dei silenzi

che riempiono la vita

e lontano dalla strada

nella vigna delle streghe

ho scoperto che non c’erano

che non c’erano mai state

ma che un giorno proverò

il gusto dolce delle more.

 

Ma credendo che fosse

e sperando che sia

o lasciato che

dolci more mi macchiassero

ed ancora mi diverto

a guardare il blu di notte

che è rimasto sulle mani

e tra il grano corro e canto

aspettando che ritornino

le care dolci amare more.

 

Cerco le rose i rimpianti gli orrori

cerco lampi d’amore blu

vedo le notti ritrovo i sapori

cerco lampi d’amore blu

cerco la cerco la cerco lampi d’amore blu.

 


2000

 

Quando tu non ci sei

 

Ma cosa c’è di male

se ti guardo negli occhi

anche quando tu non ci sei

se ti rincorro nei prati

quando il sole non brucia

o se la luna bugiarda

illumina i sorrisi che non mi fai.

 

Non lasciare che il fuoco ti bruci

libera l’anima

libera l’amore che c’è in te

anche quando fuori e buio

puoi trovare una luce

che guidi la tua mano fino a me.

 

Non ho mai pensato

a cosa ci fosse

dietro ad ogni passo

dietro a quel sasso tirato

dopo aver nascosto la mano

dietro la porta socchiusa

da cui sentivo arrivare i sospiri

di una vita colta e goduta.

 

Non lasciare che il fuoco ti bruci

libera l’anima

libera l’amore che c’è in te

anche quando fuori e buio

puoi trovare una luce

che guidi la tua mano fino a me.

 

Mi chiedo a volte

se non sono uno strano

poi mi guardo alle spalle

e vedo un mondo di matti

allora riparto

verso una luce lontana

che non raggiungerò mai

se continuo a guardarti negli occhi

quando tu non ci sei.

 

Non lasciare che il fuoco ti bruci

libera l’anima

libera l’amore che c’è in te

anche quando fuori e buio

puoi trovare una luce

che guidi la tua mano fino a me.

 

Colgo fiori nei prati

disegno tramonti

sulle tele appese ad asciugare

al sole di primavera

scrivo rime baciate

perché almeno loro

possano incontrare le mie labbra

rosse di fuoco

di una voglia

che mi passa lo stomaco in un frullatore.

 

Non lasciare che il fuoco ti bruci

libera l’anima

libera l’amore che c’è in te

anche quando fuori e buio

puoi trovare una luce

che guidi la tua mano fino a me.

 

Domani sarà il mio compleanno

spengo il sole e la luna

così potrò vedere finalmente

la luce che fai

e ti troverò

fra mille lucciole sirene

che cercheranno di attrarmi

lontano da te

mentre ti guarderò negli occhi

anche se tu non ci sei.


2000

 

Senza fiato

 

Cerco la vita dentro l’animo delle cose

vedo bagliori nelle notti di primavera

sento nascere i fiori nel nostro giardino di colori profumi e tu.

 

Ho provato a camminare senza ali e senza fiato

rimanendo in equilibrio su di un petalo di rosa

non si può parlar di cose che non vivono nel cuore

sacrilegio seminare vuoti gusci di tristezza

spendo frasi in compagnia tengo un portafoglio pieno

ma le vedo mentre cadono dentro pozze senza fango

solo piene di ignoranza diffidenza e indifferenza.

 

Hanno chiuso un altro mondo

ci faranno un “Roxy Bar”

sugli scheletri del pozzo

che sfamava una tribù

non sentite più le grida

arrivate da lontano

soffocate dagli strilli

degli umani cellulari.

 

Verso lacrime di gioia guardando per aria

lascio i miei timori le mie speranze

le facce tristi di chi non ha più

e quando provo a camminare

non ho più ali e non ho più fiato.

 

Libero dai dubbi e dai perché

cerco la vita dentro l’animo delle cose

vedo bagliori nelle notti di primavera

e sento nascere nuovi fiori nel giardino dov’eri tu.

