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 CARO DIARIO...

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31 luglio – finalmente anche in Italia la TV satellitare raggiunge il pubblico, arriva Sky, dalla fusione delle prime TV a pagamento TELE+ e Stream TV nasce Sky Italia, emanazione della piattaforma satellitare del gruppo News Corporation del magnate australiano Rupert Murdoch; ogni abbonato vien dotato di parabola satellitare, decoder e smart card per ottenere la possibilità di scegliere fra più di cento nuovi canali tematici oltre a quelli dedicati a cinema, sport e calcio, il favorevole accoglimento del nuovo modo di vedere la TV provoca una sostanziosa migrazione di comici, presentatori e giornalisti verso il futuro dello spettacolo; Sky diventa il terzo antagonista dividendosi gli “share” con le reti Rai e Mediaset. Sarà un ventennio di gloria, finché i giovani non scopriranno la Tv via cavo, o meglio wi-fi.
 
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12 novembre – si consuma la più tragica e triste storia militare italiana dal secondo dopoguerra, alle 10,40 un camion sfonda la recinzione della pacifica base italiana dei Carabinieri dell’operazione “Antica Babilonia” a Nassiriya, capoluogo della regione irachena di Dhi Qar, spalancando l’ingresso a un'autobomba caricata con 300kg di esplosivo; il pronto intervento di Andrea Filippa, il carabiniere di guardia all'ingresso che riesce a uccidere gli attentatori alla guida, impedisce all’auto di arrivare all’interno della caserma e uccidere tutti, la potenza della carica è però altamente distruttiva e l'esplosione sul cancello della base è tremenda, con il triste bollettino di una drammatica strage con ventotto morti; dodici militari dell'Arma dei Carabinieri, cinque militari dell'Esercito, due civili italiani, cinque civili iracheni e quattro innocenti bambini a cui si aggiungono una ventina di feriti; la base italiana Maestrale è ridotta a un cumulo di macerie e nel punto in cui è avvenuta l'esplosione si è formato un cratere profondo otto metri; l’arrivo della notizia in Italia provoca un unanime cordoglio ma da anche adito alle sopite polemiche sulle reali ragioni che giustificano la presenza italiana in Iraq, per tanti solo una facciata a copertura delle operazioni geopolitiche e economiche alimentate dalla presenza di numerosi pozzi petroliferi nell'area; la verità non la conoscono neppure i militari che erano lì, uccisi o sopravvissuti ma col tempo si verrà a sapere che fra i motivi dell’attentato c’è invece proprio il pacifico rapporto con la popolazione e la fiducia degli Iracheni nell’attività svolta nella base, alla fine gli Italiani sono sempre quelli troppo buoni; i funerali di Stato saranno celebrati il 18 novembre davanti a una folla commossa; le inchieste faranno emergere le responsabilità del gruppo terroristico Al Qaeda e del suo leader Al-Zarqawi, ma questa è un’altra storia; altri attentati provocheranno nuove vittime fra i militari italiani, i troppi sacrifici porteranno al ritiro delle truppe italiane nel 2006. Ci spacciano per mafiosi per poi ogni volta complimentarsi per le capacità e l’umanità degli italiani che portano aiuto in tutto il mondo e ogni volta ci cacciano perché siamo troppo bravi.
 
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2003

Non c’è pace nel mondo

neanche per chi porta la pace

Nassiryia sconvolge le nostre anime

abbiamo ragione

abbiamo torto

chi ci dice la verità?

Chi ci insegna a mentire?

Stai nella tua isola felice

difendi i tuoi confini

e piangi

piangi per tutti

per tutti i sacrifici

e per tutti i sacrificati

intanto un po’ dei tuoi ricordi

diventano memoria

memoria storica

Giorgio

Gianni

Alberto

ci lasciano soli

soli a difendere

costruire

e divertire

quest’umanità senza pace.



