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 CARO DIARIO...

14 marzo – muore Stephen Hawking, uno fra i più autorevoli e conosciuti fisici teorici al mondo, noto soprattutto per i suoi studi sui buchi neri, sulla cosmologia quantistica e sull’origine dell’universo per il quale elabora un modello matematico che ne dimostra l’evoluzione dal Big Bang; idolo e icona dei Nerd, per la sua tenacia contro la sclerosi amiotrofica laterale che gli deforma il corpo e lo priva della voce ma non gli impedisce di utilizzare la sua intelligenza e di continuare a studiare e a insegnare parlando attraverso un sistema digitale che lo rende unico e la sua voce metallica computerizzata diviene il simbolo della ricerca. L’amore per la conoscenza non si ferma e travalica gli impedimenti di questo nostro fragile inadatto corpo, lasciando la mente vivere di vita propria.

14 agosto – in Italia accadono le disgrazie più assurde o comuni, a volte è la natura a farsi sentire a volte è l’uomo che osa troppo senza pensare alle conseguenze, crollano montagne, monumenti, mura, ponti, quasi sempre a causa di incuria per lucro a cui ci siamo oziosamente abituati ma quando a crollare è un ponte autostradale della A10, che attraversa una città sfiorando i palazzi, che è un nodo cruciale per la città stessa e per i collegamenti marittimi dell’industriale entroterra, su cui passano migliaia di automezzi ogni giorno, quando crolla il viadotto Polcevera, il Ponte Morandi, allora vuol dire che l’oziosa abitudine è ormai diventata indifferenza alla morte; intorno a mezzogiorno, orario di punta, sotto una pioggia battente mentre i fulmini imperversano, saltano i tiranti d’acciaio del pilone numero nove e duecento metri di ponte crollano sopra la zona industriale sottostante portando con sé una trentina di auto e tre autotreni togliendo la vita a quarantatré persone tra gli occupanti dei veicoli e gli operai del deposito dell’AMIU situato sotto il ponte; subito si attivano i soccorritori al cui arrivo si presenta uno scenario simile a quello disastroso di un terremoto, macerie in ogni dove, grida di aiuto, pericolosità dei detriti, intervengono anche le squadre cinofile e si riescono ad estrarre miracolosamente delle persone vive, feriti ma addirittura alcuni illesi; il viadotto ha una lunghezza di 1.182 metri e un’altezza al piano stradale di 45 metri con piloni in cemento armato che arrivano a 90 metri di altezza, un opera imponente in cui si ipotizza la causa del crollo in un cedimento strutturale, ma è l’incuria il colpevole tanto che tutto il ponte Morandi dovrà essere demolito e così sarà mettendo in ginocchio la circolazione di Genova anche perché i soliti ritardi burocratici e d’interesse hanno fermato la costruzione della Gronda autostradale di Ponente che avrebbe alleggerito il traffico cittadino, tutto è bloccato e lo resterà per mesi fino alla completa demolizione a causa della quale saranno evacuate cinquecentossessantasei persone che abitano negli undici edifici sotto e a diretto contatto con il ponte; partono le solite manfrine delle inchieste, dei depistaggi dei falsi, le accuse al gruppo Benetton, proprietario di Atlantia, titolare della concessione autostradale, sono velenose, tutti si indignano, dal pescatore di Mazara del Vallo al boscaiolo di Bassano, nel mezzo politici che blaterano per poi nel silenzio degli anni successivi rinnovare ad Atlantia fiducia e incassi. Cento anni fa sarebbe stata considerata una tragica fatalità oggi se cade una tegola si avviano cause che durano decenni per stabilire un unico e fisico colpevole ma quando gli interessi politici sono intrecciati con quelli economici la colpa non è mai di nessuno.

7 dicembre – nella notte tra il 7 e l’8 nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo i ragazzi si stanno divertendo, alcune mamme un po’ meno ma hanno accompagnato i figli al concerto del loro idolo, il rapper Sfera Ebbasta che sta per esibirsi; purtroppo ultimamente si è verificato in certi ambienti la cattiva abitudine di utilizzare, per uno scherzo davvero di cattivo gusto, di spruzzare dello spray urticante, l’idea però è stata astutamente copiata da bande di piccoli borseggiatori che lo utilizzano per creare panico e approfittarne per incrementare il bottino nella confusione generale; nella discoteca ad un tratto diviene difficile se non impossibile respirare e subito il panico dilaga e le oltre millequattrocento persone, su quattrocentocinquanta di capienza, scappano per ogni dove, ma ogni dove è limitato, un’uscita di emergenza è chiusa e l’altra affaccia su un ponticello con un parapetto pressoché inesistente, la calca è pressante e la balaustra cede causando la morte di cinque ragazzi e una mamma e il ferimento di una cinquantina di giovani innocenti; polemiche sulla gestione dei locali, polemiche sulla correttezza di quell’uscita di sicurezza, ancora una volta si chiude la stalla dopo che sono fuggiti i buoi; le indagini però si svolgono correttamente e l’ipotesi dello spray si concretizza con il ritrovamento di una bomboletta di spray al peperoncino, e con il successivo arresto di sei giovani appartenenti ad una banda di borseggiatori e del loro ricettatore abituale, nel 2020 verranno condannati per omicidio preterintenzionale. Ormai non ci sono più limiti alla stupidità criminale.