 

La tavola è imbandita siamo pronti all’abbuffata

e non lasceranno che nessuno si avvicini

allora grido la mia rabbia e la mia gioia

di essere un vero nessuno che sparirà dal mondo

non un essere di plastica

che non capirà nemmeno che sta vivendo

perché è troppo impegnato ad uccidere noi.

 

Hanno chiuso un altro mondo

ci faranno un “Roxy Bar”

sugli scheletri del pozzo

che sfamava una tribù

non sentite più le grida

arrivate da lontano

soffocate dagli strilli

degli umani cellulari.


2000

 

Mondo dipinto

 

Sogno una nuova salita

sogno discese dentro campi di grano

sogno la vita chiusa nella mia mano

sogno nel nero e chiedo di essere

umano con i fiori e le cose

umano contro i tori e le facce chiuse

umano con i gigli stretti nel pugno

umano con la voglia di essere

figlio di una vita più vera

io sogno il sole fuori dalla galera

un figlio con i pugni stretti sul petto

io sogno ma non mi hanno mai detto

che ho perso

allora grido

la vita

io grido fino a quando non è finita

grido la voglia di essere vero

in questo mondo

dipinto di nero

vedo la luce più pura

vedo discese fino ad una pianura

vedo la fine di una strada diritta

vedo che fuori c’è la nebbia più fitta

e sogno ancora fiori e campi di grano

e sogno gli occhi di mio padre lontano

e sogno ancora fiori tra le mie mani

li sogno e gli altri già li portan lontano

allora grido

la vita

io grido fino a quando non è finita

grido la voglia di essere vero

in questo mondo

dipinto di nero

allora grido

la vita

io grido fino a quando non è finita

grido la voglia di sentirti vicino

in questo mondo

che non ha più destino.


2001

 

Lo saprai domani

 

Ci sono cose che non sono riuscito a dirti

le tengo nascoste in una scatola

piena dei baci che non mi hai dato

è tutto chiuso in un cassetto della mia vita

e la chiave la conservo in una tasca

in cui non metto mai la mia mano.

 

A volte sogno di poterti regalare

ciò che ti hanno portato via

e scrivo lettere del suo amore per te

sperando che tu possa ricordare le mani

che ti hanno accarezzato

gli occhi

che ti guardavano con semplicità

le labbra

che stampavano baci sulle tue guance

rosse dell’emozione

che ogni volta ti riempiva il cuore.

 

Ho corso verso di te mille e mille volte

cercando quel calore che solo tu potevi dare

e non hai mai mancato ai miei appuntamenti

anche se poi

io ho voluto ricordare soltanto i tuoi no

senza pensare al miele caldo

che ogni giorno versavi dalle tue mani doloranti

consumate dal duro lavoro

che ti hanno portato una casa che non è più tua

ed una vita che non vorresti più.

 

E adesso piangi e semini i tuoi ricordi

nei mattini freschi di primavera

aspetti la tua estate

quando finalmente potrai mietere i frutti

del tuo eterno amore.

 

Non stancarti mai

no

continua ad innaffiarli con le tue lacrime

e non stancarti mai.

 

Verrà un giorno l’estate

e potrai finalmente toccarli con le mani

le tue mani e le sue.


2001

 

Sogno di Natale

 

Tengo il mio dolore sottobraccio

cammino nella notte più nera che c’è

ricordando le impronte lasciate sui cuscini

mentre i gatti rovistano i bidoni

ed i cani abbaiano alla luna che vigliacca

si nasconde dietro nubi di discorsi e disaccordi

me ne vado per le strade vere della vita

per i vicoli inermi pieni di siringhe e di poesia

dove i gatti con gli abiti rovistano i bidoni

dove i cani abbandonati guardano la luna che è scappata

lontano dai problemi e dalle soluzioni

la cercano attraverso lenti di occhiali trovati per strada

ma non la troveranno mai se glie la faremo vedere solo con gli occhi

e il tempo continua a marcire su se stesso.