5 - 12 APRILE 2003
2° EDIZIONE SERATE LETTERARIE - SIGNA (FI)
PARTECIPAZIONE CON DUE FIABE DALLA RACCOLTA "LE STORIE DI STEO"


MAGGIO 2003
"PADRE PIO"

SAN GIOVANNI ROTONDO

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SAN MICHELE ARCANGELO
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BENEVENTO
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PIETRALCINA
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6 GIUGNO 2003
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Steo.h3

18 GIUGNO 2003

GLI AFORISMI, LE POESIE E LE FAVOLE DI STEO ARRIVANO SU INTERNET

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29 XI 2003


non ci son favole
di zucchero e miele
caramellate quanto quelle
che si rivelarono tra le pagine
logore e intonse aperte
senza riuscir più a desisterne la vista.

abbandonerò queste sponde
senza aver mai proferito o scritto
nulla tal pari
alla tangibile sostanza
che con proprie mani riuscii a sfiorare
quando ansimante e stanco
raggiunsi infine la vetta
gialla di paglia e feconda di vento
l'amato colle
che oggi funge da prigione
ove tener libera
la nostra libertà
sì che tutti
la possano vedere.



AGOSTO 2003
"CROCIERA SUL NILO + SHARM EL-SHEIKH"

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SHARM EL-SHEIKH
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RAS  MOHAMMED
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DAHAB
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Il

Mirto

e

la

Fede
 

2003

Non una risposta

Perché non piangi

dei dolori

che fingi di non provare

delle avversità

che ti si parano davanti.

Perché non piangi

per i bimbi neri d'Africa

per i morti sotto bombe intelligenti

per i vecchi

che non ti riconoscono più.

Perché non piangi

delle emozioni

della vita

di un fiore che sboccia

di un sorriso dipinto

di un palazzo costruito da millenni

che ha resistito fino ad oggi

per lasciarsi ammirare da te.

Perché non piangi

della gioia di essere viva

della beatitudine di goderti la vita

della felice serenità di starmi accanto.

No, non voglio una risposta

non adesso

non a me.

Quando vuoi

ma te stessa.

Solo così potrà arrivare a me

al mio cuore

al tuo.

2003

Di qua e di là dal muro

Ci sono momenti nella tua vita

misera o gigante che sia

in cui non puoi continuare a fingerti addosso.

Sì, sono stati belli

gli attimi in cui ti sei divertito

giocando i tuoi anni

sprecandoli

consumando i momenti da brivido.

Adesso stai nella tua cuccia comoda

e vorresti che finisse così

senza dover più dare prova

della tua adeguatezza

ad un mondo

che non si è mai adeguato a te

circondandoti di compromessi

di tristi insegnanti

che non fanno altro che ripeterti

di non accettare compromessi

di vivere la tua vita

e rischiarla anche per loro

che non ne hanno avuto il coraggio.

Se il mondo ti schiaccia

allora conquistalo

se ti opprime

lascia che si accorga di te.

Ma se ti addormenti felice

tenendo la mano della tua sicurezza

allora continua a giocare

e bevi del nettare puro

che i compromessi mescono

incuranti di coloro che

estremisti delle loro frustrazioni

distruggono o pregano

chiusi nelle prigioni delle loro misere paure.

Prega e distruggi

per quanto tu crederai

non possa fare male a me

e ascoltami

quando ti chiederò di smettere.

2003

La verità nuda e cruda

È terribile

perché siamo soltanto

un ammasso senziente di sostanze organiche

di cui nessuno potrà mai dirci l'origine

né la fine.

Insulsi e meschini

indugiamo

consumando la vita con i perché

mentre la vita ci ha già abbandonato

restituendoci alla nostra forma originaria

di putrido ammasso organico senza più mente

né anima.

2003

La colpa morì appesa a un ramo.

A volte scegliamo persone

che non sono all'altezza

di ciò che pretendiamo da loro.

Non possiamo però fargliene una colpa

se falliscono

se fuggono

se si umiliano.

Perdoniamole per le nostre colpe.

Perdoniamoli tutti.

Anche Giuda.

2003

Giorgio, Gianni, Alberto e poi…

Ultimamente

non ho più rispetto per le morti eccellenti

per gli applausi in piedi

dentro teatri vuoti di sapore

o tra candele accese.

Che sia solo l'invidia

a muovere

il rifiuto al rispetto di mostri sacri

che di canzoni

d'auto

e di cinema

ci hanno cresciuto.

E quando morirà chi ha fatto l'Italia

e tutti gli italiani

sarà ancora pari a questa l'emozione mia?

Ma che dovrei fare allora

davanti a mogli quotidiane

che sparano ai mariti

a uomini soli che uccidono

per un rifiuto

a bimbi gettati

o portati giù dal cielo

tenuti stretti al petto.

Quali mani posso battere

quali lacrime piangere

di questo andare senza senso

che ci circonda.

Non è l'invidia.

Non sia l'invidia!