11 dicembre – la folla gremisce i mercatini di Natale a Strasburgo, sono le 20:00 e all’improvviso Cherif Chekatt apre improvvisamente il fuoco uccidendo quattro persone e ferendone nove, con attenzione, non sparando a ventaglio ma mirando al suo obiettivo e sparando con freddezza; l’attentatore fugge, pluripregiudicato, espulso dalla Germania, potenzialmente pericoloso per il suo radicamento islamico, la matrice terroristica diviene certezza, le ricerche impiegano più di settecento uomini e dopo vari falsi allarmi il 14, Cherif Chekatt viene individuato da una volante della polizia a Neudorf, il terrorista ingaggia un combattimento a fuoco fino a quando non viene ucciso. Ancora una volta la follia pseudoreligiosa arma menti deboli e fragili per seminare il terrore nella quotidiana tranquillità dell’odiato occidente.


 
 

2018




22 GENNAIO 2018

"SEDUTO AL WILD BEACH BAR"

TESTO: STEFANO STEO CUCCUINI

ELABORAZIONE MUSICALE: "AVID PRO TOOLS SE" BY STEO


 

DOPO AVER GIRATO IL MONDO, ABBIAMO TROVATO QUI IL NOSTRO  MONDO. DUE GOCCE DI PACE PER FARCI SOGNARE...


SE CANTO
 

9 febbraio 2018

La Canzone Definitiva

La canzone definitiva

è una canzone collettiva

è una canzone da cantare

tutti insieme in riva al mare

la canzone definitiva

è una canzone che ti prende

è una canzone che riempie

dove prima c’era niente.

La canzone definitiva

l’hanno scritta già i poeti

l’han cantata tutti quanti

l’hanno scritta anche sui muri

l’hanno dedicata a te

che arrossisci se ti guardo

te che ad ogni tuo problema

in questa vita corta e dura

non ti devi preoccupare

io ti troverò la cura.

L’hanno dedicata agli altri

l’hanno scritta per sé stessi

dolce musica nell’aria

aria sparsa ai quattro venti

la canzone definitiva

vive di semplicità

puoi cantarla in ogni luogo

puoi cantarla ad ogni età

puoi ascoltarla raccontare

come fossero cometa

dando un senso all’esistenza

i migliori anni della nostra vita

puoi sentirla sussurrare

non la volle creder morta

e bussò cent’anni ancora

e ancora e ancora alla sua porta.

Scrivila

scrivila ogni volta

ogni istante

dalla mente al cuore

rumore rumore rumore

rumore rumore rumore

dedicata a te

la sogno e la posso cantare

la canto e la posso sentire

la sento e la dedico a te

dedicata a te

dalla mente al cuore

rumore rumore rumore

rumore rumore rumore.

La canzone definitiva

è una canzone che vai via

con il primo che ti capita

e che ti dice una bugia

la canzone definitiva

è anche un po’ malinconia

gioia anima tristezza

e anche un po’ di gelosia

la canzone definitiva

è la canzone di un errore

ti ricorda come stavi

col tuo piccolo grande amore.

Scrivila

scrivila ogni volta

ogni istante

dalla mente al cuore

rumore rumore rumore

rumore rumore rumore

dedicata a te

la sogno e la posso cantare

la canto e la posso sentire

la sento e la dedico a te

dedicata a te

dalla mente al cuore

rumore rumore rumore

rumore rumore rumore.

9 agosto 2018

King of cooking

Hai saputo la notizia

hai sentito sai che c’è

l’hanno visto sorvolare

sopra le acque

del wild chair

camminare sulle braci

fra gli applausi del Jet Set

l’hanno visto cucinare

solo piatti da gran chef

ha sedotto mille donne

col suo fascino wild man

tutte cadono ai suoi piedi perché

lui c’ha il savoir faire.

Cooking cooking cooking

cooking Salvo.

Salvo the king of cooking.

Salvo the king of cooking.

I’m the king of the grill

I’m the king of BBQ

I’m the only chef in town

that can cook a T-Rex bone.

He’s the king of the grill

He’s the king of BBQ

He’s the only chef in town

that can cook a T-Rex bone.

Lui ti fa veder le stelle

con le fiamme del suo grill

ce ne ha tre cucite in petto

gliele ha date Michelin

con le fiamme dei suoi occhi

lui cucina con amor

ogni carne ha la sua fiamma

e ti scalda un po’ anche il cuor.

Cooking cooking cooking

cooking Salvo.

Salvo the king of cooking.

Salvo the king of cooking.

I’m the king of the grill

I’m the king of BBQ

I’m the only chef in town

that can cook a T-Rex bone.

He’s the king of the grill

He’s the king of BBQ

He’s the only chef in town

that can cook a T-Rex bone.

I’m the king of the grill

I’m the king of BBQ

I’m the only chef in town

that can cook a T-Rex bone.

Salvo the king of cooking.

12 ottobre 2018

Ragazza, spazzola!

Seduti

in religioso silenzio

la testa volta a oriente

ad ascoltare

il tocco del tuo mantra

che libera la mente.

Apri il vaso di Pandora

e sciogli in miele

tutto il groviglio

di vita mondana e rotta

che pria di te era fiele.

Da un trono all’altro

accompagni

e col tuo vello d’oro

copri le membra

liberate dall’affanno

indifese le proteggi

e poi dai voce al coro.

Pronta

puntuale

e precisa

a porger l’armi

per modellare l’uomo di domani

attenta ad ogni colpo

e ad ogni affondo

lesta nel catturar l’immagine

prima che si allontani.

E al fin dell’esperienza

il tocco

a portar via

quel che n’avanza

a terra

di pensieri crucci e guai

chiusa la porta

raccogli di ramazza

ogni sentenza

un vezzo

un sai

e con destrezza lo riponi

ricco e svelato

a dare luce alla tua stanza.

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