 

Ma io no

non ho vinto il perdono

non ho potuto credere che il mondo fosse questo

io non credevo che fosse Natale

solo quando le luci accendono le strade

 

Avrò tutta la notte per fare l’amore con te

adesso preso dai ricordi e dalle storie

chiuso nei pensieri senza glorie

di ombre che vagano lente e perdute

nella notte più fredda dell’anno

illuso innamorato di una vita che non c’è

di una donna che passa è non ha bisogno di te

mi volto e vedo mani tese tutto intorno a me

allora capisco che non posso lasciare che mi resti

solo l’amore dei risvegli e porto a casa i miei sogni

li porto con me per non farli fuggire mai più.


2001

 

C’era una volta

 

C’era una volta una bambina

un cavaliere, un orco giù in cantina

c’era una volta un drago alato

robot su ruote un mondo di gelato

c’era una storia buia nera e fitta

con un finale allegro in corsa su una slitta

c’era una volta e adesso ci sei tu

a raccontare la favola del mondo

una novella un canto un coro e poi

c’era una volta e adesso siam qui noi.


2001

 

Semplice

 

Basta poco

le parole di un uomo che non conosci

un sorriso

due occhi giocondi

una frase senza senso

senza significato

senza motivo

parlarsi

anche solo perché ci siamo

perché esistiamo

allora ti rendi conto

che il mondo intorno a te

c’è

alzi gli occhi al cielo

e ringrazi.


2001

 

The president of a miracle

 

Cosa credi di fare qui

non siamo mica sulla terra

qui non valgono le tue carte di credito

qui non hanno valore i tuoi sporchi soldi

i tuoi dollari e i petrodollari

dove credi di andare

non ci sono suite non ci sono appartamenti

non puoi scegliere

non abbiamo riservato alcuna stanza per te.

 

You are not the president of a miracle

you are not the president of a miracle

you are not the president of a miracle.

 

Hai fatto e disfatto

hai lasciato che le donne crollassero ai tuoi piedi

hai lasciato che i palazzi

crollassero sotto i tuoi piedi

hai lasciato che sotto i tuoi luridi piedi

morissero milioni di persone

ed ora cosa credi di fare

cosa credi di esserti guadagnato il paradiso

qui nessuno si lascia corrompere

e tu non hai nessun potere qui.

 

You are not the president of a miracle

you are not the president of a miracle

you are not the president of a miracle.

 

Ti piaceva guardare i bambini con le mosche sul viso

ti piaceva che le loro madri chiedessero aiuto a te

che si mettessero in ginocchio

per chiedere aiuto a te

ti piaceva dare cento lire

alle zingare con i bambini in braccio

ti piaceva dare mille lire

agli albanesi che ti lavavano i vetri al semaforo

ti sentivi forte e potente

anche se non lo eri

ti sentivi più grande di loro

anche se eri l’ultimo operaio

dell’ultima fabbrica della terra.

 

You are not the president of a miracle

you are not the president of a miracle

you are not the president of a miracle.

 

Ed ora cosa credi

di esserti guadagnato il paradiso

solo per aver offerto diecimila lire

per la lotta contro il cancro

no non ci sono stanze riservate per te

non ci sono suite non ci sono

 

You are not the president of a miracle

you are not the president of a miracle

you are not the president of a miracle.

 

Qui c’è solo una grande vallata

dove potrai riunirti con tutti gli altri

meditare e chiedere perdono

ed avrai un eterno momento

per pentirti dei tuoi peccati e chiedere perdono

 

You are not the president of a miracle

 you are non an owner of a paradise card

è tardi per cliccare su www heaven paradise.

 

You are not the president of a miracle

you are not the president of a miracle

you are not the president of a miracle.


2001

 

Tobia

 

Povero Tobia

non ne pole proprio più

sempre gli occhi gonfi sempre a tirar su.