Perdo quei morti tutti assieme

tutti uguali

tutti strappati

a questo quieto burrascoso navigare

che non sappiamo vivere.

In cuore mio

vorrei tapparmi gli occhi

urlare il loro nome

onorare la loro vita

più della loro morte

ma sono senza midollo e non lo faccio.

Perché ho paura che da Cogne

venga un bambino a chiedermi del mondo

e dei balocchi non giocati.

Ed io rimango ad ammirare i vivi.

In fondo li amo quei morti

della mia tenera, semplice umiltà

li rispetto e mi addoloro per loro

ma

ieri ci sembrava non ci fossero

oggi li osanniamo

domani non ci saranno mai stati

sembra così

e a me non va

per tutti e per nessuno.

Via gli avvoltoi!

Evviva tutti!

Eccellenti e miseri

eroi di ogni giorno

capaci di rimanere vivi

senza scappare.

2003

Noi piccoli miseri eroi

Sarebbe stato bello inventare

dare vita a qualcosa che non è mai esistito

dare forma al pensiero

ma anche se l'ingegno non è mai mancato

non c'è niente intorno a cui possa aver mai dato vita.

Creare con le mani è stato sempre il mio sogno

non ci sono mai riuscito

in fondo non ci ho mai veramente provato

ma con le mani amore ne so dare.

Sono fiero di me

come ognuno dovrebbe poter essere

perché quello che siamo riusciti a fare

è un universo

creato nonostante tutto quello

che l'uno contro l'altro

cerchiamo di impedire

volendo o non sapendo.

Chi ha solo respirato

e chi ha scritto le formule più complesse

sono ugualmente due eroi

perché entrambi

hanno compiuto ciò che la vita

ha dato loro la possibilità di fare.

2003

Pace

Non è facile parlare di pace e di tranquillità

rotte soltanto da ancestrali paure

quando tutto intorno macera lentamente come sempre.

Ho avuto paura

tremenda paura un tempo

che la gioia trovata diventasse il nulla

quando la avessi trasformata in felicità.

Invece è quieta beatitudine

adesso che la sto vivendo.

Fa paura

quando ci sono momenti

in cui è estrema gioia

che si alternano ad attimi di gioia estrema

e anche se ci sono i soliti problemi

i dilemmi di sempre a cercare di dannarti l'esistenza

li affronti e li superi agilmente

perché quello che ti sei guadagnato

con lo strazio e con l'umiliazione

adesso ti ripaga dei tuoi dolori

basta così poco per non sentir più alcun dolore.

Sguazzano

e ogni tanto vengono a galla i vecchi timori

ma non sanno fare abbastanza paura

perché potranno portarmi via tutto

anche me

anche lei

ma non potranno mai

portarmi via l'amore che ho provato

che provo e sto provando.

Quando fanno più paura invece li combatto

trasformandoli in un’apocalisse inevitabile

così che le mie scellerate godurie di oggi

non siano le basi dei dolori

che potrei causare domani.

Sarà una meteora

o un'atomica a toglierci la felicità

come non abusarne adesso

perché in realtà poi so

che non potrebbe

neppure la miseria renderci miseri.

2003

Luoghi comuni

Sono pochi i momenti intensi e sentiti.

Sono molti in realtà,

se tu riuscissi davvero a contarli.

In quegli attimi

non pensare ad altri.

Godi te stesso!

2003

Madre

Quanto sei subdola e inutile

ci prendi in giro

ci fai dannare, correre, rischiare

uccidere e immolare

ci fa passare notti insonni

a guardare gli astri del cielo

giorni assonnati nella noia

e infine

non trovi niente di meglio da fare

che ucciderci.

Ci illudi

per anni

poi ci tronchi

proprio mentre incominciamo ad affezionarci

quando ci rendiamo conto

che di questa inutile, stronza, maledetta vita

non ne possiamo davvero proprio più fare a meno.

E tu ci uccidi.

Con un cancro

con un colpo al nostro battente cuore

ci schianti a cento all'ora contro un muro

ci butti giù dai ponti

o ci fai tremare il mondo addosso.

Ma non te ne sei accorta

che a noi questa vita piace

da giovani, da adulti e da vecchi

non ne potremmo proprio fare a meno

non la vorremo abbandonare più.

Vorremmo indietro i nostri giochi di bambino

la pazza gioventù

gli amori maturi

e i nipoti da cullare sulle ginocchia

grinzose e stanche.

Alla fine

in fondo a tutto questo

non trovi niente di meglio da fare

che farci morire

mentre ignari ce ne stiamo a pregare

per avere indietro i nostri anni settanta

gli ottanta, i novanta e pure i cento

tu ci lasci inermi cadaveri dentro ad una fossa.

Di noi non resterà che un ricordo, una frase

se andrà bene un film, un monumento

o una targa lurida e arrugginita su di un muro

qui ha vissuto colui che non avrebbe mai voluto morire

ma purtroppo era nato!

2003

Hei voi…

Quando scrivete una canzone

ci mettete dentro tutti i vostri dolori

le ansie, le preoccupazioni

a volte le gioie e le speranze

i dolci ricordi, i giochi di bambino

che oggi non usano più?

Quando ascoltate una canzone

andate a cercarci voi stessi

meravigliandovi innocentemente

di come vi descriva bene quella melodia

di come quelle parole

rispecchino il vostro stato d'animo

la vita spericolata, triste, dannata

orgogliosa e amata che state vivendo?

La canzone è un messaggio d'amore

una preghiera al vostro dio

foss'anche il demone in persona

la rappresentazione di ciò che provate

della rabbia che covate dentro

o della gioia che lasciate esplodere

in un nugolo di parole colorate.

Cantate

cantate alla vita un canto nuovo

con l'amore che portate dentro

con l'odio che sparate fuori

cantate e pregate

perché tanto che adoriate satana o visnù

è la vita che soddisferà i vostri desideri

celati dietro a canti scalmanati

o a mielose orazioni

soddisfacendo le vostre benedizioni

e facendovi accettare

i destinatari delle vostre maldicenze.

Che la vostra canzone sia una melodia

o un urlo straziante

ringraziate la vita

che vi ha concesso di cantarla fino a noi

ringraziatela

e fateci sentire il rumore del vostro grazie

affinché lo si possa imparare ballando.

2003

Non sarà tardi

Sento il profumo del caffè

venir fuori da una tazzina

vuota di ricordi stesi al vento.

Ascolto ancora te

il cicalio insistente delle chiacchiere

tu e le tue amiche

che non stavate zitte mai un momento.

Vedo tua madre

che non si fiderebbe mai di te

ma non lo andrebbe certo a dire in giro

e finge di non sapere

per ritrovarsi a fare la scimmietta

sopra il camino di campagna

di qualche stupido film americano degli anni '50.

Oggi non si scrive più così tanto

le parole volano come i messaggi

e basta un clic

per far scomparire intere storie d'amore

ma allora avevamo solo penne, libri

e duri banchi di scuola

su cui incidere le nostre iniziali.

Quante ne hai scolpite tu

su lupi e cacciatori

su gang di stelle e di folletti verdi

quante ho creduto di scalfirne io.

Eppure siamo arrivati dove non ci saremmo mai aspettati

nonostante tutto quello che abbiamo fatto

grazie a tutto quello per cui hai voluto lottare.

Tocco i panni stesi al sole

su una terrazzi di ringhiera verde

li sento, ruvidi e asciutti

come la pelle di quei vecchi

a cui tendevamo le manine

nel profumato giardino al primo piano.

Tutto è stato più tuo che mio

ma solo perché ho lasciato che così fosse.

E mentre correvi nei prati

lottavi con la lingua tra i denti

e sbaragliavi frotte di marmocchi

pronti a belare alla prima occasione

io aspettavo che arrivasse il mio momento.

Quando sono giunto

all'ultimo gradino di quella scala

da cui ignaro si tuffò il folle angelo

ho capito.

Non eri rimasta ad aspettarmi.

Ho trovato solo una tazzina

vuota

ma ancora fumante di te.

2003

Uno

I desideri si avverano lentamente

passo dopo passo

ogni tanto un’esplosione di luce

il fragore della gioia

poi di nuovo il quieto cammino della vita

placida, calma o burrascosa

ma accanto a te.

2003

È presto

È presto

quando le barche navigano in cielo all'orizzonte

e i vecchi se ne stanno piegati in due

su piccole sedie vetuste

più della loro tenera età.

L'oceano calmo e fresco della notte

si risveglia con le prime timide spume di mare

e camminando sulla sabbia intonsa

scopri un mondo

che non avresti mai creduto potesse esistere.

Celato all'ombra del cocco e del pareo

c'è un universo pieno di ricordi

e di candide nostalgie

di vita pace e libertà

vissute senza doverle conquistare.