Grossi lacrimoni

come gemme assai preziose

sia che corra lieto

che nelle ore più oziose.

 

Povero Tobia povero Tobia

il gatto più allergico che ci sia

basta una piuma o un pelo di topo

basta un po’ di carne basta così poco.

 

E così il gattaccio si ritrovò a mangiare

pane verdura e latte

e a rincorrere zanzare.

Niente uccellini

niente sorci e ratti

solo gomma anallergica

ma che siamo matti.

 

Povero Tobia povero Tobia

il gatto più allergico che ci sia

basta una piuma o un pelo di topo

basta un po’ di carne basta così poco.

 

Il naso ormai è stasato

gli occhi non son più gonfi

il peggio è gia passato.

Rinunce e sogni infranti

niente Titti e Gigio

il futuro si è sereno

anche se un po’ grigio.

 

Povero Tobia povero Tobia

il gatto più allergico che ci sia

basta una piuma o un pelo di topo

basta un po’ di carne basta così poco.

 

Beve la medicina il gatto Tobia

beve e ha per amici

gli uccelli della via.

Scorrazza con i topi

vola tra i passerotti

non mangia la carne

ma vive felice senza l’allergia

ed è gioioso e allegro

il più gioioso che ci sia.

 

Povero Tobia povero Tobia

il gatto più allergico che ci sia

basta una piuma o un pelo di topo

basta un po’ di carne basta così poco.


2001

 

Mani tese

 

Fatela

e sentitela dentro

lasciate che pervada i vostri corpi

che faccia librare le vostre menti

che porti i sogni e i desideri

dove possano volare alto

insieme a quelli

di chi non ha da sognare

di chi non sa cosa desiderare

se non di vivere.

Un fazzoletto come vestito

per coprire le piaghe e le ossa

un coltello stretto in mano

per nascondere la rabbia e la paura

che si celano avide di vite

dietro volti scuri

che spalancano le vostre case

e derubano con odio

fatela

a chi striscia su sentieri polverosi

con bimbi morti in braccio

fatela

a chi non ha più che lacrime

da rendervi indietro

fatela

a chi tende verso di voi la sua mano

con un arma in pugno

fatela

a chi non ha imparato a chiedere aiuto

fatela

perché non gli è stato insegnato.


2001

 

Orchidea

 

Mi sono ritrovato

a guardare oltre un tramonto

lontano

un sole sbiadito

che sparisce

al di là delle nuvole

all’orizzonte

e nel buio

che si è portato dietro

ho lasciato che la mente

vagasse

dove gli occhi

non avrebbero mai

potuto arrivare

ho compreso

anche se non ho sopportato

ho imparato

anche se continuo a sbagliare

ho vissuto

anche se mi sono lasciato morire

guardavo

queste immagini

che come un treno in corsa

sono passate davanti a me

ho visto le facce ai finestrini

ma non sono riuscito

a vedere i loro occhi

a guardare nella loro anima

perché troppe volte

non sono riuscito

a fermare quel treno.

Adesso

cammino lungo i binari vuoti

con un fiore per mano

ed ogni giorno

mangio uno dei suoi petali

colorati

ed ogni giorno

assaporo un gusto nuovo

e con uno spirito nuovo

che alberga in me

e che mi lascia fluttuare

nel limbo della pace

vivo

comprendendo

anche se non riesco a sopportare

e soffro dei limiti miei

che incatenano esausti la mia rabbia

imparando

anche se continuo a sbagliare

e per fortuna continuerò a farlo

con il mio fiore per mano

che mi perdonerà se lo avrò colto

vivendo

anche se mi lascio morire

in questo tramonto senza colori

con un fiore in bocca

che lascerà sulle mie labbra

i sapori di una vita

effimera e gloriosa

scivolata via nel tempo

ma trattenuta con gli artigli

di un semplice fiore

che con la forza testarda

ha saputo dare un senso ai sogni miei.

 

 

LE FANTASIE DI STEO