2003

È tardi

È tardi

anche se è meraviglioso

vederlo negli occhi ambrati

degli uomini di domani.

I sorrisi spesi e i pochi regalati

la pelle contro la pelle

sudata di un abbraccio

in un immenso prato verde

dove correre o rotolare.

È tardi

quando la sera arriva troppo presto

le domeniche sono troppo vicine

al lunedì della settimana prima

quando è già stato fatto tutto

anche se a guardare bene

nessuno ha mai fatto niente.

No rimpianti

no recriminare ne criminalizzare

i muscoli hanno portato i pesi

per quanto ne erano capaci

o per quanto è stato ordinato loro di sopportare

le menti hanno lavorato alacremente

al limite della pazzia

e i cuori

e i cuori battenti

hanno regalato gioie e dolori a destra e a manca

senza risparmiarsi

senza desistere

senza mai smettere di sperare.

Eppure in fondo a questa stupida discesa

ci ritroviamo

gli uni ammassati sugli altri

con le tasche vuote

delle illusioni che non ci hanno mai lasciato

a ritirare le fila di una vita

che qualcuno ci ha già vissuto addosso.

Ma adesso è tardi

e tutto quello che non abbiamo avuto

nessuno ce lo renderà mai indietro.

2003

Non

Non hai mai chiesto

leggimi

non hai mai detto

raccontami

non hai mai ordinato smettila

sono io che ti ho tenuto fuori

o sei tu che non sei mai voluta entrare.

Se non sono ancora venuto a prenderti

bussa di nuovo alla mia porta

sono là dietro e

ti aprirò.

2003

Ester

N'urtima vorta te si corcata

co' sti' figli a' piedi

a piange disperati e fa nottata.

Novanta te ne si passati

a benedicci tutti quanti

figli, parenti e suore

fatti e acquistati.

Co lu dolore abbraccetto

te si fatta sta salita

scordasti u mare azzurro

pe' dondolatti in sto letto.

Studi a luce finalmente

saluti tutti

grata d'esse stata Ester

felice e bella tra 'sta gente.

2003

Libera nos…

Che assurdità è mai questa?

Viviamo un misero soffio di tempo

su questa terra colma di meraviglie da offrirci

e il nostro stupido, infimo, aberrante

candido, generoso comportamento

ci segna per l'eternità

condannandoci alle atroci pene dell'inferno

o elevandoci alle meraviglie del Paradiso.

Che assurdità è mai questa?

È come

ancor più sproporzionato

se tutto dipendesse da un'unica domanda

come se tutto dipendesse da un'unica risposta

come se in un inconsapevole testa o croce

ci giocassimo l'eternità.

Che assurdità è mai questa?

È come se dovessimo scegliere

tra nero e bianco

anzi peggio ancora

perché il nero o il bianco

possono essere indicativi di male o bene

no l'incognita deve regnare sovrana

è come se dovessimo scegliere

fra verde e rosso, giallo e blu

come scegliere fra rosa e petunia

calla o giglio, tigre o leone, uno o due.

Che assurdità è mai questa,

alcuni la chiamano fede.

2003

A e per te

Vorrei aver scritto frasi

che nessuno ha cantato mai

vorrei aver detto cose che non sai

guardarti dentro agli occhi

e perdermi nel lago di bambina come sei.

Vorrei aver colto fiori

che nessuno ha odorato mai

vorrei aver visto cose che non hai

portarle alle tue mani

e meritar l'amore di bambina che tu dai.

2003

Polizza vita

Mi chiamano lo strano

lo strano è che mi chiamo

perché quando rispondo

è strano ancor di più.

Succedono le cose

frontali e un po' rischiose

ma quando c'è da dare

premio anche di più.

Non chiedo più di tanto

il bello è che poi canto

me è quando arriva sera

che so dar di più

eeeeee

suono

la batteria

la vita mia

strimpello in aria le corde

della chitarra e via

fresca e leggera

fino a stasera

fino a domani mattina e

soffio

dentro al sax

che quando guardo la tipa giù al bar

mi sento sex

e batto il tempo

carezzo il basso

ma devo stare più attento a quel tipo

grasso

seduto al bar

che sta puntando la tipa

che avevo sperato e

canto

la vita mia

la gente balla

la notte è già in palla

si viaggia e via

la vita mia

la gente balla

la notte è già in palla

si viaggia e via.

Mi chiamano lo strano

ma è strano se non chiamo

perché se non rispondo

è strano ancor di più.


Ripeto il mio refrain

la gioia ch'entra in me

e quando sto sul palco

sono superman

eeeeee

suono

la batteria

la vita mia

strimpello in aria le corde

della chitarra e via

fresca e leggera

fino a stasera

fino a domani mattina

soffio

dentro al sax

che quando guardo la tipa giù al bar

mi sento sex

e batto il tempo

carezzo il basso

ma devo stare più attento a quel tipo

grasso

seduto al bar

che sta puntando la tipa

che avevo sperato mia

canto

la vita mia

la gente balla

la notte è già in palla

si viaggia e via

la vita mia

la gente balla

la notte è già in palla

si viaggia e via!

2003

Dolce Amore mio

Tu hai paura

che mi manchi qualcosa

e non capisci che

l'unica cosa

che mi manca

sei tu!

2003

Sensi di colpa

Ho troppo

non perché lo merito

non perché

chissà cosa ho pagato

in cambio o

cosa dovrò penare poi

ho troppo

perché lo possa dare!

2003

29 XI 2003

non ci son favole

di zucchero e miele

caramellate quanto quelle

che si rivelarono tra le pagine

logore e intonse aperte

senza riuscir più a desisterne la vista.

abbandonerò queste sponde

senza aver mai proferito o scritto

nulla tal pari

alla tangibile sostanza

che con proprie mani riuscii a sfiorare

quando ansimante e stanco

raggiunsi infine la vetta

gialla di paglia e feconda di vento

l'amato colle

che oggi funge da prigione

ove tener libera

la nostra libertà

sì che tutti

la possano vedere.

2003

Tuffo nel futuro

I piedi non toccano più terra

in quell'attimo infinito fra il cielo e il mare

l'urlo di gabbiano

esplode liberatorio da polmoni vuoti

della solita aria

e colmi di un salmastro dai colori iridescenti

volare

come una piuma perduta di cormorano

gridare

come la nota scomparsa

dell'ultimo stridulo soprano stonato.

Sul livello del mare

le ombre scivolano immobili

intorno alla fotografia

di quell'attimo prima di arrivare

diafano

tangibile

scomposto

in una posa plastica

di classici mondi lontani

le braccia tese

verso quella fede barocca e antica

generosa di speranze e avida di anime

lo sguardo smarrito

nell'estasi di un nanomomento

che ha la grazia incantata e sorprendente

di non finire mai

il gerundio che dona il respiro

salvandoci dal passato soffocante

dell'insulso deja vu.

 

Sacre

&

Divagazioni


 

27 novembre 2003

Mai un attimo di pace!

Sarebbero sì effimere

ma meravigliose le mie soddisfazioni

se solo potessi godermele in santa pace

senza sentirmi piombare sulla schiena

il peso di un insolito ed inusitato

fardello di calamità

capace alla fine

di calarmi nel delirio della disperazione

fiaccarmi le forze

e celarmi anche quelle speranze

che fino ad un attimo prima

mi sembrava già di toccare

con le bramose dita.

Un tuo dolce sorriso

un petalo di rosa

un bimbo che gioca

gli amici

un po’ di famiglia

un lavoro ben riuscito

il mondo che gira quieto.

Sarebbe così vano

dopo tanto tribolare e tanto esultare

darmi un attimo di pace

prima di donarmi

quella che

unica

ancora riesco a sperare sia eterna.

8 dicembre 2003

Quante distrazioni fuori dal guscio!

Un aquilone lontano

vola nel cielo senza alcun filo

tre fiocchi rossi attaccati alla coda

fluttuano serpeggiando nell’aria

lo guardo su in alto

seguo il suo corso

rimango abbagliato dal sole

e non vedo più te.

20 dicembre 2003

Quando la playstation era di cartone.

La differenza

è che noi abbiamo fatto le stesse cose

le stesse stupide, umili, misere cose

con niente tra le mani.

Poi, quando siamo cresciuti

e ce ne hanno dato i mezzi

le abbiamo ricreate, vere, per voi

credendo di regalarci

quello che ci era davvero mancato.

Invece, nonostante tutto

e tutto il tanto che ci circonda

ancora rimpiangiamo i carrettini

i fucili a elastico

la panda e la due cavalli.

E adesso che tutti potranno fare tutto

cosa succederà?




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